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UN LEONE PER DUE – ANDREA ORCEL È PRONTO A RILEVARE IL 10% DI GENERALI NELLE MANI DI DELFIN, PER “BILANCIARE” INTESA (CHE CON L’OPERAZIONE MPS DIVENTEREBBE PRIMO AZIONISTA DEL GRUPPO, TRAMITE IL 13% DI MEDIOBANCA). LA PROPOSTA È UNO SCAMBIO DI AZIONI: IL 10% DI GENERALI IN CAMBIO DEL 5% DI UNICREDIT. MA LA HOLDING DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CHE HA UN DRAMMATICO BISOGNO DI LIQUIDITÀ PER “COPRIRE” L’EVENTUALE PRESTITO DA 10 MILIARDI A LEONARDO MARIA, FINALIZZATO ALL’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA, HA RIFIUTATO. OLTRE A PREFERIRE IL CASH, CON IL TITOLO UNICREDIT AI MASSIMI, IL CONCAMBIO SAREBBE TROPPO SFAVOREVOLE…
UNICREDIT TENTA LA CONQUISTA DEL 10% DI DELFIN IN GENERALI
Estratto dell’articolo di Laura Galvagni e Marigia Mangano per “il Sole 24 Ore”
C’è un progetto, presentato informalmente nelle scorse settimane da UniCredit a Delfin, che potrebbe impattare sugli equilibri nelle Generali: lo scambio tra il pacchetto del 10% di Trieste di proprietà della holding e azioni UniCredit.
Un’ipotesi di operazione che, se realizzata, proietterebbe Delfin tra i primi soci della banca di piazza Gae Aulenti con l’8% circa e UniCredit, socio al 9,2% di Generali, a un soffio dal 20% della compagnia assicurativa.
Secondo quanto ricostruito da Il Sole 24 Ore, nei giorni successivi all’annuncio dell’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps – operazione che porterà la banca guidata da Carlo Messina attraverso Mediobanca a divenire il primo socio di Trieste con il 13,2% (a cui si affianca il 3% raccolto sul mercato) – risultano dei contatti preliminari tra la squadra di Andrea Orcel e il board della holding della famiglia Del Vecchio, a cui fanno capo la quota in EssilorLuxottica (34%) e una rete di partecipazioni chiave in Mps (17,5%), Generali (10%) e UniCredit (2,8%).
Al centro del confronto una proposta, ventilata dagli uomini di Orcel, che offrirebbe a Delfin azioni UniCredit in cambio del pacchetto del 10% nelle Generali. In pratica, secondo indiscrezioni, UniCredit avrebbe sondato la holding per capire la disponibilità della stessa a valutare una operazione di questo tipo.
Si tratta, in altre parole, di una sorta di offerta di scambio limitata a quella quota di Delfin nelle Generali che alla luce delle attuali capitalizzazioni di Trieste (65 miliardi) e UniCredit (119 miliardi) si tradurrebbe per la holding in un pacchetto di circa il 5% della banca di piazza Gae Aulenti in cambio di quel 10% nel Leone di Trieste.
Un’operazione che, una volta conclusa, potrebbe proiettare UniCredit al 19,2% delle Generali.
Il tutto senza alcun esborso di denaro e come contropartita un libro soci arricchito di una nuova posizione forte visto che Delfin diverrebbe il primo azionista della banca con l’8% circa.
Sempre secondo le stesse fonti, le prime valutazioni interne alla holding lussemburghese avrebbero rispedito al mittente la proposta per due precisi motivi: in primo luogo perché oggi la carta UniCredit viaggia ai massimi e dunque l’eventuale concambio sarebbe sfavorevole, in secondo luogo perché in questa fase per Delfin la liquidità risulterebbe l’opzione preferibile.
ANDREA ORCEL IN VERSIONE WILLY WONKA
Non è chiaro se le discussioni si siano interrotte o siano solo sospese in attesa di modifiche dei termini dell’offerta in questione.
[…] Se questa prima proposta al momento appare in stand by, potrebbe non esserlo il progetto di UniCredit di salire nel Leone di Trieste.
Certo, allo stato attuale, dopo i primi contatti informali con Ivass delle settimane scorse non sarebbe ancora stata avanzata alcuna richiesta ufficiale di autorizzazione a salire oltre il 10% nella compagnia assicurativa.
Un passo dovuto, va ricordato, se la banca volesse superare quel valore, ora è attorno al 9,2%, poiché quella quota viene considerata una soglia qualificata che per essere oltrepassata necessita del sigillo dell’Autorità di Vigilanza.
[…] Una coabitazione dei due istituti, magari con partecipazioni simili (si parte dall’eventuale 13,2% che potrebbe arrivare nell’orbita di Intesa) a presidio della stabilità di Trieste non può essere esclusa a priori.
Carlo Messina, ceo di Ca’ de Sass ha ribadito in almeno un paio di occasioni che quel che preme a Intesa è l’utile che produrrà il gruppo delle polizze.
Ecco perché un’eventuale alleanza tra UniCredit e Generali, magari nel Vita considerato anche che l’asse con Allianz appare meno strategico che in passato, non andrebbe in sovrapposizione con la presenza di Ca’ de Sass. Come si è visto di recente peraltro, l’incrocio azionario è spesso un elemento di garanzia rispetto a una miglior riuscita degli accordi di bancassurance.
UNICREDIT TENTA LA CONQUISTA DEL 10% DI DELFIN IN GENERALI
Estratto dell’articolo di Laura Galvagni e Marigia Mangano per “il Sole 24 Ore”
C’è un progetto, presentato informalmente nelle scorse settimane da UniCredit a Delfin, che potrebbe impattare sugli equilibri nelle Generali: lo scambio tra il pacchetto del 10% di Trieste di proprietà della holding e azioni UniCredit.
Un’ipotesi di operazione che, se realizzata, proietterebbe Delfin tra i primi soci della banca di piazza Gae Aulenti con l’8% circa e UniCredit, socio al 9,2% di Generali, a un soffio dal 20% della compagnia assicurativa.
Secondo quanto ricostruito da Il Sole 24 Ore, nei giorni successivi all’annuncio dell’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps – operazione che porterà la banca guidata da Carlo Messina attraverso Mediobanca a divenire il primo socio di Trieste con il 13,2% (a cui si affianca il 3% raccolto sul mercato) – risultano dei contatti preliminari tra la squadra di Andrea Orcel e il board della holding della famiglia Del Vecchio, a cui fanno capo la quota in EssilorLuxottica (34%) e una rete di partecipazioni chiave in Mps (17,5%), Generali (10%) e UniCredit (2,8%).
Al centro del confronto una proposta, ventilata dagli uomini di Orcel, che offrirebbe a Delfin azioni UniCredit in cambio del pacchetto del 10% nelle Generali. In pratica, secondo indiscrezioni, UniCredit avrebbe sondato la holding per capire la disponibilità della stessa a valutare una operazione di questo tipo.
Si tratta, in altre parole, di una sorta di offerta di scambio limitata a quella quota di Delfin nelle Generali che alla luce delle attuali capitalizzazioni di Trieste (65 miliardi) e UniCredit (119 miliardi) si tradurrebbe per la holding in un pacchetto di circa il 5% della banca di piazza Gae Aulenti in cambio di quel 10% nel Leone di Trieste.
Un’operazione che, una volta conclusa, potrebbe proiettare UniCredit al 19,2% delle Generali.
Il tutto senza alcun esborso di denaro e come contropartita un libro soci arricchito di una nuova posizione forte visto che Delfin diverrebbe il primo azionista della banca con l’8% circa.
Sempre secondo le stesse fonti, le prime valutazioni interne alla holding lussemburghese avrebbero rispedito al mittente la proposta per due precisi motivi: in primo luogo perché oggi la carta UniCredit viaggia ai massimi e dunque l’eventuale concambio sarebbe sfavorevole, in secondo luogo perché in questa fase per Delfin la liquidità risulterebbe l’opzione preferibile.
ANDREA ORCEL IN VERSIONE WILLY WONKA
Non è chiaro se le discussioni si siano interrotte o siano solo sospese in attesa di modifiche dei termini dell’offerta in questione.
[…] Se questa prima proposta al momento appare in stand by, potrebbe non esserlo il progetto di UniCredit di salire nel Leone di Trieste.
Certo, allo stato attuale, dopo i primi contatti informali con Ivass delle settimane scorse non sarebbe ancora stata avanzata alcuna richiesta ufficiale di autorizzazione a salire oltre il 10% nella compagnia assicurativa.
Un passo dovuto, va ricordato, se la banca volesse superare quel valore, ora è attorno al 9,2%, poiché quella quota viene considerata una soglia qualificata che per essere oltrepassata necessita del sigillo dell’Autorità di Vigilanza.
[…] Una coabitazione dei due istituti, magari con partecipazioni simili (si parte dall’eventuale 13,2% che potrebbe arrivare nell’orbita di Intesa) a presidio della stabilità di Trieste non può essere esclusa a priori.
Carlo Messina, ceo di Ca’ de Sass ha ribadito in almeno un paio di occasioni che quel che preme a Intesa è l’utile che produrrà il gruppo delle polizze.
Ecco perché un’eventuale alleanza tra UniCredit e Generali, magari nel Vita considerato anche che l’asse con Allianz appare meno strategico che in passato, non andrebbe in sovrapposizione con la presenza di Ca’ de Sass. Come si è visto di recente peraltro, l’incrocio azionario è spesso un elemento di garanzia rispetto a una miglior riuscita degli accordi di bancassurance.

