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E CHI LO FERMA PIU’ ZOHRAN – MADMANI GONGOLA PER LE VITTORIE DI BRAD LANDER, CLAIRE VALDEZ E DARIALIZA AVILA CHEVALIER, TRE SUOI ALLEATI CHE SI SONO AGGIUDICATI LE PRIMARIE DEMOCRATICHE DI NEW YORK. L’ESTABLISHMENT DEM E’ AVVISATO: IL SINDACO DELLA “GRANDE MELA” MOSTRA LA FORZA DELLA SINDACA RADICALE E LA SUA RETE DI INFLUENZE – TRUMP ROSICA AMARO: “IL SINDACO MAMDANI HA FATTO VINCERE TRE SOLIDI COMUNISTI E RICEVUTO UN APPLAUSO UNIVERSALE DAI FAKE MEDIA”
Estratto dall’articolo di Viviana Mazza per “il Corriere della Sera”
La scommessa di Zohran Mamdani ha funzionato. Nelle primarie democratiche di martedì a New York hanno vinto tre suoi alleati: Brad Lander, 56 anni, ex revisore dei conti della città, e due socialiste democratiche, Claire Valdez, 36 anni, ex collega dell’attuale sindaco all’Assemblea statale, e Darializa Avila Chevalier, 32 anni, attivista poco conosciuta che ha sconfitto a sorpresa l’influente presidente del caucus ispanico al Congresso.
Due di loro, Lander e Avila, hanno battuto deputati democratici in carica. Tutti e tre hanno fatto campagne elettorali basate sul costo della vita e hanno criticato l’appoggio militare e finanziario americano a Israele, accusando lo Stato ebraico di commettere un genocidio a Gaza. È data per scontata la vittoria dei tre alle elezioni generali di midterm a novembre contro i repubblicani, poiché corrono in distretti saldamente democratici.
Non significa che la popolarità generale di Mamdani sia aumentata: i tre distretti erano tra quelli in cui ottenne i risultati migliori a novembre, quando diventò sindaco sconfiggendo l’ex governatore Andrew Cuomo, che aveva l’appoggio dell’establishment dem. Ma queste primarie dimostrano la sua capacità di proiettare la propria influenza su altri candidati come pochi leader riescono (Trump ne è un esempio).
incontro zohran mamdani e donald trump 8
E infatti Trump ha seguito le primarie fino a notte fonda, commentandole sul suo social Truth. Ha espresso sdegno sia per i democratici sconfitti (come il deputato Daniel Goldman, vicino all’Aipac, la lobby pro-Israele, ma Trump ricorda soprattutto che guidò il primo impeachment contro di lui) che per i vincitori da lui definiti «comunisti», geloso dell’attenzione dei media: «Il sindaco Mamdani ha fatto vincere tre solidi comunisti e ricevuto un applauso universale dai fake media”. […]
Le vittorie degli alleati di Mamdani mostrano la forza della sinistra radicale che si ribella allo status quo del partito democratico. Il sindaco ha scelto e accompagnato per mesi i candidati, nei video, nei comizi, nelle strade, e ha coinvolto Bernie Sanders per dare alla campagna il senso di una staffetta generazionale. Ovunque si recasse Mamdani, si materializzava la folla. Si è però alienato le simpatie di alleati centristi (gruppi afroamericani e ispanici, sindacati) che lo appoggiavano nella corsa a sindaco. La vittoria conferma la forza dei socialisti democratici d’America.
Il loro messaggio è che il partito democratico, in cerca di identità dopo la sconfitta nel 2024, non può limitarsi a dire che Trump è pericoloso e deve chiarire cosa vuole diventare. Mamdani ha definito questo voto un referendum sulla direzione da prendere, celebrando la vittoria tra sostenitori che gridavano «Palestina libera». «Un anno fa non è stata la fine di un movimento politico», ha aggiunto, «ma l’inizio». È una scossa alle fondamenta del partito ben al di là di New York: il numero di socialisti democratici al Congresso passerà da 2 a 4. […]
zohran mamdani 2
zohran mamdani senza giacca prima di candidarsi
zohran mamdani
incontro zohran mamdani e donald trump 6
Estratto dall’articolo di Viviana Mazza per “il Corriere della Sera”
La scommessa di Zohran Mamdani ha funzionato. Nelle primarie democratiche di martedì a New York hanno vinto tre suoi alleati: Brad Lander, 56 anni, ex revisore dei conti della città, e due socialiste democratiche, Claire Valdez, 36 anni, ex collega dell’attuale sindaco all’Assemblea statale, e Darializa Avila Chevalier, 32 anni, attivista poco conosciuta che ha sconfitto a sorpresa l’influente presidente del caucus ispanico al Congresso.
