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C’È UNA SOLA COSA SU CUI POLACCHI E RUSSI VANNO D’ACCORDO: NON POSSONO SENTIR NOMINARE STEPAN BANDERA – QUESTA VOLTA ZELENSKY HA FATTO UNA CAZZATA: INTITOLANDO UN’UNITÀ MILITARE AGLI “EROI DELL’UPA”, L’ESERCITO INSURREZIONALE UCRAINO RESPONSABILE NEGLI ANNI QUARANTA DELLA MORTE DI MIGLIAIA DI POLACCHI, SI È GIOCATO IL SOSTEGNO DELLA POLONIA, UNO DEI PAESI PIÙ SOLIDALI CON KIEV DALL’INIZIO DELLA GUERRA – NON SOLO IL PRESIDENTE, IL SOVRANISTA POPULISTA NAWROCKI, MA ANCHE IL GOVERNO DEL MODERATO TUSK MINACCIA RITORSIONI…
Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”
Il confine fra Polonia e Ucraina è lungo cinquecentotrentacinque chilometri. La storia di quella frontiera è stata frastagliata, sanguinosa, oscura, ma anche eroica e soprattutto molto europea.
Dal 2014, quando iniziò l’invasione russa dell’Ucraina a partire dalla penisola di Crimea, il governo polacco si spese in Europa per far capire ai paesi della parte occidentale dell’Unione che Kyiv non poteva essere lasciata sola a difendersi contro Mosca, insaziabile.
Nel 2022, furono i cittadini polacchi ad andare al confine ad accogliere gli ucraini che fuggivano dalle bombe russe e il governo seguì l’ondata partita dal basso e si dimostrò solidale, attento e generoso. Le cose si sono usurate nel tempo, a ogni campagna elettorale è spuntato qualcuno pronto ad accusare gli ucraini di ingratitudine. La solidarietà è stata messa in discussione, qualche settimana fa, la disputa ha assunto una dimensione politica e adesso si è fatta sempre più rischiosa, militare.
Varsavia e Kyiv hanno iniziato a litigare sul passato, le vittime polacche in territorio ucraino sono diventate materia di una campagna elettorale molto anticipata aperta dal presidente Karol Nawrocki che ha infranto la decisione condivisa da tutti, anche dal suo stesso partito, il PiS, di rinviare la cura delle ferite storiche e la stagione delle accuse.
Ieri il ministro della Difesa polacco, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, ha detto che la Polonia non consentirà l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea se sceglierà di avere Stepan Bandera fra i suoi eroi nazionali.
La disputa piace molto a Mosca, che sul mito del banderismo e dei nazionalisti ucraini che hanno cooperato con i nazisti ha costruito le basi propagandistiche della sua invasione e adesso vede proprio Bandera tornare utile per spaccare la solidarietà dei polacchi con gli ucraini.
karol nawrocki volodymyr zelensky
Il ministro polacco Kosiniak-Kamysz non ha minacciato soltanto di opporsi all’ingresso di Kyiv nell’Ue, ha anche dichiarato che le autorità polacche si sono rifiutate di trasferire all’Ucraina i Mig-29 perché gli ucraini non hanno voluto condividere con Varsavia la tecnologia dei droni. Secondo il ministro, alla base dello scambio c’era un accordo, ma Kyiv, pur avendo inizialmente dato il suo consenso, si è ritirata.
Varsavia non ha più bisogno dei suoi Mig-29, in questi anni di guerra ha dato agli ucraini molto del suo vecchio arsenale e ne ha approfittato per costruirne uno nuovo. Il rifiuto è quindi simbolico […].
Zelensky nel fine settimana ha annunciato la creazione di un Pantheon degli eroi, e a Krakowskie Przedmiescie, la via lungo la quale si trova il palazzo presidenziale di Varsavia, la decisione è suonata come un affronto. […] Nawrocki potrebbe fare un annuncio l’11 luglio, Giornata in memoria della strage dei polacchi nelle regioni di Galizia e Volinia, e scegliere di limitare i contatti con Zelensky. Finora soltanto l’ex primo ministro ungherese apertamente filorusso Viktor Orbán aveva assunto delle posizioni tanto forti contro Kyiv e i polacchi avevano sempre contestato il suo servilismo nei confronti del Cremlino.
donald tusk volodymyr zelensky
A Varsavia più di qualcuno ha avanzato l’idea che Nawrocki si sia ispirato ai suggerimenti di canali telegram di propaganda russa quando ha deciso di ritirare l’onorificenza dell’Aquila bianca dopo che Zelensky aveva intitolato un’unità militare agli “Eroi dell’Upa”, l’esercito insurrezionale ucraino, responsabile anche dell’uccisione dei polacchi.
[…] La decisione di rimandare le dispute storiche a guerra finita è ormai stata sepolta tanto da Kyiv quanto da Varsavia, Mosca la sfrutta e mentre si gode lo spettacolo di un’alleanza che si sfalda prosegue la guerra con i soliti metodi: bombe ovunque.
volodymyr zelensky donald tusk 2
volodymyr zelensky karol nawrocki
Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”
Il confine fra Polonia e Ucraina è lungo cinquecentotrentacinque chilometri. La storia di quella frontiera è stata frastagliata, sanguinosa, oscura, ma anche eroica e soprattutto molto europea.