DAGOREPORT – SIAMO COSI’ OCCUPATI A VEDERE IL NAUFRAGIO DELLA LEGA, SORPASSATA DA VANNACCI, DA NON ACCORGERCI CHE STA IMPLODENDO ANCHE L’ALTRO ALLEATO DELL’ARMATA BRANCA-MELONI: FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE INTORNO AL 7-8% CON TANTI ESPONENTI ATTRATTI DAL GENERALISSIMO – UNA SITUAZIONE GRAVE CHE HA SPINTO MARINA BERLUSCONI NEI GIORNI SCORSI A CONVOCARE IN GRAN SEGRETO ANTONIO TAJANI A MILANO, CHIEDENDOGLI GENTILMENTE DI TOGLIERE IL DISTURBO – IL CIOCIARO HA FATTO ORECCHIE DA MERCANTE: “SOLO I CONGRESSI POSSONO SFIDUCIARMI” – E LA CAVALIERA DI ARCORE ORA SI TROVA DAVANTI A UN BIVIO: PUO’, MA NON LO FARA’ MAI, TOGLIERE IL SANTINO DI BERLUSCONI DAL SIMBOLO DEL PARTITO, OPPURE NON LE RESTA ALTRO CHE SCENDERE IN CAMPO – MA SE SI VOTA AD APRILE, ANZICHE’ AD OTTOBRE 2027, NON C’È TEMPO PER FAR FUORI TAJANI, VIA CONGRESSI – OLTRE AD AVERE LA LEGA MORIBONDA E FORZA ITALIA ALLO SBANDO, E VANNACCI IN ASCESA, LA DUCETTA SI RITROVA FRATELLI D’ITALIA SPACCATO DA UNA LOTTA DI POTERE TRA LE CORRENTI: LA RUSSA VS MELONI SISTER, LOLLOBRIGIDA-CROSETTO VS MANTOVANO- FAZZOLARI, RAMPELLI VS DONZELLI…

