Abete lancia la sfida alla presidenza della figc e promette incentivi a chi fa giocare gli

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abete malago

“SUL MIO RIVALE GIOVANNI MALAGÒ CI SONO DUBBI LEGATI ALLA SUA ELEGGIBILITÀ? NON MI INTERESSA E NON FAREI MAI RICORSO” – GIANCARLO ABETE LANCIA LA SFIDA ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC, FA PROFESSIONE DI FAIR-PLAY NEI CONFRONTI DI GIOVANNINO E PROMETTE INCENTIVI A CHI FA GIOCARE GLI ITALIANI”: “SIAMO AL 49ESIMO POSTO SU 50 PER IMPIEGO DI UNDER 21 NEL MASSIMO CAMPIONATO”. IDEE CHIARE SUL PROSSIMO CT: “DEVE ESSERE ITALIANO E VINCENTE” – “LA MIA LUNGA PERMANENZA NEL SISTEMA? CRITICHE LEGITTIME MA NESSUNO SI È MAI PERMESSO DI SOSPETTARE ATTEGGIAMENTI SCORRETTI…”

 

Antonio Barillà per “la Stampa” – Estratti

 

ABETE MALAGO

Giancarlo Abete, presidente della Lega nazionale dilettanti, una lunga esperienza ai vertici del calcio, è uno dei candidati alla presidenza della Figc già sua dal 2007 al 2014. 

«Ho ritenuto opportuno offrire la mia disponibilità in un momento delicato per il movimento che dovrà affrontare importanti riforme. Il rinnovamento, sia chiaro, non sarà tuttavia collegato al nome o alle qualità del presidente eletto, ma a un lavoro di ricognizione e soluzione delle criticità che coinvolga tutte le componenti».

 

Non è facile, il calcio ha anime diverse…

«È fisiologico che emergano valenze corporative, che ogni parte tenda a tutelare i propri interessi, ma occorrono mediazione e sintesi. Irrigidirsi non aiuta a superare problemi strutturali evidenti». 

 

Il primo che le viene in mente? 

giancarlo abete foto mezzelani gmt214

«La scarsa attenzione ai giovani: su cinquanta nazioni prese in esame, l’Italia occupa il 49° posto per impiego di Under 21 nel massimo campionato. Dobbiamo favorire la crescita dei nostri talenti migliorando la qualità dei formatori: tra i 5 e 12 anni nessuno dribbla più; la tattica oscura la tecnica». 

 

Le rappresentative giovanili convincono, la nazionale maggiore attraversa il peggior momento della storia. “Troppi stranieri”, la spiegazione più semplice…

«Nel 2006, quando vincemmo il Mondiale, il minutaggio in Serie A dei calciatori selezionabili raggiungeva il 70 per cento. Oggi la percentuale è scesa al 31, con comprensibili difficoltà per il lavoro dei commissari tecnici. Non si può chiedere a un fondo straniero che investe centinaia di milioni di preoccuparsi della nostra nazionale nell’elaborare le strategie di mercato, né si possono imporre limiti e quote ai campionati professionistici.

 

giancarlo abete foto mezzelani gmt213

Si può però far leva sugli incentivi, premiare economicamente e proteggere le società che credono nei nostri talenti, magari attingendo le risorse dai diritti tv, quindi da una legge dello Stato. Alla base di tutto, necessita però un cambio culturale da accompagnare tenendo contro della diversità profonda tra realtà: il calcio è prima un fenomeno sociale e poi può divenire per alcuni un business». 

 

 

(…)

 

Altro problema, le strutture sportive….

«L’Italia ha fallito due candidature per l’organizzazione degli Europei e, se non avessimo condiviso quella del 2032 con la Turchia, se avessimo fatto ancora da soli, avremmo nuovamente perso. È un dato di fatto, all’Uefa vige un sano pragmatismo e non interessano le promesse, gli impegni devono essere assunti dal Parlamento affinché, con qualunque Governo, possano essere rispettati.

 

Eppoi, accanto a quello dei grandi stadi fatiscenti o inadeguati c’è il problema delle infrastrutture minori carenti o inadatte: la gran parte degli impianti appartiene alle amministrazioni che hanno altre priorità. Serve una progettualità che favorisca un salto di qualità in tal senso ed esalti il valore sociale ed educativo dello sport cristallizzato nell’articolo 33 della Costituzione». 

malago abete

 

In un momento di rinnovamento, tra le critiche che le vengono mosse c’è la sua lunga permanenza nel sistema…

«Critiche legittime, non mi rammarico: non posso disconoscere di essere da lungo tempo in questo mondo né di non avere più trent’anni. Una cosa è certa: per me il calcio è una passione e non ho mai avuto benefici economici.

