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NETANYAHU SENZA LIMITI – FRA IL 2023 E IL 2025 IN CISGIORDANIA I COLONI ISRAELIANI HANNO COSTRUITO 185 NUOVI INSEDIAMENTI. IL GOVERNO DI “BIBI” HA DATO UNA SPINTA ALL’ESPANSIONE, FAVORENDO L’APPROPRIAZIONE DI TERRENI AI DANNI DELLE COMUNITA’ PALESTINESI – PER NON PARLARE DI ALCUNE NORME APPROVATE DA TEL AVIV PER GARANTIRE LA QUASI TOTALE IMMUNITA’ AI COLONI VIOLENTI – E CON L’AVVICINARSI DELLE ELEZIONI AUTUNNALI, NETANYAHU CERCA DI COMPIACERE I PARTITI DELL’ESTREMA DESTRA, SUOI ALLEATI, CHE NEI SONDAGGI RAGGIUNGONO IL 13% DEI VOTI…
Estratto dall’articolo di Francesca Caferri per “la Repubblica”
Lo avevano detto dall’inizio: «La popolazione ebraica ha un esclusivo e inalienabile diritto a ogni luogo sulla terra di Israele. Il governo svilupperà e promuoverà insediamenti in tutti i punti della terra di Israele: in Galilea, nel Negev, nel Golan e in Giudea e Samaria».
Così recitava al momento della sua entrata in carica – era il dicembre del 2022 – il programma del 22esimo governo israeliano, il più destra della Storia del Paese, guidato da Benjamin Netanyahu e basato sui voti dei partiti dei ministri estremisti Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir. E così sta accadendo.
Lo documenta, numeri alla mano, un rapporto diffuso oggi da Peace Now e Kerem Novot, due fra le maggiori ong israeliane, e pubblicato su Haaretz e sui maggiori giornali europei (per l’Italia, Repubblica). Un viaggio che, pagina dopo pagina, conduce fra le colline brulle della Cisgiordania (o Giudea e Samaria, come le chiamano in molti in Israele, usando il nome biblico della regione) dove, a partire da fine 2022 e con un’accelerazione senza precedenti dopo il 7 ottobre 2023, i coloni israeliani con l’aiuto del governo e delle forze armate hanno strappato ai residenti palestinesi più terra di quanta non ne avessero presa dagli Accordi di Oslo (1993) in avanti.
«L’attuale governo ha portato avanti un’annessione di fatto a una velocità senza precedenti – si legge nello studio –: lo ha fatto modificando le leggi, facilitando l’espansione degli insediamenti, autorizzando in maniera retroattiva la creazione di fattorie, l’appropriazione di terreni e l’espulsione di comunità palestinesi e aumentando il controllo su aree sotto la giurisdizione dell’Autorità nazionale palestinese».
‘annessione della Cisgiordania
Il risultato lo raccontano i numeri: 185 nuovi insediamenti costruiti fra il 2023 e il 2025, di cui 130 costituiti da “fattorie”, ovvero microscopiche comunità agricole in cui un limitato numero di persone (a volte anche 5 o 6) prende possesso di una collina e attacca in maniera violenta (incendi di abitazioni e di auto, pestaggi, furti di bestiame, taglio dei tubi dell’acqua, blocco dei pascoli) centinaia di abitanti palestinesi delle zone circostanti.
Il 18 per cento dell’intera Cisgiordania (che dovrebbe, secondo gli Accordi di Oslo, costituire il cuore dello Stato palestinese) è controllato da queste “fattorie”. Ancora: in tre anni sono state autorizzate 40.064 nuove unità abitative su terre che le Nazioni Unite riconoscono come palestinesi, per un totale di 160-200mila nuovi coloni destinati a vivere nell’area. […]
Coloni israeliani danno fuoco a una moschea nel villaggio di Jiljilya in Cisgiordania
Per non parlare delle modifiche legislative che garantiscono la quasi totale immunità dei coloni violenti – compresi quelli accusati di omicidio – mentre induriscono le pene per i palestinesi; o dell’espropriazione di terre in nome della creazione di zone archeologiche o ricreative.
A colpire non è soltanto la vastità del progetto, ma anche l’accelerazione che ha subito dopo il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump (entrato in carica nel gennaio 2025) e man mano che la prospettiva delle urne si avvicinava (in Israele le elezioni sono previste in autunno): delle 118 comunità palestinesi cacciate in cinque anni, 42 hanno perso le loro terre solo nel 2025.
Nello stesso anno sono state autorizzate 27.941 unità abitative: più del doppio di quelle approvate nel 2024. Misure volte (anche) a compiacere e incrementare gli elettori dei partiti di Smotrich e Ben-Gvir i quali, secondo gli ultimi sondaggi, raggiungerebbero insieme il 13% delle preferenze, percentuale che potrebbe risultare decisiva per mantenere Netanyahu al governo. […]
Benjamin Netanyahu 4
Benjamin Netanyahu 2
Benjamin Netanyahu
COLONI ISRAELIANI AGGREDISCONO PALESTINESI A HUWARA IN CISGIORDANIA
Estratto dall’articolo di Francesca Caferri per “la Repubblica”
Lo avevano detto dall’inizio: «La popolazione ebraica ha un esclusivo e inalienabile diritto a ogni luogo sulla terra di Israele. Il governo svilupperà e promuoverà insediamenti in tutti i punti della terra di Israele: in Galilea, nel Negev, nel Golan e in Giudea e Samaria».
Così recitava al momento della sua entrata in carica – era il dicembre del 2022 – il programma del 22esimo governo israeliano, il più destra della Storia del Paese, guidato da Benjamin Netanyahu e basato sui voti dei partiti dei ministri estremisti Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir. E così sta accadendo.
