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I CRISTIANI, I NUOVI NEMICI DI ISRAELE – LO STATO EBRAICO HA FERMATO IL NUNZIO APOSTOLICO DEL VATICANO IN LIBANO, PAOLO BORGIA, MENTRE STAVA PORTANDO AIUTI UMANITARI IN UN PICCOLO VILLAGGIO DEL SUD DEL PAESE, NELLA ZONA “CUSCINETTO” OCCUPATA DALLE TRUPPE DELLO STATO EBRAICO – NEGLI ULTIMI GIORNI, L’ESERCITO HA COMPIUTO UN SALTO DI QUALITÀ NELLE MINACCE CONTRO LE COMUNITÀ CRISTIANE: NELL’ORDINARE L’EVACUAZIONE A TIRO HA COINVOLTO ANCHE I QUARTIERI CRISTIANI, E…
Estratto dell’articolo di Chiara Vitali per “Avvenire”
Il nunzio apostolico in Libano Paolo Borgia stava guidando giovedì un convoglio umanitario con 25 camion verso Debl, un piccolo villaggio cristiano nel sud del Libano, a una decina di chilometri dal confine con Israele. Non lontano dalla destinazione, l’esercito israeliano lo ha bloccato.
«Ci siamo trovati faccia a faccia con diversi carri armati dell’Idf » ha raccontato uno dei presenti, che ha dato ieri la notizia all’Afp chiedendo l’anonimato. « Abbiamo sentito alcuni colpi d’arma da fuoco diretti verso obiettivi dietro di noi. Non era chiaro se volessero intimidirci o se stessero prendendo di mira alcune basi di Hezbollah. Ci sono stati momenti di panico».
raid israeliani nel sud del libano
Il convoglio è dovuto rimanere fermo un’ora, poi è potuto ripartire ma su un itinerario diverso da quello previsto: per arrivare a destinazione ci sono volute 12 ore di viaggio. A nulla è servito che il percorso fosse stato deciso in anticipo e coordinato con i caschi blu delle Nazioni Unite. Con il nunzio sarebbe stato in viaggio anche un gruppo di cittadini libanesi sfollati nelle ultime settimane dalle proprie case, che ora chiedono di poter tornare ai villaggi d’origine.
Nell’ultima settimana, l’Idf ha compiuto un salto di qualità nelle minacce contro la comunità libanesi cristiane del sud: martedì, un ordine di evacuazione per la città di Tiro ha coinvolto per la prima volta anche i quartieri cristiani, fino a quel momento esclusi. A tutti gli abitanti era stato comunicato di doversi spostare a nord del fiume Zahrani, il corso d’acqua verso cui Israele punta ad estendere la sua “zona cuscinetto” che fino ad ora, almeno ufficialmente, dovrebbe arrivare fino al fiume Litani, più a sud.
raid israeliani nel sud del libano
Uno schema che viene confermato ogni giorno, anche nelle ore in cui in discussione c’è un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti che potrebbe includere anche il Libano. La prospettiva di un’intesa non ha fermato i movimenti dell’Idf, gli attacchi o gli ordini di evacuazione.
[…] E proseguono anche gli avanzamenti delle truppe israeliane via terra nel sud. Pezzi di territorio libanese che per l’Idf diventano «zone di sicurezza». Da lì, accordi o non accordi, l’esercito israeliano sembra non avere alcuna intenzione di ritirarsi: lo ha detto ieri il ministro israeliano della Difesa Israel Katz. Non vale solo per il Libano. Le truppe non rientreranno nemmeno da Gaza o dalla Siria, ha aggiunto Katz. « L’Idf continuerà a difendere i nostri confini e i nostri cittadini dal Monte Hermon, dalle montagne libanesi, dalla Samaria e dalla maggior parte del territorio di Gaza, contro le minacce provenienti da forze e organizzazioni jihadiste».
Per Hezbollah la prospettiva di un accordo tra Usa e Iran dovrebbe comprendere il Libano e portare a un ritiro dell’Idf. Anche da parte della milizia, ieri non si sono fermati gli attacchi: secondo quanto riportato dallo stesso gruppo, un soldato israeliano è stato ucciso da un drone nel Libano meridionale; e un missile è stato intercettato nel nord di Israele.
BOMBARDAMENTI IN LIBANO – BAMBINI
paolo borgia 4
caschi blu – missione unifil in libano
bandiere palestina, venezuela, iran, libano cuba al corteo del 25 aprile a milano foto lapresse
un soldato israeliano METTE UNA SIGARETTA IN BOCCA ALLA STATUA DI MARIA IN UN VILLAGGIO NEL SUD DEL LIBANO
paolo borgia 3
Estratto dell’articolo di Chiara Vitali per “Avvenire”
Il nunzio apostolico in Libano Paolo Borgia stava guidando giovedì un convoglio umanitario con 25 camion verso Debl, un piccolo villaggio cristiano nel sud del Libano, a una decina di chilometri dal confine con Israele. Non lontano dalla destinazione, l’esercito israeliano lo ha bloccato.
«Ci siamo trovati faccia a faccia con diversi carri armati dell’Idf » ha raccontato uno dei presenti, che ha dato ieri la notizia all’Afp chiedendo l’anonimato. « Abbiamo sentito alcuni colpi d’arma da fuoco diretti verso obiettivi dietro di noi. Non era chiaro se volessero intimidirci o se stessero prendendo di mira alcune basi di Hezbollah. Ci sono stati momenti di panico».
raid israeliani nel sud del libano
Il convoglio è dovuto rimanere fermo un’ora, poi è potuto ripartire ma su un itinerario diverso da quello previsto: per arrivare a destinazione ci sono volute 12 ore di viaggio. A nulla è servito che il percorso fosse stato deciso in anticipo e coordinato con i caschi blu delle Nazioni Unite. Con il nunzio sarebbe stato in viaggio anche un gruppo di cittadini libanesi sfollati nelle ultime settimane dalle proprie case, che ora chiedono di poter tornare ai villaggi d’origine.
Nell’ultima settimana, l’Idf ha compiuto un salto di qualità nelle minacce contro la comunità libanesi cristiane del sud: martedì, un ordine di evacuazione per la città di Tiro ha coinvolto per la prima volta anche i quartieri cristiani, fino a quel momento esclusi. A tutti gli abitanti era stato comunicato di doversi spostare a nord del fiume Zahrani, il corso d’acqua verso cui Israele punta ad estendere la sua “zona cuscinetto” che fino ad ora, almeno ufficialmente, dovrebbe arrivare fino al fiume Litani, più a sud.
raid israeliani nel sud del libano
Uno schema che viene confermato ogni giorno, anche nelle ore in cui in discussione c’è un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti che potrebbe includere anche il Libano. La prospettiva di un’intesa non ha fermato i movimenti dell’Idf, gli attacchi o gli ordini di evacuazione.
[…] E proseguono anche gli avanzamenti delle truppe israeliane via terra nel sud. Pezzi di territorio libanese che per l’Idf diventano «zone di sicurezza». Da lì, accordi o non accordi, l’esercito israeliano sembra non avere alcuna intenzione di ritirarsi: lo ha detto ieri il ministro israeliano della Difesa Israel Katz. Non vale solo per il Libano. Le truppe non rientreranno nemmeno da Gaza o dalla Siria, ha aggiunto Katz. « L’Idf continuerà a difendere i nostri confini e i nostri cittadini dal Monte Hermon, dalle montagne libanesi, dalla Samaria e dalla maggior parte del territorio di Gaza, contro le minacce provenienti da forze e organizzazioni jihadiste».
Per Hezbollah la prospettiva di un accordo tra Usa e Iran dovrebbe comprendere il Libano e portare a un ritiro dell’Idf. Anche da parte della milizia, ieri non si sono fermati gli attacchi: secondo quanto riportato dallo stesso gruppo, un soldato israeliano è stato ucciso da un drone nel Libano meridionale; e un missile è stato intercettato nel nord di Israele.
BOMBARDAMENTI IN LIBANO – BAMBINI
paolo borgia 4
caschi blu – missione unifil in libano
bandiere palestina, venezuela, iran, libano cuba al corteo del 25 aprile a milano foto lapresse
un soldato israeliano METTE UNA SIGARETTA IN BOCCA ALLA STATUA DI MARIA IN UN VILLAGGIO NEL SUD DEL LIBANO
paolo borgia 3

