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CI HA FATTO UN CUBO COSÌ! – IL LIBRO “SEI FACCE DI GENIALITÀ” DI PAOLO VIRTUANI RACCONTA LA STORIA DEL “CUBO DI RUBIK”, IL GIOCO-ROMPICAPO INVENTATO NEL 1974 DALL’INGEGNERE UNGHERESE, ERNO RUBIK – NEL MONDO SONO STATI VENDUTI OLTRE 500 MILIONI DI ESEMPLARI, MA NEL TEMPO È DIVENTATO PIU’ DI UN PASSATEMPO: HA FORNITO SPUNTI NELL’ARTE, NELLA SCIENZA E NELLA FILOSOFIA – PER RUBIK È UNA METAFORA DELLA VITA: “SEI FELICE QUANDO COMPLETI IL CUBO, MA TI VIENE VOGLIA DI SMONTARLO E DI RICOMINCIARE PERCHÉ HAI L’IMPRESSIONE CHE NEL CUBO CI SIA ANCORA QUALCOSA DI NASCOSTO CHE NON SEI RIUSCITO A SVELARE…”
Estratto dell’articolo di Riccardo Bruno per il “Corriere della Sera”
Nel gennaio del 1982 l’ingegnere Erno Rubik arrivò a Milano per presentare la sua invenzione che stava spopolando in tutto il mondo (ne erano stati venduti già 30 milioni di pezzi, oggi si stima che abbiano superato il mezzo miliardo). Non doveva avere l’aspetto del genio.
Sul «Corriere della Sera» il cronista nota con una certa ironia: «Del professore al Politecnico di Budapest, del bilaureato in Ingegneria e Architettura d’interni, proprio non ha l’aria. E sembra quindi giusto destino che quel suo infernale rompicapo, uscitogli dal cervello come oggetto didattico, da servire per spiegare coloristicamente agli allievi l’astrusa teoria della permutazione, si sia invece rivelato, sulla platea mondiale, come un semplice gioco».
[…] non era un semplice gioco. Altrimenti non si spiegherebbe lo straordinario successo che va oltre l’aspetto ludico e sconfina nell’arte, nella scienza, persino nella filosofia. Un «cubo magico» (il primo nome datogli dal professor Rubik) che negli ultimi tempi è tornato da protagonista, scoperto dalle nuove generazioni e amplificato da tutorial e video sui social.
Il Cubo è molto di più di un passatempo e comprenderne i segreti è innanzi tutto un’occasione per raccontare un’avventura (quella dell’invenzione) che sembra un romanzo. In più offre anche una chiave per leggere mezzo secolo della nostra storia (la scoperta è del 1974, ma solo alla fine degli anni Settanta fu conosciuto ovunque).
Paolo Virtuani – Sei facce di genialità – Il cubo di Rubik e la sua storia
È esattamente l’operazione che compie Paolo Virtuani, firma scientifica del «Corriere della Sera», nel libro Sei facce di genialità. Il cubo di Rubik e la sua storia (Baldini+Castoldi editore, pagine 128, e 18). E lo fa attraverso un approccio narrativo originale ed efficace che mescola esperienza personale, infatuazione collettiva, dati, aneddoti, suggestioni letterarie e perfino musicali.
Prendete per esempio il «centro» del Cubo, quello che non si vede, eppure il cuore di tutto. Rubik osserva che è «come la forza di gravità che ci tiene attaccati alla Terra». Aggiunge Virtuani: «Il cubetto centrale fantasma è il buco nero al centro della Via Lattea, ma a differenza di questo non inghiotte tutto quello che passa dalle sue parti, è il “centro di gravità permanente” di Franco Battiato, è “l’amor che move il sole e l’altre stelle” di Dante, è il motore immobile che gestisce e distribuisce tutti i movimenti».
[…]
Ecco perché questo oggetto «magico» (ma per risolverlo la magia non c’entra niente, è solo una questione di logica e di pazienza, di sequenze e mosse da memorizzare) non va considerato come un semplice gioco.
Semmai come una metafora dell’esistenza. Afferma Rubik: «Sei felice quando completi il Cubo, ma ti viene voglia di smontarlo e di ricominciare perché hai l’impressione che nel Cubo ci sia ancora qualcosa di nascosto che non sei riuscito a svelare. Se lo risolvi non vinci, vinci se hai giocato. Il Cubo aiuta a gustare la vita».
Erno Rubik con il suo cubo
Erno Rubik con il suo cubo
erno rubik 12
erno rubik 2
erno rubik 9
erno rubik 11
Erno Rubik con il suo cubo
Estratto dell’articolo di Riccardo Bruno per il “Corriere della Sera”
Nel gennaio del 1982 l’ingegnere Erno Rubik arrivò a Milano per presentare la sua invenzione che stava spopolando in tutto il mondo (ne erano stati venduti già 30 milioni di pezzi, oggi si stima che abbiano superato il mezzo miliardo). Non doveva avere l’aspetto del genio.
Sul «Corriere della Sera» il cronista nota con una certa ironia: «Del professore al Politecnico di Budapest, del bilaureato in Ingegneria e Architettura d’interni, proprio non ha l’aria. E sembra quindi giusto destino che quel suo infernale rompicapo, uscitogli dal cervello come oggetto didattico, da servire per spiegare coloristicamente agli allievi l’astrusa teoria della permutazione, si sia invece rivelato, sulla platea mondiale, come un semplice gioco».
