[analyse_image type=”featured” src=”https://static.dagospia.com/img/patch/03-2026/alessandro-basso-e-loris-bazzo-2241455_600_q50.webp”]

NON DITE A VANNACCI CHE I PRIMI DUE SINDACI D’ITALIA A LEGARSI IN UN’UNIONE GAY SONO DI DESTRA – IMPEPATA DI NOZZE PER LORIS BAZZO, PRIMO CITTADINO LEGHISTA DI CARLINO, VICINO UDINE, E ALESSANDRO BASSO, SINDACO DI FRATELLI D’ITALIA DI PORDENONE – I DUE SI SPOSERANNO SABATO, A FESTEGGIARLI 548 INVITATI (TRA CUI IL MINISTRO CIRIANI E IL GOVERNATORE FEDRIGA): “NOI SIAMO LA DIMOSTRAZIONE CHE CERTE ETICHETTE, ANCHE A DESTRA, SONO SUPERATE. LA LEGA CONTRARIA? NON POSSO NEGARLO. MA SALVINI O MELONI OGGI NON VOLGONO LO SGUARDO ALTROVE DAVANTI ALLE NOZZE GAY” – IL NO ALLE ADOZIONI GAY E ALLA MATERNITÀ SURROGATA: “UN FIGLIO VA CRESCIUTO DA UNA MADRE E DA UN PADRE. NOI SIAMO PER LA FAMIGLIA TRADIZIONALE”
Viola Giannoli per repubblica.it – Estratti
Persino lui, che è «il meno romantico tra i due», è piuttosto emozionato. D’altronde il matrimonio-non matrimonio di Loris Bazzo, 50 anni, ex infermiere, con il suo compagno Alessandro Basso, 47 anni, ex insegnante, ha qualcosa di storico. Sono i primi due sindaci d’Italia — Bazzo di Carlino, Basso di Pordenone — a legarsi in un’unione gay. Di più, sono cattolici, praticanti e di destra: Lega il primo, Fratelli d’Italia il secondo.
Sabato è vicino, sarà il giorno del vostro “sì”.
«Lo desideravamo da tanto tempo ma purtroppo ora è l’ultimo dei pensieri: con due fasce tricolori in casa gli impegni raddoppiano».
Sarà una data a suo modo storica.
«Ma noi la viviamo con semplicità; lo facciamo da persone prima che da sindaci».
Sindaci di destra, per giunta.
«In dieci anni, dalla legge Cirinnà sulle unioni civili, è cambiato il mondo. La cultura, la quotidianità hanno fatto passi da gigante rispetto alla politica. Noi siamo la dimostrazione che certe etichette, anche a destra, sono superate».
Il suo partito, la Lega, era contraria però alle unioni civili.
«Non posso negarlo. Ma non credo che oggi Matteo Salvini o Giorgia Meloni volgano lo sguardo altrove davanti alle nozze gay».
Con Basso quando vi siete conosciuti?
«Nel 2021, io ero sindaco, lui consigliere regionale, eravamo a un incontro politico. Non molto romantico… Il romanticismo ci sfiorerà sabato, alle nostre nozze».
(…)
Nel suo partito ha mai incontrato resistenze?
«Assolutamente no. E nella mia comunità ho sentito, a sorpresa, l’affetto della gente. Quando mi sono ricandidato era palese che stessi con Alessandro: i cittadini si congratulavano per la mia scelta di essere trasparente, di vivere alla luce del sole, senza nasconderci».
Discriminazioni ne ha subite?
«Odio online moltissimo: il commento più gentile è stato “suicidatevi”. Pensavo di essere più vulnerabile, ma a 45 anni ho le spalle larghe. Ai più giovani e fragili, invece, questi commenti, oltre ai gesti, possono fare male».
Come sarà la vostra unione?
«Sobria, ma abbiamo perso il conto dei numeri».
È vero che ci saranno 500 invitati e avete dovuto cambiare location?
«Per la precisione 548! Non avevamo fatto una lista all’inizio e hanno iniziato a scriverci in tanti per partecipare. Il prefetto ha deciso di spostare la celebrazione a Pordenone dal chiostro di San Francesco a Villa Cattaneo. Ci saranno familiari, amici, politici».
Qualche nome?
«Il ministro Ciriani, il governatore Fedriga. Siamo amici di Cruciani e di Cerno. Se viene Mara Venier, la accogliamo a braccia aperte».
La canzone degli sposi?
«Ornella Vanoni, Un sorriso dentro al pianto, è la nostra canzone».
Lei ha due figli, come l’hanno presa?
«Hanno più di vent’anni e questo ha aiutato sia quando gli ho presentato Alessandro sia quando ho messo in discussione la mia vita sei anni fa».
Alle adozioni gay è favorevole?
«No e neanche alla maternità surrogata. Un figlio va cresciuto da una madre e da un padre. Noi siamo per la famiglia tradizionale».
La vostra non è molto tradizionale.
«È vero, ma ai figli dico no. La nostra famiglia siamo io, Alessandro, due bulldog francesi e due gatti, forse verranno al matrimonio».
Viola Giannoli per repubblica.it – Estratti
Persino lui, che è «il meno romantico tra i due», è piuttosto emozionato. D’altronde il matrimonio-non matrimonio di Loris Bazzo, 50 anni, ex infermiere, con il suo compagno Alessandro Basso, 47 anni, ex insegnante, ha qualcosa di storico. Sono i primi due sindaci d’Italia — Bazzo di Carlino, Basso di Pordenone — a legarsi in un’unione gay. Di più, sono cattolici, praticanti e di destra: Lega il primo, Fratelli d’Italia il secondo.
Sabato è vicino, sarà il giorno del vostro “sì”.
«Lo desideravamo da tanto tempo ma purtroppo ora è l’ultimo dei pensieri: con due fasce tricolori in casa gli impegni raddoppiano».
Sarà una data a suo modo storica.
«Ma noi la viviamo con semplicità; lo facciamo da persone prima che da sindaci».