 

Nessuno si è mai permesso di sospettare atteggiamenti scorretti. Non triangolo e non faccio giri di valzer, metto solo a disposizione la mia esperienza. La nascita dei play-off e dei play-out e i tre punti per le vittorie in Italia nascono dal mio progetto quando ero Presidente della Serie C. E ritengo che aver vissuto il calcio da dentro, per così tanto, sia una fortuna». 

 

Il ct di Abete, in caso di elezione, sarà? 

«Non ho contattato nessuno, non ho nessun tipo di ruolo per farlo. Quando mi dimisi nel giugno 2014, e mai avrei immaginato che per tornare a un Mondiale avremmo dovuto aspettare il 2030, Conte fu scelto solo dopo l’elezione di Tavecchio ad agosto. 

giancarlo abete foto mezzelani gmt212

Dico semplicemente che ci sono tanti tecnici italiani di qualità. Deve essere un vincente: dopo tre qualificazioni mancate, la gente faticherebbe a comprendere un profilo diverso». 

 

L’interregno di Baldini è piaciuto agli italiani…

«Ha lanciato messaggi importanti e lasciato un segno. Utilizzando i giovani ha dato una scossa. Che sia piaciuto lo dicono anche i sondaggi, di cui pure personalmente non sono amante: credo che chiunque arrivi dopo, in qualche modo, debba tenerne conto». 

 

Sulla candidatura di Giovanni Malagò, suo avversario, ci sono dubbi legati alla sua eleggibilità. È attesa la pronuncia dell’Anac… 

«Non mi interessa e non farei mai ricorso. Per me rimane una competizione di politica sportiva che offre l’opportunità di analizzare e approfondire dei problemi». 

giovanni malago e giancarlo abete foto fama gmt297giovanni malago e giancarlo abete foto fama gmt296marco tardelli e giancarlo abete foto mezzelani gmt229marco tardelli e giancarlo abete foto mezzelani gmt228giovanni malago e giancarlo abete foto fama gmt298roberto mancini e giancarlo abete foto mezzelani gmt290

 

 

Antonio Barillà per “la Stampa” – Estratti

 

ABETE MALAGO

Giancarlo Abete, presidente della Lega nazionale dilettanti, una lunga esperienza ai vertici del calcio, è uno dei candidati alla presidenza della Figc già sua dal 2007 al 2014. 

«Ho ritenuto opportuno offrire la mia disponibilità in un momento delicato per il movimento che dovrà affrontare importanti riforme. Il rinnovamento, sia chiaro, non sarà tuttavia collegato al nome o alle qualità del presidente eletto, ma a un lavoro di ricognizione e soluzione delle criticità che coinvolga tutte le componenti».

 

Non è facile, il calcio ha anime diverse…

«È fisiologico che emergano valenze corporative, che ogni parte tenda a tutelare i propri interessi, ma occorrono mediazione e sintesi. Irrigidirsi non aiuta a superare problemi strutturali evidenti». 

 

Il primo che le viene in mente? 

giancarlo abete foto mezzelani gmt214

«La scarsa attenzione ai giovani: su cinquanta nazioni prese in esame, l’Italia occupa il 49° posto per impiego di Under 21 nel massimo campionato. Dobbiamo favorire la crescita dei nostri talenti migliorando la qualità dei formatori: tra i 5 e 12 anni nessuno dribbla più; la tattica oscura la tecnica». 

 

Le rappresentative giovanili convincono, la nazionale maggiore attraversa il peggior momento della storia. “Troppi stranieri”, la spiegazione più semplice…

«Nel 2006, quando vincemmo il Mondiale, il minutaggio in Serie A dei calciatori selezionabili raggiungeva il 70 per cento. Oggi la percentuale è scesa al 31, con comprensibili difficoltà per il lavoro dei commissari tecnici. Non si può chiedere a un fondo straniero che investe centinaia di milioni di preoccuparsi della nostra nazionale nell’elaborare le strategie di mercato, né si possono imporre limiti e quote ai campionati professionistici.

