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“A TRE GIORNI DALLE NOZZE, CON VESTITO E PARTECIPAZIONI PRONTE, IL MIO MATRIMONIO È SALTATO” – MANUELA MORENO RACCONTA LA SUA VITA SENTIMENTALE BURRASCOSA: “HO INCONTRATO UOMINI CHE NON SONO STATI ALL’ALTEZZA DI CONFRONTARSI CON UNA DONNA CON I MIEI IMPEGNI” – “QUANDO CONDUCEVO ‘FILOROSSO’, C’È CHI MI HA DEFINITO ‘LA SIRENETTA DEL DIRETTORE’. IO ERO ENTRATA IN QUEL PROGRAMMA 10 ANNI PRIMA DEL DIRETTORE. AL LIMITE, SARÀ STATO LUI IL MIO ‘SIRENETTO’…” – LA RELAZIONE CON GALLIANI E LE FOTO FINITE SUL SITO “PHICA.NET”: “È STATO SCIOCCANTE ANCHE PERCHÉ…” – I KARAOKE CON TRAVAGLIO
Estratto dell’articolo di Cinzia Marongiu per www.gente.it
MANUELA MORENO – UN ALIENO IN PATRIA
«Non mettetevi troppo comodi», diceva con piglio risoluto mentre ti piantava gli occhi addosso. Così cominciava ogni puntata del suo Tg2 Post, venti minuti di approfondimento che ha guidato per sei stagioni, regalando riconoscibilità all’inserto del Tg.
Ma per Manuela Moreno quello slogan potrebbe essere un motto esistenziale, l’attitudine con cui ha sempre affrontato vita e professione. «Stare scomodi è un grande vantaggio. Quando ti metti comodo, quando abbassi le difese, è il momento che ti fregano».
[…] Le è capitato di essere tradita?
Manuela Moreno e Giacomo Maiolini
«Quello sempre… Però non nasce da una ferita, ma da una consapevolezza. Se ti rilassi vuol dire che hai finito di fare questo lavoro. E così in generale nella vita: la scomodità muove la curiosità, l’interesse.
La performance al meglio ce l’hai quando sei scomodo, quando viaggi e dormi per terra negli aeroporti o in Nepal, come è successo a me. Professionalmente la vita non ce l’ho mai avuta comoda. E i comodi che criticano stando sul divano facessero pure. Di sicuro si divertono meno di me».
Giornalista di lungo corso, sette anni di gavetta nelle tv locali, poi la Rai prima da precaria al Tg1 e poi quasi 30 anni al Tg2. Da inviata ha raccontato l’attentato a Charlie Hebdo e quello al mercato di Natale a Berlino, il Bataclan e l’ascesa di Trump alla presidenza ma anche l’arrivo dei profughi a Lampedusa e l’elezione di Papa Francesco da Buenos Aires. […]
[…] Anche stavolta la vedremo con pantaloni e bretelle o in cravatta come l’anno scorso a Filorosso?
«In quel caso volevo dare un segnale provocatorio. Faccio un lavoro che mi espone e capita che i peggiori criticoni non accettino che una donna faccia questo lavoro senza avere protezioni alle spalle o essere legata a qualcuno. Ho subito diversi attacchi e sono stata anche tra le donne messe a propria insaputa nel sito phica.net con immagini modificate dall’Intelligenza artificiale in cui sulla mia faccia venivano aggiunte foto pornografiche.
È stato scioccante anche perché oltre a questa violenza sessista ho dovuto subire commenti allucinanti sui social, tipo: “Come, prima fai le foto nude e poi ti lamenti?”. In molti non si rendevano conto che erano immagini false. Una violenza pazzesca che spesso gli uomini non colgono appieno.
C’era chi mi diceva: “Vabbe’, non sei tu, cosa te ne frega?”. Ma quella è la mia faccia. Una violenza di cui, guarda a caso, spesso sono vittime donne che si sono fatte da sole, che non devono il loro successo lavorativo a un uomo. Perché sennò, sono talmente vigliacchi, che non ti attaccherebbero».
Aveva denunciato quel sito?
«Sì. Ho denunciato tantissime volte, fin da quando mi mandavano foto pornografiche via mail. Ora stiamo cercando di fare una class action. Sono sempre stata vittima di attacchi sessisti. Evidentemente incarno un prototipo che a certi uomini dà fastidio. Sul lavoro non metto avanti l’aspetto seduttivo e l’anno scorso l’ho voluto sottolineare indossando giacca e cravatta. Volevo vedere se continuavano a concentrarsi sulla parte estetica. C’è chi mi ha definito “la sirenetta del direttore” quando io ero entrata in quel programma 10 anni prima del direttore. Al limite, sarà stato lui il mio “sirenetto”».
