Paolo zangrillo, ministro della pubblica amministrazione, vicino a marina berlusconi, fa capire….

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roberto vannacci marina berlusconi paolo zangrillo

“VANNACCI NON C’ENTRA NIENTE CON I VALORI DEL CENTRODESTRA. IO RAGIONEREI CON GRANDE ATTENZIONE” – PAOLO ZANGRILLO, MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, VICINO A MARINA BERLUSCONI, FA CAPIRE CHE FORZA ITALIA NON VUOLE IL GENERALE IN ALLEANZA: “C’È UNA DIFFERENZA TRA LA MAGGIORANZA E IL CAMPO LARGO: NOI SIAMO UN’ALLEANZA DI PROPOSTE E PRINCIPI CONDIVISI, LORO SONO UN CARTELLO ELETTORALE. ECCO: SE ANCHE NOI VOGLIAMO DIVENTARE COME LORO, CIOÈ UN CARTELLO ELETTORALE, PRENDIAMOCI VANNACCI – QUANTO INCIDERÀ MARINA BERLUSCONI NELLE PROSSIME CANDIDATURE? SE CI VORRÀ DARE QUALCHE SUGGERIMENTO SU PERSONE CHE MERITANO DI ESSERE PRESE IN CONSIDERAZIONE, IO LO SEGUIRÒ CON PIACERE – LE PREFERENZE? NON ASSICURANO LA QUALITÀ DELLA CLASSE POLITICA”

Estratto dell’articolo di Serena Riformato per “la Repubblica”

 

Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica amministrazione, dirigente forzista e habitué di riunioni a casa di Marina Berlusconi, «l’enfasi sulle preferenze» dice di non capirla proprio: «Non mi sembra che siano la garanzia di un sistema davvero democratico».

PAOLO ZANGRILLO

 

FdI insiste per introdurle nel Melonellum, nonostante i dubbi vostri e della Lega. Ritiene debba rinunciare all’emendamento?

«Dobbiamo avere il buon senso di trovare una soluzione nella quale tutti si riconoscano. Chi farà un passo indietro, uno o l’altro, non lo so. Se prevale la spinta alle preferenze, ci adegueremo. Io di certo non sarò contento».

 

Perché è così contrario?

«Non assicurano la qualità della classe politica. Se un candidato raccoglie tanti voti a proprio nome, non significa automaticamente che sia all’altezza dei compiti da svolgere come deputato o senatore».

 

Roberto Vannacci2

Secondo i favorevoli, poter scrivere il nome sulla scheda riavvicina gli elettori alle urne.

«Peccato non sia così. Alle amministrative e alle Europee ci sono le preferenze ma l’affluenza è sempre più bassa rispetto alle Politiche, che pure non le prevedono da anni».

 

L’obiezione: con le liste bloccate però si compone un Parlamento di soli nominati.

«È responsabilità della buona politica mettere a disposizione persone che abbiano abilità adeguate alle cariche che devono ricoprire».

PAOLO ZANGRILLO

 

Non c’è il rischio che i candidati vengano scelti dai leader più per fedeltà che per competenza?

«Un partito che ragionasse così, verrebbe punito alle elezioni successive. Chi preferisce mandare in Parlamento gli amici – anziché eccellere e realizzare il programma – è meglio che cambi mestiere».

 

A proposito di candidature, nelle prossime liste di FI quanto inciderà Marina Berlusconi?

«Marina ci segue con grande affetto e attenzione. […] Se ci vorrà dare qualche suggerimento su persone che meritano di essere prese in considerazione, io lo seguirò con piacere».

Roberto Vannacci3

 

Ogni tanto circola la voce di “casting” dentro Fininvest per dare volti nuovi al partito.

«Più che parlare di casting conta un principio: anche le forze politiche […] devono avere la capacità di rinnovarsi. […]».

 

Il nuovo in queste settimane ha un volto: Roberto Vannacci. Finirà con voi in coalizione?

«Su questo ho le idee molto chiare. C’è una differenza tra la maggioranza e il cosiddetto campo largo: noi siamo un’alleanza di proposte e principi condivisi, loro sono un cartello elettorale. Ecco: se anche noi vogliamo diventare come loro, cioè un cartello elettorale, prendiamoci Vannacci che non c’entra niente con i valori del centrodestra. Io ragionerei con grande attenzione».

