Il calcio italiano rischia l’estinzione- in brasile nel 2014 c’era l’11.14% di giocatori della a,ora

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bosnia italia

IL CALCIO ITALIANO RISCHIA L’ESTINZIONE – IN BRASILE NEL 2014 C’ERA L’11.14% DI GIOCATORI PROVENIENTI DALLA A, ADESSO SIAMO AL 5,5%. ANCHE IL CALCIOMERCATO MOSTRA LA MARGINALIZZAZIONE DEL NOSTRO CAMPIONATO – GIACCHERINI (DAZN): “ANCHE LE NAZIONALI MEDIO-PICCOLE GIOCANO CON UNA INTENSITÀ SUPERIORE ALLA NOSTRA” – STRAMACCIONI: “DOBBIAMO ABBANDONARE L’ATTEGGIAMENTO SPECULATIVO E GIOCARCELA DI PIÙ. E POI GIOCHIAMO CON TROPPA TENSIONE…” – TRA I POSSIBILI DIRETTORI TECNICI DEL NUOVO CORSO AZZURRO OLTRE A MALDINI, ALBERTINI E BUFFON SPUNTA IL NOME DI BEPPE BERGOMI…

Paolo Tomaselli per il “Corriere della Sera” – Estratti

 

(…) In tv Roby compare in continuazione, nella pubblicità delle figurine, mentre recita l’unica frase del suo copione made in Usa : «Non c’è più il Codino?».

 

bosnia italia, espulsione di alessandro bastoni 1

Non c’è più. E nemmeno tutto il resto, perché chi vende souvenir non ha la maglia azzurra sul bancone e negozianti, camerieri e avventori storici di questi angoli sempre più posticci di italianità oramai sono di terza generazione: «La festa per il Mondiale 2006 però ce la ricordiamo bene.

 

La Coppa senza Italia per noi è un danno, sentimentale ed economico. Ma la gente ci sta facendo l’abitudine» raccontano con pragmatismo i ristoratori di Mulberry Street, nel cuore di New York. E anche chi frequenta il Mondiale, dai tifosi agli addetti ai lavori non sente più la mancanza dell’Italia: alla terza volta di fila ormai è una consuetudine.

 

In Brasile nel 2014 c’era l’11.14% di giocatori provenienti dalla A, adesso siamo al 5,5%. È vero che questa è la prima edizione extralarge, ma il rischio dell’irrilevanza lo racconta anche il romanzo estivo del calciomercato, ultimo capitolo: «Palestra al Chelsea».

 

bosnia italia, espulsione di alessandro bastoni 2

Viene allora da chiedersi che ruolo si sarebbe potuta ritagliare la Nazionale in questo torneo, se non avesse perso ai rigori con la Bosnia: la Nazionale di Dzeko (arrabbiato col suo ct per il cambio) ha battuto 3-1 il Qatar e aspetta il probabile ripescaggio. Il girone l’ha vinto la Svizzera, che ha battuto 2-1 il Canada con il 20enne Manzambi ancora decisivo. Ai sedicesimi (per ora) ci sarebbero Canada-Corea, Belgio-Svizzera e Bosnia-Usa. Forse qualche notte magica l’avremmo vissuta.

 

Forse no: «L’Italia l’avrei vista bene in questo girone — spiega Emanuele Giaccherini, 29 presenze e 4 reti in Nazionale, ora voce di Dazn per i Mondiali — . Ma non molto di più, perché qui sono protagonisti i campioni e noi ne abbiamo pochi. Prendiamo l’Olanda, che non è accreditata tra le prime 5-6: ha in panchina Depay, che alterna con Malen. Attaccanti di questo livello non ne abbiamo. E anche le medio-piccole giocano con una intensità superiore alla nostra».

bosnia italia

 

Dal punto di vista tecnico spicca un dato: finora questo è il secondo Mondiale degli ultimi 60 anni per i gol nati da cross — uno su tre — percentuale inferiore solo a quella del 2002.

 

«Abbiamo specialisti come Dimarco o lo stesso Palestra, ma servono i finalizzatori — sottolinea “Giak” — . Sono loro a fare la differenza».

 

Siamo dentro a una Coppa che sarà lunga, logorante, molto fisica, ma con eccellenze tecniche in grado di esprimersi ad alta velocità. Invece di pensare a questi parametri, tecnici e atletici, all’ultimo Europeo con Spalletti si è parlato solo di regolamentare l’uso della Playstation, ostentata qui da pezzi grossi come Hakimi, Koundé, Bellingham e naturalmente Yamal, che ha confessato di essere stanco in allenamento per «aver giocato ai videogame fino a tardi».

 

emanuele giaccherini

Da noi sarebbe scoppiato il finimondo, anche se Nesta e Pirlo nel 2006 stavano più davanti alla consolle che in campo: quando non hai più buoni giocatori, rischi di pensare solo al contorno, alle polemiche. Senza pensare davvero al motivo per cui non riesci a esprimere un calcio decente.

 

«Difatti bisogna chiedersi di quale Italia parliamo — riflette Andrea Stramaccioni, negli Usa per la Rai — perché quella che ha vinto a Parigi e fatto benissimo col Belgio in Nations, sarebbe all’altezza anche qui. Credo sia questione soprattutto di mentalità: dobbiamo abbandonare un atteggiamento troppo speculativo e giocarcela di più. E poi paghiamo anche una pressione enorme, giochiamo con troppa tensione.

