Schlein e conte uniti solo contro la legge elettorale by meloni – ‘potremmo dividerci sulle…’

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schlein conte

“GIORGIA MELONI VUOLE IL QUIRINALE E PER QUESTA RAGIONE CAMBIA LA LEGGE ELETTORALE” – AL TEATRO DE’ SERVI A ROMA SCHLEIN E CONTE IN TRINCEA UNITI SOLO CONTRO LA RIFORMA MELONIANA. SUL RESTO, RESTANO LE DIVISIONI. PEPPINIELLO: “POTREMMO DIVIDERCI SULLE ALTERNATIVE ALLA LORO PROPOSTA” – ELLY REAGISCE AL TENTATIVO DI CONTE DI PRENDERE IN MANO LE REDINI DEL “CAMPO LARGO” CON LA PROPOSTA DEL CAMBIO DEL NOME (“LA COALIZIONE SI CHIAMI ALLEANZA PER LA COSTITUZIONE”). E QUANDO FINISCE L’INIZIATIVA SI AVVICINA AL LEADER M5S PER SUSSURRARGLI: “DOBBIAMO MODIFICARE ALCUNI NOSTRI EMENDAMENTI” – PS: CHE NE PENSA RENZI DELLA PROPOSTA DI CONTE SUL NOME DELL’ALLEANZA CHE TIRA IN BALLO LA COSTITUZIONE VISTO CHE LUI LA CARTA FONDAMENTALE CERCÒ DI CAMBIARLA, SENZA SUCCESSO?

Maria Teresa Meli per il Corriere della Sera – Estratti

 

Non sono sul palco tutti insieme. Ma uno a uno sfilano all’iniziativa promossa da Gianni Cuperlo e dalla Fondazione del Pd da lui guidata, al teatro de’ Servi a Roma. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Riccardo Magi e Nicola Fratoianni, tutti unanimi su un punto: «Giorgia Meloni vuole il Quirinale e per questa ragione cambia la legge elettorale».

 

schlein conte

In platea, sul palco, dovunque ci sono i 160 costituzionalisti capeggiati da Roberto Zaccaria, che avversano la riforma elettorale di Meloni. In platea, i leader politici. Semi-nascosto Giuseppe Conte, giacca, cravatta e pochette, nonostante i 37 gradi romani. In prima fila Elly Schlein, camicia celeste, a cui aggiunge la giacca blu solo quando sale sul palco: «Mi sembrava brutto, c’erano i professori…», sorride.

 

(…)

 

Chiacchiera, muove le mani e fa la sua proposta: «Io chiamerei la nostra coalizione Alleanza per la Costituzione e la democrazia». Molto lungo, come nome. Ma sulla difesa della Carta fondamentale, Schlein ci sta: «Non c’è miglior programma che attuare la Costituzione antifascista articolo per articolo». Alla fine, potrebbe essere Alleanza per la Costituzione. Più breve, più efficace. Su quella sigla ci possono stare tutti. Schlein, Fratoianni, Bonelli, Magi e persino Matteo Renzi che, pure, la Carta fondamentale cercò di cambiarla, senza successo.

 

La leader dem non sembra affatto turbata dal tentativo di Conte di prendere in mano le redini dell’iniziativa. Dal palco si rivolge più volte a «Giuseppe» e a «Riccardo» (Magi). Ha tutta l’aria di volere dare lei le carte. Anzi, di darle. E infatti quando finisce l’iniziativa si avvicina al leader M5S e gli sussurra all’orecchio: «Dobbiamo modificare alcuni nostri emendamenti». Poi incrocia Magi, lo saluta e gli dice. «Riccardo dobbiamo vederci».

Elly Schlein e Giuseppe Conte

 

Ieri la leader dem ha dato il via alla campagna del Pd contro la riforma elettorale. La prima tappa ha riguardato anche la sanità: si occupano di legge elettorale e «6 milioni di italiani non riescono a curarsi». Ancora: «Mancano 65 mila infermieri e Meloni pensa alla sua legge elettorale». Le prossime campagne saranno sui trasporti e sul lavoro.

 

Tornando sul palco del teatro de’ Servi. Fratoianni denuncia: «Meloni sta tentando di introdurre il premierato con una legge ordinaria». Bonelli fa un appello agli alleati.

 

«Da ora in poi basta ai tatticismi, difendiamo la democrazia». Magi accusa: «La legge elettorale serve a nominare la capa». Più tardi è la volta di Conte e Schlein. Il leader dei 5 Stelle va giù duro: «Questa legge vuole farci scivolare nel premierato, introducendolo surrettiziamente». E poi annuncia. «Se questa riforma passerà, noi siamo pronti a ricorrere alla Corte costituzionale».

Elly Schlein e Giuseppe Conte3

 

Quindi tocca a Schlein, intervistata da Zaccaria e Serena Bortone. La leader pd non usa tanti giri di parole: «È una legge irricevibile. La verità è che Meloni non va più avanti con la riforma del premierato perché ha paura di un altro referendum, dopo quello che ha perso, e per questa ragione cerca di arrivare a quel risultato con questa legge elettorale». E ancora sempre più netta: «La destra ha un’ossessione per il potere, non hanno mai tollerato i pesi e contrappesi alla base della nostra Costituzione».

 

Quindi, sempre contro Meloni: «La sua priorità è cambiare le regole, poi al Quirinale vada lei o vada La Russa è uguale, sempre di occupazione di posti si tratta, perché il suo vero obiettivo è la presidenza della Repubblica».

