Trump e i pasdaran giocano a tira e molla – ogni giorno uno si lancia in avanti sui negoziati …

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trump pasdaran iran

TRUMP E I PASDARAN GIOCANO A TIRA E MOLLA – OGNI GIORNO UNO SI LANCIA IN AVANTI SUI NEGOZIATI E GLI ALTRI RINCULANO: COSÌ TROVARE UN ACCORDO DIVENTA IMPOSSIBILE. L’ULTIMO EPISODIO? GLI USA HANNO ANNUNCIATO CHE DA TEHERAN HANNO CHIESTO UN INCONTRO E CHE I COLLOQUI SI SAREBBERO TENUTI OGGI A DOHA. GLI AYATOLLAH HANNO NEGATO, MA HANNO SPEDITO COMUNQUE UNA DELEGAZIONE – SILENZIO DA WASHINGTON SUL PRESUNTO SBLOCCO DI SEI MILIARDI DI DOLLARI DI BENI IRANIANI DA PARTE DEL QATAR – MACRON E IL SULTANO DELL’OMAN APRONO ALLO SMINAMENTO DELLO STRETTO DI HORMUZ, MA IL REGIME ISLAMISTA FRENA: “UNA PROVOCAZIONE, LO SMINAMENTO SARÀ EFFETTUATO DA NOI” (ALLORA SIAMO A POSTO)

Estratto dell’articolo di Massimo Basile per “la Repubblica”

 

DONALD TRUMP COME ATLANTE

La diplomazia nell’America di Donald Trump è spesso una questione di immagini, in cui anche un annuncio diventa la prova di una vittoria.

 

Ma il confronto con l’Iran ha mostrato ancora una volta il limite di questa strategia, perché Teheran continua a non fare da sponda all’enfasi del presidente americano.

 

[…] Trump continua a descrivere la controparte come disperata, e in ginocchio a supplicargli ogni giorno di fare un accordo. Ieri il presidente ha annunciato sul social Truth che gli iraniani hanno chiesto un incontro e che i nuovi colloqui si sarebbero tenuti oggi a Doha, in Qatar.

 

Poche ore dopo, però, uno dei principali negoziatori iraniani ha negato che ci fossero appuntamenti già fissati, anche se una delegazione era comunque partita.

 

Non è un dettaglio: rivela la fragilità di un cessate il fuoco che Stati Uniti e Iran hanno entrambi interesse a presentare come una vittoria, ma che nessuno dei due sembra ancora pronto a trasformare in accordo duraturo.

 

donald trump – guerra in iran

Intanto l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, e Jared Kushner, genero del presidente, sono andati a Doha, secondo quanto dichiarato dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.

 

Per fare cosa? Il segretario di Stato americano Marco Rubio e Witkoff ieri erano attesi da una telefonata con i membri del Congresso per aggiornarli sui negoziati, che però sono di nuovo in fase di stallo. E oggi dovrebbero incontrarsi con i quatarini. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha spiegato che la missione iraniana a Dubai è esclusivamente legata al monitoraggio dell’attuazione del memorandum d’intesa.

 

[…]

 

video dell attacco americano al sito nucleare di fordow 4

La domanda che molti si fanno non è se Usa e Iran otterranno qualche giorno di calma, ma se questa pausa, seguita alle tensioni riesplose la settimana scorsa, rappresenti una nuova fase o solo l’intervallo tra due escalation. Nel Golfo la storia recente suggerisce prudenza: gli accordi più fragili spesso sono quelli annunciati con maggiore enfasi. E Trump usa da mesi la sua retorica per annunciare, ogni giorno, la vittoria americana e la resa iraniana.

 

Nel frattempo le diplomazie si muovono cercando di proporre atti concreti. Il Qatar, secondo Teheran, avrebbe sbloccato sei miliardi di dollari di dollari di beni iraniani. La decisione è stata presentata dalla Repubblica islamica come un successo, soprattutto mentre il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz viene messo ogni giorno alla prova.

 

Haitham bin Tariq – Emmanuel Macron

Il presidente Pezeshkian ha confermato la notizia su cui invece ha taciuto Trump, preoccupato dalla reazione della base Maga, che vede nello sblocco degli asset una resa.

Al centro delle discussioni resta comunque Hormuz. Dopo gli ultimi scontri tra americani e iraniani, il traffico lungo il canale nel fine settimana è diminuito: domenica sono transitate 22 navi, rispetto alle 48 di venerdì. E la domanda cruciale è se in futuro verranno introdotti pedaggi.

 

L’Oman ha detto che assieme all’Iran sta valutando la possibilità di applicare tariffe per servizi alle navi commerciali, ma ha escluso l’introduzione di tasse di transito, su cui invece Teheran resta più vaga.

 

STRETTO DI HORMUZ – INGORGO DI IMBARCAZIONI – 23 GIUGNO 2026

Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha ribadito che l’Iran è l’unico responsabile della gestione dello Stretto e ha avvertito che l’utilizzo di una rotta alternativa vicino all’Oman provocherebbe ritardi nella sua completa riapertura. Ma proprio il sultano dell’Oman Haitham bin Tariq, e il presidente francese Emmanuel Macron, stanno collaborando per lo sminamento del canale e garantire la sicurezza delle rotte marittime. […]

 

Teheran ha subito protestato: «Secondo il memorandum d’intesa, lo sminamento sarà effettuato esclusivamente dall’Iran e da nessun altro Paese, e in linea di principio non lo permetteremo», ha detto il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi. «La situazione è delicata e complessa – ha aggiunto – Consigliamo vivamente alla Francia di non complicarla con le sue provocazioni».

IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP DONALD TRUMP – GUERRA ALL’IRANSTRETTO DI HORMUZ – SITUAZIONE AL 22 GIUGNO 2026video dell attacco americano al sito nucleare di fordow 1sito nucleare fordowtensione tra iran e usaVIENNA INCONTRI NUCLEARE USA IRAN

Estratto dell’articolo di Massimo Basile per “la Repubblica”

 

DONALD TRUMP COME ATLANTE

La diplomazia nell’America di Donald Trump è spesso una questione di immagini, in cui anche un annuncio diventa la prova di una vittoria.

 

Ma il confronto con l’Iran ha mostrato ancora una volta il limite di questa strategia, perché Teheran continua a non fare da sponda all’enfasi del presidente americano.

 

[…] Trump continua a descrivere la controparte come disperata, e in ginocchio a supplicargli ogni giorno di fare un accordo. Ieri il presidente ha annunciato sul social Truth che gli iraniani hanno chiesto un incontro e che i nuovi colloqui si sarebbero tenuti oggi a Doha, in Qatar.

 

Poche ore dopo, però, uno dei principali negoziatori iraniani ha negato che ci fossero appuntamenti già fissati, anche se una delegazione era comunque partita.

 

Non è un dettaglio: rivela la fragilità di un cessate il fuoco che Stati Uniti e Iran hanno entrambi interesse a presentare come una vittoria, ma che nessuno dei due sembra ancora pronto a trasformare in accordo duraturo.

 

donald trump – guerra in iran

Intanto l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, e Jared Kushner, genero del presidente, sono andati a Doha, secondo quanto dichiarato dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.

 

Per fare cosa? Il segretario di Stato americano Marco Rubio e Witkoff ieri erano attesi da una telefonata con i membri del Congresso per aggiornarli sui negoziati, che però sono di nuovo in fase di stallo. E oggi dovrebbero incontrarsi con i quatarini. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha spiegato che la missione iraniana a Dubai è esclusivamente legata al monitoraggio dell’attuazione del memorandum d’intesa.

 

[…]

 

video dell attacco americano al sito nucleare di fordow 4

La domanda che molti si fanno non è se Usa e Iran otterranno qualche giorno di calma, ma se questa pausa, seguita alle tensioni riesplose la settimana scorsa, rappresenti una nuova fase o solo l’intervallo tra due escalation. Nel Golfo la storia recente suggerisce prudenza: gli accordi più fragili spesso sono quelli annunciati con maggiore enfasi. E Trump usa da mesi la sua retorica per annunciare, ogni giorno, la vittoria americana e la resa iraniana.

 

Nel frattempo le diplomazie si muovono cercando di proporre atti concreti. Il Qatar, secondo Teheran, avrebbe sbloccato sei miliardi di dollari di dollari di beni iraniani. La decisione è stata presentata dalla Repubblica islamica come un successo, soprattutto mentre il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz viene messo ogni giorno alla prova.

 

Haitham bin Tariq – Emmanuel Macron

Il presidente Pezeshkian ha confermato la notizia su cui invece ha taciuto Trump, preoccupato dalla reazione della base Maga, che vede nello sblocco degli asset una resa.

Al centro delle discussioni resta comunque Hormuz. Dopo gli ultimi scontri tra americani e iraniani, il traffico lungo il canale nel fine settimana è diminuito: domenica sono transitate 22 navi, rispetto alle 48 di venerdì. E la domanda cruciale è se in futuro verranno introdotti pedaggi.

 

L’Oman ha detto che assieme all’Iran sta valutando la possibilità di applicare tariffe per servizi alle navi commerciali, ma ha escluso l’introduzione di tasse di transito, su cui invece Teheran resta più vaga.

 

STRETTO DI HORMUZ – INGORGO DI IMBARCAZIONI – 23 GIUGNO 2026

Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha ribadito che l’Iran è l’unico responsabile della gestione dello Stretto e ha avvertito che l’utilizzo di una rotta alternativa vicino all’Oman provocherebbe ritardi nella sua completa riapertura. Ma proprio il sultano dell’Oman Haitham bin Tariq, e il presidente francese Emmanuel Macron, stanno collaborando per lo sminamento del canale e garantire la sicurezza delle rotte marittime. […]

 

Teheran ha subito protestato: «Secondo il memorandum d’intesa, lo sminamento sarà effettuato esclusivamente dall’Iran e da nessun altro Paese, e in linea di principio non lo permetteremo», ha detto il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi. «La situazione è delicata e complessa – ha aggiunto – Consigliamo vivamente alla Francia di non complicarla con le sue provocazioni».

IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP DONALD TRUMP – GUERRA ALL’IRANSTRETTO DI HORMUZ – SITUAZIONE AL 22 GIUGNO 2026video dell attacco americano al sito nucleare di fordow 1sito nucleare fordowtensione tra iran e usaVIENNA INCONTRI NUCLEARE USA IRAN

fertitta meloni

“BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!”, COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L’HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT “BOARDALK” DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L’ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’”HOTEL PELLICANO”, IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE (“COASTAL DIPLOMACY”, LA CHIAMA) – DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX “GIORGIA DEI DUE MONDI” NON HA DOVUTO “IMPLORARE” PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI – DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA “GIGIORGIA” FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO – NEL DUBBIO DI QUALE SARA’ LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA – LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: “MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT – L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? – AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L’ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO – OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? – IN SOCCORSO DI “GIGIORGIA”, ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” – FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL “FALSARIO” RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L’ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” – IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE – SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% – A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? – MA IN TAL CASO, L’USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE…

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT – ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA’ VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA “GIGIORGIA” PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E’ CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… – VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE – E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL’INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? – CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU’ LIBICHE (“PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO”), CHISSA’ QUANTO SARA’ COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI… – VIDEO

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