Dopo il lungo blocco per la guerra usa-iran, ora a hormuz ci sono almeno 400 imbarcazioni…

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stretto di hormuz petrolio gas iran petroliere pedaggio donald trump

LO STRETTO RESTA ALLE STRETTE – DOPO IL LUNGO BLOCCO PER LA GUERRA USA-IRAN, ORA A HORMUZ C’È UN MEGA-INGORGO, CON OLTRE 400 IMBARCAZIONI CHE ATTENDONO DI POTER PASSARE – L’ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE MARITTIMA DELL’ONU DA’ IL VIA AI PIANI DI EVACUAZIONE PER “OLTRE 11 MILA MARITTIMI ANCORA BLOCCATI” – C’È LA FILA PER RIFORNIRSI DI GREGGIO NEI PORTI E NEI TERMINALI DELLA REGIONE, DAGLI EMIRATI AL KUWAIT – TRUMP ASSICURA: “NONOSTANTE LE NOTIZIE FALSE, NON CI SONO PEDAGGI RICHIESTI DALL’IRAN PER IL PASSAGGIO A HORMUZ” – IL PREZZO DEL PETROLIO A NEW YORK SCENDE SOTTO I 70 DOLLARI AL BARILE PER LA PRIMA VOLTA DA MARZO…

IL PETROLIO CALA A NEW YORK SOTTO I 70 DOLLARI, PRIMA VOLTA DA MARZO 

stretto di hormuz

(ANSA) – NEW YORK, 24 GIU – Il petrolio scende a New York sotto i 70 dollari al barile per la prima volta da marzo. le quotazioni perdono il 4,52% a 69,91 dollari al barile. 

 

IRAN: TRUMP, A HORMUZ NESSUN PEDAGGIO O COSTO ASSICURATIVO

(LaPresse) – “L’Iran ha informato gli Stati Uniti che, nonostante le notizie false e destabilizzanti che affermano il contrario, non ci sono pedaggi, costi assicurativi o altri oneri di alcun tipo richiesti o ricevuti”, da Teheran, sulle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump.

 

DONALD TRUMP – FOTO LAPRESSE

“Se queste informazioni fossero false, i negoziati si interromperebbero immediatamente! Inoltre, nessun denaro è stato dato all’Iran, né sbloccato dai loro fondi a favore dell’Iran, dagli Stati Uniti”, ha aggiunto precisando che gli Usa sbloccheranno i fondi “che sono totalmente sotto il nostro controllo, per gli agricoltori e allevatori, per l’acquisto di mais, grano, soia e altro ancora”.

 

“Il cibo è disperatamente necessario in Iran e lo acquisteremo per loro esclusivamente dagli Stati Uniti. Grazie per l’attenzione che ci dedicherete”, ha concluso.

 

INGORGO HORMUZ

Estratto dell’articolo Di Francesco Manacorda per “la Repubblica”

 

STRETTO DI HORMUZ – INGORGO DI IMBARCAZIONI – 23 GIUGNO 2026

Oltre quattrocento navi ferme nei pressi di Hormuz. Ma la notizia è che questa volta non vogliono lasciare il Golfo Persico, bensì entrarci. Mentre si avviano le operazioni per far uscire le centinaia di navi bloccate per quasi quattro mesi dal conflitto Usa-Iran, con a bordo oltre 11 mila marittimi, c’è infatti già la fila per rifornirsi di petrolio e di altre merci preziose nei porti e nei terminali della regione, dagli Emirati al Kuwait.

 

E anche l’Iran, alleggerito per 60 giorni dalle sanzioni americane sul petrolio, si prepara a far arrivare sulle sue coste petroliere da riempire e rispedire poi soprattutto verso l’Asia. È una sorta di enorme ingorgo, quello che si può vedere dai tracciamenti satellitari in quel braccio di mare che ormai tutti abbiamo imparato a conoscere. […]

 

EMIRATI ARABI – PETROLIO

Ieri pomeriggio l’Imo, l’Organizzazione internazionale marittima delle Nazioni Unite, ha annunciato l’avvio dei piani di evacuazione per «oltre 11 mila marittimi ancora bloccati nella regione». «Abbiamo ottenuto le necessarie garanzie di sicurezza — dice ancora l’Imo — e verificato le condizioni per una navigazione sicura».

 

Dal punto di vista pratico si tratterà di usare uno dei due canali oggi disponibili per il passaggio. Uno a nord, a ridosso della costa iraniana, e uno a sud, dove l’Oman garantirà il corridoio temporaneo. In un dettagliato avviso alle navi in rada, Muscat spiega cosa devono fare, con tanto di coordinate del punto dove i convogli in uscita dovranno darsi appuntamento.

