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IL DOMINIO DELL’ARIA – IL CONFLITTO TRA RUSSIA E UCRAINA SI E’ SPOSTATO SUI CIELI, CON I DRONI DI KIEV E I MISSILI BALISTICI SPARATI DA MOSCA – ALL’INIZIO DEL CONFLITTO PUTIN SI ILLUDEVA DI POTER VINCERE GRAZIE ALLA SUPERIORITA’ DI SOLDATI E CARRI ARMATI. “MAD VLAD” HA COMMESSO UN TRAGICO ERRORE E ORA SI AFFIDA AI SUOI INGEGNERI PER COLMARE IL GAP CON I DRONI AVVERSARI – SECONDO IL CAPO DI STATO MAGGIORE UCRAINO, OLEKSANDR SYRSKYI, I VELIVOLI SENZA PILOTA HANNO COLPITO 18.000 OBIETTIVI RUSSI A MAGGIO…
Estratto dall’articolo di Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”
La guerra dei cieli domina lo scenario russo-ucraino. Ha ragione da vendere Volodymyr Zelensky quando al summit della Nato a Ankara dichiara che le nuove tecnologie e i droni di ultima generazione prodotti dalle start-up di Kiev hanno «rivoluzionato» la natura stessa dei conflitti presenti e futuri.
In poco più di quattro anni siamo passati da una dinamica militare maturata nel pieno della Guerra Fredda, che a Mosca s’illudevano fosse determinata dalla loro superiorità di fanterie e carri armati, a una sfida tra ingegneri cultori dell’intelligenza artificiale, che ogni giorno innovano i loro droni per battere quelli avversari.
«Ormai oltre l’80 per cento dei soldati caduti e delle perdite di mezzi e materiali nei due eserciti è dovuta ai droni», affermano i due alti comandi nemici. Siamo di fronte a un cambiamento epocale. Zelensky lo paragona a quello della comparsa delle mitragliatrici nelle trincee della Prima Guerra Mondiale. […]
Tra Kiev e Mosca questa dinamica è moltiplicata per migliaia di casi, con i droni ucraini che mettono in ginocchio le raffinerie russe e paralizzano la Crimea occupata. L’elemento più nuovo è però rappresentato dalla crescita dei missili balistici di Mosca, contro i quali Kiev oggi non ha abbastanza difese.
Tuttavia, il ruolo degli ufficiali ucraini e delle unità specializzate nei droni è talmente rilevante che ormai negli ambienti militari internazionali è paragonato a quello degli israeliani dopo la strabiliante vittoria nella Guerra dei Sei Giorni nel giugno 1967. Allora i loro istruttori venivano chiamati e lautamente pagati in tutto il mondo affinché insegnassero le loro strategie. Ai nostri giorni sono gli ufficiali ucraini a venire richiesti in gran numero con proposte d’ingaggio faraoniche. Il loro problema resta che nella maggioranza dei casi non possono accettare perché ancora impegnati sul fronte contro le truppe russe. […]
Parte integrante di questa sfida per il controllo dei cieli avviata immediatamente dallo Stato maggiore di Kiev fu l’utilizzo su larga scala di batterie di missili antiaerei russi S-300 e S-400 che gli ucraini avevano in dotazione sin dalla fine della Guerra Fredda, ma che poi erano riusciti a modificare con effetti devastanti contro l’aviazione di Mosca.
Il risultato fu che sin dalle prime settimane di guerra i russi persero il controllo dello spazio aereo ucraino: tutt’oggi i loro jet restano negli hangar o effettuano soltanto brevi sortite, e dalla fine del 2022 sono i droni e i missili a lunga gittata a giocare la parte del leone.
Secondo il capo di Stato maggiore ucraino, Oleksandr Syrskyi, i loro droni avrebbero colpito 18.000 obiettivi in maggio, pari a un incremento nei successi del 12,7 per cento rispetto ad aprile. Nello stesso periodo sarebbero stati intercettati e abbattuti circa 4.000 droni russi nelle versioni modificate dello Shahed iraniano. […]
Vladimir Putin2
Soldato ucraino con done
Volodomyr Zelensky 22
Estratto dall’articolo di Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”
La guerra dei cieli domina lo scenario russo-ucraino. Ha ragione da vendere Volodymyr Zelensky quando al summit della Nato a Ankara dichiara che le nuove tecnologie e i droni di ultima generazione prodotti dalle start-up di Kiev hanno «rivoluzionato» la natura stessa dei conflitti presenti e futuri.
In poco più di quattro anni siamo passati da una dinamica militare maturata nel pieno della Guerra Fredda, che a Mosca s’illudevano fosse determinata dalla loro superiorità di fanterie e carri armati, a una sfida tra ingegneri cultori dell’intelligenza artificiale, che ogni giorno innovano i loro droni per battere quelli avversari.
