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SUL PNRR VOLANO GLI ULTIMI STRACCI – È L’ORA DELLA GHIGLIOTTINA: OGGI È PREVISTA LA CHIUSURA DEI LAVORI RELATIVI AL RECOVERY. ED È SCAZZO TRA I MINISTERI E LA RAGIONIERA GENERALE, DARIA PERROTTA, FEDELISSIMA DI GIORGETTI. IL NODO? I SOLDI NON IMPIEGATI E LA LORO DESTINAZIONE – LA RAGIONERIA HA CHIESTO AI DICASTERI IL RENDICONTO DEI FONDI EUROPEI NON IMPIEGATI A CAUSA DEI RITARDI. I SOLDI DOVRANNO ESSERE RESTITUITI AL MINISTERO DELL’ECONOMIA, CHE DECIDERÀ COME REINVESTIRLI IN ALTRI PROGETTI –TRA I MINISTERI PIÙ IN RITARDO NELLA CERTIFICAZIONE SUL PNRR C’È QUELLO DEI TRASPORTI GUIDATO DA SALVINI…
Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”
La coda del Pnrr agita il governo. Stretti tra la chiusura degli interventi prevista per oggi e la rendicontazione finale del 31 agosto, i ministeri mugugnano contro la Ragioneria. I malumori nascono dai ritardi. Ora che i giochi sono fatti non c’è più tempo per correre ai ripari. Al contrario bisogna rinunciare ai soldi non impiegati. […]
La ghigliottina è a vista. Ha la forma di una nota dei tecnici del Mef, che nei dicasteri non è stata vista di buon occhio. Il documento ricorda l’ora X: è il momento – spiega – della «rilevazione delle economie di misura e di progetto». Tradotto: le amministrazioni titolari degli investimenti devono indicare le risorse che a oggi, 30 giugno, «non risultano ancora destinate al finanziamento di specifici progetti mediante provvedimenti di assegnazione».
MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI – FOTO LAPRESSE
Nel conteggio vanno anche inseriti quei fondi che non risultano impegnati e «non sono più necessari per il completamento degli interventi».
Una volta tirata la linea, i soldi dovranno essere restituiti al ministero dell’Economia. Finiranno nei due conti correnti dedicati al Piano nazionale di ripresa e resilienza aperti presso la Tesoreria centrale dello Stato.
Accertato che queste risorse sono prive di obblighi giuridicamente vincolanti per la valutazione della Ue, le stesse saranno assegnate a nuovi interventi, dando priorità al Fondo per le opere indifferibili.
[…] Tra quelli più in ritardo nella certificazione delle economie c’è Matteo Salvini. Altri hanno già messo le mani avanti: non c’è neppure un euro rimasto senza assegnazione. Le resistenze si spiegano con l’effetto collaterale: al netto degli stanziamenti che non sono più necessari perché nel frattempo le opere sono state ridimensionate, tutti gli altri renderebbero evidente l’incapacità di rispettare gli impegni presi.
Già una volta, a fine maggio, la Ragioniera Daria Perrotta aveva chiesto ai responsabili Pnrr dei dicasteri di indicare la presenza di economie: le somme avrebbero finanziato la proroga del taglio delle accise sui carburanti. Niente da fare. C’è chi rispose no e chi invece rimandò l’impegno proprio al conteggio che scade oggi.
La storia si ripete. Eppure che le economie devono ritornare nelle disponibilità del Tesoro è scritto nero su bianco nel decreto Pnrr approvato dal consiglio dei ministri il 29 gennaio scorso. Votato da tutti i presenti alla riunione a palazzo Chigi e poi dall’intera maggioranza in Parlamento.
All’articolo 30 si parla proprio del rifinanziamento prioritario del fondo per fronteggiare l’aumento dei costi dei materiali negli cantieri. C’è anche la cifra: 54 milioni. I ministeri potranno recuperare appena 27 milioni, tra il 2027 e il 2029. […]
Nel giorno in cui il Pnrr arriva alla prima scadenza che conta, i ministri tirano dunque la corda. Tra due mesi, quando il Piano arriverà al capolinea, dovranno rispondere anche degli obiettivi legati alla decima e ultima rata. Sono 152 in tutto. A ieri solo poco più di 70 potevano essere rendicontati. È l’ora di mettere sul tavolo i soldi non spesi, ma anche della volata al cardiopalmo per non lasciare per strada 28,4 miliardi.
lavori finanziati con i fondi del pnrr
giorgia meloni – videomessaggio al convegno L’Italia del Pnrr
DARIA PERROTTA
Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”
La coda del Pnrr agita il governo. Stretti tra la chiusura degli interventi prevista per oggi e la rendicontazione finale del 31 agosto, i ministeri mugugnano contro la Ragioneria. I malumori nascono dai ritardi. Ora che i giochi sono fatti non c’è più tempo per correre ai ripari. Al contrario bisogna rinunciare ai soldi non impiegati. […]
La ghigliottina è a vista. Ha la forma di una nota dei tecnici del Mef, che nei dicasteri non è stata vista di buon occhio. Il documento ricorda l’ora X: è il momento – spiega – della «rilevazione delle economie di misura e di progetto». Tradotto: le amministrazioni titolari degli investimenti devono indicare le risorse che a oggi, 30 giugno, «non risultano ancora destinate al finanziamento di specifici progetti mediante provvedimenti di assegnazione».
MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI – FOTO LAPRESSE
Nel conteggio vanno anche inseriti quei fondi che non risultano impegnati e «non sono più necessari per il completamento degli interventi».
Una volta tirata la linea, i soldi dovranno essere restituiti al ministero dell’Economia. Finiranno nei due conti correnti dedicati al Piano nazionale di ripresa e resilienza aperti presso la Tesoreria centrale dello Stato.
Accertato che queste risorse sono prive di obblighi giuridicamente vincolanti per la valutazione della Ue, le stesse saranno assegnate a nuovi interventi, dando priorità al Fondo per le opere indifferibili.
[…] Tra quelli più in ritardo nella certificazione delle economie c’è Matteo Salvini. Altri hanno già messo le mani avanti: non c’è neppure un euro rimasto senza assegnazione. Le resistenze si spiegano con l’effetto collaterale: al netto degli stanziamenti che non sono più necessari perché nel frattempo le opere sono state ridimensionate, tutti gli altri renderebbero evidente l’incapacità di rispettare gli impegni presi.
Già una volta, a fine maggio, la Ragioniera Daria Perrotta aveva chiesto ai responsabili Pnrr dei dicasteri di indicare la presenza di economie: le somme avrebbero finanziato la proroga del taglio delle accise sui carburanti. Niente da fare. C’è chi rispose no e chi invece rimandò l’impegno proprio al conteggio che scade oggi.
La storia si ripete. Eppure che le economie devono ritornare nelle disponibilità del Tesoro è scritto nero su bianco nel decreto Pnrr approvato dal consiglio dei ministri il 29 gennaio scorso. Votato da tutti i presenti alla riunione a palazzo Chigi e poi dall’intera maggioranza in Parlamento.
All’articolo 30 si parla proprio del rifinanziamento prioritario del fondo per fronteggiare l’aumento dei costi dei materiali negli cantieri. C’è anche la cifra: 54 milioni. I ministeri potranno recuperare appena 27 milioni, tra il 2027 e il 2029. […]
Nel giorno in cui il Pnrr arriva alla prima scadenza che conta, i ministri tirano dunque la corda. Tra due mesi, quando il Piano arriverà al capolinea, dovranno rispondere anche degli obiettivi legati alla decima e ultima rata. Sono 152 in tutto. A ieri solo poco più di 70 potevano essere rendicontati. È l’ora di mettere sul tavolo i soldi non spesi, ma anche della volata al cardiopalmo per non lasciare per strada 28,4 miliardi.
lavori finanziati con i fondi del pnrr
giorgia meloni – videomessaggio al convegno L’Italia del Pnrr
DARIA PERROTTA

FLASH! – QUANDO MELONI DICHIARA: “UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI DESTRA POTREBBE NON ESSERE PIÙ UN TABÙ”, CI ASSALE UN SOSPETTO: GRONCHI, LEONE E COSSIGA ERANO DI SINISTRA? – MA CON L’INTERVISTA AL SUO REGGIMICROFONO PORRO, LA DUCETTA DELLA SGARBATELLA SVELA CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE SERVE PER ELEGGERE IL CAPO DELLO STATO – MICA MALE COME SPIRITO DEMOCRATICO!

DAGOREPORT – L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? – AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L’ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO – OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? – IN SOCCORSO DI “GIGIORGIA”, ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” – FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL “FALSARIO” RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L’ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” – IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE – SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% – A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? – MA IN TAL CASO, L’USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE…

DAGOREPORT – ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA’ VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA “GIGIORGIA” PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E’ CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… – VIDEO

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE – E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL’INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? – CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU’ LIBICHE (“PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO”), CHISSA’ QUANTO SARA’ COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI… – VIDEO

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI “REPORT” PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA “GRAZIA” A NICOLE MINETTI – DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N’E’ USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ”REPORT”. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” – VIDEO





















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