E quest’anno come si presenterà in tv?
«Non sottrarrò più la mia immagine femminile. Sarò senza bretelle, senza cravatta, con un po’ di colori. Non è che, siccome hai delle forme, devi nasconderle. Questo è un lavoro che fai solo dopo tanti sacrifici e tanto precariato».
Tra le rinunce c’è anche quella di non aver formato una famiglia?
«Non è colpa del lavoro ma di incontri con uomini che non sono stati all’altezza di confrontarsi con una donna che ha questo tipo di impegni. Lo capisco anche: se parto per una settimana negli Usa e quella settimana si trasforma in un anno è chiaro che il partner mi dice: “Se rimani lì, diciamo che la nostra storia è finita”. E diciamolo pure. O hai a fianco una persona talmente risolta da saper trovare spazi per incontrarsi a metà strada oppure è chiaro che chiedo un sacrificio troppo grosso.
marco travaglio festa di manuela moreno
E in un passaggio importante della mia vita è successo. Ora sono più stabile ma per esempio durante il periodo di Tg2Post o quando mi alzavo all’alba per Unomattina non riuscivo nemmeno a uscire a cena con amici. Sono situazioni al limite che prevedono o una persona molto innamorata, e forse non lo erano, oppure una persona che vuole una relazione basata su principi cardine talmente forti da non metterli in discussione con la presenza o meno».
Oppure una persona che fa il suo stesso lavoro, perché magari capisce certe esigenze.
«No, peggio, c’è stato anche quel tentativo. Ma poi si instaura la competizione».
In passato è stata anche legata ad Adriano Galliani. Com’è andata?
«Ha già raccontato tutto lui nel libro che ha scritto. Non aggiungo altro».
Ma è vero che per tre volte è stata sul punto di sposarsi e poi è saltato tutto?
«Non ho il mito del matrimonio e questa cosa l’ho capita nel tempo. Di certo il lavoro mi ha dato più soddisfazioni delle mie relazioni. Comunque una volta è capitato che, a tre giorni dalle nozze con vestito e partecipazioni pronte, il matrimonio sia saltato. Le altre sono state promesse di matrimonio ma non siamo mai arrivati all’altare».
Una di queste promesse era con l’imprenditore Giacomo Maiolini. Ora comunque sta vivendo una storia più stabile, giusto?
«Sì e il “lui” è sempre Giacomo. Lui vive a Brescia e io a Roma, ci vediamo nei weekend o in vacanza e ognuno fa la propria vita senza interferire in modo negativo in quella dell’altro. La chiamerei una relazione perfetta anche se non rientra in canoni standard: magari domani finisce o magari decidiamo di sposarci. Non c’è niente di pianificato, viviamo giorno per giorno».
Nella sua vita professionale non c’è stato solo il giornalismo. L’abbiamo vista volteggiare sui pattini a Notti sul ghiaccio. Qual è stata la molla?
«Milly Carlucci sapeva della mia passione per il pattinaggio a rotelle. E così un giorno mi ha chiesto di provare quello sul ghiaccio. È stata entusiasta del risultato e io ci ho messo pochissimo a farmi convincere: per me era un ritorno alla mia passione per lo sport. Nella vita ne ho praticati tanti, a cominciare dalla ginnastica artistica. Dallo sport ho ricavato il mio approccio al lavoro: gioco di squadra e rigore».
E le inchieste improbabili con piglio serissimo fatte per Fiorello?
«Quanto mi sono divertita. Ci conoscevamo perché l’ho intervistato per anni mentre lavoravo nella redazione di Costume e Società. Quando mi ha fatto questa proposta gli ho detto: “Sarò il tuo Buster Keaton”. Fiore è inarrivabile. Non ce n’è per nessuno».
Quali altri strappi fa al rigore della professione?
«Mi piace cantare anche se lo faccio malissimo. E così un giorno a settimana ci ritroviamo sempre nello stesso ristorante con amici e dopo cena iniziamo a cantare. Ci sono sempre Marco Travaglio e tantissimi altri. Succede da almeno sette anni con un’unica regola: vietato parlare di lavoro».
E ora? Dopo la Vita in diretta le piacerebbe condurre un programma in prima serata?
