Amico.. ma di chi? – gli investigatori si interrogano sull’identikit di…

by

in

[analyse_image type=”featured” src=”https://static.dagospia.com/img/patch/07-2026/attentato-a-montecarlo-vadim-ermolaev-2279616_600_q50.webp”]

attentato a montecarlo vadim ermolaev

AMICO…MA DI CHI? – GLI INVESTIGATORI SI INTERROGANO SUL PROFILO DI VADIM ERMOLAEV, IL MILIARDIARIO UCRAINO FERITO DURANTE UN ATTENTATO A MONTECARLO – PER KIEV, L’UOMO E’ UN AMICO DEI RUSSI COLPITO DA SANZIONI SU ORDINE DI ZELENSKY. PER MOSCA, ERMOLAEV ERA UN’AGENTE DEI SERVIZI SEGRETI UCRAINI CHE GESTIVA UNA RETE DI CALL CENTER DEDICATI ALLE TRUFFE – IL PATRIMONIO DI ERMOLAEV, CHE ORMAI RISIEDE NEL PRINCIPATO DI MONACO DA SETTE ANNI, SFIORA IL MILIARDO DI EURO…

Estratto dall’articolo di Anna Zafesova per “la Stampa”

 

attentato a vadim ermolaev 2

Per Kyiv era un amico dei russi, colpito da sanzioni per ordine di Volodymyr Zelensky. Per Mosca era un agente dei servizi ucraini, che gestiva una rete di call center dediti alle truffe telefoniche a danno dei russi, oltre che degli europei. I diversi tasselli contraddittori dell’identikit di Vadim Ermolaev, 58enne imprenditore con passaporto cipriota, 45esimo nella lista degli uomini più ricchi dell’Ucraina, stanno emergendo nelle ore successive all’attentato contro di lui a Monte Carlo. 

 

Quello che è certo è che qualcuno voleva ucciderlo, e farlo clamorosamente: gli inquirenti monegaschi che stanno indagando sulla bomba piazzata all’ingresso del lussuoso condominio dove abitava sostengono che si tratti del primo attentato esplosivo della storia del principato, e il principe Alberto di Monaco ha condannato il “crimine ripugnante”. 

 

Un tentativo di omicidio a sangue freddo: il killer ha depositato lo zaino con la bomba, farcita di elementi metallici, e probabilmente l’ha azionata quando Ermolaev si è avvicinato, in compagnia della moglie e del figlio. Il ragazzo di 13 anni è fuori pericolo, mentre la moglie Anna è ora in condizioni critiche, dopo aver perso entrambe le gambe. Le condizioni del magnate sono state “stabilizzate”. 

 

I poliziotti monegaschi e francesi intanto stanno dando la caccia all’uomo con il cappello e la maglietta neri che le telecamere di sorveglianza hanno ripreso fuggire dal luogo dell’esplosione, per poi dileguarsi in territorio francese. 

 

Vadim Ermolaev

Non resta che provare a indagare nel complicato mondo di interessi di un uomo che si è fatto da sé, con alle spalle soltanto un istituto tecnico nella sua città natale, Dnipro. I suoi concittadini dicono che lui “ha cambiato più di chiunque altro il volto della città”: il suo impero edile “Alef” ha costruito grattacieli e centri commerciali, ed è lui che ha inventato e finanziato il boulevard Katerinoslavsky, la passeggiata pedonale diventata una delle attrazioni del centro. […]

 

attentato a vadim ermolaev 3

Ermolaev in effetti non ha mai espresso pubblicamente alcuna simpatia verso il regime di Vladimir Putin, mentre ha sostenuto la resistenza ucraina e dice di aver anche finanziato l’esercito di Kyiv. In ogni caso, dal 2019 l’oligarca non è più cittadino ucraino: ha rinunciato al passaporto con il tridente a favore della cittadinanza di Cipro, classico rifugio dei ricchi postsovietici, dichiarando di avere bisogno di “protezione internazionale dal sistema giudiziario ucraino”.

 

Aveva comunque conservato diverse attività nella sua ex patria, e Forbes Ukraine stimava il suo patrimonio in circa 220 milioni di dollari. Nel 2023, Zelensky ha messo Ermolaev sotto sanzioni per la sua cooperazione con lo Stato russo, ma ancora prima era finito nella lista del “Battaglione Monaco”, come viene ironicamente chiamato il manipolo di oligarchi scappati dalle bombe russe in Costa Azzurra. 

