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ORCEL VINCE LA BATTAGLIA DI GERMANIA – UNICREDIT CONTROLLA COMMERZBANK (TRA TITOLI E DERIVATI GLI ITALIANI SONO AL 45,9, OBIETTIVO E’ IL 51% PER AVERE IL CONTROLLO DELL’ASSEMBLEA) E, IN ATTESA DELLE AUTORIZZAZIONI DELLA BCE, GUARDA AL RISIKO BANCARIO ITALIANO – SE UN ANNO FA IL GOVERNO SI ERA MESSO DI TRAVERSO ALL’OPS LANCIATA DA ORCEL SU BANCO BPM CON UN GOLDEN POWER DURISSIMO, OGGI L’ISTITUTO DI PIAZZA GAE AULENTI POTREBBE ESSERE LA SOLUZIONE PER CONTRASTARE IL PESO CRESCENTE DEI FRANCESI DI CRÉDIT AGRICOLE SUL BANCO (LA MOSSA DELL’ISTITUTO TRANSALPINO DI SALIRE AL 29,3% DESTA PIÙ DI UNA PREOCCUPAZIONE AL GOVERNO). IL MINISTRO DELL’ECONOMIA GIANCARLO GIORGETTI DA’ IL VIA LIBERA: “OGGI UNICREDIT POTREBBE FARE L’OPERAZIONE A CUI HA RINUNCIATO ALLORA” – MA IL FUTURO DI BPM È IN MANO ALLA “BANQUE VERTE”… DAGOREPORT
Giuliano Balestreri per la Stampa – Estratti
Chiusa con una vittoria l’Ops su Commerzbank, Unicredit guarda già al futuro.
A partire dalla prossima primavera quando indicherà il nuovo consiglio di sorveglianza della banca tedesca – che valuterà se indicare un nuovo cda o mantenere alla guida del gruppo l’ad Bettina Orlopp.
Nel frattempo l’istituto di Piazza Gae Aulenti farà i conti sull’impatto della campagna di Germania: se alla fine l’esborso impattasse meno del previsto, potrebbero esserci risorse sufficienti per muoversi anche sullo scacchiere del risiko tricolore.
Gli analisti di Mediobanca sono convinti che «nelle prossime settimane» la strategia di Andrea Orcel per la Penisola sarà più chiara. Anche perché dopo l’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps e l’accordo per la spartizione del Monte con Bper (attraverso il conferimento di circa 630 sportelli a Unipol), Piazza Gae Aulenti scivolerà al terzo posto tra le banche del Paese.
Di più: se un anno fa il governo si era messo di traverso all’Ops lanciata da Andrea Orcel su Banco Bpm con un Golden power durissimo, oggi Unicredit potrebbe essere la soluzione per contrastare il peso crescente dei francesi di Crédit Agricole proprio sul Banco. Non per nulla pochi giorni fa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in audizione davanti alla Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, ha detto: «Oggi teoricamente Unicredit potrebbe fare l’operazione a cui ha rinunciato allora».
ANDREA ORCEL IN VERSIONE WILLY WONKA
Ieri, intanto, sono finiti i tempi supplementari dell’Ops su Commerzbank: i dati definitivi verranno comunicati della autorità tedesca il prossimo 8 luglio, ma secondo fonti finanziarie, anche alla luce di un premio finale dell’offerta pari al 5,4%, le adesioni sarebbero arrivate nell’intorno del 16 per cento. Una soglia a cui Unicredit può aggiungere un altro 26,7% già detenuto in azioni e un altro 3,2% in derivati convertibili con uno scambio di titoli. Abbastanza per arrivare al 45,9 per cento.
(…) In questo scenario sarà decisivo il 13,2% di derivati regolabili in contanti in mano a Unicredit: l’obiettivo di Orcel è salire al 51% per controllare l’assemblea. Una volta completati tutti gli iter autorizzativi – per cui serviranno tra i 3 e i 6 mesi – la banca valuterà se convertire un pezzo dei derivati o comprare sul mercato. Tutto dipenderà dal prezzo. A quel punto Unicredit potrà nominare 10 rappresentanti su 20 nel Consiglio di sorveglianza (compreso il presidente con doppio voto) con la possibilità di designare il management.
Orcel potrebbe chiedere di convocare un’assemblea già a fine anno, ma è probabile che aspetti aprile per evitare di alimentare tensioni con il governo tedesco. Subito dopo inizierà ad attuare la strategia “Unlocked”, condividendo probabilmente con gli azionisti di minoranza gli eventuali costi di ristrutturazione, gli oneri di risanamento e gli investimenti IT, il che potrebbe comportare una riduzione della remunerazione degli azionisti di Commerzbank.
(…) Orcel potrebbe avere nuovi spazi di manovra sullo scacchiere italiano. A cominciare da Bpm. Per due ordini di motivi. Il primo: come con Commerz, Unicredit sarebbe una banca di estrema rilevanza in Europa, ma in Italia sarebbe scavalcata dal gruppo Bper. Il secondo: la mossa di Crédit Agricole di salire al 29,3% desta più di una preoccupazione al governo.
Se è vero che i francesi non vogliono governare la banca è altrettanto vero che nessuna decisione importante può essere presa senza di loro.
giuseppe castagna – banco bpm
ANDREA ORCEL CARLO MESSINA
giuseppe castagna – banco bpm
andrea orcel commissione banche foto lapresse
CARLO MESSINA – ANDREA ORCEL
Giuliano Balestreri per la Stampa – Estratti
Chiusa con una vittoria l’Ops su Commerzbank, Unicredit guarda già al futuro.
A partire dalla prossima primavera quando indicherà il nuovo consiglio di sorveglianza della banca tedesca – che valuterà se indicare un nuovo cda o mantenere alla guida del gruppo l’ad Bettina Orlopp.