«Non ho mai ragionato in termini di aspettative ma prendo con entusiasmo ciò che mi viene proposto dalla mia azienda». […]
manuela moreno
manuela moreno
manuela moreno tg2 post 14
manuela moreno
manuela moreno
manuela moreno
manuela moreno
Estratto dell’articolo di Cinzia Marongiu per www.gente.it
MANUELA MORENO – UN ALIENO IN PATRIA
«Non mettetevi troppo comodi», diceva con piglio risoluto mentre ti piantava gli occhi addosso. Così cominciava ogni puntata del suo Tg2 Post, venti minuti di approfondimento che ha guidato per sei stagioni, regalando riconoscibilità all’inserto del Tg.
Ma per Manuela Moreno quello slogan potrebbe essere un motto esistenziale, l’attitudine con cui ha sempre affrontato vita e professione. «Stare scomodi è un grande vantaggio. Quando ti metti comodo, quando abbassi le difese, è il momento che ti fregano».
[…] Le è capitato di essere tradita?
Manuela Moreno e Giacomo Maiolini
«Quello sempre… Però non nasce da una ferita, ma da una consapevolezza. Se ti rilassi vuol dire che hai finito di fare questo lavoro. E così in generale nella vita: la scomodità muove la curiosità, l’interesse.
La performance al meglio ce l’hai quando sei scomodo, quando viaggi e dormi per terra negli aeroporti o in Nepal, come è successo a me. Professionalmente la vita non ce l’ho mai avuta comoda. E i comodi che criticano stando sul divano facessero pure. Di sicuro si divertono meno di me».
Giornalista di lungo corso, sette anni di gavetta nelle tv locali, poi la Rai prima da precaria al Tg1 e poi quasi 30 anni al Tg2. Da inviata ha raccontato l’attentato a Charlie Hebdo e quello al mercato di Natale a Berlino, il Bataclan e l’ascesa di Trump alla presidenza ma anche l’arrivo dei profughi a Lampedusa e l’elezione di Papa Francesco da Buenos Aires. […]
[…] Anche stavolta la vedremo con pantaloni e bretelle o in cravatta come l’anno scorso a Filorosso?
«In quel caso volevo dare un segnale provocatorio. Faccio un lavoro che mi espone e capita che i peggiori criticoni non accettino che una donna faccia questo lavoro senza avere protezioni alle spalle o essere legata a qualcuno. Ho subito diversi attacchi e sono stata anche tra le donne messe a propria insaputa nel sito phica.net con immagini modificate dall’Intelligenza artificiale in cui sulla mia faccia venivano aggiunte foto pornografiche.
È stato scioccante anche perché oltre a questa violenza sessista ho dovuto subire commenti allucinanti sui social, tipo: “Come, prima fai le foto nude e poi ti lamenti?”. In molti non si rendevano conto che erano immagini false. Una violenza pazzesca che spesso gli uomini non colgono appieno.
C’era chi mi diceva: “Vabbe’, non sei tu, cosa te ne frega?”. Ma quella è la mia faccia. Una violenza di cui, guarda a caso, spesso sono vittime donne che si sono fatte da sole, che non devono il loro successo lavorativo a un uomo. Perché sennò, sono talmente vigliacchi, che non ti attaccherebbero».
Aveva denunciato quel sito?
«Sì. Ho denunciato tantissime volte, fin da quando mi mandavano foto pornografiche via mail. Ora stiamo cercando di fare una class action. Sono sempre stata vittima di attacchi sessisti. Evidentemente incarno un prototipo che a certi uomini dà fastidio. Sul lavoro non metto avanti l’aspetto seduttivo e l’anno scorso l’ho voluto sottolineare indossando giacca e cravatta. Volevo vedere se continuavano a concentrarsi sulla parte estetica. C’è chi mi ha definito “la sirenetta del direttore” quando io ero entrata in quel programma 10 anni prima del direttore. Al limite, sarà stato lui il mio “sirenetto”».
E quest’anno come si presenterà in tv?
«Non sottrarrò più la mia immagine femminile. Sarò senza bretelle, senza cravatta, con un po’ di colori. Non è che, siccome hai delle forme, devi nasconderle. Questo è un lavoro che fai solo dopo tanti sacrifici e tanto precariato».
Tra le rinunce c’è anche quella di non aver formato una famiglia?