DAGOREPORT – SU, NON C’E’ BISOGNO DI CORRERE: LA GATTA FRETTOLOSA FECE I GATTINI CIECHI – L’ESCLUSIONE DI RENZI DAL “PATTO DEI CARCIOFI” TRA SCHLEIN, CONTE, BONELLI&FRATOIANNI ERA STATA ANNUNCIATA E DISCUSSA DA MATTEONZO CON ELLY E GOFFREDO BETTINI – LA GAMBA CENTRISTA DEL “CAMPO LARGO” SI FARA’ ECCOME MA NON PRIMA DI SETTEMBRE: C’E’ DA FARE METABOLIZZARE L’INGRESSO DELL’INDIGESTO RENZI A TUTTI, SOPRATTUTTO A CONTE CHE DEVE GESTIRE UNA BASE M5S VOLATILE SENZA IDEOLOGIE, IDEALI NÉ IDEE, ANCORATA AL “VAFFA CONTRO TUTTI” – CONTE SA BENE CHE BASTA UNA MOSSA SBAGLIATA SUL CRINALE RENZI PER RITROVARSI CONTRO TRAVAGLIO O PEGGIO: FINIRE TRAVOLTO DA UN DI BATTISTA IN MODALITA’ “VANNACCI A 5 STELLE” – L’UNICA VIA CHE HA RENZI DI ENTRARE IN COALIZIONE (E IN PARLAMENTO CON I SUOI CARI BONIFAZI E BOSCHI) È: DISINNESCARE IL SUO TURBO-PROTAGONISMO, TENERE UN PROFILO BASSO ALLA SUA CAPACITA’ MANOVRIERA E NON DISTURBARE CHIUNQUE SIA CHIAMATO A FARE IL CONDUCENTE, METTENDOSI AL SERVIZIO DELL’OBIETTIVO PRIMARIO: MANDARE A CASA MELONI PER NON RITROVARSI POI NEL 2029 UN MAL-DESTRO AL QUIRINALE AL POSTO DI SERGIO MATTARELLA…

DAGOREPORT – CON L’AFFOLLATISSIMA FAMIGLIA DEL VECCHIO, NON SI STA MAI TRANQUILLI. SEI FIGLI DA TRE MADRI DIVERSE, PIÙ LA VEDOVA NICOLETTA ZAMPILLO CHE SI È PORTATA APPRESSO IL FIGLIO ROCCO, NATO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO – ALLE ROGNE DI LEONARDINO CON IL FRATELLASTRO ROCCO, ORA SI AGGIUNGONO – FIATO ALLE TROMBE! – LE PATURNIE DEL PRIMOGENITO DEL FONDATORE DI LUXOTTICA, IL 69ENNE CLAUDIO – UNO DEGLI EREDI DELLA PIÙ GRANDE FORTUNA D’ITALIA HA INVIATO AL CDA DELLA HOLDING DELFIN, CASSAFORTE DI FAMIGLIA, UNA LETTERA IN CUI CHIEDE AI MEMBRI DEL CDA DI RICOPRIRE D’ORO I MANAGER CON UN BONUS STRAORDINARIO UNA TANTUM – QUAL È LA SUA STRATEGIA? AH, SAPERLO….

