Altro che pace nella lega: il fronte del nord continua a essere un grosso problema per salvini…

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matteo salvini lega governatori zaia fugatti fedriga

ALTRO CHE PACE NELLA LEGA: IL FRONTE DEL NORD VUOLE LO SCALPO DI SALVINI – SI È TENUTA LA PRIMA RIUNIONE DEL “TAVOLO DI COORDINAMENTO DEI TERRITORI”, PENSATO DAL SEGRETARIO PER RICOMPATTARE IL PARTITO IN PEZZI – MA RESTA IL GELO CON  ZAIA, FONTANA E FEDRIGA: “NON ARRETRIAMO NELLA PROPOSTA DI RIFORMA DEL CARROCCIO. NON SI PUÒ PENSARE CHE CON UN TAVOLO DEL GENERE SI POSSA SOSTITUIRE UN’AUTENTICA ANALISI DI CIÒ CHE È AVVENUTO NELLA LEGA: CALO DI CONSENSI E LA SCISSIONE DI VANNACCI…”

Estratto dell’articolo di Gabriella Cerami e Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

ZAIA – GIORGETTI – FONTANA – CALDEROLI – SALVINI – FEDRIGA

Tutti collegati da remoto, la prima riunione del tavolo di coordinamento leghista è durata meno di un paio d’ore. A coordinare gli interventi ci ha pensato Matteo Salvini e, per adesso, sarà lui a tenere le redini dei lavori. Nei giorni scorsi il segretario federale aveva provato a capire se Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, fosse disposto ad assumere un ruolo di primo piano come coordinatore.

 

Un modo per andare incontro alle richieste del fronte del Nord, o magari per romperlo. Ma alla fine non se n’è parlato. Tutto fermo. In fondo, secondo il vicepremier, «non ci sono situazioni interne» alla Lega. […]

 

[…] «Non arretriamo nella proposta di riforma della Lega». È la convinzione di Luca Zaia e dei governatori Fedriga, Maurizio Fugatti e Attilio Fontana, che si muovono coordinati da tempo. Quanto alla riunione, «è stata utile per i macrotemi ma non si può pensare che con un tavolo del genere si possa sostituire un’autentica analisi di ciò che è avvenuto nella Lega: calo di consensi e la scissione di Roberto Vannacci». Per questo, almeno per ora, Fedriga si limita a partecipare e non a presiedere la cabina di regia.

 

luca zaia matteo salvini massimiliano fedriga attilio fontana

Nel corso della riunione, ognuno ha fatto un po’ il punto rispetto al proprio lavoro e alle esigenze del territorio. C’era il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, così anche Roberto Calderoli che ha ricordato i prossimi passi per portare a casa l’autonomia: dopo le quattro pre-intese firmate con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, a luglio Camera e Senato si esprimeranno con atti di indirizzo, poi la parola passerà ai Consigli regionali, per poi tornare di nuovo alle Camere.

 

Il messaggio da far passare anche all’esterno è che «manca davvero poco» per arrivare a una conclusione di una battaglia storica del Carroccio. Tra gli argomenti, le zone economiche speciali, fondi per la sanità, proposte anche dai rappresentanti del Sud: una riunione filata liscia con l’invito di Salvini a selezionare i temi su cui puntare da qui al voto.

 

luca zaia e massimiliano fedriga 2

Soddisfatto il responsabile Enti locali, Stefano Locatelli, secondo il quale viene «confermata la vitalità di un movimento radicato in tutto il Paese e attento non solo alle esigenze delle grandi realtà urbane, ma anche a quelle dei piccoli comuni e delle aree interne».

 

[…]  Il fronte del Nord attende dunque la due giorni di luglio, estesa anche ai parlamentari, per capire se ci sono reali margini di manovra per imporre un cambiamento più o meno concreto.

 

MATTEO SALVINI – LUCA ZAIA – FOTO LAPRESSE

Di sicuro il Salvini degli ultimi giorni è sembrato assai refrattario ad ogni modifica reale che possa scalfirne il potere interno. Non mancano, dietro le quinte, le ironie sui gazebo milanesi che lo scorso weekend hanno incoronato il segretario federale candidato della base per Milano: da via Bellerio è stato diramato il dato di 10 mila votanti, si vocifera che i numeri reali siano molto più bassi (circa 2 mila).

 

Magari sono cattiverie, ma il clima resta comunque di grande preoccupazione, anche se ieri sera il sondaggio di La7 ha visto la Lega sopra a Futuro nazionale, dopo l’aggancio della settimana scorsa, di uno 0,1 per cento. Inezie, ma di questi tempi basta poco sia per far precipitare la situazione, sia per rafforzare chi è in difficoltà.