 

Se continua a crescere, rischia di diventare l’ago della bilancia, no?

paolo zangrillo antonio tajani. foto lapresse

«Noi dobbiamo vincere portando avanti i nostri valori e i nostri principi, non barattandoli con qualche voto in più».

 

[…] Respinge il sospetto che in fondo a FI un “pareggio” da larghe intese non dispiaccia?

«Noi vogliamo vincere. Anzi, tengo a specificare: vogliamo essere determinanti per la vittoria».

MARINA BERLUSCONI

Estratto dell’articolo di Serena Riformato per “la Repubblica”

 

Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica amministrazione, dirigente forzista e habitué di riunioni a casa di Marina Berlusconi, «l’enfasi sulle preferenze» dice di non capirla proprio: «Non mi sembra che siano la garanzia di un sistema davvero democratico».

PAOLO ZANGRILLO

 

FdI insiste per introdurle nel Melonellum, nonostante i dubbi vostri e della Lega. Ritiene debba rinunciare all’emendamento?

«Dobbiamo avere il buon senso di trovare una soluzione nella quale tutti si riconoscano. Chi farà un passo indietro, uno o l’altro, non lo so. Se prevale la spinta alle preferenze, ci adegueremo. Io di certo non sarò contento».

 

Perché è così contrario?

«Non assicurano la qualità della classe politica. Se un candidato raccoglie tanti voti a proprio nome, non significa automaticamente che sia all’altezza dei compiti da svolgere come deputato o senatore».

 

Roberto Vannacci2

Secondo i favorevoli, poter scrivere il nome sulla scheda riavvicina gli elettori alle urne.

«Peccato non sia così. Alle amministrative e alle Europee ci sono le preferenze ma l’affluenza è sempre più bassa rispetto alle Politiche, che pure non le prevedono da anni».

 

L’obiezione: con le liste bloccate però si compone un Parlamento di soli nominati.

«È responsabilità della buona politica mettere a disposizione persone che abbiano abilità adeguate alle cariche che devono ricoprire».

PAOLO ZANGRILLO

 

Non c’è il rischio che i candidati vengano scelti dai leader più per fedeltà che per competenza?

«Un partito che ragionasse così, verrebbe punito alle elezioni successive. Chi preferisce mandare in Parlamento gli amici – anziché eccellere e realizzare il programma – è meglio che cambi mestiere».

 

A proposito di candidature, nelle prossime liste di FI quanto inciderà Marina Berlusconi?

«Marina ci segue con grande affetto e attenzione. […] Se ci vorrà dare qualche suggerimento su persone che meritano di essere prese in considerazione, io lo seguirò con piacere».

Roberto Vannacci3

 

Ogni tanto circola la voce di “casting” dentro Fininvest per dare volti nuovi al partito.

«Più che parlare di casting conta un principio: anche le forze politiche […] devono avere la capacità di rinnovarsi. […]».

 

Il nuovo in queste settimane ha un volto: Roberto Vannacci. Finirà con voi in coalizione?

«Su questo ho le idee molto chiare. C’è una differenza tra la maggioranza e il cosiddetto campo largo: noi siamo un’alleanza di proposte e principi condivisi, loro sono un cartello elettorale. Ecco: se anche noi vogliamo diventare come loro, cioè un cartello elettorale, prendiamoci Vannacci che non c’entra niente con i valori del centrodestra. Io ragionerei con grande attenzione».

 

Se continua a crescere, rischia di diventare l’ago della bilancia, no?

paolo zangrillo antonio tajani. foto lapresse

«Noi dobbiamo vincere portando avanti i nostri valori e i nostri principi, non barattandoli con qualche voto in più».

 

[…] Respinge il sospetto che in fondo a FI un “pareggio” da larghe intese non dispiaccia?

«Noi vogliamo vincere. Anzi, tengo a specificare: vogliamo essere determinanti per la vittoria».

MARINA BERLUSCONI

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL’8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL “CASO STRIANO”, CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL “CASO EQUALIZE”, SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO “SQUADRA FIORE”, COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT – LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE – INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA – CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE – IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM – VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO – MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN’OPAS SU SIENA CONTRO L’OPAS DI INTESA…

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2026-07-09 18:13:29

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