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CHE PARAGURU ‘STO LOVAGLIO – L’AD DI MPS DÀ UN COLPO AL CERCHIO E UNO ALLA BOTTE. PARLA PUBBLICAMENTE PER LA PRIMA VOLTA DAL LANCIO DELL’OPAS DI INTESA SUL “MONTE”, E DICE CHE IL CDA “VALUTERÀ TUTTE LE OPZIONI”. DOPO AVER RESISTITO ALLA RICHIESTA DI LICENZIAMENTO BY CALTAGIRONE, IL “GORDON GEKKO DEI RICCIARELLI” PUNTA A RIMANERE IN SELLA ANCHE DOPO L’OPERAZIONE VARATA DA CARLO MESSINA? – VA AVANTI IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE, CHE PER LOVAGLIO DOVREBBE PORTARE ALLA FUSIONE TRA MEDIOBANCA E MPS…
Estratto dell’articolo di Claudia Luise per “La Stampa”
Luigi Lovaglio sceglie di citare la premier Giorgia Meloni per parlare del futuro di Mps.
La banca «viene riconosciuta anche a livello istituzionale come un gioiello», dice. E sottolinea di «accogliere con favore l’interesse» dopo la «rinascita negli ultimi anni che ci ha portato a diventare un attore di primo piano, altamente attraente».
È la prima volta che interviene dall’annuncio dell’Opas di Intesa Sanpaolo e della proposta «non sollecitata» di Banco Bpm.
Lo fa alla Mediobanca Ceo conference e snocciola agli investitori i dati dell’istituto di credito. Ma fa anche il punto sul lavoro del cda, che sta esaminando le possibilità sul tavolo. Il compito di un consiglio di amministrazione, ricorda, è quello di «analizzare, valutare e cercare la soluzione migliore, ovvero le soluzioni nell’interesse dei nostri azionisti».
Ed è proprio quello che «stiamo facendo», aggiunge il manager dopo il cda di lunedì che ha visto un confronto serrato e durante il quale, con gli advisor Ubs e BofA, è stata fatta una prima informativa su Intesa Sanpaolo e Bpm.
luigi lovaglio il gordon gekko dei riccarelli
Le attività di analisi e valutazione preliminari, secondo quanto ha reso noto la banca, proseguono e una prima valutazione potrebbe approdare, secondo indiscrezioni, in un consiglio a metà luglio.
Lovaglio affronta anche il tema della passivity rule a cui è sottoposta Mps dopo l’annuncio dell’Opas di Intesa da 30,6 miliardi. La regola esiste per «tutelare gli azionisti e noi la rispettiamo pienamente», prosegue Lovaglio, ribadendo che «credo fermamente che il nostro dovere sia quello di rendere il valore di Montepaschi ancora più riconoscibile di quanto non sia oggi».
Il banchiere di Siena, inoltre, ci tiene a precisare che ritiene sempre più che la fusione tra Mediobanca e Montepaschi sia una delle «migliori iniziative per affrontare ciò che sta accadendo sul mercato e per garantire ai nostri clienti servizi unici e completi».
Proprio lunedì è stato approvato all’unanimità il progetto di scissione mediante scorporo di Mps a favore di Mediobanca Premier e il progetto di scissione parziale di Mediobanca Premier a favore di Widiba. Giovedì toccherà al cda di Piazzetta Cuccia per le delibere di sua competenza. E questo mentre proseguono i lavori di integrazione di Mediobanca in Banca Monte dei Paschi di Siena, con il perfezionamento delle operazioni di riorganizzazione societaria previsto entro il quarto trimestre di quest’anno.
Chiaramente, «ritengo che dovremmo rendere ancora più riconoscibili e visibili i potenti marchi di cui disponiamo», unendo quello «storico e iconico di Montepaschi con quello di Mediobanca», aggiunge ancora Lovaglio.
Chi si aspettava una mossa di Unicredit nel risiko italiano, invece, resta deluso. «Se si presentasse l’occasione giusta, valuteremo la situazione. Ma al momento siamo solo degli osservatori e, per la prima volta, ci piace moltissimo essere osservatori e non protagonisti. In realtà, è piuttosto divertente» dice l’ad di Unicredit, Andrea Orcel, intervenendo anche lui alla Mediobanca Ceo conference. […]
LUIGI LOVAGLIO AL SENATO – COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE – FOTO LAPRESSE
Estratto dell’articolo di Claudia Luise per “La Stampa”
Luigi Lovaglio sceglie di citare la premier Giorgia Meloni per parlare del futuro di Mps.
La banca «viene riconosciuta anche a livello istituzionale come un gioiello», dice. E sottolinea di «accogliere con favore l’interesse» dopo la «rinascita negli ultimi anni che ci ha portato a diventare un attore di primo piano, altamente attraente».
È la prima volta che interviene dall’annuncio dell’Opas di Intesa Sanpaolo e della proposta «non sollecitata» di Banco Bpm.
Lo fa alla Mediobanca Ceo conference e snocciola agli investitori i dati dell’istituto di credito. Ma fa anche il punto sul lavoro del cda, che sta esaminando le possibilità sul tavolo. Il compito di un consiglio di amministrazione, ricorda, è quello di «analizzare, valutare e cercare la soluzione migliore, ovvero le soluzioni nell’interesse dei nostri azionisti».