Due di loro, Lander e Avila, hanno battuto deputati democratici in carica. Tutti e tre hanno fatto campagne elettorali basate sul costo della vita e hanno criticato l’appoggio militare e finanziario americano a Israele, accusando lo Stato ebraico di commettere un genocidio a Gaza. È data per scontata la vittoria dei tre alle elezioni generali di midterm a novembre contro i repubblicani, poiché corrono in distretti saldamente democratici.
Non significa che la popolarità generale di Mamdani sia aumentata: i tre distretti erano tra quelli in cui ottenne i risultati migliori a novembre, quando diventò sindaco sconfiggendo l’ex governatore Andrew Cuomo, che aveva l’appoggio dell’establishment dem. Ma queste primarie dimostrano la sua capacità di proiettare la propria influenza su altri candidati come pochi leader riescono (Trump ne è un esempio).
incontro zohran mamdani e donald trump 8
E infatti Trump ha seguito le primarie fino a notte fonda, commentandole sul suo social Truth. Ha espresso sdegno sia per i democratici sconfitti (come il deputato Daniel Goldman, vicino all’Aipac, la lobby pro-Israele, ma Trump ricorda soprattutto che guidò il primo impeachment contro di lui) che per i vincitori da lui definiti «comunisti», geloso dell’attenzione dei media: «Il sindaco Mamdani ha fatto vincere tre solidi comunisti e ricevuto un applauso universale dai fake media”. […]
Le vittorie degli alleati di Mamdani mostrano la forza della sinistra radicale che si ribella allo status quo del partito democratico. Il sindaco ha scelto e accompagnato per mesi i candidati, nei video, nei comizi, nelle strade, e ha coinvolto Bernie Sanders per dare alla campagna il senso di una staffetta generazionale. Ovunque si recasse Mamdani, si materializzava la folla. Si è però alienato le simpatie di alleati centristi (gruppi afroamericani e ispanici, sindacati) che lo appoggiavano nella corsa a sindaco. La vittoria conferma la forza dei socialisti democratici d’America.
Il loro messaggio è che il partito democratico, in cerca di identità dopo la sconfitta nel 2024, non può limitarsi a dire che Trump è pericoloso e deve chiarire cosa vuole diventare. Mamdani ha definito questo voto un referendum sulla direzione da prendere, celebrando la vittoria tra sostenitori che gridavano «Palestina libera». «Un anno fa non è stata la fine di un movimento politico», ha aggiunto, «ma l’inizio». È una scossa alle fondamenta del partito ben al di là di New York: il numero di socialisti democratici al Congresso passerà da 2 a 4. […]
zohran mamdani 2
zohran mamdani senza giacca prima di candidarsi
zohran mamdani
incontro zohran mamdani e donald trump 6

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DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE – E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL’INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? – CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU’ LIBICHE (“PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO”), CHISSA’ QUANTO SARA’ COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI… – VIDEO

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI “REPORT” PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA “GRAZIA” A NICOLE MINETTI – DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N’E’ USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ”REPORT”. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” – VIDEO

DAGOREPORT – DRAG QUEEN, “POLPETTE DEMOCRATICHE” E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L’APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E’ UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI –LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE – ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI’ SARA’ L’INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO – AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%…

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI – LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV – IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA…

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL “DEGRADO”, IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA – PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL “DEGRADO” POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? – DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO’: “AO’ SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE ‘STA PINA!”





















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