Torna il baronato? – il parlamento ha approvato definitivamente la riforma che cancella…

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concorsi universitari 3

TORNA IL BARONATO? – IL PARLAMENTO APPROVA DEFINITIVAMENTE LA RIFORMA CHE CANCELLA L’ABILITAZIONE SCIENTIFICA NAZIONALE (ASN), IL PRIMO OSTACOLO CHE I DOCENTI DOVEVANO SUPERARE PER ACCEDERE AI RUOLI DI PROFESSORE UNIVERSITARIO –  LE SELEZIONI PASSANO ORA INTERAMENTE NELLE MANI DEI SINGOLI ATENEI ATTRAVERSO CONCORSI LOCALI GESTITI CON LE PIATTAFORME DIGITALI – RICERCATORI E DOCENTI UNIVERSITARI BOCCIANO LA RIFORMA: “RISCHIA DI LEGALIZZARE I CONCORSI TRUCCATI, CANCELLA IL MERITO”

Concorsi universitari

(Ansa) – L’aula della Camera ha dato il definitivo via libera al disegno di legge sulle procedure di reclutamento, trasferimento e valutazione del personale ricercatore e docente universitario, già deliberato dal Senato lo scorso dicembre. […] In particolare, il disegno di legge – la cui proposta è frutto del Gruppo di lavoro istituito dal Mur con rappresentanti dell’università e della ricerca – supera l’attuale sistema di reclutamento, in vigore da 15 anni, basato sull’Abilitazione Scientifica Nazionale (Asn). […]
 
La scelta di superare l’Asn, nelle intenzioni di chi ha dato vita al provvedimento, nasce dall’esigenza di aggiornare l’attuale sistema basato sull’Abilitazione Scientifica Nazionale: il sistema, basato su criteri spesso interpretati in modo disomogeneo e su un doppio livello di valutazione nazionale e locale, ha inoltre contribuito ad aumentare il contenzioso tra candidati e atenei (oltre 2.000 i casi in questi anni), senza riuscire a superare del tutto i fenomeni di localismo nei concorsi.

Concorsi universitari 2

 
L’Asn, infatti, equivaleva sostanzialmente a una sorta di patente di idoneità, mentre la chiamata effettiva restava demandata alla singola università tramite concorso locale gestito in completa autonomia (dal 2012 gli abilitati sono stati più di 71.000, mentre i chiamati poco meno di 40.000). […]
 
Con la riforma l’Asn viene sostituita da un sistema di “requisiti di produttività e qualificazione scientifica” fissati con decreto ministeriale entro 90 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. Non conteranno solo il numero di pubblicazioni, ma anche l’attività didattica, l’esperienza di ricerca in Italia e all’estero, la partecipazione a progetti di ricerca. In tutti i concorsi diventa poi obbligatoria una prova didattica, così da verificare concretamente le capacità di insegnamento.

Studenti universita

 
Cambia il criterio per la composizione delle commissioni giudicatrici con l’introduzione del sorteggio: le commissioni saranno formate in larga parte da membri esterni sorteggiati da liste nazionali, con l’obiettivo di ridurre il peso delle scelte e dei condizionamenti interni agli atenei.
 
Per i professori ordinari e associati le commissioni saranno ordinariamente composte da cinque membri (o tre, per i settori più piccoli), di cui uno nominato dall’ateneo che bandisce il posto e quattro sorteggiati da liste nazionali. Per i ricercatori sono invece previsti tre membri, di cui uno nominato dall’ateneo e due sorteggiati. 
 

universita 2

Le liste nazionali saranno predisposte e aggiornate dal Ministero con validità biennale. Gli atenei avranno autonomia nei concorsi ma più responsabilità nelle scelte. Dopo tre anni dall’entrata in ruolo, i neoassunti saranno oggetto di valutazione da parte di Anvur. Professori e ricercatori a tempo indeterminato in servizio da almeno cinque anni potranno trasferirsi in un’altra università. La riforma entrerà in vigore gradualmente, senza interrompere le procedure già in corso. La riforma ha il plauso della presidente della Conferenza dei rettori, Laura Ramaciotti ma è criticata da ricercatori e docenti universitari che per questo stamane hanno dato vita ad un flash mob a Roma: “rischia di legalizzare i concorsi truccati, cancella il merito e mette a rischio la qualità stessa delle nostre università”, accusano. Contrarie anche alcune forze politiche. (di Valentina Roncati)