 

nave cargo – stretto di hormuz

Da lì le navi, a gruppi, usciranno dallo Stretto passando attraverso una serie di altri punti definiti. La novità, rispetto ai passaggi avventurosi degli ultimi giorni, è che gli Ais — i sistemi di identificazione automatica delle navi — e le radio di bordo resteranno accesi perché il rischio di attacchi iraniani appare al momento cessato.

 

Mentre le navi escono dal Golfo Persico andando verso il Golfo dell’Oman, c’è chi aspetta ansioso di muoversi in direzione contraria. Il Financial Times, usando i dati satellitari dell’Agenzia spaziale europea, ha contato domenica scorsa 441 grandi imbarcazioni ferme al largo di Sohar e Fujairah, sul lato orientale dello Stretto.

 

stretto di hormuz – petrolio e gas

A mettersi in coda petroliere, navi che trasportano gas naturale liquefatto e cargo, senza carichi a bordo. Vanno infatti a rifornirsi e ognuno vuole arrivare per primo. Del resto, le operazioni di riempimento di una grande petroliera possono prendere da 24 a 48 ore ed è facile prevedere che presto si creeranno nuove lunghe code.

 

Compagnie petrolifere e armatori già da alcuni giorni avevano scommesso — prima degli annunci ufficiali — sulla riapertura dello Stretto. L’emiratina Adnoc già offre carichi fino a 2 milioni di barili, lasciando agli acquirenti la possibilità di ritirarli dalle isole di Zirku e Das, dunque dentro lo Stretto, oppure fuori, nei depositi di Fujairah. Anche l’irachena Somo avrebbe chiesto ai clienti di inviare le navi dentro Hormuz per caricare il greggio. Discorso simile per il gas. […]

 

MEME SULLO STRETTO DI HORMUZ

Anche l’Iran vuole approfittare dei due mesi di tregua per spingere al massimo le sue esportazioni. Secondo la società di analisi Vortexa, il greggio iraniano in mare è salito a 126 milioni di barili, circa metà dei quali già in Asia o là diretti e almeno due petroliere da un milione di barili ciascuna, e già sanzionate dagli Usa, risultavano ieri in movimento verso l’Iran. Il movimento si riflette sui mercati. […]

 

Il grande ingorgo si sbloccherà, ma i problemi veri restano. Ieri, dopo un incontro a Muscat con una delegazione iraniana al massimo livello, un comunicato congiunto di Oman e Iran sottolinea «la loro sovranità e i diritti sovrani sulle acque territoriali nello Stretto di Hormuz» e parla di «raggiungere un accordo sulla futura gestione della navigazione nello Stretto di Hormuz, sui servizi che saranno forniti a tal fine e sui relativi costi, in conformità con gli standard internazionali». […]

donald trump – crisi energetica e petrolio – illustrazione di andrea calogeroSTRETTO DI HORMUZ – PETROLIERE

IL PETROLIO CALA A NEW YORK SOTTO I 70 DOLLARI, PRIMA VOLTA DA MARZO 

stretto di hormuz

(ANSA) – NEW YORK, 24 GIU – Il petrolio scende a New York sotto i 70 dollari al barile per la prima volta da marzo. le quotazioni perdono il 4,52% a 69,91 dollari al barile. 

 

IRAN: TRUMP, A HORMUZ NESSUN PEDAGGIO O COSTO ASSICURATIVO

(LaPresse) – “L’Iran ha informato gli Stati Uniti che, nonostante le notizie false e destabilizzanti che affermano il contrario, non ci sono pedaggi, costi assicurativi o altri oneri di alcun tipo richiesti o ricevuti”, da Teheran, sulle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump.

 

DONALD TRUMP – FOTO LAPRESSE

“Se queste informazioni fossero false, i negoziati si interromperebbero immediatamente! Inoltre, nessun denaro è stato dato all’Iran, né sbloccato dai loro fondi a favore dell’Iran, dagli Stati Uniti”, ha aggiunto precisando che gli Usa sbloccheranno i fondi “che sono totalmente sotto il nostro controllo, per gli agricoltori e allevatori, per l’acquisto di mais, grano, soia e altro ancora”.

 

“Il cibo è disperatamente necessario in Iran e lo acquisteremo per loro esclusivamente dagli Stati Uniti. Grazie per l’attenzione che ci dedicherete”, ha concluso.

 

INGORGO HORMUZ

Estratto dell’articolo Di Francesco Manacorda per “la Repubblica”

 

STRETTO DI HORMUZ – INGORGO DI IMBARCAZIONI – 23 GIUGNO 2026

Oltre quattrocento navi ferme nei pressi di Hormuz. Ma la notizia è che questa volta non vogliono lasciare il Golfo Persico, bensì entrarci. Mentre si avviano le operazioni per far uscire le centinaia di navi bloccate per quasi quattro mesi dal conflitto Usa-Iran, con a bordo oltre 11 mila marittimi, c’è infatti già la fila per rifornirsi di petrolio e di altre merci preziose nei porti e nei terminali della regione, dagli Emirati al Kuwait.

