Quando si tratta di migranti, l’ue se ne fotte dei suoi valori – che vergogna! la commissione …

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afghanistan talebani lapidazione fustigazione donne adultere

QUANDO SI TRATTA DI MIGRANTI, L’UE SE NE FOTTE DEI SUOI VALORI – CHE VERGOGNA! LA COMMISSIONE EUROPEA HA STESO I TAPPETI ROSSI E HA ACCOLTO UNA DELEGAZIONE DEI TALEBANI A BRUXELLES: È LA PRIMA VOLTA CHE ACCADE DALL’ATTACCO ALLE TORRI GEMELLE DEL 2001. L’OBIETTIVO È DISCUTERE DEL RIMPATRIO DEI MIGRANTI ILLEGALI AFGHANI PRESENTI NEGLI STATI MEMBRI – UN PAESE DOVE VIGE LA SHARIA, LE DONNE E LE MINORANZE SONO SOTTO SCHIAFFO, DOVE GIORNALISTI, ATTIVISTI E OPPOSITORI VENGONO TORTURATI, PUÒ ESSERE CONSIDERATO SICURO PER I RIMPATRI?

Estratto dell’articolo di David Carretta per “il Foglio”

 

talebani 2

Per la prima volta dall’attacco contro le Torri Gemelle nel 2001, la Commissione europea oggi ha accolto una delegazione dei talebani per discutere del rimpatrio di migranti illegali afghani presenti sul territorio degli stati membri.

 

L’incontro è stato definito “a livello tecnico” e “non significa in alcun modo un riconoscimento”, ha detto un portavoce: la Commissione ha dato seguito alla richiesta avanzata lo scorso ottobre da venti governi di coordinare “i contatti sui rimpatri e le riammissioni in Afghanistan”.

 

TALEBANI INVESTONO DONNE A KABUL

Una prima riunione bilaterale si era tenuta a Kabul all’inizio dell’anno. La Commissione assicura che si tratta esclusivamente di discutere le formalità per rimpatriare “persone che hanno commesso gravi crimini o che pongono una minaccia di sicurezza”: identificazione, rilascio dei documenti di viaggio e operazioni di rimpatrio.

 

La Germania ha già avviato programmi di rimpatri verso l’Afghanistan di migranti condannati per reati gravi. I rappresentanti di quindici stati membri hanno partecipato alla riunione. Dall’altra parte del tavolo c’erano cinque funzionari talebani, tra cui il portavoce del ministero degli Esteri, Abdul Qahar Balkhi, che ha definito l’incontro “storico” perché “è la prima volta che una delegazione dell’Emirato islamico ha visitato l’Ue e tenuto discussioni con degli Stati membri a Bruxelles”.

 

BRUXELLES – PROTESTE CONTRO I NEGOZIATI SUI MIGRANTI CON I TALEBANI

Il fatto che la Commissione sia pronta a dialogare con un regime brutale e non riconosciuto mostra quanto l’Ue sia disposta a calpestare i suoi princìpi e le sue regole per mostrare ai cittadini che sta usando il pugno di ferro sulla migrazione.

 

[…]  I talebani sono sotto sanzioni dal 2001. Il loro regime non è riconosciuto come legittimo dall’Ue dopo la presa di Kabul nel 2021. Per cooperare sui rimpatri i Talebani esigono di recuperare l’accesso diplomatico e consolare nei paesi dell’Ue, che è stato loro negato dalla fuga degli occidentali dall’Afghanistan nel 2021.

 

i talebani alla cop29 di baku

Il consenso nell’Ue sulla politica migratoria è cambiato radicalmente dalla crisi dei rifugiati siriani del 2015-16. All’epoca la Commissione presieduta da Jean-Claude Juncker proponeva quote di ridistribuzione di richiedenti asilo e si rifiutava di finanziare la costruzione di muri.

 

Con Ursula von der Leyen, le quote hanno lasciato il posto a un nuovo Patto su migrazione e asilo, che ha come obiettivo di rigettare in modo sbrigativo gran parte delle domande di protezione internazionale. L’Ue ha adottato un nuovo regolamento rimpatri che le ong paragonano ai metodi usati dall’Ice negli Stati Uniti e include la possibilità di creare dei “return hub” in paesi terzi. Il modello Albania per i richiedenti asilo è evoluto in centri fuori dalle frontiere dell’Ue, dove deportare i migranti espulsi in attesa che siano rimpatriati nei loro paesi di origine.

talebani

 

La premier danese, Mette Frederiksen, e quella italiana, Giorgia Meloni, sono le due leader più impegnate a favore della linea dura. Lo spostamento verso l’estrema destra del Parlamento europeo e il dominio del Partito popolare europeo nella Commissione e nel Consiglio europeo hanno fatto il resto. Durante il vertice europeo della scorsa settimana, Frederiksen e Meloni hanno raccolto le firme di altri 17 capi di stato e di governo per chiedere alla Commissione di finanziare i “return hub”. […]

i talebani alla cop29 di bakudonne in afghanistan 6i talebani alla cop29 di bakudonne in afghanistan 4donne in afghanistan 3donna con il burqa in mezzo ai talebani che bloccano le strade per l aeroporto di kabul donne in afghanistan 1donne in afghanistan 5 il ministro degli esteri afghano amir khan muttaqi e l’ambasciatore russo dmitry zhirnov 1

Estratto dell’articolo di David Carretta per “il Foglio”

 

talebani 2

Per la prima volta dall’attacco contro le Torri Gemelle nel 2001, la Commissione europea oggi ha accolto una delegazione dei talebani per discutere del rimpatrio di migranti illegali afghani presenti sul territorio degli stati membri.