FLASH – “ONOREVOLE, LE FACCIO VEDERE UNA COSA CHE LE RESTA NEL CUORE. SOLO PER LEI…” – SORPRESA E STUPORE ALLA CAPPELLA DI SANSEVERO A NAPOLI QUANDO UNO DEI DIPENDENTI DEL MUSEO, DEFERENTE ED ECCITATO,PROPONE AD ANGELO BONELLI & FAMILY UNA “VISITA PRIVATA” IN UN’AREA DI PALAZZO SANGRO DEI PRINCIPI DI SANSEVERO. PER LA PRECISIONE UN TOUR AL LABORATORIO ARTISTICO DEL MAESTRO ESPOSITO, LUOGO CHIUSO AL PUBBLICO PER I COMUNI MORTALI MA ACCESSIBILE, IN VIA PREFERENZIALE, PER IL “TRIBUNO DELLA PLEBE” DI AVS – DOPO AVER ACCETTATO ALCUNI DONI DALLO SHOP DEL MUSEO (ALCUNE AGENDINE E UN QUADERNINO PER LA FIGLIA), L’IMBARAZZATO BONELLI AVRÀ SDEGNOSAMENTE RIFIUTATO IL “PRIVILEGIO” PROPOSTO DALL’OSSEQUIOSO FUNZIONARIO DEL MUSEO? CERTO CHE NO! ACCOMPAGNATO DA UNA DELEGAZIONE DI DIECI PERSONE, TRA ADULTI E BAMBINI, HA ACCHIAPPATO AL VOLO LA PROFFERTA TRA LO STUPORE DEI PRESENTI…