Dal 2014, quando iniziò l’invasione russa dell’Ucraina a partire dalla penisola di Crimea, il governo polacco si spese in Europa per far capire ai paesi della parte occidentale dell’Unione che Kyiv non poteva essere lasciata sola a difendersi contro Mosca, insaziabile.
Nel 2022, furono i cittadini polacchi ad andare al confine ad accogliere gli ucraini che fuggivano dalle bombe russe e il governo seguì l’ondata partita dal basso e si dimostrò solidale, attento e generoso. Le cose si sono usurate nel tempo, a ogni campagna elettorale è spuntato qualcuno pronto ad accusare gli ucraini di ingratitudine. La solidarietà è stata messa in discussione, qualche settimana fa, la disputa ha assunto una dimensione politica e adesso si è fatta sempre più rischiosa, militare.
Varsavia e Kyiv hanno iniziato a litigare sul passato, le vittime polacche in territorio ucraino sono diventate materia di una campagna elettorale molto anticipata aperta dal presidente Karol Nawrocki che ha infranto la decisione condivisa da tutti, anche dal suo stesso partito, il PiS, di rinviare la cura delle ferite storiche e la stagione delle accuse.
Ieri il ministro della Difesa polacco, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, ha detto che la Polonia non consentirà l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea se sceglierà di avere Stepan Bandera fra i suoi eroi nazionali.
La disputa piace molto a Mosca, che sul mito del banderismo e dei nazionalisti ucraini che hanno cooperato con i nazisti ha costruito le basi propagandistiche della sua invasione e adesso vede proprio Bandera tornare utile per spaccare la solidarietà dei polacchi con gli ucraini.
karol nawrocki volodymyr zelensky
Il ministro polacco Kosiniak-Kamysz non ha minacciato soltanto di opporsi all’ingresso di Kyiv nell’Ue, ha anche dichiarato che le autorità polacche si sono rifiutate di trasferire all’Ucraina i Mig-29 perché gli ucraini non hanno voluto condividere con Varsavia la tecnologia dei droni. Secondo il ministro, alla base dello scambio c’era un accordo, ma Kyiv, pur avendo inizialmente dato il suo consenso, si è ritirata.
Varsavia non ha più bisogno dei suoi Mig-29, in questi anni di guerra ha dato agli ucraini molto del suo vecchio arsenale e ne ha approfittato per costruirne uno nuovo. Il rifiuto è quindi simbolico […].
Zelensky nel fine settimana ha annunciato la creazione di un Pantheon degli eroi, e a Krakowskie Przedmiescie, la via lungo la quale si trova il palazzo presidenziale di Varsavia, la decisione è suonata come un affronto. […] Nawrocki potrebbe fare un annuncio l’11 luglio, Giornata in memoria della strage dei polacchi nelle regioni di Galizia e Volinia, e scegliere di limitare i contatti con Zelensky. Finora soltanto l’ex primo ministro ungherese apertamente filorusso Viktor Orbán aveva assunto delle posizioni tanto forti contro Kyiv e i polacchi avevano sempre contestato il suo servilismo nei confronti del Cremlino.
donald tusk volodymyr zelensky
A Varsavia più di qualcuno ha avanzato l’idea che Nawrocki si sia ispirato ai suggerimenti di canali telegram di propaganda russa quando ha deciso di ritirare l’onorificenza dell’Aquila bianca dopo che Zelensky aveva intitolato un’unità militare agli “Eroi dell’Upa”, l’esercito insurrezionale ucraino, responsabile anche dell’uccisione dei polacchi.
[…] La decisione di rimandare le dispute storiche a guerra finita è ormai stata sepolta tanto da Kyiv quanto da Varsavia, Mosca la sfrutta e mentre si gode lo spettacolo di un’alleanza che si sfalda prosegue la guerra con i soliti metodi: bombe ovunque.
volodymyr zelensky donald tusk 2
volodymyr zelensky karol nawrocki

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL’8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL “CASO STRIANO”, CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL “CASO EQUALIZE”, SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO “SQUADRA FIORE”, COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

DAGOREPORT – LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE – INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA – CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE – IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM – VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO – MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN’OPAS SU SIENA CONTRO L’OPAS DI INTESA…

FLASH! – A PROPOSITO DI DESTRA E QUIRINALE: AVVISATE MELONI CHE NEL DICEMBRE 1971 GIORGIO ALMIRANTE, GIÀ FUNZIONARIO DEL REGIME FASCISTA DURANTE LA REPUBBLICA DI SALO’, E TUTTO IL GRUPPO DEL MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO (MSI) VOTARONO A FAVORE DEL DEMOCRISTIANO GIOVANNI LEONE ALL’ELEZIONE PER LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA…





















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