Lo documenta, numeri alla mano, un rapporto diffuso oggi da Peace Now e Kerem Novot, due fra le maggiori ong israeliane, e pubblicato su Haaretz e sui maggiori giornali europei (per l’Italia, Repubblica). Un viaggio che, pagina dopo pagina, conduce fra le colline brulle della Cisgiordania (o Giudea e Samaria, come le chiamano in molti in Israele, usando il nome biblico della regione) dove, a partire da fine 2022 e con un’accelerazione senza precedenti dopo il 7 ottobre 2023, i coloni israeliani con l’aiuto del governo e delle forze armate hanno strappato ai residenti palestinesi più terra di quanta non ne avessero presa dagli Accordi di Oslo (1993) in avanti.
«L’attuale governo ha portato avanti un’annessione di fatto a una velocità senza precedenti – si legge nello studio –: lo ha fatto modificando le leggi, facilitando l’espansione degli insediamenti, autorizzando in maniera retroattiva la creazione di fattorie, l’appropriazione di terreni e l’espulsione di comunità palestinesi e aumentando il controllo su aree sotto la giurisdizione dell’Autorità nazionale palestinese».
‘annessione della Cisgiordania
Il risultato lo raccontano i numeri: 185 nuovi insediamenti costruiti fra il 2023 e il 2025, di cui 130 costituiti da “fattorie”, ovvero microscopiche comunità agricole in cui un limitato numero di persone (a volte anche 5 o 6) prende possesso di una collina e attacca in maniera violenta (incendi di abitazioni e di auto, pestaggi, furti di bestiame, taglio dei tubi dell’acqua, blocco dei pascoli) centinaia di abitanti palestinesi delle zone circostanti.
Il 18 per cento dell’intera Cisgiordania (che dovrebbe, secondo gli Accordi di Oslo, costituire il cuore dello Stato palestinese) è controllato da queste “fattorie”. Ancora: in tre anni sono state autorizzate 40.064 nuove unità abitative su terre che le Nazioni Unite riconoscono come palestinesi, per un totale di 160-200mila nuovi coloni destinati a vivere nell’area. […]
Coloni israeliani danno fuoco a una moschea nel villaggio di Jiljilya in Cisgiordania
Per non parlare delle modifiche legislative che garantiscono la quasi totale immunità dei coloni violenti – compresi quelli accusati di omicidio – mentre induriscono le pene per i palestinesi; o dell’espropriazione di terre in nome della creazione di zone archeologiche o ricreative.
A colpire non è soltanto la vastità del progetto, ma anche l’accelerazione che ha subito dopo il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump (entrato in carica nel gennaio 2025) e man mano che la prospettiva delle urne si avvicinava (in Israele le elezioni sono previste in autunno): delle 118 comunità palestinesi cacciate in cinque anni, 42 hanno perso le loro terre solo nel 2025.
Nello stesso anno sono state autorizzate 27.941 unità abitative: più del doppio di quelle approvate nel 2024. Misure volte (anche) a compiacere e incrementare gli elettori dei partiti di Smotrich e Ben-Gvir i quali, secondo gli ultimi sondaggi, raggiungerebbero insieme il 13% delle preferenze, percentuale che potrebbe risultare decisiva per mantenere Netanyahu al governo. […]
Benjamin Netanyahu 4
Benjamin Netanyahu 2
Benjamin Netanyahu
COLONI ISRAELIANI AGGREDISCONO PALESTINESI A HUWARA IN CISGIORDANIA

DAGOREPORT – QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN’ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME “L’AIRONE” E “L’APOLLO” E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO – ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE – VA INOLTRE RICORDATO CHE…

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L’ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D’ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER – CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO – MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA – CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? – INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

DAGOREPORT – CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? – UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI – SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA – DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L’EX “GIORGIA DEI DUE MONDI” PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

DAGOREPORT – ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L”’EMINENZA NERA” FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL’”EMINENZA BIANCA”, ALFREDO MANTOVANO – IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E’ ANDATA PRIMA!) – L’EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E’ FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL’ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) – E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI…

DAGOREPORT – CON L’ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L’IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL’OPPOSIZIONE – LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ”SECCHE” O CON BALLOTTAGGIO? – RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO – RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO’ POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA – A FAVORE DI ELLY: L’ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA’ DI DAR VITA ALLA ”TERZA GAMBA” CENTRISTA – IL CASO SALIS – RENZI, “IL MALE NECESSARIO” PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI…





















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