‘c’e’ un pezzo di establishment che non mi vuole a palazzo chigi’-giorgia meloni? no, elly schlein

[analyse_image type=”featured” src=”https://static.dagospia.com/img/patch/10-2025/elly-schlein-2182763_600_q50.webp”]

elly schlein

“C’E’ UN PEZZO DI ESTABLISHMENT CHE NON MI VUOLE A PALAZZO CHIGI” – ELLY SCHLEIN, PARLANDO ALLA DIREZIONE DEL PD, SENTE ODORE DI “GOMBLOTTO” E FRIGNA EVOCANDO IL RITRITO TEMA DEL SESSISMO: “SCONTO ANCHE IL FATTO DI ESSERE UNA DONNA, DI STARE CON UN’ALTRA DONNA E DI AVERE QUARANT’ANNI. MA ANDREMO AVANTI LO STESSO, SE NE FACCIANO UNA RAGIONE” (MA A CHI SI RIFERISCE? E POI: E’ POSSIBILE CHE “UN PEZZO DI ESTABLISHMENT” SIA CONTRO DI LEI PERCHE’ INADEGUATA?) – IL BOTTA E RISPOSTA CON CONTE CHE NON RINUNCIA ALLA CORSA ALLA LEADERSHIP DEL CENTROSINISTRA: SCHLEIN VUOLE SCEGLIERE IL CANDIDATO PREMIER ATTRAVERSO LE PRIMARIE, PEPPINELLO NO (“POTREMMO FARE COME NELLE REGIONI, DOVE ABBIAMO VALUTATO INSIEME IL CANDIDATO PIÙ COMPETITIVO”) – LO SCONTRO TRA I DUE E’ ANCHE SU RENZI. PER ELLY L’ALLEANZA PROGRESSISTA VA “ALLARGATA”, CONTE, INVECE, SI RIFIUTA DI DIRE SE MATTEONZO FARÀ PARTE DELLA COALIZIONE – GENTILONI AVVERTE: “L’ALLEANZA NON PUÒ ESSERE SPOSTATA TROPPO A SINISTRA…”

Estratto dell’articolo di Maria Teresa Meli per il Corriere della Sera – Estratti

 

L’8 e il 15 luglio i leader di Pd, M5S e Avs saranno tutti insieme a Napoli e a Padova, come rivela a Omnibus su La7 Angelo Bonelli. Ma quello che Francesco Boccia ha dipinto come un «blocco politico» omogeneo (definizione che è stata criticata da Graziano Delrio, intervenuto ieri nella direzione dem a nome dei riformisti) sembra meno unito di quanto voglia far apparire.

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein

 

C’è Elly Schlein che punta alla premiership: «C’è un pezzo di establishment che malsopporta una leadership progressista a Palazzo Chigi. Poi io sconto anche il fatto di essere una donna, di stare con un’altra donna e di avere quarant’anni… Ma andremo avanti lo stesso, se ne facciano una ragione».

 

E c’è Giuseppe Conte che nutre la stessa ambizione, come ammette lui stesso, intervistato alla festa de La Verità

 

C’è Elly Schelin che vuole scegliere il leader con il metodo delle primarie o con quello in voga negli altri Paesi europei secondo cui il candidato premier è il capo del partito più grande. E c’è Giuseppe Conte che non accetta questa seconda opzione e ne tira fuori una terza: «Potremmo fare come nelle regioni dove non abbiamo fatto le primarie ma abbiamo valutato insieme il candidato più competitivo».

Elly Schlein e Giuseppe Conte

 

E ancora. C’è Elly Schlein che dice che «l’alleanza progressista è già una realtà e va allargata e non ristretta». E c’è Giuseppe Conte che si rifiuta di dire se Matteo Renzi farà parte della coalizione, beccandosi una replica durissima dal leader di Iv, ospite dell’ Aria che tira su La7: «Se qualcuno preferisce mettere veti invece di prendere voti si spara sui piedi. Nel momento in cui la destra era in difficoltà sono riusciti a creare una nuova divisione nel centrosinistra, un capolavoro. Se vogliamo giocare a chi è più di sinistra, Conte può spiegare chi ha portato Salvini al ministero dell’Interno. Ma io non voglio litigare…».

 

Elly Schlein e Giuseppe Conte3

C’è quindi il Pd che — come dice la leader dem, annunciando la festa dell’Unità a Reggio Emilia dal primo al 13 settembre — «è sano, cresce ed è la prima forza», ma che tanto unito non è.