Ed è proprio quello che «stiamo facendo», aggiunge il manager dopo il cda di lunedì che ha visto un confronto serrato e durante il quale, con gli advisor Ubs e BofA, è stata fatta una prima informativa su Intesa Sanpaolo e Bpm.
luigi lovaglio il gordon gekko dei riccarelli
Le attività di analisi e valutazione preliminari, secondo quanto ha reso noto la banca, proseguono e una prima valutazione potrebbe approdare, secondo indiscrezioni, in un consiglio a metà luglio.
Lovaglio affronta anche il tema della passivity rule a cui è sottoposta Mps dopo l’annuncio dell’Opas di Intesa da 30,6 miliardi. La regola esiste per «tutelare gli azionisti e noi la rispettiamo pienamente», prosegue Lovaglio, ribadendo che «credo fermamente che il nostro dovere sia quello di rendere il valore di Montepaschi ancora più riconoscibile di quanto non sia oggi».
Il banchiere di Siena, inoltre, ci tiene a precisare che ritiene sempre più che la fusione tra Mediobanca e Montepaschi sia una delle «migliori iniziative per affrontare ciò che sta accadendo sul mercato e per garantire ai nostri clienti servizi unici e completi».
Proprio lunedì è stato approvato all’unanimità il progetto di scissione mediante scorporo di Mps a favore di Mediobanca Premier e il progetto di scissione parziale di Mediobanca Premier a favore di Widiba. Giovedì toccherà al cda di Piazzetta Cuccia per le delibere di sua competenza. E questo mentre proseguono i lavori di integrazione di Mediobanca in Banca Monte dei Paschi di Siena, con il perfezionamento delle operazioni di riorganizzazione societaria previsto entro il quarto trimestre di quest’anno.
Chiaramente, «ritengo che dovremmo rendere ancora più riconoscibili e visibili i potenti marchi di cui disponiamo», unendo quello «storico e iconico di Montepaschi con quello di Mediobanca», aggiunge ancora Lovaglio.
Chi si aspettava una mossa di Unicredit nel risiko italiano, invece, resta deluso. «Se si presentasse l’occasione giusta, valuteremo la situazione. Ma al momento siamo solo degli osservatori e, per la prima volta, ci piace moltissimo essere osservatori e non protagonisti. In realtà, è piuttosto divertente» dice l’ad di Unicredit, Andrea Orcel, intervenendo anche lui alla Mediobanca Ceo conference. […]
LUIGI LOVAGLIO AL SENATO – COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE – FOTO LAPRESSE

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI – LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV – IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA…

DAGOREPORT – DRAG QUEEN, “POLPETTE DEMOCRATICHE” E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L’APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E’ UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI – LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE – ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI’ SARA’ L’INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO – AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%…

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL “DEGRADO”, IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA – PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL “DEGRADO” POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? – DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO’: “AO’ SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE ‘STA PINA!”

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL “CORRIERE”. E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A “GIGIORGIA”? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 – NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO – AL DI LA’ DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 – E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL’UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… – VIDEO

FLASH! – A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E’ INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) – E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! – IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP (“SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO”) FU IL “CORRIERE DELLA SERA” A FIRMA DI VIVIANA MAZZA – IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON (“MELONI MI FA PENA”) E’ STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA “L’ARIA CHE TIRA” DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) – PER DARE UN SEGNALE DI “BUONA FEDE”, IL “CORRIERE” IERI HA PUBBLICATO UN’INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI “THE DONALD”, CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO…





















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