LUCA ZAIA – ALBERTO STEFANI – MATTEO SALVINI Maurizio Fugatti – Luca Zaia – Attilio Fontana – Massimiliano Fedriga

Estratto dell’articolo di Gabriella Cerami e Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

ZAIA – GIORGETTI – FONTANA – CALDEROLI – SALVINI – FEDRIGA

Tutti collegati da remoto, la prima riunione del tavolo di coordinamento leghista è durata meno di un paio d’ore. A coordinare gli interventi ci ha pensato Matteo Salvini e, per adesso, sarà lui a tenere le redini dei lavori. Nei giorni scorsi il segretario federale aveva provato a capire se Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, fosse disposto ad assumere un ruolo di primo piano come coordinatore.

 

Un modo per andare incontro alle richieste del fronte del Nord, o magari per romperlo. Ma alla fine non se n’è parlato. Tutto fermo. In fondo, secondo il vicepremier, «non ci sono situazioni interne» alla Lega. […]

 

[…] «Non arretriamo nella proposta di riforma della Lega». È la convinzione di Luca Zaia e dei governatori Fedriga, Maurizio Fugatti e Attilio Fontana, che si muovono coordinati da tempo. Quanto alla riunione, «è stata utile per i macrotemi ma non si può pensare che con un tavolo del genere si possa sostituire un’autentica analisi di ciò che è avvenuto nella Lega: calo di consensi e la scissione di Roberto Vannacci». Per questo, almeno per ora, Fedriga si limita a partecipare e non a presiedere la cabina di regia.

 

luca zaia matteo salvini massimiliano fedriga attilio fontana

Nel corso della riunione, ognuno ha fatto un po’ il punto rispetto al proprio lavoro e alle esigenze del territorio. C’era il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, così anche Roberto Calderoli che ha ricordato i prossimi passi per portare a casa l’autonomia: dopo le quattro pre-intese firmate con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, a luglio Camera e Senato si esprimeranno con atti di indirizzo, poi la parola passerà ai Consigli regionali, per poi tornare di nuovo alle Camere.

 

Il messaggio da far passare anche all’esterno è che «manca davvero poco» per arrivare a una conclusione di una battaglia storica del Carroccio. Tra gli argomenti, le zone economiche speciali, fondi per la sanità, proposte anche dai rappresentanti del Sud: una riunione filata liscia con l’invito di Salvini a selezionare i temi su cui puntare da qui al voto.

 

luca zaia e massimiliano fedriga 2

Soddisfatto il responsabile Enti locali, Stefano Locatelli, secondo il quale viene «confermata la vitalità di un movimento radicato in tutto il Paese e attento non solo alle esigenze delle grandi realtà urbane, ma anche a quelle dei piccoli comuni e delle aree interne».

 

[…]  Il fronte del Nord attende dunque la due giorni di luglio, estesa anche ai parlamentari, per capire se ci sono reali margini di manovra per imporre un cambiamento più o meno concreto.

 

MATTEO SALVINI – LUCA ZAIA – FOTO LAPRESSE

Di sicuro il Salvini degli ultimi giorni è sembrato assai refrattario ad ogni modifica reale che possa scalfirne il potere interno. Non mancano, dietro le quinte, le ironie sui gazebo milanesi che lo scorso weekend hanno incoronato il segretario federale candidato della base per Milano: da via Bellerio è stato diramato il dato di 10 mila votanti, si vocifera che i numeri reali siano molto più bassi (circa 2 mila).

 

Magari sono cattiverie, ma il clima resta comunque di grande preoccupazione, anche se ieri sera il sondaggio di La7 ha visto la Lega sopra a Futuro nazionale, dopo l’aggancio della settimana scorsa, di uno 0,1 per cento. Inezie, ma di questi tempi basta poco sia per far precipitare la situazione, sia per rafforzare chi è in difficoltà.

LUCA ZAIA – ALBERTO STEFANI – MATTEO SALVINI Maurizio Fugatti – Luca Zaia – Attilio Fontana – Massimiliano Fedriga

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI “REPORT” PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA “GRAZIA” A NICOLE MINETTI – DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N’E’ USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ”REPORT”. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” – VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT – DRAG QUEEN, “POLPETTE DEMOCRATICHE” E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L’APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E’ UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI –LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE – ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI’ SARA’ L’INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO – AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%…

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT – UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI – LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA…

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL “DEGRADO”, IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA – PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL “DEGRADO” POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? – DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO’: “AO’ SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE ‘STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL “CORRIERE”. E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

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