 

A leggere i tabloid russi però Ermolaev appare in tutt’altra luce, descritto come un oscuro faccendiere il cui business principale erano i call centre, a Kyiv e a Dnipro. Le fonti di “Rybar”, un canale Telegram vicino ai militari russi, sostengono che alcuni di questi call center sono stati bersaglio dei droni russi durante gli attacchi a Dnipro, e che farebbero parte di una rete messa in piedi dall’intelligence ucraina, SBU. […]

 

 

attentato contro vadim ermolaev montecarlo vadim ermolaev attentato contro vadim ermolaev montecarlo attentato contro vadim ermolaev montecarlo attentato a vadim ermolaev 1

Estratto dall’articolo di Anna Zafesova per “la Stampa”

 

attentato a vadim ermolaev 2

Per Kyiv era un amico dei russi, colpito da sanzioni per ordine di Volodymyr Zelensky. Per Mosca era un agente dei servizi ucraini, che gestiva una rete di call center dediti alle truffe telefoniche a danno dei russi, oltre che degli europei. I diversi tasselli contraddittori dell’identikit di Vadim Ermolaev, 58enne imprenditore con passaporto cipriota, 45esimo nella lista degli uomini più ricchi dell’Ucraina, stanno emergendo nelle ore successive all’attentato contro di lui a Monte Carlo. 

 

Quello che è certo è che qualcuno voleva ucciderlo, e farlo clamorosamente: gli inquirenti monegaschi che stanno indagando sulla bomba piazzata all’ingresso del lussuoso condominio dove abitava sostengono che si tratti del primo attentato esplosivo della storia del principato, e il principe Alberto di Monaco ha condannato il “crimine ripugnante”. 

 

Un tentativo di omicidio a sangue freddo: il killer ha depositato lo zaino con la bomba, farcita di elementi metallici, e probabilmente l’ha azionata quando Ermolaev si è avvicinato, in compagnia della moglie e del figlio. Il ragazzo di 13 anni è fuori pericolo, mentre la moglie Anna è ora in condizioni critiche, dopo aver perso entrambe le gambe. Le condizioni del magnate sono state “stabilizzate”. 

 

I poliziotti monegaschi e francesi intanto stanno dando la caccia all’uomo con il cappello e la maglietta neri che le telecamere di sorveglianza hanno ripreso fuggire dal luogo dell’esplosione, per poi dileguarsi in territorio francese. 

 

Vadim Ermolaev

Non resta che provare a indagare nel complicato mondo di interessi di un uomo che si è fatto da sé, con alle spalle soltanto un istituto tecnico nella sua città natale, Dnipro. I suoi concittadini dicono che lui “ha cambiato più di chiunque altro il volto della città”: il suo impero edile “Alef” ha costruito grattacieli e centri commerciali, ed è lui che ha inventato e finanziato il boulevard Katerinoslavsky, la passeggiata pedonale diventata una delle attrazioni del centro. […]

 

attentato a vadim ermolaev 3

Ermolaev in effetti non ha mai espresso pubblicamente alcuna simpatia verso il regime di Vladimir Putin, mentre ha sostenuto la resistenza ucraina e dice di aver anche finanziato l’esercito di Kyiv. In ogni caso, dal 2019 l’oligarca non è più cittadino ucraino: ha rinunciato al passaporto con il tridente a favore della cittadinanza di Cipro, classico rifugio dei ricchi postsovietici, dichiarando di avere bisogno di “protezione internazionale dal sistema giudiziario ucraino”.

 

Aveva comunque conservato diverse attività nella sua ex patria, e Forbes Ukraine stimava il suo patrimonio in circa 220 milioni di dollari. Nel 2023, Zelensky ha messo Ermolaev sotto sanzioni per la sua cooperazione con lo Stato russo, ma ancora prima era finito nella lista del “Battaglione Monaco”, come viene ironicamente chiamato il manipolo di oligarchi scappati dalle bombe russe in Costa Azzurra. 

 

A leggere i tabloid russi però Ermolaev appare in tutt’altra luce, descritto come un oscuro faccendiere il cui business principale erano i call centre, a Kyiv e a Dnipro. Le fonti di “Rybar”, un canale Telegram vicino ai militari russi, sostengono che alcuni di questi call center sono stati bersaglio dei droni russi durante gli attacchi a Dnipro, e che farebbero parte di una rete messa in piedi dall’intelligence ucraina, SBU. […]

 

 

attentato contro vadim ermolaev montecarlo vadim ermolaev attentato contro vadim ermolaev montecarlo attentato contro vadim ermolaev montecarlo attentato a vadim ermolaev 1

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL “CASO STRIANO”, CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL “CASO EQUALIZE”, SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO “SQUADRA FIORE”, COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT – LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE – INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA – CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE – IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM – VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO – MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN’OPAS SU SIENA CONTRO L’OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

“BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!”, COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L’HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT “BOARDALK” DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L’ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’”HOTEL PELLICANO”, IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE (“COASTAL DIPLOMACY”, LA CHIAMA) – DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX “GIORGIA DEI DUE MONDI” NON HA DOVUTO “IMPLORARE” PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI – DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA “GIGIORGIA” FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO – NEL DUBBIO DI QUALE SARA’ LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA – LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: “MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT – L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? – AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L’ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO – OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? – IN SOCCORSO DI “GIGIORGIA”, ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” – FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL “FALSARIO” RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L’ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” – IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

[analyse_source url=”https://www.dagospia.com/cronache/amico-chi-gli-investigatori-si-interrogano-sull-identikit-di-479153″]


Analyse


2026-07-07 03:24:55

Post already analysed. But you can request a new run: Do the magic.