 

giancarlo abete foto mezzelani gmt213

Si può però far leva sugli incentivi, premiare economicamente e proteggere le società che credono nei nostri talenti, magari attingendo le risorse dai diritti tv, quindi da una legge dello Stato. Alla base di tutto, necessita però un cambio culturale da accompagnare tenendo contro della diversità profonda tra realtà: il calcio è prima un fenomeno sociale e poi può divenire per alcuni un business». 

 

 

(…)

 

Altro problema, le strutture sportive….

«L’Italia ha fallito due candidature per l’organizzazione degli Europei e, se non avessimo condiviso quella del 2032 con la Turchia, se avessimo fatto ancora da soli, avremmo nuovamente perso. È un dato di fatto, all’Uefa vige un sano pragmatismo e non interessano le promesse, gli impegni devono essere assunti dal Parlamento affinché, con qualunque Governo, possano essere rispettati.

 

Eppoi, accanto a quello dei grandi stadi fatiscenti o inadeguati c’è il problema delle infrastrutture minori carenti o inadatte: la gran parte degli impianti appartiene alle amministrazioni che hanno altre priorità. Serve una progettualità che favorisca un salto di qualità in tal senso ed esalti il valore sociale ed educativo dello sport cristallizzato nell’articolo 33 della Costituzione». 

malago abete

 

In un momento di rinnovamento, tra le critiche che le vengono mosse c’è la sua lunga permanenza nel sistema…

«Critiche legittime, non mi rammarico: non posso disconoscere di essere da lungo tempo in questo mondo né di non avere più trent’anni. Una cosa è certa: per me il calcio è una passione e non ho mai avuto benefici economici.

 

Nessuno si è mai permesso di sospettare atteggiamenti scorretti. Non triangolo e non faccio giri di valzer, metto solo a disposizione la mia esperienza. La nascita dei play-off e dei play-out e i tre punti per le vittorie in Italia nascono dal mio progetto quando ero Presidente della Serie C. E ritengo che aver vissuto il calcio da dentro, per così tanto, sia una fortuna». 

 

Il ct di Abete, in caso di elezione, sarà? 

«Non ho contattato nessuno, non ho nessun tipo di ruolo per farlo. Quando mi dimisi nel giugno 2014, e mai avrei immaginato che per tornare a un Mondiale avremmo dovuto aspettare il 2030, Conte fu scelto solo dopo l’elezione di Tavecchio ad agosto. 

giancarlo abete foto mezzelani gmt212

Dico semplicemente che ci sono tanti tecnici italiani di qualità. Deve essere un vincente: dopo tre qualificazioni mancate, la gente faticherebbe a comprendere un profilo diverso». 

 

L’interregno di Baldini è piaciuto agli italiani…

«Ha lanciato messaggi importanti e lasciato un segno. Utilizzando i giovani ha dato una scossa. Che sia piaciuto lo dicono anche i sondaggi, di cui pure personalmente non sono amante: credo che chiunque arrivi dopo, in qualche modo, debba tenerne conto». 

 

Sulla candidatura di Giovanni Malagò, suo avversario, ci sono dubbi legati alla sua eleggibilità. È attesa la pronuncia dell’Anac… 

«Non mi interessa e non farei mai ricorso. Per me rimane una competizione di politica sportiva che offre l’opportunità di analizzare e approfondire dei problemi». 

giovanni malago e giancarlo abete foto fama gmt297giovanni malago e giancarlo abete foto fama gmt296marco tardelli e giancarlo abete foto mezzelani gmt229marco tardelli e giancarlo abete foto mezzelani gmt228giovanni malago e giancarlo abete foto fama gmt298roberto mancini e giancarlo abete foto mezzelani gmt290

 