 

Come dimostra l’intervento di Delrio in direzione. Il senatore dem critica Goffredo Bettini, che sponsorizza Alessandro Onorato, perché «l’identità del nostro partito non appalta il riformismo ad altri». Poi prende di mira Boccia: «Noi non siamo un blocco con Avs e M5S. Siamo il Pd». Quindi è il turno di Marta Bonafoni, che ha imputato il crollo di Starmer alla sua politica di destra: «Il problema nel Regno Unito — sottolinea Delrio — non è che il premier fosse troppo di destra, ma è Farage».

 

Infine il senatore dem pronuncia parole chiare sul tema Renzi sì, Renzi no e sull’allargamento della coalizione ai cosiddetti centristi: «Nell’alleanza ci si sta tutti e tutti devono avere pari dignità». E a proposito di Renzi Bettini ci tiene a precisare come la pensa in direzione: «Per me sta nel centrosinistra perché sta combattendo e combatte da tempo con efficacia il governo Meloni».

 

Elly Schlein e Giuseppe Conte2

Intervistato da Sky, Paolo Gentiloni mette in guardia il Pd: «Il problema è il profilo dell’alleanza che non può essere troppo radicale, troppo spostato a sinistra».

 

(…) Ma anche nei dintorni del centro non regna l’armonia.

 

Pare ormai scontato che quell’area andrà al voto con due liste, visto che Onorato e Renzi non sono compatibili. Stefano Bonaccini, per l’ennesima volta, invita tutti all’unità: «Se ci dividiamo ancora ci prendono a calci nel sedere». Il presidente del Pd lancia un appello anche a Carlo Calenda, che gli risponde ironico: «Quando avrete un programma confrontiamolo».

nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein angelo bonelli – campo largo – vignetta by osho conte schlein bonelli fratoianni magi patto birraMATTEO RENZI – ELLY SCHLEIN – FOTO LAPRESSE MEME SU MATTEO RENZI E LA FOTO DEL PATTO DEI CARCIOFI giuseppe conte alessandro onorato elly schlein assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse 2elly schlein alessandro onorato giuseppe conte gaetano manfredi assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse 29elly schlein assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse enzo maraio, stefano patuanelli, riccardo magi, giuseppe conte m5s, alessandro onorato, elly schlein, gaetano manfredi assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse 4ONORATO CONTE BETTINI SCHLEINfratoianni conte schlein bonelli

GIUSEPPE CONTE – ELLY SCHLEIN – NICOLA FRATOIANNI ALLA FESTA DEI 125 ANNI DELLA FIOM

Estratto dell’articolo di Maria Teresa Meli per il Corriere della Sera – Estratti

 

L’8 e il 15 luglio i leader di Pd, M5S e Avs saranno tutti insieme a Napoli e a Padova, come rivela a Omnibus su La7 Angelo Bonelli. Ma quello che Francesco Boccia ha dipinto come un «blocco politico» omogeneo (definizione che è stata criticata da Graziano Delrio, intervenuto ieri nella direzione dem a nome dei riformisti) sembra meno unito di quanto voglia far apparire.

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein

 

C’è Elly Schlein che punta alla premiership: «C’è un pezzo di establishment che malsopporta una leadership progressista a Palazzo Chigi. Poi io sconto anche il fatto di essere una donna, di stare con un’altra donna e di avere quarant’anni… Ma andremo avanti lo stesso, se ne facciano una ragione».

 

E c’è Giuseppe Conte che nutre la stessa ambizione, come ammette lui stesso, intervistato alla festa de La Verità

 

C’è Elly Schelin che vuole scegliere il leader con il metodo delle primarie o con quello in voga negli altri Paesi europei secondo cui il candidato premier è il capo del partito più grande. E c’è Giuseppe Conte che non accetta questa seconda opzione e ne tira fuori una terza: «Potremmo fare come nelle regioni dove non abbiamo fatto le primarie ma abbiamo valutato insieme il candidato più competitivo».

Elly Schlein e Giuseppe Conte

 

E ancora. C’è Elly Schlein che dice che «l’alleanza progressista è già una realtà e va allargata e non ristretta». E c’è Giuseppe Conte che si rifiuta di dire se Matteo Renzi farà parte della coalizione, beccandosi una replica durissima dal leader di Iv, ospite dell’ Aria che tira su La7: «Se qualcuno preferisce mettere veti invece di prendere voti si spara sui piedi. Nel momento in cui la destra era in difficoltà sono riusciti a creare una nuova divisione nel centrosinistra, un capolavoro. Se vogliamo giocare a chi è più di sinistra, Conte può spiegare chi ha portato Salvini al ministero dell’Interno. Ma io non voglio litigare…».