VROOM VROOM! IN MEZZO AD UNA DELLE PIÙ GRANDI CRISI MONDIALI DEGLI ULTIMI DECENNI, FRA TENSIONI GEOPOLITICHE, MINACCE E ATTACCHI MILITARI DA TUTTI I FRONTI, IL NEOELETTO AMMINISTRATORE DELEGATO DI LEONARDO, LORENZO MARIANI, CHE FA? TROVA IL TEMPO DI SALIRE IN MACCHINA E FARE UNA BELLA VACANZA IN OCCASIONE DELLA 1000MIGLIA INSIEME AL SUO INSEPARABILE AMICO CARMINE MASIELLO, GRAN CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO ITALIANO – NOSTRI NUVOLARI DELLA DOMENICA SONO STATI IMMORTALATI E PROMOSSI TRIONFALMENTE SU TUTTI I CANALI SOCIAL DI LEONARDO. ECCOLI ALLEGRI E SPENSIERATI SU UNA FIAMMANTE AUTO D’EPOCA FRA COLLINE VERDEGGIANTI E VECCHI BORGHI, TANTO LE GUERRE VANNO AVANTI DA SOLE. ALLA FACCIA DEL CAMBIO DI PASSO CHE VOLEVA IMPRIMERE “PA-FAZZO” CHIGI….

DAGOREPORT – E SE L’ANTIDOTO PER RIMANDARE A COLLE OPPIO LA DESTRA DELLA DUCETTA MELONI FOSSE…L’ULTRA-DESTRA DEL DUCIONE VANNACCI? – PIÙ CHE UN’OPPOSIZIONE IMBELLE, POTÉ L’ASCESA DI FUTURO NAZIONALE? – L’ALTRA FACCIA DELLA OSPITATA-SHOW DALLA GRUBER HA DIMOSTRATO CHE IL GENERALISSIMO, UNA VOLTA LIBERO DI IMPERVERSARE NEI TALK, METTE IN MUTANDE MELONI, SGRETOLA SALVINI E INDIGNA MARINA BERLUSCONI – CHE LA PERFORMANCE ABBIA LASCIATO UN SEGNO PROFONDO IN MELONI LO SI È VISTO IL GIORNO SUCCESSIVO: DOPO MESI IN CUI LA PREMIER SI ERA TENUTA ALLA LARGA DA COMMENTI SULLE MOSSE DEL GENERALE, DAI BANCHI DEL GOVERNO HA CARICATO A TESTA BASSA: “PER 6 VOLTE AVETE VOTATO CONTRO LA FIDUCIA A QUESTO GOVERNO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE E RENZI” – ERA SUFFICIENTE SBIRCIARE IL LINGUAGGIO DEL CORPO DI LADY GIORGIA PER RIVELARE UNA PREMIER STANCA E COLLERICA CHE NON VEDE L’ORA DI FAR APPROVARE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE E ANDARE AL VOTO ANTICIPATO – AFFRONTARE UN ANNO DI CAMPAGNA ELETTORALE, CON UNA MAGGIORANZA DI FATTO SPACCATA, TRA FORZA ITALIA IN MODALITÀ LIBERAL&MARINA E UNA LEGA CHE VANNACCI STA SMANTELLANDO COME UN LEGO, MANDA IL SISTEMA NERVOSO DI MELONI IN TILT. ANCHE PERCHÉ LA DUCETTA NON PUÒ NEMMENO CONTARE SU FRATELLI D’ITALIA… – VIDEO