giorgia meloni antonio tajani marina berlusconi roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT – SIAMO COSI’ OCCUPATI A VEDERE IL NAUFRAGIO DELLA LEGA, SORPASSATA DA VANNACCI, DA NON ACCORGERCI CHE STA IMPLODENDO ANCHE L’ALTRO ALLEATO DELL’ARMATA BRANCA-MELONI: FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE INTORNO AL 7-8% CON TANTI ESPONENTI ATTRATTI DAL GENERALISSIMO – UNA SITUAZIONE GRAVE CHE HA SPINTO MARINA BERLUSCONI NEI GIORNI SCORSI A CONVOCARE IN GRAN SEGRETO ANTONIO TAJANI A MILANO, CHIEDENDOGLI GENTILMENTE DI TOGLIERE IL DISTURBO – IL CIOCIARO HA FATTO ORECCHIE DA MERCANTE: “SOLO I CONGRESSI POSSONO SFIDUCIARMI” – E LA CAVALIERA DI ARCORE ORA SI TROVA DAVANTI A UN BIVIO: PUO’, MA NON LO FARA’ MAI, TOGLIERE IL SANTINO DI BERLUSCONI DAL SIMBOLO DEL PARTITO, OPPURE NON LE RESTA ALTRO CHE SCENDERE IN CAMPO – MA SE SI VOTA AD APRILE, ANZICHE’ AD OTTOBRE 2027, NON C’È TEMPO PER FAR FUORI TAJANI, VIA CONGRESSI – OLTRE AD AVERE LA LEGA MORIBONDA E FORZA ITALIA ALLO SBANDO, E VANNACCI IN ASCESA, LA DUCETTA SI RITROVA FRATELLI D’ITALIA SPACCATO DA UNA LOTTA DI POTERE TRA LE CORRENTI: LA RUSSA VS MELONI SISTER, LOLLOBRIGIDA-CROSETTO VS MANTOVANO- FAZZOLARI, RAMPELLI VS DONZELLI…

bonelli conte fratoianni schlein travaglio renzi

DAGOREPORT – SU, NON C’E’ BISOGNO DI CORRERE: LA GATTA FRETTOLOSA FECE I GATTINI CIECHI – L’ESCLUSIONE DI RENZI DAL “PATTO DEI CARCIOFI” TRA SCHLEIN, CONTE, BONELLI&FRATOIANNI ERA STATA ANNUNCIATA E DISCUSSA DA MATTEONZO CON ELLY E GOFFREDO BETTINI – LA GAMBA CENTRISTA DEL “CAMPO LARGO” SI FARA’ ECCOME MA NON PRIMA DI SETTEMBRE: C’E’ DA FARE METABOLIZZARE L’INGRESSO DELL’INDIGESTO RENZI A TUTTI, SOPRATTUTTO A CONTE CHE DEVE GESTIRE UNA BASE M5S VOLATILE SENZA IDEOLOGIE, IDEALI NÉ IDEE, ANCORATA AL “VAFFA CONTRO TUTTI” – CONTE SA BENE CHE BASTA UNA MOSSA SBAGLIATA SUL CRINALE RENZI PER RITROVARSI CONTRO TRAVAGLIO O PEGGIO: FINIRE TRAVOLTO DA UN DI BATTISTA IN MODALITA’ “VANNACCI A 5 STELLE” – L’UNICA VIA CHE HA RENZI DI ENTRARE IN COALIZIONE (E IN PARLAMENTO CON I SUOI CARI BONIFAZI E BOSCHI) È: DISINNESCARE IL SUO TURBO-PROTAGONISMO, TENERE UN PROFILO BASSO ALLA SUA CAPACITA’ MANOVRIERA E NON DISTURBARE CHIUNQUE SIA CHIAMATO A FARE IL CONDUCENTE, METTENDOSI AL SERVIZIO DELL’OBIETTIVO PRIMARIO: MANDARE A CASA MELONI PER NON RITROVARSI POI NEL 2029 UN MAL-DESTRO AL QUIRINALE AL POSTO DI SERGIO MATTARELLA…

claudio e leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT – CON L’AFFOLLATISSIMA FAMIGLIA DEL VECCHIO, NON SI STA MAI TRANQUILLI. SEI FIGLI DA TRE MADRI DIVERSE, PIÙ LA VEDOVA NICOLETTA ZAMPILLO CHE SI È PORTATA APPRESSO IL FIGLIO ROCCO, NATO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO – ALLE ROGNE DI LEONARDINO CON IL FRATELLASTRO ROCCO, ORA SI AGGIUNGONO – FIATO ALLE TROMBE! – LE PATURNIE DEL PRIMOGENITO DEL FONDATORE DI LUXOTTICA, IL 69ENNE CLAUDIO – UNO DEGLI EREDI DELLA PIÙ GRANDE FORTUNA D’ITALIA HA INVIATO AL CDA DELLA HOLDING DELFIN, CASSAFORTE DI FAMIGLIA, UNA LETTERA IN CUI CHIEDE AI MEMBRI DEL CDA DI RICOPRIRE D’ORO I MANAGER CON UN BONUS STRAORDINARIO UNA TANTUM – QUAL È LA SUA STRATEGIA? AH, SAPERLO….

