Soldi e armi: ecco perche’ trump ce l’ha con giorgia meloni! – dietro lo strappo c’e’ il purl

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giorgia meloni guido crosetto donald trump

SOLDI E ARMI: ECCO PERCHE’ TRUMP CE L’HA CON GIORGIA MELONI! – DIETRO LO STRAPPO TRA IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA E LA DUCETTA C’E’ IL NO ITALIANO AL “PURL”, IL PROGRAMMA PER L’ACQUISTO DI ARMI AMERICANE PER AIUTARE L’UCRAINA -CROSETTO: “IO NON DO I MISSILI DI DIFESA AMERICANI, MA DARÒ ALL’UCRAINA GLI ASTER CHE SONO PRODOTTI DA MBDA, CHE È UNA AZIENDA ITALIANA E FRANCESE. ALMENO QUEI SOLDI RIMARRANNO ALL’INDUSTRIA ITALIANA ED EUROPEA, AGLI OPERAI ITALIANI ED EUROPEI” – STASERA, ALLA CENA CHE APRE IL VERTICE NATO DI ANKARA, MELONI E TRUMP SI TROVERANNO ANCORA INSIEME, MA SARANNO TENUTI A DISTANZA – “GI-GIORGIA” TEME UN NUOVO AGGUATO POLITICO DA “THE DONALD” CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL – DAGOREPORT

DAGOREPORT – CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? – UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI – SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA – DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L’EX “GIORGIA DEI DUE MONDI” PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-quale-faccia-giorgia-meloni-si-presentera-domani-summit-nato-479707

 

 

LA SCELTA DI NON REPLICARE ALL’ULTIMA PROVOCAZIONE

Tommaso Ciriaco per “la Repubblica” – Estratti

 

meme pubblicato da donald trump contro giorgia meloni

Il primo contatto è previsto per stasera, conferma l’agenda ufficiale di Palazzo Chigi aggiornata nel pomeriggio di ieri. E dunque Giorgia Meloni si presenterà a fine giornata nel palazzo presidenziale di Erdogan e si ritroverà di fronte Donald Trump. Il timore, nessuno lo nasconde, è una nuova scenata del presidente americano. Un agguato politico.

 

Uno sgarbo. Anche per questo, forse, non discute di quanto accaduto con gli altri leader europei: prova a evitare altri incidenti. Nel frattempo, gli uffici diplomatici e del cerimoniale si sono assicurati con la controparte turca che venga garantita la distanza di sicurezza nei posti a sedere: M di Meloni e T di Trump, oppure I di Italy e U di United States, l’importante è evitare spiacevoli contiguità.

 

Fin qui, è soprattutto cronaca dello sconcerto, della rabbia, della delusione di queste ore. Dietro il silenzio che la premier si è auto-imposta, però, una domanda tiene in allerta il melonismo dagli attimi successivi alla pubblicazione del meme della discordia: quando ha inizio il male? Meglio ancora: qual è il momento esatto in cui tutto è andato in frantumi, spingendo Washington a rendere definitiva la scomunica di Giorgia Meloni?

MELONI TRUMP TEMPTATION ISLAND MEME 34

Più ancora di Sigonella, a pesare potrebbero essere stati i dollari.

 

La tesi prevalente che circola adesso ai vertici dell’esecutivo collega lo strappo a un evento relativamente centrale della parabola di governo: il no italiano all’acquisto di armi americane. Bisogna tornare indietro di un anno e mezzo. 

 

(…)

 

All’avvio del 2026 qualcosa si inceppa. Ne scriveva ieri il Wall Street Journal, chiamando in causa anche Meloni. A differenza degli europei, che fissano nel rapimento di Maduro il punto di non ritorno (mentre in quelle ore la premier ancora lo difende), è l’attacco all’Iran a sancire la fine di una storia. A quel punto la presidente del Consiglio, mossa anche da evidenti ragioni di politica interna, si espone.

