Drag queen, polpette e il polpettone sull’antifascismo: la serata di schlein alla festa dell’unita’

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elly schlein festa unita

DAGOREPORT – DRAG QUEEN, “POLPETTE DEMOCRATICHE” E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L’APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E’ UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI – LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE – ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI’ SARA’ L’INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO – AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%…

https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/elly-schlein-augura-buon-appetito-partecipanti-festa-unita-roma/AI9BqJqD

 

https://youtube.com/shorts/66BXZv1BLAw?si=Y2LHnTtY8hJkEJx7

 

 

DAGOREPORT

elly schlein festa unita 98

“Pedro Pedro, Pedro pe’, alzalo anche a me”. Scordatevi le pensose riflessioni di Enrico Berlinguer, l’intervento di Elly Schlein alla Festa dell’Unità di Roma, a villa Lazzaroni, si apre con i gorgheggi del raffinatissimo duo di vaporose drag queen “Karma B” che rivisitano il motivetto della Carrà in chiave simpatizzante nei confronti del premier spagnolo Pedro Sanchez, faro politico della segreteria dem.

 

Elly lascia perdere subito le canzonette e sbomballa la laboriosa digestione di militanti e “militonti” dem, già messa a dura prova dal cous cous e dalle polpette con humus che escono dalle fumiganti cucine rosse, con uno scombiccherato flusso di coscienza della durata monstre di 40 minuti. 

 

“Ma perché non si è fatta intervistare?”, mormora più di qualcuno.

 

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein

Palpebre calanti, veschiche in fiamme e gente che compulsa nervosamente il cellulare, la segretaria con una fidanzata e tre passaporti infligge ai poveri partecipanti il solito menù indigesto: antifascismo di maniera, diritti civili a gogò e estremismo parolaio condito da raccontini triti e ritriti.

 

Si va dal sempiterno tempo di attesa per una “gastroscopia”, al dialogo con il povero ragazzo emigrato incontrato “per caso” all’aeroporto di Fiumicino fino agli operai di Pomigliano. Una ricetta, in stile Giorgione Orto & cucina, per superare la crisi energetica, in un tripudio di socialismo metallurgico che metterebbe al tappeto anche un camallo comunista di Livorno.

 

elly schlein e drag queen festa unita 45

All’interno di una sbrodolata di gauchismo gruppettaro, che fa rivalutare perfino i comizi fiume di Fidel Castro, gli unici sussulti sono i ringraziamenti al sindaco Roberto Gualtieri (altra possibile carta coperta come federatore del “Campo largo”?) e la citazione del Papa e della sua enciclica sull’Intelligenza artificiale. De todo, un poco.

 

Per il resto noia, sbadigli e conformismo democrat con la professione di fede sull’antifascismo: “Ricordatevi: quando vi chiedono cosa siete e cosa volete attuare, dovete rispondere la nostra splendida costituzione antifascista!”. Vannacci, sentitamente, ringrazia.

 

L’ossessione per il fascismo è il regalo più grande per la destra. Suggeriamo a Elly e ai suoi “party-giani” la riflessione dello storico Gianni Oliva: “Si è dimenticato che ‘democrazia antifascista’ significa poter arrivare tutti a fine mese, farsi curare senza attendere due anni di liste d’attesa, avere scuole e servizi efficienti, potere assistere gli anziani senza svenarsi o fare acrobazie con gli orari di lavoro. Queste sono le battaglie antifasciste, altro che le dichiarazioni di principio” (https://m.dagospia.com/politica/gianni-oliva-forse-bisognerebbe-lasciare-l-antifascismo-discussione-477475)

 

 

elly schlein festa unita 99

Pochi parlamentari confusi tra la folla (Filippo Sensi, Matteo Orfini, Cecilia D’Elia) mentre in prima fila si scorge il profilo da Tupamoros della madre badessa radical, Marta Bonafoni (sarà stata sua l’idea delle Drag queen?), il vero sindaco di Roma, Claudio Mancini, e il facente funzioni Roberto Gualtieri.

 

Non si scorgono esponenti di rito franceschiniano a parte Daniele Leodori, obbligato a presenziare in quanto segretario del Pd Lazio.

 

I fedelissimi di Su-Dario, a cui si deve l’ascesa di Elly alla segreteria Pd, in direzione sono apparsi molto critici con la deriva settaria presa da Schlein e dal suo “tortello magico” e guardano con sempre maggiore simpatia alla sindaca di Genova Silvia Salis.

 

elly schlein festa unita

Anche in questa circostanza Elly Schlein dimentica uno dei temi che sta a più cuore agli italiani: la sicurezza e il controllo dell’immigrazione. Eppure solo qualche sera fa, due peruviane e due cubani sono entrati a villa Lazzaroni e hanno rubato la borsa a una signora anziana proprio durante la festa. Un contrappasso clamoroso per chi ha occhi solo per drag queen e carri colorati del Pride. 