DAGOREPORT – UN SIPARIETTO DELLO CHEF MASSIMO BOTTURA ALLA IULM DI MILANO SPIEGA MEGLIO DI CENTO TRATTATI COME FUNZIONANO LE UNIVERSITÀ IN ITALIA (E A MILANO, IN PARTICOLARE) – ANNALISA CAVALERI, SCRITTRICE GASTRONOMICA E DOCENTE DA OTTO ANNI ALL’ATENEO, INVITA BOTTURA A UN TALK. LA RETTRICE DELL’UNIVERSITÀ, VALENTINA GARAVAGLIA, INTRODUCE I LAVORI CON UN DISCORSO POMPOSO E POI SE NE VA. LO CHEF PERMALOSISSIMO LO FA NOTARE (“SI COMPORTA COME I POLITICI”) E LA RETTRICE SI VENDICA SOSPENDENDO LA PROF. CAVALERI – È L’ESITO DI UN CIRCOLO VIZIOSO: LE UNIVERSITÀ HANNO BISOGNO DI ISCRITTI, E PER FARSI PUBBLICITÀ INGAGGIANO DOCENTI A CONTRATTO SENZA ESPERIENZA SCIENTIFICA, MA CON UNA RETE STRUTTURATA. POSSONO INVITARE VIP ATTIRA-ATTENZIONE, COME BOTTURA, CHE SERVONO AD ATTRARRE PIÙ RAGAZZI, E IL CICLO SI AUTO-ALIMENTA… – VIDEO

DAGOREPORT – MACRON SARÀ UN GALLETTO BORIOSO, MA SA COME CONDURRE AL SUCCESSO UN VERTICE INTERNAZIONALE, TRA I PIU’ DIFFICILI E CRUCIALI – AL G7 DI EVIAN, IL PRIMO TROFEO E’ STATA LA PRESENZA DI TRUMP (È BASTATO TRATTARLO COME UN “RE SOLE”) – MA IL PIU’ GRANDE RISULTATO RAGGIUNTO È STATA L’APPOGGIO DI TRUMP SULLA QUESTIONE UCRAINA CHE IL TYCOON VUOLE CHIUDERE PRIMA DELLE MIDTERM DI NOVEMBRE, DOVE RISCHIA DI PERDERE CAMERA E SENATO – IL TRUMPONE E’ CONVINTO CHE, INCORONANDOSI NOBEL PER LA PACE PER LA FINE DELLA GUERRA IN IRAN E DEL CONFLITTO RUSSO-UCRAINO, RICONQUISTERA’ IL CONSENSO PERDUTO – L’ENORME NON DETTO È CHE IL MERITO DELLA “SVOLTA” TRA USA E TEHERAN NON È SUO MA, VIA PAKISTAN, DELLA CINA (CHE LO STESSO TRUMP HA RINGRAZIATO: “XI JINPING È STATO UN VERO GENTILUOMO”) – MENTRE PUTIN NON VEDE L’ORA DI FINIRE LA GUERRA, TRUMP TEME LE MATTANE MISSILISTICHE DI NETANYAHU: L’UNICA VIA PER DISINNESCARLO E’ LA SUA SCONFITTA ALLE ELEZIONI DI OTTOBRE…

FLASH – “DOVE NASCONO I SILENZI”. È IL TITOLO DEL NUOVO LIBRO DI CLAUDIA CONTE. L’EX AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI POTREBBE COMINCIARE RACCONTANDOCI DOVE (E PERCHÉ) NASCE IL SUO, DI SILENZIO: DOPO AVER RIVELATO AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO, PROMETTENDO DI RACCONTARE “TUTTO” SULLA STORIA D’AMORE, SI È CHIUSA IN UN MUTISMO SELETTIVO. STRAPARLA DI TUTTO (DALLA POLITICA ALLE QUESTIONI INTERNAZIONALI, FINO AL FEMMINICIDIO), TRANNE DELL’UNICA COSA CHE LA RIGUARDA A INTERESSARE IL PUBBLICO – LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CON INTERVENTI DI FRANCESCO PIONATI (EX DIRETTORE DEI GR RAI) E DEL MEDICO SERGIO TIBERTI, SI TERRÀ A ROMA, IN VIA SARDEGNA. INTERNO 2-3, PIANO 4: CHE È, UNA CASA? LONTANI I TEMPI IN CUI LA PREZZEMOLONA CIOCIARA PORTAVA LE SUE FATICHE LETTERARIE ALLA CAMERA…





















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