DONALD TRUMP – GIORGIA MELONI -. MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

 

Una delle conseguenze, non la più evidente agli occhi dell’opinione pubblica, è il rifiuto definitivo all’acquisto di armi americane. Il segnale, per Washington, che della leader non ci si può più fidare. È un dettaglio, ma è come se Palazzo Chigi dicesse alla Casa Bianca: non giochiamo più la stessa partita. Reazione inaccettabile, per gli Usa. Quasi un tradimento.

 

In realtà, l’orientamento su Purl era già maturato alla fine del 2025.

 

Ma è tra fine maggio e inizio giugno che Roma comunica all’alleato la scelta irrevocabile. L’esecutivo si oppone così a un pressing intenso esercitato dall’amministrazione americana in blocco: sulla premier, su Guido Crosetto, sull’ufficio diplomatico, sulla Farnesina durante la visita di Marco Rubio. Intenso e però infruttuoso.

 

guido crosetto e giorgia meloni alla festa dell arma dei carabinieri a reggio calabria

Anche perché accompagnato da altri segnali che gli Usa giudicano allarmanti. In cui l’Italia, di nuovo, non sarebbe stata ai patti.

 

È una “secessione” che si gioca anche su diversi terreni: più libertà di azione su intelligenza artificiale e spazio, ad esempio. Non a caso, proprio di questi dossier si discuteva pochi giorni fa ad Antibes, durante il vertice intergovernativo con la Francia di fine giugno.

 

Ma è il capitolo militare quello prevalente, almeno in questa fase. Tanto da spingere Crosetto a spiegare con chiarezza sconcertante la defezione da Purl: «Io non do i missili di difesa americani, ma darò all’Ucraina gli Aster che sono prodotti da Mbda, che è una azienda italiana e francese. Almeno quei soldi rimarranno all’industria italiana ed europea, agli operai italiani ed europei».

DONALD TRUMP GIORGIA MELONI – TEMPTATION ISLAND – 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Sono concetti sgraditi a Trump.

Donald Trump Giorgia MeloniDONALD TRUMP – GIORGIA MELONI – MEME BY EMILIANO CARLI meme su donald trump e giorgia meloni al g7 GIORGIA MELONI DONALD TRUMP

DAGOREPORT – CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? – UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI – SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA – DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L’EX “GIORGIA DEI DUE MONDI” PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-quale-faccia-giorgia-meloni-si-presentera-domani-summit-nato-479707

 

 

LA SCELTA DI NON REPLICARE ALL’ULTIMA PROVOCAZIONE

Tommaso Ciriaco per “la Repubblica” – Estratti

 

meme pubblicato da donald trump contro giorgia meloni

Il primo contatto è previsto per stasera, conferma l’agenda ufficiale di Palazzo Chigi aggiornata nel pomeriggio di ieri. E dunque Giorgia Meloni si presenterà a fine giornata nel palazzo presidenziale di Erdogan e si ritroverà di fronte Donald Trump. Il timore, nessuno lo nasconde, è una nuova scenata del presidente americano. Un agguato politico.

 

Uno sgarbo. Anche per questo, forse, non discute di quanto accaduto con gli altri leader europei: prova a evitare altri incidenti. Nel frattempo, gli uffici diplomatici e del cerimoniale si sono assicurati con la controparte turca che venga garantita la distanza di sicurezza nei posti a sedere: M di Meloni e T di Trump, oppure I di Italy e U di United States, l’importante è evitare spiacevoli contiguità.

 

Fin qui, è soprattutto cronaca dello sconcerto, della rabbia, della delusione di queste ore. Dietro il silenzio che la premier si è auto-imposta, però, una domanda tiene in allerta il melonismo dagli attimi successivi alla pubblicazione del meme della discordia: quando ha inizio il male? Meglio ancora: qual è il momento esatto in cui tutto è andato in frantumi, spingendo Washington a rendere definitiva la scomunica di Giorgia Meloni?