 

Dobbiamo esaltare le nostre virtù, nascondendo i difetti: spero che la Nazionale che verrà possa fare della qualità della manovra il suo Dna, con una difesa rocciosa. Come fu per l’Europeo vinto con Mancini». L’Italia di Wembley, più che un fantasma, da qui è un miraggio.

andrea stramaccioni

Paolo Tomaselli per il “Corriere della Sera” – Estratti

 

(…) In tv Roby compare in continuazione, nella pubblicità delle figurine, mentre recita l’unica frase del suo copione made in Usa : «Non c’è più il Codino?».

 

bosnia italia, espulsione di alessandro bastoni 1

Non c’è più. E nemmeno tutto il resto, perché chi vende souvenir non ha la maglia azzurra sul bancone e negozianti, camerieri e avventori storici di questi angoli sempre più posticci di italianità oramai sono di terza generazione: «La festa per il Mondiale 2006 però ce la ricordiamo bene.

 

La Coppa senza Italia per noi è un danno, sentimentale ed economico. Ma la gente ci sta facendo l’abitudine» raccontano con pragmatismo i ristoratori di Mulberry Street, nel cuore di New York. E anche chi frequenta il Mondiale, dai tifosi agli addetti ai lavori non sente più la mancanza dell’Italia: alla terza volta di fila ormai è una consuetudine.

 

In Brasile nel 2014 c’era l’11.14% di giocatori provenienti dalla A, adesso siamo al 5,5%. È vero che questa è la prima edizione extralarge, ma il rischio dell’irrilevanza lo racconta anche il romanzo estivo del calciomercato, ultimo capitolo: «Palestra al Chelsea».

 

bosnia italia, espulsione di alessandro bastoni 2

Viene allora da chiedersi che ruolo si sarebbe potuta ritagliare la Nazionale in questo torneo, se non avesse perso ai rigori con la Bosnia: la Nazionale di Dzeko (arrabbiato col suo ct per il cambio) ha battuto 3-1 il Qatar e aspetta il probabile ripescaggio. Il girone l’ha vinto la Svizzera, che ha battuto 2-1 il Canada con il 20enne Manzambi ancora decisivo. Ai sedicesimi (per ora) ci sarebbero Canada-Corea, Belgio-Svizzera e Bosnia-Usa. Forse qualche notte magica l’avremmo vissuta.

 

Forse no: «L’Italia l’avrei vista bene in questo girone — spiega Emanuele Giaccherini, 29 presenze e 4 reti in Nazionale, ora voce di Dazn per i Mondiali — . Ma non molto di più, perché qui sono protagonisti i campioni e noi ne abbiamo pochi. Prendiamo l’Olanda, che non è accreditata tra le prime 5-6: ha in panchina Depay, che alterna con Malen. Attaccanti di questo livello non ne abbiamo. E anche le medio-piccole giocano con una intensità superiore alla nostra».

bosnia italia

 

Dal punto di vista tecnico spicca un dato: finora questo è il secondo Mondiale degli ultimi 60 anni per i gol nati da cross — uno su tre — percentuale inferiore solo a quella del 2002.

 

«Abbiamo specialisti come Dimarco o lo stesso Palestra, ma servono i finalizzatori — sottolinea “Giak” — . Sono loro a fare la differenza».

 

Siamo dentro a una Coppa che sarà lunga, logorante, molto fisica, ma con eccellenze tecniche in grado di esprimersi ad alta velocità. Invece di pensare a questi parametri, tecnici e atletici, all’ultimo Europeo con Spalletti si è parlato solo di regolamentare l’uso della Playstation, ostentata qui da pezzi grossi come Hakimi, Koundé, Bellingham e naturalmente Yamal, che ha confessato di essere stanco in allenamento per «aver giocato ai videogame fino a tardi».

 

emanuele giaccherini

Da noi sarebbe scoppiato il finimondo, anche se Nesta e Pirlo nel 2006 stavano più davanti alla consolle che in campo: quando non hai più buoni giocatori, rischi di pensare solo al contorno, alle polemiche. Senza pensare davvero al motivo per cui non riesci a esprimere un calcio decente.

 

«Difatti bisogna chiedersi di quale Italia parliamo — riflette Andrea Stramaccioni, negli Usa per la Rai — perché quella che ha vinto a Parigi e fatto benissimo col Belgio in Nations, sarebbe all’altezza anche qui. Credo sia questione soprattutto di mentalità: dobbiamo abbandonare un atteggiamento troppo speculativo e giocarcela di più. E poi paghiamo anche una pressione enorme, giochiamo con troppa tensione.

 

Dobbiamo esaltare le nostre virtù, nascondendo i difetti: spero che la Nazionale che verrà possa fare della qualità della manovra il suo Dna, con una difesa rocciosa. Come fu per l’Europeo vinto con Mancini». L’Italia di Wembley, più che un fantasma, da qui è un miraggio.

andrea stramaccioni

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI “REPORT” PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA “GRAZIA” A NICOLE MINETTI – DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N’E’ USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ”REPORT”. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” – VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT – DRAG QUEEN, “POLPETTE DEMOCRATICHE” E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L’APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E’ UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI –LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE – ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI’ SARA’ L’INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO – AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%…

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT – UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

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IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI – LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA…

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DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL “CORRIERE”. E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

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Analyse


2026-06-26 19:47:11

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