DAGOREPORT – LE PROCCUPAZIONI PIÙ ATROCI PER GIORGIA MELONI NON ARRIVANO DALL’OPPOSIZIONE MA DAI SUOI ALLEATI: MENTRE LA LEGA IMPLODE E VIENE PROSCIUGATA DA VANNACCI, IN FORZA ITALIA DEFLAGRA LA LOTTA DI POTERE INTERNA – IL “CACICCO” TAJANEO DELLA CAMPANIA, FULVIO MARTUSCIELLO, È STATO SFIDUCIATO PUBBLICAMENTE CON UN DOCUMENTO APPROVATO DA PARLAMENTARI E CONSIGLIERI REGIONALI. COINCIDENZA: IL PRIMO FIRMATARIO È…FRANCESCO SILVESTRO! IL SENATORE ACCUSATO PER UNA PRESUNTA VIOLENZA SESSUALE DI PIÙ DI UN ANNO FA, RICICCIATA CURIOSAMENTE PROPRIO ADESSO, A SCOPPIO RITARDATO…

A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? – LA “FESTA DELL’UNITÀ” 2026 DEL PD E’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE DI DIBATTITI SU FEMMINISMO, QUESTIONI LGBTQ+ E SUPERCAZZOLE DA ACCHIAPPANUVOLE – SCHIERATO UN PARTERRE DI SCACCIAVOTI, DA LAURA BOLDRINI A MARTA BONAFONI – MICHELA DI BIASE MARITATA IN FRANCESCHINI CI SPIEGHERA’ COME LOTTARE CONTRO IL PATRIARCATO; LA SCRITTRICE IGIABA SCEGO CI FARA’ PENTIRE DEL PASSATO COLONIALE; L’EURODEPUTATA ANNALISA CORRADO RIBADIRA’ CHE NON BISOGNA USARE IL FERRO DA STIRO PER RISPARMIARE ENERGIA – IN COMPENSO ZERO ATTENZIONE AI TEMI CHE INTERESSANO AI CITTADINI: BOLLETTE, SALARI, TASSE, LAVORO, IMMIGRAZIONE – I RIFORMISTI DEM NON PERVENUTI, ELLY SCHLEIN E IL SUO RADICALISMO WOKE TRIONFANO (E POI DICI CHE UNO VOTA VANNACCI…)

DAGOREPORT – IL BLITZ DI INTESA SANPAOLO SU MPS INTRECCIA LA STRATEGIA FINANZIARIA E IL SISTEMA POLITICO – CON L’OPAS, PER ORA SOLO ANNUNCIATA, CARLO MESSINA PUNTA A NEUTRALIZZARE IL SUO RIVALE PIÙ INTIMO: L’UNICREDIT DI ANDREA ORCEL, CHE AVREBBE POTUTO FARE BINGO RILEVANDO LE PARTECIPAZIONI DI DELFIN DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO IN MPS E GENERALI – SUL LATO POLITICO, SE L’OPERAZIONE VA IN CULO ALLA LEGA, CHE TIFAVA LA FUSIONE BPM-MPS, FA CONTENTI I FRATELLI D’ITALIA CHE VOGLIONO TUTELARE “L’ITALIANITÀ” DEL LEONE DI TRIESTE, FORZIERE DEL RISPARMIO ITALIANO, DAL PRIMO AZIONISTA DI BPM, LA FRANCESE CREDIT AGRICOLE – E CHI MEGLIO DELLA ”BANCA DI SISTEMA” PUÒ FARLO? – NEL BLITZ CI SONO GROSSI DUE PUNTI DEBOLI, ENTRAMBI LEGATI ALL’ANTITRUST (ANCORA SENZA PRESIDENTE): I 625 SPORTELLI DEL “MONTE” E LE ASSICURAZIONI DEL RAMO VITA, SU CUI INTESA È IL PRIMO CONCORRENTE DI GENERALI – SAREBBE UN UNICUM: IL NUMERO DUE È ANCHE AZIONISTA DEL NUMERO UNO, SUO RIVALE DIRETTO…





















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