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GIU’ DAL PONTE! TOMMASO MIELE SI È DIMESSO DA PRESIDENTE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI DEL CSM – L’EX MAGISTRATO DELLA CORTE DEI CONTI, INDAGATO NELL’INCHIESTA PER CORRUZIONE RELATIVA AL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA, L’ANNO SCORSO AVEVA ASSUNTO L’INCARICO A TITOLO GRATUITO. POI, UNA VOLTA IN PENSIONE AVEVA PRESENTATO UN’ISTANZA FACENDO VALERE IL NUOVO STATUS E AVEVA OTTENUTO UN COMPENSO DI 27 MILA EURO L’ANNO – TUTTI LO VOLEVANO: DALLA REGIONE ABRUZZO FINO ALLA FIGC E ALLE FONDAZIONI…
INCHIESTA PONTE: MIELE SI DIMETTE DA PRESIDENTE COLLEGIO REVISORI CSM
(ANSA) – L’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele, indagato nell’ambito dell’inchiesta sul Ponte sullo Stretto, ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico di presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Csm.
E’ quanto si apprende da fonti dello stesso Csm. Miele, secondo quanto riportano Repubblica e Corriere della Sera, aveva assunto l’incarico per il quadriennio 2025-2028 a titolo gratuito; da marzo del 2026 il plenum aveva invece deliberato un compenso lordo di 27mila euro l’anno.
MIELE, IL COLLEZIONISTA DI POLTRONE AL CSM INCARICO DA 27MILA EURO
Estratto dell’articolo di Andrea Ossino e Giuliano Foschini per “la Repubblica”
Non bastavano gli incarichi già ottenuti, le nomine, il prestigio accumulato in una lunga carriera ai vertici della magistratura contabile. Perché quando parla al telefono con Giacomo Saccomanno, referente della Lega in Calabria, Tommaso Miele sembra avere ancora fame di poltrone.
Si vanta di avere avuto «una decina di incarichi, uno più grosso dell’altro». Ma punta a qualcosa di più. […]
GIORGIA MELONI – TI SORRIDONO I CONTI – MEME BY EMILIANO CARLI PER IL GIORNALONE – LA STAMPA
Il 3 aprile 2025, pochi mesi prima dei fatti contestati, il plenum del Consiglio superiore della magistratura, su proposta del Comitato di presidenza, lo nomina al vertice del collegio dei revisori dei conti del Csm. Un incarico inizialmente gratuito.
Poi arriva il pensionamento, il 23 febbraio scorso, e la situazione cambia. Miele presenta un’istanza facendo valere il nuovo status. La risposta arriva poche settimane dopo: «A seguito del collocamento a riposo quale magistrato contabile, il dottor Miele ha diritto a percepire il compenso pari a quello già riconosciuto agli altri componenti del collegio dei revisori dei conti». Tradotto: circa 27 mila euro l’anno.
Secondo gli investigatori del Ros, però, già nel 2025 l’ex magistrato stava progettando il proprio futuro. È in questo contesto che si inseriscono i rapporti finiti sotto la lente della procura. Il prezzo della presunta corruzione, scrivono i pm, sarebbe consistito «in raccomandazioni, partecipazioni ad eventi promossi dall’associazione “Accademia Calabria” (eventi nei quali era prevista la presenza di personalità in grado di favorire il Miele per le sue aspirazioni professionali e remunerative) interventi presso terzi, anche per il tramite del Rotary della Sicilia, per la carriera o il futuro lavorativo di Miele, successivamente al pensionamento».
progetto del ponte sullo stretto – la stampa
Le intercettazioni e gli accertamenti degli investigatori restituiscono il quadro di un uomo impegnato a costruire la propria seconda vita professionale. Negli atti si legge che avrebbe manifestato il desiderio di «essere nominato componente del Collegio consultivo tecnico relativo al contenzioso sul ponte sullo Stretto di un valore da lui indicato in 16 miliardi di euro».
