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PER SMONTARE VANNACCI NON SERVE INCALZARLO SU GAY E DIRITTI, BASTA INCHIODARLO SUI NUMERI – QUANDO PARLA DI ECONOMIA, L’EX GENERALE LA SPARA GROSSA, PROPRIO COME AVEVA FATTO GIORGIA MELONI PRIMA DI ANDARE A PALAZZO CHIGI – L’ECONOMISTA DE ROMANIS: “IL CASO PIÙ EMBLEMATICO È QUELLO DELLA PERMANENZA NELL’EURO. VANNACCI SPIEGA CHE ‘DOPO TRENT’ANNI DI EURO E UE DOVREMMO CAMBIARE ROTTA’. UN MESSAGGIO SIMILE ERA STATO LANCIATO SIA DA MELONI SIA, PRIMA ANCORA, DAL M5S. ARRIVATI AL GOVERNO, PERÒ, ENTRAMBI HANNO RISPETTATO NEL MODO PIÙ RIGOROSO POSSIBILE TUTTE LE REGOLE LEGATE ALLA MONETA UNICA. CI SONO ANCHE I MERCATI FINANZIARI, CIOÈ GLI INVESTITORI CHE COMPRANO IL NOSTRO DEBITO: VANNO CONVINTI A CONTINUARE A FARLO. VANNACCI, PERÒ, NON PARLA A LORO…”
Estratto dell’articolo di Veronica De Romanis per “La Stampa”
roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 4
Per provare a ridimensionare l’avanzata del generale Vannacci, un’arma ci sarebbe e la possiede Giorgia Meloni. Basterebbe che dicesse a chi intende votare il Generale: «Non credetegli. In economia ho fatto le stesse promesse durante la campagna elettorale. Poi, una volta al governo, non le ho mantenute».
«E per fortuna», dovrebbe aggiungere, visto che la tanto decantata “stabilità” deriva proprio dal non aver messo in atto ciò che era stato annunciato. Una simile ammissione contribuirebbe a contenere il consenso che – inevitabilmente – raccoglierà Vannacci seguendo il metodo del “prima la sparo grossa, poi si vedrà” […]
lilli gruber e roberto vannacci a otto e mezzo – foto lapresse
[…] al momento, è il solo che può applicarlo perché rispetta una condizione essenziale: quella di potersi definire un outsider, uno che non c’era, e quindi non responsabile dei danni attuali. «Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo.
In Parlamento siamo una sporca dozzina, qui siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo» ha spiega al Congresso che ha sancito la nascita del suo partito Futuro nazionale. Ad oggi, nessuno degli altri leader può sostenere la tesi del “noi” contro l’establishment.
Solo per fare un esempio, Meloni non può più usare l’immagine dell’”underdog” – lo sfavorito –, il Movimento 5 Stelle quella dei “cittadini” che “aprono il Parlamento” alla società civile: la storia ha ampiamente dimostrato che nei palazzi ci si sta benissimo e ci si vuole restare il più a lungo possibile.
veronica de romanis foto di bacco
Oltre a definirsi “altro”, chi si presenta come outsider – ovviamente – propone “altro”. Ed è proprio ciò che sta facendo Vannacci: il copione, lo si è detto, è sempre lo stesso. Nel campo economico, il caso più emblematico è quello della permanenza nell’euro. Il Generale spiega che «dopo trent’anni di euro e Unione europea qualcosa lo dovremmo fare: non uscire ma cambiare rotta».
Un messaggio simile era stato lanciato sia da Meloni sia, prima ancora, dal Movimento 5 Stelle. Arrivati al governo, però, il tema non solo è scomparso dal dibattito politico, ma entrambi hanno poi rispettato nel modo più rigoroso possibile tutte le regole legate alla moneta unica. A dirla tutto, Giuseppe Conte tentò di violare i vincoli contenuti nel Patto di Stabilità e Crescita.
GIORGIA MELONI GIUSEPPE CONTE – ATREJU
[…] Giorgia Meloni neanche ci ha provato a sfidare l’Europa: sin da subito ha attuato una politica di bilancio prudente e cauta. E così, nonostante gli annunci, il Conte 1 e l’esecutivo attuale, sono quelli che hanno somministrato agli italiani le dosi maggiori di austerità: il primo ha portato nel 2019 il deficit all’1,5 per cento, il livello più basso dal 2007; il secondo ha attuato una delle correzioni più rilevanti, con il deficit sceso dall’8,1 del 2022 al 3,1 del 2025.
Al netto della spesa per interessi, nello stesso periodo, si è passati da un disavanzo primario del 4 per cento a un surplus primario dello 0,7. Mai si erano viste – negli ultimi venti anni – maggioranze tanto austere.
GIUSEPPE CONTE REGALA IL LIBRICINO 3 ANNI DI TASSE A GIORGIA MELONI – FOTO LAPRESSE
Come è noto, non ci sono solo le regole europee, ma anche i mercati finanziari, cioè gli investitori che comprano il nostro debito: vanno convinti a continuare a farlo. Vannacci, però, non parla a loro. Ed è qui che Meloni potrebbe entrare in gioco. Rivolgendosi ai potenziali elettori del Generale e smascherandolo con un racconto diverso: quella della verità.
roberto vannacci ospite di lilli gruber di otto e mezzo
roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 1
Estratto dell’articolo di Veronica De Romanis per “La Stampa”
roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 4
Per provare a ridimensionare l’avanzata del generale Vannacci, un’arma ci sarebbe e la possiede Giorgia Meloni. Basterebbe che dicesse a chi intende votare il Generale: «Non credetegli. In economia ho fatto le stesse promesse durante la campagna elettorale. Poi, una volta al governo, non le ho mantenute».
«E per fortuna», dovrebbe aggiungere, visto che la tanto decantata “stabilità” deriva proprio dal non aver messo in atto ciò che era stato annunciato. Una simile ammissione contribuirebbe a contenere il consenso che – inevitabilmente – raccoglierà Vannacci seguendo il metodo del “prima la sparo grossa, poi si vedrà” […]
lilli gruber e roberto vannacci a otto e mezzo – foto lapresse
[…] al momento, è il solo che può applicarlo perché rispetta una condizione essenziale: quella di potersi definire un outsider, uno che non c’era, e quindi non responsabile dei danni attuali. «Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo.
In Parlamento siamo una sporca dozzina, qui siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo» ha spiega al Congresso che ha sancito la nascita del suo partito Futuro nazionale. Ad oggi, nessuno degli altri leader può sostenere la tesi del “noi” contro l’establishment.
Solo per fare un esempio, Meloni non può più usare l’immagine dell’”underdog” – lo sfavorito –, il Movimento 5 Stelle quella dei “cittadini” che “aprono il Parlamento” alla società civile: la storia ha ampiamente dimostrato che nei palazzi ci si sta benissimo e ci si vuole restare il più a lungo possibile.
veronica de romanis foto di bacco
Oltre a definirsi “altro”, chi si presenta come outsider – ovviamente – propone “altro”. Ed è proprio ciò che sta facendo Vannacci: il copione, lo si è detto, è sempre lo stesso. Nel campo economico, il caso più emblematico è quello della permanenza nell’euro. Il Generale spiega che «dopo trent’anni di euro e Unione europea qualcosa lo dovremmo fare: non uscire ma cambiare rotta».
Un messaggio simile era stato lanciato sia da Meloni sia, prima ancora, dal Movimento 5 Stelle. Arrivati al governo, però, il tema non solo è scomparso dal dibattito politico, ma entrambi hanno poi rispettato nel modo più rigoroso possibile tutte le regole legate alla moneta unica. A dirla tutto, Giuseppe Conte tentò di violare i vincoli contenuti nel Patto di Stabilità e Crescita.
GIORGIA MELONI GIUSEPPE CONTE – ATREJU
[…] Giorgia Meloni neanche ci ha provato a sfidare l’Europa: sin da subito ha attuato una politica di bilancio prudente e cauta. E così, nonostante gli annunci, il Conte 1 e l’esecutivo attuale, sono quelli che hanno somministrato agli italiani le dosi maggiori di austerità: il primo ha portato nel 2019 il deficit all’1,5 per cento, il livello più basso dal 2007; il secondo ha attuato una delle correzioni più rilevanti, con il deficit sceso dall’8,1 del 2022 al 3,1 del 2025.
Al netto della spesa per interessi, nello stesso periodo, si è passati da un disavanzo primario del 4 per cento a un surplus primario dello 0,7. Mai si erano viste – negli ultimi venti anni – maggioranze tanto austere.
GIUSEPPE CONTE REGALA IL LIBRICINO 3 ANNI DI TASSE A GIORGIA MELONI – FOTO LAPRESSE
Come è noto, non ci sono solo le regole europee, ma anche i mercati finanziari, cioè gli investitori che comprano il nostro debito: vanno convinti a continuare a farlo. Vannacci, però, non parla a loro. Ed è qui che Meloni potrebbe entrare in gioco. Rivolgendosi ai potenziali elettori del Generale e smascherandolo con un racconto diverso: quella della verità.
roberto vannacci ospite di lilli gruber di otto e mezzo
roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 1