 

“C’è un pezzo di establishment che non mi vuole a palazzo Chigi”, si è lagnata Elly Schlein durante la segreteria dem. Qualcuno le spieghi che continuando così non sarà un pezzo di establishment ma l’intero Paese a non volerla nella stanza dei bottoni…

elly schlein e drag queen festa unitaelly schlein festa unita 89elly schlein festa unita 44elly schlein festa unita drag queenelly schlein festa unita 1elly schlein festa unita 56

 

https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/elly-schlein-augura-buon-appetito-partecipanti-festa-unita-roma/AI9BqJqD

 

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DAGOREPORT

elly schlein festa unita 98

“Pedro Pedro, Pedro pe’, alzalo anche a me”. Scordatevi le pensose riflessioni di Enrico Berlinguer, l’intervento di Elly Schlein alla Festa dell’Unità di Roma, a villa Lazzaroni, si apre con i gorgheggi del raffinatissimo duo di vaporose drag queen “Karma B” che rivisitano il motivetto della Carrà in chiave simpatizzante nei confronti del premier spagnolo Pedro Sanchez, faro politico della segreteria dem.

 

Elly lascia perdere subito le canzonette e sbomballa la laboriosa digestione di militanti e “militonti” dem, già messa a dura prova dal cous cous e dalle polpette con humus che escono dalle fumiganti cucine rosse, con uno scombiccherato flusso di coscienza della durata monstre di 40 minuti. 

 

“Ma perché non si è fatta intervistare?”, mormora più di qualcuno.

 

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein

Palpebre calanti, veschiche in fiamme e gente che compulsa nervosamente il cellulare, la segretaria con una fidanzata e tre passaporti infligge ai poveri partecipanti il solito menù indigesto: antifascismo di maniera, diritti civili a gogò e estremismo parolaio condito da raccontini triti e ritriti.

 

Si va dal sempiterno tempo di attesa per una “gastroscopia”, al dialogo con il povero ragazzo emigrato incontrato “per caso” all’aeroporto di Fiumicino fino agli operai di Pomigliano. Una ricetta, in stile Giorgione Orto & cucina, per superare la crisi energetica, in un tripudio di socialismo metallurgico che metterebbe al tappeto anche un camallo comunista di Livorno.

 

elly schlein e drag queen festa unita 45

All’interno di una sbrodolata di gauchismo gruppettaro, che fa rivalutare perfino i comizi fiume di Fidel Castro, gli unici sussulti sono i ringraziamenti al sindaco Roberto Gualtieri (altra possibile carta coperta come federatore del “Campo largo”?) e la citazione del Papa e della sua enciclica sull’Intelligenza artificiale. De todo, un poco.

 

Per il resto noia, sbadigli e conformismo democrat con la professione di fede sull’antifascismo: “Ricordatevi: quando vi chiedono cosa siete e cosa volete attuare, dovete rispondere la nostra splendida costituzione antifascista!”. Vannacci, sentitamente, ringrazia.

 

L’ossessione per il fascismo è il regalo più grande per la destra. Suggeriamo a Elly e ai suoi “party-giani” la riflessione dello storico Gianni Oliva: “Si è dimenticato che ‘democrazia antifascista’ significa poter arrivare tutti a fine mese, farsi curare senza attendere due anni di liste d’attesa, avere scuole e servizi efficienti, potere assistere gli anziani senza svenarsi o fare acrobazie con gli orari di lavoro. Queste sono le battaglie antifasciste, altro che le dichiarazioni di principio” (https://m.dagospia.com/politica/gianni-oliva-forse-bisognerebbe-lasciare-l-antifascismo-discussione-477475)

 

 

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Pochi parlamentari confusi tra la folla (Filippo Sensi, Matteo Orfini, Cecilia D’Elia) mentre in prima fila si scorge il profilo da Tupamoros della madre badessa radical, Marta Bonafoni (sarà stata sua l’idea delle Drag queen?), il vero sindaco di Roma, Claudio Mancini, e il facente funzioni Roberto Gualtieri.

 

Non si scorgono esponenti di rito franceschiniano a parte Daniele Leodori, obbligato a presenziare in quanto segretario del Pd Lazio.

 

I fedelissimi di Su-Dario, a cui si deve l’ascesa di Elly alla segreteria Pd, in direzione sono apparsi molto critici con la deriva settaria presa da Schlein e dal suo “tortello magico” e guardano con sempre maggiore simpatia alla sindaca di Genova Silvia Salis.

 

elly schlein festa unita

Anche in questa circostanza Elly Schlein dimentica uno dei temi che sta a più cuore agli italiani: la sicurezza e il controllo dell’immigrazione. Eppure solo qualche sera fa, due peruviane e due cubani sono entrati a villa Lazzaroni e hanno rubato la borsa a una signora anziana proprio durante la festa. Un contrappasso clamoroso per chi ha occhi solo per drag queen e carri colorati del Pride. 

 

“C’è un pezzo di establishment che non mi vuole a palazzo Chigi”, si è lagnata Elly Schlein durante la segreteria dem. Qualcuno le spieghi che continuando così non sarà un pezzo di establishment ma l’intero Paese a non volerla nella stanza dei bottoni…

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nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI “REPORT” PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA “GRAZIA” A NICOLE MINETTI – DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N’E’ USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ”REPORT”. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” – VIDEO

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI – LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA…

elly schlein festa unita

DAGOREPORT – DRAG QUEEN, “POLPETTE DEMOCRATICHE” E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L’APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E’ UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI – LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE – ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI’ SARA’ L’INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO – AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%…

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL “DEGRADO”, IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA – PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL “DEGRADO” POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? – DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO’: “AO’ SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE ‘STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL “CORRIERE”. E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A “GIGIORGIA”? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 – NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO – AL DI LA’ DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 – E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL’UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… – VIDEO

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Analyse


2026-06-25 14:34:12

Post already analysed. But you can request a new run: Do the magic.