 

E anche l’Iran, alleggerito per 60 giorni dalle sanzioni americane sul petrolio, si prepara a far arrivare sulle sue coste petroliere da riempire e rispedire poi soprattutto verso l’Asia. È una sorta di enorme ingorgo, quello che si può vedere dai tracciamenti satellitari in quel braccio di mare che ormai tutti abbiamo imparato a conoscere. […]

 

EMIRATI ARABI – PETROLIO

Ieri pomeriggio l’Imo, l’Organizzazione internazionale marittima delle Nazioni Unite, ha annunciato l’avvio dei piani di evacuazione per «oltre 11 mila marittimi ancora bloccati nella regione». «Abbiamo ottenuto le necessarie garanzie di sicurezza — dice ancora l’Imo — e verificato le condizioni per una navigazione sicura».

 

Dal punto di vista pratico si tratterà di usare uno dei due canali oggi disponibili per il passaggio. Uno a nord, a ridosso della costa iraniana, e uno a sud, dove l’Oman garantirà il corridoio temporaneo. In un dettagliato avviso alle navi in rada, Muscat spiega cosa devono fare, con tanto di coordinate del punto dove i convogli in uscita dovranno darsi appuntamento.

 

nave cargo – stretto di hormuz

Da lì le navi, a gruppi, usciranno dallo Stretto passando attraverso una serie di altri punti definiti. La novità, rispetto ai passaggi avventurosi degli ultimi giorni, è che gli Ais — i sistemi di identificazione automatica delle navi — e le radio di bordo resteranno accesi perché il rischio di attacchi iraniani appare al momento cessato.

 

Mentre le navi escono dal Golfo Persico andando verso il Golfo dell’Oman, c’è chi aspetta ansioso di muoversi in direzione contraria. Il Financial Times, usando i dati satellitari dell’Agenzia spaziale europea, ha contato domenica scorsa 441 grandi imbarcazioni ferme al largo di Sohar e Fujairah, sul lato orientale dello Stretto.

 

stretto di hormuz – petrolio e gas

A mettersi in coda petroliere, navi che trasportano gas naturale liquefatto e cargo, senza carichi a bordo. Vanno infatti a rifornirsi e ognuno vuole arrivare per primo. Del resto, le operazioni di riempimento di una grande petroliera possono prendere da 24 a 48 ore ed è facile prevedere che presto si creeranno nuove lunghe code.

 

Compagnie petrolifere e armatori già da alcuni giorni avevano scommesso — prima degli annunci ufficiali — sulla riapertura dello Stretto. L’emiratina Adnoc già offre carichi fino a 2 milioni di barili, lasciando agli acquirenti la possibilità di ritirarli dalle isole di Zirku e Das, dunque dentro lo Stretto, oppure fuori, nei depositi di Fujairah. Anche l’irachena Somo avrebbe chiesto ai clienti di inviare le navi dentro Hormuz per caricare il greggio. Discorso simile per il gas. […]

 

MEME SULLO STRETTO DI HORMUZ

Anche l’Iran vuole approfittare dei due mesi di tregua per spingere al massimo le sue esportazioni. Secondo la società di analisi Vortexa, il greggio iraniano in mare è salito a 126 milioni di barili, circa metà dei quali già in Asia o là diretti e almeno due petroliere da un milione di barili ciascuna, e già sanzionate dagli Usa, risultavano ieri in movimento verso l’Iran. Il movimento si riflette sui mercati. […]

 

Il grande ingorgo si sbloccherà, ma i problemi veri restano. Ieri, dopo un incontro a Muscat con una delegazione iraniana al massimo livello, un comunicato congiunto di Oman e Iran sottolinea «la loro sovranità e i diritti sovrani sulle acque territoriali nello Stretto di Hormuz» e parla di «raggiungere un accordo sulla futura gestione della navigazione nello Stretto di Hormuz, sui servizi che saranno forniti a tal fine e sui relativi costi, in conformità con gli standard internazionali». […]

donald trump – crisi energetica e petrolio – illustrazione di andrea calogeroSTRETTO DI HORMUZ – PETROLIERE

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI “REPORT” PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA “GRAZIA” A NICOLE MINETTI – DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N’E’ USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ”REPORT”. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” – VIDEO

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DAGOREPORT – DRAG QUEEN, “POLPETTE DEMOCRATICHE” E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L’APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E’ UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI –LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE – ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI’ SARA’ L’INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO – AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%…

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DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL “CORRIERE”. E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

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