DAGOREPORT – MACRON SARÀ UN GALLETTO BORIOSO, MA SA COME CONDURRE AL SUCCESSO UN VERTICE INTERNAZIONALE, TRA I PIU’ DIFFICILI E CRUCIALI – AL G7 DI EVIAN, IL PRIMO TROFEO E’ STATA LA PRESENZA DI TRUMP (È BASTATO TRATTARLO COME UN “RE SOLE”) – MA IL PIU’ GRANDE RISULTATO RAGGIUNTO È STATA L’APPOGGIO DI TRUMP SULLA QUESTIONE UCRAINA CHE IL TYCOON VUOLE CHIUDERE PRIMA DELLE MIDTERM DI NOVEMBRE, DOVE RISCHIA DI PERDERE CAMERA E SENATO – IL TRUMPONE E’ CONVINTO CHE, INCORONANDOSI NOBEL PER LA PACE PER LA FINE DELLA GUERRA IN IRAN E DEL CONFLITTO RUSSO-UCRAINO, RICONQUISTERA’ IL CONSENSO PERDUTO – L’ENORME NON DETTO È CHE IL MERITO DELLA “SVOLTA” TRA USA E TEHERAN NON È SUO MA, VIA PAKISTAN, DELLA CINA (CHE LO STESSO TRUMP HA RINGRAZIATO: “XI JINPING È STATO UN VERO GENTILUOMO”) – MENTRE PUTIN NON VEDE L’ORA DI FINIRE LA GUERRA, TRUMP TEME LE MATTANE MISSILISTICHE DI NETANYAHU: L’UNICA VIA PER DISINNESCARLO E’ LA SUA SCONFITTA ALLE ELEZIONI DI OTTOBRE…