 

Insomma, il centrosinistra è unito contro la riforma elettorale del centrodestra. Sul resto lo è un po’ meno: «Potremmo dividerci sulle alternative alla loro proposta», ammette pubblicamente Giuseppe Conte.

GIUSEPPE CONTE – ELLY SCHLEIN – NICOLA FRATOIANNI ALLA FESTA DEI 125 ANNI DELLA FIOMnicola fratoianni giuseppe conte elly schlein angelo bonelli – campo largo – vignetta by osho matteo renzi otto e mezzo 2Elly Schlein e Giuseppe Conte2

Maria Teresa Meli per il Corriere della Sera – Estratti

 

Non sono sul palco tutti insieme. Ma uno a uno sfilano all’iniziativa promossa da Gianni Cuperlo e dalla Fondazione del Pd da lui guidata, al teatro de’ Servi a Roma. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Riccardo Magi e Nicola Fratoianni, tutti unanimi su un punto: «Giorgia Meloni vuole il Quirinale e per questa ragione cambia la legge elettorale».

 

schlein conte

In platea, sul palco, dovunque ci sono i 160 costituzionalisti capeggiati da Roberto Zaccaria, che avversano la riforma elettorale di Meloni. In platea, i leader politici. Semi-nascosto Giuseppe Conte, giacca, cravatta e pochette, nonostante i 37 gradi romani. In prima fila Elly Schlein, camicia celeste, a cui aggiunge la giacca blu solo quando sale sul palco: «Mi sembrava brutto, c’erano i professori…», sorride.

 

(…)

 

Chiacchiera, muove le mani e fa la sua proposta: «Io chiamerei la nostra coalizione Alleanza per la Costituzione e la democrazia». Molto lungo, come nome. Ma sulla difesa della Carta fondamentale, Schlein ci sta: «Non c’è miglior programma che attuare la Costituzione antifascista articolo per articolo». Alla fine, potrebbe essere Alleanza per la Costituzione. Più breve, più efficace. Su quella sigla ci possono stare tutti. Schlein, Fratoianni, Bonelli, Magi e persino Matteo Renzi che, pure, la Carta fondamentale cercò di cambiarla, senza successo.

 

La leader dem non sembra affatto turbata dal tentativo di Conte di prendere in mano le redini dell’iniziativa. Dal palco si rivolge più volte a «Giuseppe» e a «Riccardo» (Magi). Ha tutta l’aria di volere dare lei le carte. Anzi, di darle. E infatti quando finisce l’iniziativa si avvicina al leader M5S e gli sussurra all’orecchio: «Dobbiamo modificare alcuni nostri emendamenti». Poi incrocia Magi, lo saluta e gli dice. «Riccardo dobbiamo vederci».

Elly Schlein e Giuseppe Conte

 

Ieri la leader dem ha dato il via alla campagna del Pd contro la riforma elettorale. La prima tappa ha riguardato anche la sanità: si occupano di legge elettorale e «6 milioni di italiani non riescono a curarsi». Ancora: «Mancano 65 mila infermieri e Meloni pensa alla sua legge elettorale». Le prossime campagne saranno sui trasporti e sul lavoro.

 

Tornando sul palco del teatro de’ Servi. Fratoianni denuncia: «Meloni sta tentando di introdurre il premierato con una legge ordinaria». Bonelli fa un appello agli alleati.

 

«Da ora in poi basta ai tatticismi, difendiamo la democrazia». Magi accusa: «La legge elettorale serve a nominare la capa». Più tardi è la volta di Conte e Schlein. Il leader dei 5 Stelle va giù duro: «Questa legge vuole farci scivolare nel premierato, introducendolo surrettiziamente». E poi annuncia. «Se questa riforma passerà, noi siamo pronti a ricorrere alla Corte costituzionale».

Elly Schlein e Giuseppe Conte3

 

Quindi tocca a Schlein, intervistata da Zaccaria e Serena Bortone. La leader pd non usa tanti giri di parole: «È una legge irricevibile. La verità è che Meloni non va più avanti con la riforma del premierato perché ha paura di un altro referendum, dopo quello che ha perso, e per questa ragione cerca di arrivare a quel risultato con questa legge elettorale». E ancora sempre più netta: «La destra ha un’ossessione per il potere, non hanno mai tollerato i pesi e contrappesi alla base della nostra Costituzione».

 

Quindi, sempre contro Meloni: «La sua priorità è cambiare le regole, poi al Quirinale vada lei o vada La Russa è uguale, sempre di occupazione di posti si tratta, perché il suo vero obiettivo è la presidenza della Repubblica».

 

Insomma, il centrosinistra è unito contro la riforma elettorale del centrodestra. Sul resto lo è un po’ meno: «Potremmo dividerci sulle alternative alla loro proposta», ammette pubblicamente Giuseppe Conte.

GIUSEPPE CONTE – ELLY SCHLEIN – NICOLA FRATOIANNI ALLA FESTA DEI 125 ANNI DELLA FIOMnicola fratoianni giuseppe conte elly schlein angelo bonelli – campo largo – vignetta by osho matteo renzi otto e mezzo 2Elly Schlein e Giuseppe Conte2

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! – SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA – CHE FARE? NIENT’ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE – ALTRIMENTI, TENERSI L’ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO…..

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E’ ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? – È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO – LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI – MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L’AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE – FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL’8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL “CASO STRIANO”, CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL “CASO EQUALIZE”, SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO “SQUADRA FIORE”, COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

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