 

L’incontro è stato definito “a livello tecnico” e “non significa in alcun modo un riconoscimento”, ha detto un portavoce: la Commissione ha dato seguito alla richiesta avanzata lo scorso ottobre da venti governi di coordinare “i contatti sui rimpatri e le riammissioni in Afghanistan”.

 

TALEBANI INVESTONO DONNE A KABUL

Una prima riunione bilaterale si era tenuta a Kabul all’inizio dell’anno. La Commissione assicura che si tratta esclusivamente di discutere le formalità per rimpatriare “persone che hanno commesso gravi crimini o che pongono una minaccia di sicurezza”: identificazione, rilascio dei documenti di viaggio e operazioni di rimpatrio.

 

La Germania ha già avviato programmi di rimpatri verso l’Afghanistan di migranti condannati per reati gravi. I rappresentanti di quindici stati membri hanno partecipato alla riunione. Dall’altra parte del tavolo c’erano cinque funzionari talebani, tra cui il portavoce del ministero degli Esteri, Abdul Qahar Balkhi, che ha definito l’incontro “storico” perché “è la prima volta che una delegazione dell’Emirato islamico ha visitato l’Ue e tenuto discussioni con degli Stati membri a Bruxelles”.

 

BRUXELLES – PROTESTE CONTRO I NEGOZIATI SUI MIGRANTI CON I TALEBANI

Il fatto che la Commissione sia pronta a dialogare con un regime brutale e non riconosciuto mostra quanto l’Ue sia disposta a calpestare i suoi princìpi e le sue regole per mostrare ai cittadini che sta usando il pugno di ferro sulla migrazione.

 

[…]  I talebani sono sotto sanzioni dal 2001. Il loro regime non è riconosciuto come legittimo dall’Ue dopo la presa di Kabul nel 2021. Per cooperare sui rimpatri i Talebani esigono di recuperare l’accesso diplomatico e consolare nei paesi dell’Ue, che è stato loro negato dalla fuga degli occidentali dall’Afghanistan nel 2021.

 

i talebani alla cop29 di baku

Il consenso nell’Ue sulla politica migratoria è cambiato radicalmente dalla crisi dei rifugiati siriani del 2015-16. All’epoca la Commissione presieduta da Jean-Claude Juncker proponeva quote di ridistribuzione di richiedenti asilo e si rifiutava di finanziare la costruzione di muri.

 

Con Ursula von der Leyen, le quote hanno lasciato il posto a un nuovo Patto su migrazione e asilo, che ha come obiettivo di rigettare in modo sbrigativo gran parte delle domande di protezione internazionale. L’Ue ha adottato un nuovo regolamento rimpatri che le ong paragonano ai metodi usati dall’Ice negli Stati Uniti e include la possibilità di creare dei “return hub” in paesi terzi. Il modello Albania per i richiedenti asilo è evoluto in centri fuori dalle frontiere dell’Ue, dove deportare i migranti espulsi in attesa che siano rimpatriati nei loro paesi di origine.

talebani

 

La premier danese, Mette Frederiksen, e quella italiana, Giorgia Meloni, sono le due leader più impegnate a favore della linea dura. Lo spostamento verso l’estrema destra del Parlamento europeo e il dominio del Partito popolare europeo nella Commissione e nel Consiglio europeo hanno fatto il resto. Durante il vertice europeo della scorsa settimana, Frederiksen e Meloni hanno raccolto le firme di altri 17 capi di stato e di governo per chiedere alla Commissione di finanziare i “return hub”. […]

i talebani alla cop29 di bakudonne in afghanistan 6i talebani alla cop29 di bakudonne in afghanistan 4donne in afghanistan 3donna con il burqa in mezzo ai talebani che bloccano le strade per l aeroporto di kabul donne in afghanistan 1donne in afghanistan 5 il ministro degli esteri afghano amir khan muttaqi e l’ambasciatore russo dmitry zhirnov 1

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI “REPORT” PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA “GRAZIA” A NICOLE MINETTI – DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N’E’ USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ”REPORT”. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” – VIDEO

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DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL “CORRIERE”. E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

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FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A “GIGIORGIA”? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 – NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO – AL DI LA’ DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 – E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL’UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… – VIDEO

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2026-06-25 14:34:11

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