FLASH – “DOVE NASCONO I SILENZI”. È IL TITOLO DEL NUOVO LIBRO DI CLAUDIA CONTE. L’EX AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI POTREBBE COMINCIARE RACCONTANDOCI DOVE (E PERCHÉ) NASCE IL SUO, DI SILENZIO: DOPO AVER RIVELATO AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO, PROMETTENDO DI RACCONTARE “TUTTO” SULLA STORIA D’AMORE, SI È CHIUSA IN UN MUTISMO SELETTIVO. STRAPARLA DI TUTTO (DALLA POLITICA ALLE QUESTIONI INTERNAZIONALI, FINO AL FEMMINICIDIO), TRANNE DELL’UNICA COSA CHE LA RIGUARDA A INTERESSARE IL PUBBLICO – LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CON INTERVENTI DI FRANCESCO PIONATI (EX DIRETTORE DEI GR RAI) E DEL MEDICO SERGIO TIBERTI, SI TERRÀ A ROMA, IN VIA SARDEGNA. INTERNO 2-3, PIANO 4: CHE È, UNA CASA? LONTANI I TEMPI IN CUI LA PREZZEMOLONA CIOCIARA PORTAVA LE SUE FATICHE LETTERARIE ALLA CAMERA…

FLASH – TE LA DO IO LA “PACE”! LASCIATE PERDERE LE CRONACHE MELLIFLUE DEI QUOTIDIANI ITALIANI: TRUMP NON HA AFFATTO PERDONATO GIORGIA MELONI. PER CAPIRLO, BASTA GUARDARE IL GRUGNO DEL “BOSS” DELLA CASA BIANCA MENTRE LA DUCETTA, CON OCCHI DA CERBIATTONA, PROVAVA A SMINARE LA MALIZIOSA DOMANDA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO, ANTONIO COSTA (“QUINDI SIETE TORNATI AMICI”?) – IL TYCOON DAL CIUFFO PLATINATO È RIMASTO FERMO NELLE SUE POSIZIONI: HA MESSO UN PIETRONE SOPRA LA SORA GIORGIA DAL 31 MARZO, QUANDO IL GOVERNO ITALIANO HA DETTO NO ALL’USO DELLA BASE DI SIGONELLA PER I BOMBARDAMENTI IN IRAN (SUCCESSE ANCHE CON CRAXI, E PER BETTINO NON FINÌ BENISSIMO)