FIERA DI ROMA CONCORSIuniversita 1

Concorsi universitari

(Ansa) – L’aula della Camera ha dato il definitivo via libera al disegno di legge sulle procedure di reclutamento, trasferimento e valutazione del personale ricercatore e docente universitario, già deliberato dal Senato lo scorso dicembre. […] In particolare, il disegno di legge – la cui proposta è frutto del Gruppo di lavoro istituito dal Mur con rappresentanti dell’università e della ricerca – supera l’attuale sistema di reclutamento, in vigore da 15 anni, basato sull’Abilitazione Scientifica Nazionale (Asn). […]
 
La scelta di superare l’Asn, nelle intenzioni di chi ha dato vita al provvedimento, nasce dall’esigenza di aggiornare l’attuale sistema basato sull’Abilitazione Scientifica Nazionale: il sistema, basato su criteri spesso interpretati in modo disomogeneo e su un doppio livello di valutazione nazionale e locale, ha inoltre contribuito ad aumentare il contenzioso tra candidati e atenei (oltre 2.000 i casi in questi anni), senza riuscire a superare del tutto i fenomeni di localismo nei concorsi.

Concorsi universitari 2

 
L’Asn, infatti, equivaleva sostanzialmente a una sorta di patente di idoneità, mentre la chiamata effettiva restava demandata alla singola università tramite concorso locale gestito in completa autonomia (dal 2012 gli abilitati sono stati più di 71.000, mentre i chiamati poco meno di 40.000). […]
 
Con la riforma l’Asn viene sostituita da un sistema di “requisiti di produttività e qualificazione scientifica” fissati con decreto ministeriale entro 90 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. Non conteranno solo il numero di pubblicazioni, ma anche l’attività didattica, l’esperienza di ricerca in Italia e all’estero, la partecipazione a progetti di ricerca. In tutti i concorsi diventa poi obbligatoria una prova didattica, così da verificare concretamente le capacità di insegnamento.

Studenti universita

 
Cambia il criterio per la composizione delle commissioni giudicatrici con l’introduzione del sorteggio: le commissioni saranno formate in larga parte da membri esterni sorteggiati da liste nazionali, con l’obiettivo di ridurre il peso delle scelte e dei condizionamenti interni agli atenei.
 
Per i professori ordinari e associati le commissioni saranno ordinariamente composte da cinque membri (o tre, per i settori più piccoli), di cui uno nominato dall’ateneo che bandisce il posto e quattro sorteggiati da liste nazionali. Per i ricercatori sono invece previsti tre membri, di cui uno nominato dall’ateneo e due sorteggiati. 
 

universita 2

Le liste nazionali saranno predisposte e aggiornate dal Ministero con validità biennale. Gli atenei avranno autonomia nei concorsi ma più responsabilità nelle scelte. Dopo tre anni dall’entrata in ruolo, i neoassunti saranno oggetto di valutazione da parte di Anvur. Professori e ricercatori a tempo indeterminato in servizio da almeno cinque anni potranno trasferirsi in un’altra università. La riforma entrerà in vigore gradualmente, senza interrompere le procedure già in corso. La riforma ha il plauso della presidente della Conferenza dei rettori, Laura Ramaciotti ma è criticata da ricercatori e docenti universitari che per questo stamane hanno dato vita ad un flash mob a Roma: “rischia di legalizzare i concorsi truccati, cancella il merito e mette a rischio la qualità stessa delle nostre università”, accusano. Contrarie anche alcune forze politiche. (di Valentina Roncati)

FIERA DI ROMA CONCORSIuniversita 1

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT – QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN’ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME “L’AIRONE” E “L’APOLLO” E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO – ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE – VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L’ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D’ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER – CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO – MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA – CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? – INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT – CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? – UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI – SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA – DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L’EX “GIORGIA DEI DUE MONDI” PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT – ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L”’EMINENZA NERA” FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL’”EMINENZA BIANCA”, ALFREDO MANTOVANO – IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E’ ANDATA PRIMA!) – L’EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E’ FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL’ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) – E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI…

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L’ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L’IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL’OPPOSIZIONE – LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ”SECCHE” O CON BALLOTTAGGIO? – RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO – RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO’ POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA – A FAVORE DI ELLY: L’ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA’ DI DAR VITA ALLA ”TERZA GAMBA” CENTRISTA – IL CASO SALIS – RENZI, “IL MALE NECESSARIO” PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI…

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