MELONI TRUMP TEMPTATION ISLAND MEME 34

Più ancora di Sigonella, a pesare potrebbero essere stati i dollari.

 

La tesi prevalente che circola adesso ai vertici dell’esecutivo collega lo strappo a un evento relativamente centrale della parabola di governo: il no italiano all’acquisto di armi americane. Bisogna tornare indietro di un anno e mezzo. 

 

(…)

 

All’avvio del 2026 qualcosa si inceppa. Ne scriveva ieri il Wall Street Journal, chiamando in causa anche Meloni. A differenza degli europei, che fissano nel rapimento di Maduro il punto di non ritorno (mentre in quelle ore la premier ancora lo difende), è l’attacco all’Iran a sancire la fine di una storia. A quel punto la presidente del Consiglio, mossa anche da evidenti ragioni di politica interna, si espone.

DONALD TRUMP – GIORGIA MELONI -. MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

 

Una delle conseguenze, non la più evidente agli occhi dell’opinione pubblica, è il rifiuto definitivo all’acquisto di armi americane. Il segnale, per Washington, che della leader non ci si può più fidare. È un dettaglio, ma è come se Palazzo Chigi dicesse alla Casa Bianca: non giochiamo più la stessa partita. Reazione inaccettabile, per gli Usa. Quasi un tradimento.

 

In realtà, l’orientamento su Purl era già maturato alla fine del 2025.

 

Ma è tra fine maggio e inizio giugno che Roma comunica all’alleato la scelta irrevocabile. L’esecutivo si oppone così a un pressing intenso esercitato dall’amministrazione americana in blocco: sulla premier, su Guido Crosetto, sull’ufficio diplomatico, sulla Farnesina durante la visita di Marco Rubio. Intenso e però infruttuoso.

 

guido crosetto e giorgia meloni alla festa dell arma dei carabinieri a reggio calabria

Anche perché accompagnato da altri segnali che gli Usa giudicano allarmanti. In cui l’Italia, di nuovo, non sarebbe stata ai patti.

 

È una “secessione” che si gioca anche su diversi terreni: più libertà di azione su intelligenza artificiale e spazio, ad esempio. Non a caso, proprio di questi dossier si discuteva pochi giorni fa ad Antibes, durante il vertice intergovernativo con la Francia di fine giugno.

 

Ma è il capitolo militare quello prevalente, almeno in questa fase. Tanto da spingere Crosetto a spiegare con chiarezza sconcertante la defezione da Purl: «Io non do i missili di difesa americani, ma darò all’Ucraina gli Aster che sono prodotti da Mbda, che è una azienda italiana e francese. Almeno quei soldi rimarranno all’industria italiana ed europea, agli operai italiani ed europei».

DONALD TRUMP GIORGIA MELONI – TEMPTATION ISLAND – 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Sono concetti sgraditi a Trump.

Donald Trump Giorgia MeloniDONALD TRUMP – GIORGIA MELONI – MEME BY EMILIANO CARLI meme su donald trump e giorgia meloni al g7 GIORGIA MELONI DONALD TRUMP

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT – QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN’ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME “L’AIRONE” E “L’APOLLO” E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO – ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE – VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L’ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D’ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER – CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO – MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA – CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? – INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT – CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? – UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI – SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA – DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L’EX “GIORGIA DEI DUE MONDI” PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT – ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L”’EMINENZA NERA” FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL’”EMINENZA BIANCA”, ALFREDO MANTOVANO – IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E’ ANDATA PRIMA!) – L’EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E’ FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL’ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) – E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI…

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L’ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L’IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL’OPPOSIZIONE – LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ”SECCHE” O CON BALLOTTAGGIO? – RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO – RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO’ POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA – A FAVORE DI ELLY: L’ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA’ DI DAR VITA ALLA ”TERZA GAMBA” CENTRISTA – IL CASO SALIS – RENZI, “IL MALE NECESSARIO” PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI…

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