Nel frattempo l’istituto di Piazza Gae Aulenti farà i conti sull’impatto della campagna di Germania: se alla fine l’esborso impattasse meno del previsto, potrebbero esserci risorse sufficienti per muoversi anche sullo scacchiere del risiko tricolore.
Gli analisti di Mediobanca sono convinti che «nelle prossime settimane» la strategia di Andrea Orcel per la Penisola sarà più chiara. Anche perché dopo l’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps e l’accordo per la spartizione del Monte con Bper (attraverso il conferimento di circa 630 sportelli a Unipol), Piazza Gae Aulenti scivolerà al terzo posto tra le banche del Paese.
Di più: se un anno fa il governo si era messo di traverso all’Ops lanciata da Andrea Orcel su Banco Bpm con un Golden power durissimo, oggi Unicredit potrebbe essere la soluzione per contrastare il peso crescente dei francesi di Crédit Agricole proprio sul Banco. Non per nulla pochi giorni fa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in audizione davanti alla Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, ha detto: «Oggi teoricamente Unicredit potrebbe fare l’operazione a cui ha rinunciato allora».
ANDREA ORCEL IN VERSIONE WILLY WONKA
Ieri, intanto, sono finiti i tempi supplementari dell’Ops su Commerzbank: i dati definitivi verranno comunicati della autorità tedesca il prossimo 8 luglio, ma secondo fonti finanziarie, anche alla luce di un premio finale dell’offerta pari al 5,4%, le adesioni sarebbero arrivate nell’intorno del 16 per cento. Una soglia a cui Unicredit può aggiungere un altro 26,7% già detenuto in azioni e un altro 3,2% in derivati convertibili con uno scambio di titoli. Abbastanza per arrivare al 45,9 per cento.
(…) In questo scenario sarà decisivo il 13,2% di derivati regolabili in contanti in mano a Unicredit: l’obiettivo di Orcel è salire al 51% per controllare l’assemblea. Una volta completati tutti gli iter autorizzativi – per cui serviranno tra i 3 e i 6 mesi – la banca valuterà se convertire un pezzo dei derivati o comprare sul mercato. Tutto dipenderà dal prezzo. A quel punto Unicredit potrà nominare 10 rappresentanti su 20 nel Consiglio di sorveglianza (compreso il presidente con doppio voto) con la possibilità di designare il management.
Orcel potrebbe chiedere di convocare un’assemblea già a fine anno, ma è probabile che aspetti aprile per evitare di alimentare tensioni con il governo tedesco. Subito dopo inizierà ad attuare la strategia “Unlocked”, condividendo probabilmente con gli azionisti di minoranza gli eventuali costi di ristrutturazione, gli oneri di risanamento e gli investimenti IT, il che potrebbe comportare una riduzione della remunerazione degli azionisti di Commerzbank.
(…) Orcel potrebbe avere nuovi spazi di manovra sullo scacchiere italiano. A cominciare da Bpm. Per due ordini di motivi. Il primo: come con Commerz, Unicredit sarebbe una banca di estrema rilevanza in Europa, ma in Italia sarebbe scavalcata dal gruppo Bper. Il secondo: la mossa di Crédit Agricole di salire al 29,3% desta più di una preoccupazione al governo.
Se è vero che i francesi non vogliono governare la banca è altrettanto vero che nessuna decisione importante può essere presa senza di loro.
giuseppe castagna – banco bpm
ANDREA ORCEL CARLO MESSINA
giuseppe castagna – banco bpm
andrea orcel commissione banche foto lapresse
CARLO MESSINA – ANDREA ORCEL

DAGOREPORT – CON L’ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L’IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL’OPPOSIZIONE – LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ”SECCHE” O CON BALLOTTAGGIO? – RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO – RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO’ POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA – A FAVORE DI ELLY: L’ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA’ DI DAR VITA ALLA ”TERZA GAMBA” CENTRISTA – IL CASO SALIS – RENZI, “IL MALE NECESSARIO” PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI…

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! – SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE, I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA – CHE FARE? NIENT’ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE – ALTRIMENTI, TENERSI L’ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO…..

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E’ ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? – È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO – LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI – MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L’AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE – FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL’8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…





















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