DAGOREPORT! “GRAZIE MATTEO MA…ZAIA SEGRETARIO ORA”. DIETRO GLI STRISCIONI CONTRO SALVINI COMPARSI IN OTTO CITTÀ ITALIANE, CI SAREBBE LO ZAMPONE DI UNA RETE DI GIOVANI MILITANTI E DIRIGENTI TERRITORIALI DEL CARROCCIO. PECCATO CHE ABBIANO PUNTATO SU QUEL “CUOR DI MELONI” E CACADUBBI DI ZAIA – SECONDO QUANTO RISULTA A DAGOSPIA, CIRCA UN MESE FA, L’EX “DOGE” AVREBBE INCONTRATO IN VENETO IL GRUPPO DI RIBELLI DEL CARROCCIO – I PROMOTORI DELL’INIZIATIVA SI SAREBBERO MESSI A SUA DISPOSIZIONE PER SOSTENERNE L’ASCESA ALLA SEGRETERIA DELLA LEGA – ZAIA HA INCASSATO, SENZA FARE UN PLISSÈ, E NON HA DATO INDICAZIONI OPERATIVE O POLITICHE. COME DICEVA MANZONI: IL CORAGGIO, CHI NON CE L’HA, NON SE LO PUO’ DARE…

DAGOREPORT – LO “STABILICUM” VEDRÀ MAI LA LUCE? GIORGIA MELONI INIZIA AD AVERE PESANTI DUBBI SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE – L’INATTESA IMPENNATA DI “FUTURO NAZIONALE” NEL SONDAGGIO SWG-LA7 DELL’EX PARÀ (NEO PARA-GURU) CHE VELEGGIA AL 5%, ALLA PARI CON LA LEGA, RISCHIA DI RENDERE VANO IL PREMIO DI MAGGIORANZA PREVISTO DAL “MELONELLUM”: SENZA I VOTI DI FUTURO NAZIONALE, L’ARMATA BRANCA-MELONI RISCHIA DI PERDERE. E IMBARCARLO NELLA COALIZIONE È MOLTO DIFFICILE – NEL CASO DI UN INGRESSO ‘LAST MINUTE’ DI VANNACCI NELLA COALIZIONE, A FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI NON RESTEREBBE ALTRO CHE ABBANDONARE AL SUO DESTINO MELONI E CAMERATI…

FLASH – “ONOREVOLE, LE FACCIO VEDERE UNA COSA CHE LE RESTA NEL CUORE. SOLO PER LEI…” – SORPRESA E STUPORE ALLA CAPPELLA DI SANSEVERO A NAPOLI QUANDO UNO DEI DIPENDENTI DEL MUSEO, DEFERENTE ED ECCITATO,PROPONE AD ANGELO BONELLI & FAMILY UNA “VISITA PRIVATA” IN UN’AREA DI PALAZZO SANGRO DEI PRINCIPI DI SANSEVERO. PER LA PRECISIONE UN TOUR AL LABORATORIO ARTISTICO DEL MAESTRO ESPOSITO, LUOGO CHIUSO AL PUBBLICO PER I COMUNI MORTALI MA ACCESSIBILE, IN VIA PREFERENZIALE, PER IL “TRIBUNO DELLA PLEBE” DI AVS – DOPO AVER ACCETTATO ALCUNI DONI DALLO SHOP DEL MUSEO (ALCUNE AGENDINE E UN QUADERNINO PER LA FIGLIA), L’IMBARAZZATO BONELLI AVRÀ SDEGNOSAMENTE RIFIUTATO IL “PRIVILEGIO” PROPOSTO DALL’OSSEQUIOSO FUNZIONARIO DEL MUSEO? CERTO CHE NO! ACCOMPAGNATO DA UNA DELEGAZIONE DI DIECI PERSONE, TRA ADULTI E BAMBINI, HA ACCHIAPPATO AL VOLO LA PROFFERTA TRA LO STUPORE DEI PRESENTI…





















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