 

Elly Schlein e Giuseppe Conte3

C’è quindi il Pd che — come dice la leader dem, annunciando la festa dell’Unità a Reggio Emilia dal primo al 13 settembre — «è sano, cresce ed è la prima forza», ma che tanto unito non è.

 

Come dimostra l’intervento di Delrio in direzione. Il senatore dem critica Goffredo Bettini, che sponsorizza Alessandro Onorato, perché «l’identità del nostro partito non appalta il riformismo ad altri». Poi prende di mira Boccia: «Noi non siamo un blocco con Avs e M5S. Siamo il Pd». Quindi è il turno di Marta Bonafoni, che ha imputato il crollo di Starmer alla sua politica di destra: «Il problema nel Regno Unito — sottolinea Delrio — non è che il premier fosse troppo di destra, ma è Farage».

 

Infine il senatore dem pronuncia parole chiare sul tema Renzi sì, Renzi no e sull’allargamento della coalizione ai cosiddetti centristi: «Nell’alleanza ci si sta tutti e tutti devono avere pari dignità». E a proposito di Renzi Bettini ci tiene a precisare come la pensa in direzione: «Per me sta nel centrosinistra perché sta combattendo e combatte da tempo con efficacia il governo Meloni».

 

Elly Schlein e Giuseppe Conte2

Intervistato da Sky, Paolo Gentiloni mette in guardia il Pd: «Il problema è il profilo dell’alleanza che non può essere troppo radicale, troppo spostato a sinistra».

 

(…) Ma anche nei dintorni del centro non regna l’armonia.

 

Pare ormai scontato che quell’area andrà al voto con due liste, visto che Onorato e Renzi non sono compatibili. Stefano Bonaccini, per l’ennesima volta, invita tutti all’unità: «Se ci dividiamo ancora ci prendono a calci nel sedere». Il presidente del Pd lancia un appello anche a Carlo Calenda, che gli risponde ironico: «Quando avrete un programma confrontiamolo».

nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein angelo bonelli – campo largo – vignetta by osho conte schlein bonelli fratoianni magi patto birraMATTEO RENZI – ELLY SCHLEIN – FOTO LAPRESSE MEME SU MATTEO RENZI E LA FOTO DEL PATTO DEI CARCIOFI giuseppe conte alessandro onorato elly schlein assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse 2elly schlein alessandro onorato giuseppe conte gaetano manfredi assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse 29elly schlein assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse enzo maraio, stefano patuanelli, riccardo magi, giuseppe conte m5s, alessandro onorato, elly schlein, gaetano manfredi assemblea nazionale di progetto civico italia foto lapresse 4ONORATO CONTE BETTINI SCHLEINfratoianni conte schlein bonelli

GIUSEPPE CONTE – ELLY SCHLEIN – NICOLA FRATOIANNI ALLA FESTA DEI 125 ANNI DELLA FIOM

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI – LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA…

elly schlein festa unita

DAGOREPORT – DRAG QUEEN, “POLPETTE DEMOCRATICHE” E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L’APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E’ UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI – LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE – ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI’ SARA’ L’INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO – AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%…

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL “DEGRADO”, IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA – PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL “DEGRADO” POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? – DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO’: “AO’ SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE ‘STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL “CORRIERE”. E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A “GIGIORGIA”? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 – NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO – AL DI LA’ DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 – E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL’UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… – VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! – A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E’ INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) – E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! – IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP (“SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO”) FU IL “CORRIERE DELLA SERA” A FIRMA DI VIVIANA MAZZA – IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON (“MELONI MI FA PENA”) E’ STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA “L’ARIA CHE TIRA”  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) – PER DARE UN SEGNALE DI “BUONA FEDE”, IL “CORRIERE” IERI HA PUBBLICATO UN’INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI “THE DONALD”, CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO…

[analyse_source url=”https://www.dagospia.com/politica/c-e-pezzo-establishment-non-mi-vuole-palazzo-chigi-giorgia-meloni-no-478406″]


Analyse


2026-06-25 14:33:36

Post already analysed. But you can request a new run: Do the magic.