massimo bottura annalisa cavaliere valentina garavaglia

DAGOREPORT – UN SIPARIETTO DELLO CHEF MASSIMO BOTTURA ALLA IULM DI MILANO SPIEGA MEGLIO DI CENTO TRATTATI COME FUNZIONANO LE UNIVERSITÀ IN ITALIA (E A MILANO, IN PARTICOLARE) – ANNALISA CAVALERI, SCRITTRICE GASTRONOMICA E DOCENTE DA OTTO ANNI ALL’ATENEO, INVITA BOTTURA A UN TALK. LA RETTRICE DELL’UNIVERSITÀ, VALENTINA GARAVAGLIA, INTRODUCE I LAVORI CON UN DISCORSO POMPOSO E POI SE NE VA. LO CHEF PERMALOSISSIMO LO FA NOTARE (“SI COMPORTA COME I POLITICI”) E LA RETTRICE SI VENDICA SOSPENDENDO LA PROF. CAVALERI – È L’ESITO DI UN CIRCOLO VIZIOSO: LE UNIVERSITÀ HANNO BISOGNO DI ISCRITTI, E PER FARSI PUBBLICITÀ INGAGGIANO DOCENTI A CONTRATTO SENZA ESPERIENZA SCIENTIFICA, MA CON UNA RETE STRUTTURATA. POSSONO INVITARE VIP ATTIRA-ATTENZIONE, COME BOTTURA, CHE SERVONO AD ATTRARRE PIÙ RAGAZZI, E IL CICLO SI AUTO-ALIMENTA… – VIDEO

macron netanyahu trump

DAGOREPORT – MACRON SARÀ UN GALLETTO BORIOSO, MA SA COME CONDURRE AL SUCCESSO UN VERTICE INTERNAZIONALE, TRA I PIU’ DIFFICILI E CRUCIALI – AL G7 DI EVIAN, IL PRIMO TROFEO E’ STATA LA PRESENZA DI TRUMP (È BASTATO TRATTARLO COME UN “RE SOLE”) – MA IL PIU’ GRANDE RISULTATO RAGGIUNTO È STATA L’APPOGGIO DI TRUMP SULLA QUESTIONE UCRAINA CHE IL TYCOON VUOLE CHIUDERE PRIMA DELLE MIDTERM DI NOVEMBRE, DOVE RISCHIA DI PERDERE CAMERA E SENATO – IL TRUMPONE E’ CONVINTO CHE, INCORONANDOSI NOBEL PER LA PACE PER LA FINE DELLA GUERRA IN IRAN E DEL CONFLITTO RUSSO-UCRAINO, RICONQUISTERA’ IL CONSENSO PERDUTO – L’ENORME NON DETTO È CHE IL MERITO DELLA “SVOLTA” TRA USA E TEHERAN NON È SUO MA, VIA PAKISTAN, DELLA CINA (CHE LO STESSO TRUMP HA RINGRAZIATO: “XI JINPING È STATO UN VERO GENTILUOMO”) – MENTRE PUTIN NON VEDE L’ORA DI FINIRE LA GUERRA, TRUMP TEME LE MATTANE MISSILISTICHE DI NETANYAHU: L’UNICA VIA PER DISINNESCARLO E’ LA SUA SCONFITTA ALLE ELEZIONI DI OTTOBRE…

claudia conte dove nascono i silenzi

FLASH – “DOVE NASCONO I SILENZI”. È IL TITOLO DEL NUOVO LIBRO DI CLAUDIA CONTE. L’EX AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI POTREBBE COMINCIARE RACCONTANDOCI DOVE (E PERCHÉ) NASCE IL SUO, DI SILENZIO: DOPO AVER RIVELATO AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO, PROMETTENDO DI RACCONTARE “TUTTO” SULLA STORIA D’AMORE, SI È CHIUSA IN UN MUTISMO SELETTIVO. STRAPARLA DI TUTTO (DALLA POLITICA ALLE QUESTIONI INTERNAZIONALI, FINO AL FEMMINICIDIO), TRANNE DELL’UNICA COSA CHE LA RIGUARDA A INTERESSARE IL PUBBLICO – LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CON INTERVENTI DI FRANCESCO PIONATI (EX DIRETTORE DEI GR RAI) E DEL MEDICO SERGIO TIBERTI, SI TERRÀ A ROMA, IN VIA SARDEGNA. INTERNO 2-3, PIANO 4: CHE È, UNA CASA? LONTANI I TEMPI IN CUI LA PREZZEMOLONA CIOCIARA PORTAVA LE SUE FATICHE LETTERARIE ALLA CAMERA…

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