Sindaci di destra, per giunta.
«In dieci anni, dalla legge Cirinnà sulle unioni civili, è cambiato il mondo. La cultura, la quotidianità hanno fatto passi da gigante rispetto alla politica. Noi siamo la dimostrazione che certe etichette, anche a destra, sono superate».
Il suo partito, la Lega, era contraria però alle unioni civili.
«Non posso negarlo. Ma non credo che oggi Matteo Salvini o Giorgia Meloni volgano lo sguardo altrove davanti alle nozze gay».
Con Basso quando vi siete conosciuti?
«Nel 2021, io ero sindaco, lui consigliere regionale, eravamo a un incontro politico. Non molto romantico… Il romanticismo ci sfiorerà sabato, alle nostre nozze».
(…)
Nel suo partito ha mai incontrato resistenze?
«Assolutamente no. E nella mia comunità ho sentito, a sorpresa, l’affetto della gente. Quando mi sono ricandidato era palese che stessi con Alessandro: i cittadini si congratulavano per la mia scelta di essere trasparente, di vivere alla luce del sole, senza nasconderci».
Discriminazioni ne ha subite?
«Odio online moltissimo: il commento più gentile è stato “suicidatevi”. Pensavo di essere più vulnerabile, ma a 45 anni ho le spalle larghe. Ai più giovani e fragili, invece, questi commenti, oltre ai gesti, possono fare male».
Come sarà la vostra unione?
«Sobria, ma abbiamo perso il conto dei numeri».
È vero che ci saranno 500 invitati e avete dovuto cambiare location?
«Per la precisione 548! Non avevamo fatto una lista all’inizio e hanno iniziato a scriverci in tanti per partecipare. Il prefetto ha deciso di spostare la celebrazione a Pordenone dal chiostro di San Francesco a Villa Cattaneo. Ci saranno familiari, amici, politici».
Qualche nome?
«Il ministro Ciriani, il governatore Fedriga. Siamo amici di Cruciani e di Cerno. Se viene Mara Venier, la accogliamo a braccia aperte».
La canzone degli sposi?
«Ornella Vanoni, Un sorriso dentro al pianto, è la nostra canzone».
Lei ha due figli, come l’hanno presa?
«Hanno più di vent’anni e questo ha aiutato sia quando gli ho presentato Alessandro sia quando ho messo in discussione la mia vita sei anni fa».
Alle adozioni gay è favorevole?
«No e neanche alla maternità surrogata. Un figlio va cresciuto da una madre e da un padre. Noi siamo per la famiglia tradizionale».
La vostra non è molto tradizionale.
«È vero, ma ai figli dico no. La nostra famiglia siamo io, Alessandro, due bulldog francesi e due gatti, forse verranno al matrimonio».

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI – LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV – IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA…

DAGOREPORT – DRAG QUEEN, “POLPETTE DEMOCRATICHE” E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L’APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E’ UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI – LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE – ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI’ SARA’ L’INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO – AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%…

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL “DEGRADO”, IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA – PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL “DEGRADO” POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? – DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO’: “AO’ SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE ‘STA PINA!”

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL “CORRIERE”. E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A “GIGIORGIA”? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 – NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO – AL DI LA’ DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 – E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL’UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… – VIDEO

FLASH! – A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E’ INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) – E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! – IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP (“SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO”) FU IL “CORRIERE DELLA SERA” A FIRMA DI VIVIANA MAZZA – IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON (“MELONI MI FA PENA”) E’ STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA “L’ARIA CHE TIRA” DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) – PER DARE UN SEGNALE DI “BUONA FEDE”, IL “CORRIERE” IERI HA PUBBLICATO UN’INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI “THE DONALD”, CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO…





















[analyse_source url=”https://www.dagospia.com/politica/non-dite-vannacci-i-primi-sindaci-d-italia-legarsi-in-un-unione-gay-478408″]