[…] non era un semplice gioco. Altrimenti non si spiegherebbe lo straordinario successo che va oltre l’aspetto ludico e sconfina nell’arte, nella scienza, persino nella filosofia. Un «cubo magico» (il primo nome datogli dal professor Rubik) che negli ultimi tempi è tornato da protagonista, scoperto dalle nuove generazioni e amplificato da tutorial e video sui social.
Il Cubo è molto di più di un passatempo e comprenderne i segreti è innanzi tutto un’occasione per raccontare un’avventura (quella dell’invenzione) che sembra un romanzo. In più offre anche una chiave per leggere mezzo secolo della nostra storia (la scoperta è del 1974, ma solo alla fine degli anni Settanta fu conosciuto ovunque).
Paolo Virtuani – Sei facce di genialità – Il cubo di Rubik e la sua storia
È esattamente l’operazione che compie Paolo Virtuani, firma scientifica del «Corriere della Sera», nel libro Sei facce di genialità. Il cubo di Rubik e la sua storia (Baldini+Castoldi editore, pagine 128, e 18). E lo fa attraverso un approccio narrativo originale ed efficace che mescola esperienza personale, infatuazione collettiva, dati, aneddoti, suggestioni letterarie e perfino musicali.
Prendete per esempio il «centro» del Cubo, quello che non si vede, eppure il cuore di tutto. Rubik osserva che è «come la forza di gravità che ci tiene attaccati alla Terra». Aggiunge Virtuani: «Il cubetto centrale fantasma è il buco nero al centro della Via Lattea, ma a differenza di questo non inghiotte tutto quello che passa dalle sue parti, è il “centro di gravità permanente” di Franco Battiato, è “l’amor che move il sole e l’altre stelle” di Dante, è il motore immobile che gestisce e distribuisce tutti i movimenti».
[…]
Ecco perché questo oggetto «magico» (ma per risolverlo la magia non c’entra niente, è solo una questione di logica e di pazienza, di sequenze e mosse da memorizzare) non va considerato come un semplice gioco.
Semmai come una metafora dell’esistenza. Afferma Rubik: «Sei felice quando completi il Cubo, ma ti viene voglia di smontarlo e di ricominciare perché hai l’impressione che nel Cubo ci sia ancora qualcosa di nascosto che non sei riuscito a svelare. Se lo risolvi non vinci, vinci se hai giocato. Il Cubo aiuta a gustare la vita».
Erno Rubik con il suo cubo
Erno Rubik con il suo cubo
erno rubik 12
erno rubik 2
erno rubik 9
erno rubik 11
Erno Rubik con il suo cubo

FLASH! – QUANDO MELONI DICHIARA: “UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI DESTRA POTREBBE NON ESSERE PIÙ UN TABÙ”, CI ASSALE UN SOSPETTO: GRONCHI, LEONE E COSSIGA ERANO DI SINISTRA? – MA CON L’INTERVISTA AL SUO REGGIMICROFONO PORRO, LA DUCETTA DELLA SGARBATELLA SVELA CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE SERVE PER ELEGGERE IL CAPO DELLO STATO – MICA MALE COME SPIRITO DEMOCRATICO!

DAGOREPORT – L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? – AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L’ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO – OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? – IN SOCCORSO DI “GIGIORGIA”, ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” – FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL “FALSARIO” RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L’ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” – IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE – SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% – A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? – MA IN TAL CASO, L’USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE…

DAGOREPORT – ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA’ VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA “GIGIORGIA” PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E’ CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… – VIDEO

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE – E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL’INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? – CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU’ LIBICHE (“PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO”), CHISSA’ QUANTO SARA’ COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI… – VIDEO

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI “REPORT” PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA “GRAZIA” A NICOLE MINETTI – DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N’E’ USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ”REPORT”. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” – VIDEO





















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