[analyse_image type=”featured” src=”https://static.dagospia.com/img/patch/05-2026/donald-trump-stretto-di-hormuz-guerra-iran-2261121_600_q50.webp”]

A TRUMP PRUDONO LE MANI – IL “WALL STREET JOURNAL” RIVELA CHE IL GANGSTER DELLA CASA BIANCA NEI GIORNI SCORSI HA DISCUSSO DELL’IPOTESI DI TORNARE A UNA GUERRA SU VASTA SCALA CONTRO L’IRAN, IN UN BRIEFING CON IL CAPO DEL PENTAGONO, PETE HEGSETH, E CON IL CAPO DI STATO MAGGIORE, IL GENERALE DAN CAINE. MA PER ORA IL TYCOON HA DECISO DI PROSEGUIRE CON LA VIA DIPLOMATICA – GLI USA HANNO AVVIATO UN CANALE DI COMUNICAZIONE DIRETTA CON I PASDARAN, PER LA GESTIONE DELLE CRISI…
Wsj, ‘Trump informato su ipotesi guerra totale a Iran, ma avanti con diplomazia’
(ANSA) – WASHINGTON, 30 GIU – Donald Trump ha valutato l’ipotesi di tornare a una guerra su vasta scala contro l’Iran, discutendo nei giorni scorsi con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il Capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, la possibilità di ulteriori attacchi.
Tuttavia, secondo funzionari Usa a conoscenza dei colloqui, il tycoon ha deciso per il momento di proseguire con la via diplomatica, ha riferito il Wall Street Journal.
Secondo quanto riferito, Trump ha detto ai suoi collaboratori di non ritenere un problema se i negoziati con Teheran dovessero protrarsi oltre la scadenza del 18 agosto fissata per l’accordo sul nucleare.
pete hegseth e donald trump – guerra all iran
Le conversazioni si sono concentrate sull’opportunità per gli Stati Uniti di abbandonare i negoziati e riprendere attacchi su larga scala contro l’Iran, una mossa che alcuni funzionari hanno descritto come il “completamento dell’opera”.
Pur non avendo preso una decisione definitiva, Trump ha detto ai collaboratori di ritenere che un’altra serie di attacchi su vasta scala potrebbe far fallire la diplomazia e compromettere le possibilità di Washington di smantellare definitivamente il programma nucleare iraniano.
Il tycoon ha inoltre dichiarato di non vedere problemi se i negoziati con Teheran dovessero protrarsi oltre la scadenza del 18 agosto fissata per l’accordo sul nucleare, in modo da concedere più tempo alle trattative per dare frutti. Nel frattempo, il presidente si è detto soddisfatto dell’attuale strategia di ordinare attacchi mirati e isolati contro l’Iran ogni volta che sarà violato il memorandum.
SUSIE WILES E IL GENERALE DAN CAINE NELLA SITUATION ROOM
I briefing del Pentagono sulle opzioni militari a disposizione del presidente in caso di conflitto non sono una novità, dato che Trump tiene regolarmente questo tipo di riunioni, sia formali sia informali, sulla questione iraniana.
Tuttavia, le discussioni più recenti suggeriscono che stia cercando modi per sbloccare la situazione di stallo con Teheran e che non abbia ancora escluso un ritorno alle ostilità. Riprendere il conflitto, come riconoscono alcuni funzionari, equivarrebbe ad ammettere implicitamente il fallimento del pubblicizzato accordo con l’Iran.
IRAN: WSJ, ATTIVO CANALE COMUNICAZIONE FRA PASDARAN E CENTCOM
(LaPresse) – Gli Stati Uniti hanno avviato un canale di comunicazione per la gestione delle crisi tra il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e il Comando Centrale degli Stati Uniti. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcuni funzionari statunitensi. Il canale – viene spiegato – sarebbe attivo e già utilizzato da entrambe le parti.
Wsj, ‘Trump informato su ipotesi guerra totale a Iran, ma avanti con diplomazia’
(ANSA) – WASHINGTON, 30 GIU – Donald Trump ha valutato l’ipotesi di tornare a una guerra su vasta scala contro l’Iran, discutendo nei giorni scorsi con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il Capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, la possibilità di ulteriori attacchi.
Tuttavia, secondo funzionari Usa a conoscenza dei colloqui, il tycoon ha deciso per il momento di proseguire con la via diplomatica, ha riferito il Wall Street Journal.
Secondo quanto riferito, Trump ha detto ai suoi collaboratori di non ritenere un problema se i negoziati con Teheran dovessero protrarsi oltre la scadenza del 18 agosto fissata per l’accordo sul nucleare.
pete hegseth e donald trump – guerra all iran
Le conversazioni si sono concentrate sull’opportunità per gli Stati Uniti di abbandonare i negoziati e riprendere attacchi su larga scala contro l’Iran, una mossa che alcuni funzionari hanno descritto come il “completamento dell’opera”.
Pur non avendo preso una decisione definitiva, Trump ha detto ai collaboratori di ritenere che un’altra serie di attacchi su vasta scala potrebbe far fallire la diplomazia e compromettere le possibilità di Washington di smantellare definitivamente il programma nucleare iraniano.
Il tycoon ha inoltre dichiarato di non vedere problemi se i negoziati con Teheran dovessero protrarsi oltre la scadenza del 18 agosto fissata per l’accordo sul nucleare, in modo da concedere più tempo alle trattative per dare frutti. Nel frattempo, il presidente si è detto soddisfatto dell’attuale strategia di ordinare attacchi mirati e isolati contro l’Iran ogni volta che sarà violato il memorandum.
SUSIE WILES E IL GENERALE DAN CAINE NELLA SITUATION ROOM
I briefing del Pentagono sulle opzioni militari a disposizione del presidente in caso di conflitto non sono una novità, dato che Trump tiene regolarmente questo tipo di riunioni, sia formali sia informali, sulla questione iraniana.
Tuttavia, le discussioni più recenti suggeriscono che stia cercando modi per sbloccare la situazione di stallo con Teheran e che non abbia ancora escluso un ritorno alle ostilità. Riprendere il conflitto, come riconoscono alcuni funzionari, equivarrebbe ad ammettere implicitamente il fallimento del pubblicizzato accordo con l’Iran.
IRAN: WSJ, ATTIVO CANALE COMUNICAZIONE FRA PASDARAN E CENTCOM
(LaPresse) – Gli Stati Uniti hanno avviato un canale di comunicazione per la gestione delle crisi tra il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e il Comando Centrale degli Stati Uniti. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcuni funzionari statunitensi. Il canale – viene spiegato – sarebbe attivo e già utilizzato da entrambe le parti.

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! – SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE, I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA – CHE FARE? NIENT’ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE – ALTRIMENTI, TENERSI L’ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO…..

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E’ ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? – È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO – LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI – MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L’AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE – FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL’8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL “CASO STRIANO”, CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL “CASO EQUALIZE”, SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO “SQUADRA FIORE”, COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?





















[analyse_source url=”https://www.dagospia.com/politica/wall-street-journal-rivela-trump-discusso-tornare-ad-attacchi-vasta-scala-479143″]