«Ormai oltre l’80 per cento dei soldati caduti e delle perdite di mezzi e materiali nei due eserciti è dovuta ai droni», affermano i due alti comandi nemici. Siamo di fronte a un cambiamento epocale. Zelensky lo paragona a quello della comparsa delle mitragliatrici nelle trincee della Prima Guerra Mondiale. […]
Tra Kiev e Mosca questa dinamica è moltiplicata per migliaia di casi, con i droni ucraini che mettono in ginocchio le raffinerie russe e paralizzano la Crimea occupata. L’elemento più nuovo è però rappresentato dalla crescita dei missili balistici di Mosca, contro i quali Kiev oggi non ha abbastanza difese.
Tuttavia, il ruolo degli ufficiali ucraini e delle unità specializzate nei droni è talmente rilevante che ormai negli ambienti militari internazionali è paragonato a quello degli israeliani dopo la strabiliante vittoria nella Guerra dei Sei Giorni nel giugno 1967. Allora i loro istruttori venivano chiamati e lautamente pagati in tutto il mondo affinché insegnassero le loro strategie. Ai nostri giorni sono gli ufficiali ucraini a venire richiesti in gran numero con proposte d’ingaggio faraoniche. Il loro problema resta che nella maggioranza dei casi non possono accettare perché ancora impegnati sul fronte contro le truppe russe. […]
Parte integrante di questa sfida per il controllo dei cieli avviata immediatamente dallo Stato maggiore di Kiev fu l’utilizzo su larga scala di batterie di missili antiaerei russi S-300 e S-400 che gli ucraini avevano in dotazione sin dalla fine della Guerra Fredda, ma che poi erano riusciti a modificare con effetti devastanti contro l’aviazione di Mosca.
Il risultato fu che sin dalle prime settimane di guerra i russi persero il controllo dello spazio aereo ucraino: tutt’oggi i loro jet restano negli hangar o effettuano soltanto brevi sortite, e dalla fine del 2022 sono i droni e i missili a lunga gittata a giocare la parte del leone.
Secondo il capo di Stato maggiore ucraino, Oleksandr Syrskyi, i loro droni avrebbero colpito 18.000 obiettivi in maggio, pari a un incremento nei successi del 12,7 per cento rispetto ad aprile. Nello stesso periodo sarebbero stati intercettati e abbattuti circa 4.000 droni russi nelle versioni modificate dello Shahed iraniano. […]
Vladimir Putin2
Soldato ucraino con done
Volodomyr Zelensky 22

FLASH! – ALL’INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN’IDEA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL “SECOLO XIX”, MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL’EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L’ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE – PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL’EX DIRETTORE DE “LA STAMPA”, ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)….

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! – CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L’AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA’ DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO- NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

DAGOREPORT – QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN’ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME “L’AIRONE” E “L’APOLLO” E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO – ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE – VA INOLTRE RICORDATO CHE…

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L’ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D’ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER – CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO – MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA – CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? – INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

DAGOREPORT – CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? – UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI – SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA – DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L’EX “GIORGIA DEI DUE MONDI” PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?





















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