«Non è colpa del lavoro ma di incontri con uomini che non sono stati all’altezza di confrontarsi con una donna che ha questo tipo di impegni. Lo capisco anche: se parto per una settimana negli Usa e quella settimana si trasforma in un anno è chiaro che il partner mi dice: “Se rimani lì, diciamo che la nostra storia è finita”. E diciamolo pure. O hai a fianco una persona talmente risolta da saper trovare spazi per incontrarsi a metà strada oppure è chiaro che chiedo un sacrificio troppo grosso.
marco travaglio festa di manuela moreno
E in un passaggio importante della mia vita è successo. Ora sono più stabile ma per esempio durante il periodo di Tg2Post o quando mi alzavo all’alba per Unomattina non riuscivo nemmeno a uscire a cena con amici. Sono situazioni al limite che prevedono o una persona molto innamorata, e forse non lo erano, oppure una persona che vuole una relazione basata su principi cardine talmente forti da non metterli in discussione con la presenza o meno».
Oppure una persona che fa il suo stesso lavoro, perché magari capisce certe esigenze.
«No, peggio, c’è stato anche quel tentativo. Ma poi si instaura la competizione».
In passato è stata anche legata ad Adriano Galliani. Com’è andata?
«Ha già raccontato tutto lui nel libro che ha scritto. Non aggiungo altro».
Ma è vero che per tre volte è stata sul punto di sposarsi e poi è saltato tutto?
«Non ho il mito del matrimonio e questa cosa l’ho capita nel tempo. Di certo il lavoro mi ha dato più soddisfazioni delle mie relazioni. Comunque una volta è capitato che, a tre giorni dalle nozze con vestito e partecipazioni pronte, il matrimonio sia saltato. Le altre sono state promesse di matrimonio ma non siamo mai arrivati all’altare».
Una di queste promesse era con l’imprenditore Giacomo Maiolini. Ora comunque sta vivendo una storia più stabile, giusto?
«Sì e il “lui” è sempre Giacomo. Lui vive a Brescia e io a Roma, ci vediamo nei weekend o in vacanza e ognuno fa la propria vita senza interferire in modo negativo in quella dell’altro. La chiamerei una relazione perfetta anche se non rientra in canoni standard: magari domani finisce o magari decidiamo di sposarci. Non c’è niente di pianificato, viviamo giorno per giorno».
Nella sua vita professionale non c’è stato solo il giornalismo. L’abbiamo vista volteggiare sui pattini a Notti sul ghiaccio. Qual è stata la molla?
«Milly Carlucci sapeva della mia passione per il pattinaggio a rotelle. E così un giorno mi ha chiesto di provare quello sul ghiaccio. È stata entusiasta del risultato e io ci ho messo pochissimo a farmi convincere: per me era un ritorno alla mia passione per lo sport. Nella vita ne ho praticati tanti, a cominciare dalla ginnastica artistica. Dallo sport ho ricavato il mio approccio al lavoro: gioco di squadra e rigore».
E le inchieste improbabili con piglio serissimo fatte per Fiorello?
«Quanto mi sono divertita. Ci conoscevamo perché l’ho intervistato per anni mentre lavoravo nella redazione di Costume e Società. Quando mi ha fatto questa proposta gli ho detto: “Sarò il tuo Buster Keaton”. Fiore è inarrivabile. Non ce n’è per nessuno».
Quali altri strappi fa al rigore della professione?
«Mi piace cantare anche se lo faccio malissimo. E così un giorno a settimana ci ritroviamo sempre nello stesso ristorante con amici e dopo cena iniziamo a cantare. Ci sono sempre Marco Travaglio e tantissimi altri. Succede da almeno sette anni con un’unica regola: vietato parlare di lavoro».
E ora? Dopo la Vita in diretta le piacerebbe condurre un programma in prima serata?
«Non ho mai ragionato in termini di aspettative ma prendo con entusiasmo ciò che mi viene proposto dalla mia azienda». […]
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manuela moreno tg2 post 14
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DAGOREPORT – L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? – AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L’ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO – OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? – IN SOCCORSO DI “GIGIORGIA”, ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” – FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL “FALSARIO” RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L’ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” – IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE – SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% – A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? – MA IN TAL CASO, L’USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE…

DAGOREPORT – ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA’ VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA “GIGIORGIA” PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E’ CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… – VIDEO

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE – E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL’INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? – CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU’ LIBICHE (“PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO”), CHISSA’ QUANTO SARA’ COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI… – VIDEO

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI “REPORT” PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA “GRAZIA” A NICOLE MINETTI – DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N’E’ USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ”REPORT”. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” – VIDEO

DAGOREPORT – DRAG QUEEN, “POLPETTE DEMOCRATICHE” E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L’APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E’ UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI –LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE – ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI’ SARA’ L’INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO – AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%…





















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