Ma non è tutto. Sempre secondo quanto emerge dall’inchiesta, «il dottor Miele è in attesa di assumere la Presidenza di tre comitati all’interno del Gruppo Poste S.p.A». E ancora l’incarico «di consigliere giuridico del presidente della Regione Abruzzo». Fino alla prospettiva di diventare titolare «dell’incarico di direttore del pronto soccorso amministrativo 112 presso la Fondazione Gazzetta amministrativa», organismo fondato e presieduto dall’avvocato Enrico Michetti, il candidato scelto da Giorgia Meloni per sfidare Roberto Gualtieri durante le ultime amministrative della Capitale.
Tommaso Miele – ex presidente aggiunto della Corte dei Conti
Anche altri enti sembrano interessati al suo profilo. La Figc, allora guidata da Gabriele Gravina, dopo alcune dimissioni interne e «ravvisata la necessità di assicurare l’operatività della Commissione delle Licenze Uefa di I Grado», decide infatti di «nominare Tommaso Miele presidente…della Commissione delle licenze Uefa di I grado».
Tutti volevano il dottor Miele. Il 5 dicembre 2025 arriva perfino la cittadinanza onoraria di Pontecorvo. Il consiglio comunale la conferisce per «riconoscere l’importante contributo offerto nel corso della sua carriera alla tutela della legalità e al buon funzionamento della pubblica amministrazione».
INCHIESTA PONTE: MIELE SI DIMETTE DA PRESIDENTE COLLEGIO REVISORI CSM
(ANSA) – L’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele, indagato nell’ambito dell’inchiesta sul Ponte sullo Stretto, ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico di presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Csm.
E’ quanto si apprende da fonti dello stesso Csm. Miele, secondo quanto riportano Repubblica e Corriere della Sera, aveva assunto l’incarico per il quadriennio 2025-2028 a titolo gratuito; da marzo del 2026 il plenum aveva invece deliberato un compenso lordo di 27mila euro l’anno.
MIELE, IL COLLEZIONISTA DI POLTRONE AL CSM INCARICO DA 27MILA EURO
Estratto dell’articolo di Andrea Ossino e Giuliano Foschini per “la Repubblica”
Non bastavano gli incarichi già ottenuti, le nomine, il prestigio accumulato in una lunga carriera ai vertici della magistratura contabile. Perché quando parla al telefono con Giacomo Saccomanno, referente della Lega in Calabria, Tommaso Miele sembra avere ancora fame di poltrone.
Si vanta di avere avuto «una decina di incarichi, uno più grosso dell’altro». Ma punta a qualcosa di più. […]
GIORGIA MELONI – TI SORRIDONO I CONTI – MEME BY EMILIANO CARLI PER IL GIORNALONE – LA STAMPA
Il 3 aprile 2025, pochi mesi prima dei fatti contestati, il plenum del Consiglio superiore della magistratura, su proposta del Comitato di presidenza, lo nomina al vertice del collegio dei revisori dei conti del Csm. Un incarico inizialmente gratuito.
Poi arriva il pensionamento, il 23 febbraio scorso, e la situazione cambia. Miele presenta un’istanza facendo valere il nuovo status. La risposta arriva poche settimane dopo: «A seguito del collocamento a riposo quale magistrato contabile, il dottor Miele ha diritto a percepire il compenso pari a quello già riconosciuto agli altri componenti del collegio dei revisori dei conti». Tradotto: circa 27 mila euro l’anno.
Secondo gli investigatori del Ros, però, già nel 2025 l’ex magistrato stava progettando il proprio futuro. È in questo contesto che si inseriscono i rapporti finiti sotto la lente della procura. Il prezzo della presunta corruzione, scrivono i pm, sarebbe consistito «in raccomandazioni, partecipazioni ad eventi promossi dall’associazione “Accademia Calabria” (eventi nei quali era prevista la presenza di personalità in grado di favorire il Miele per le sue aspirazioni professionali e remunerative) interventi presso terzi, anche per il tramite del Rotary della Sicilia, per la carriera o il futuro lavorativo di Miele, successivamente al pensionamento».
progetto del ponte sullo stretto – la stampa
Le intercettazioni e gli accertamenti degli investigatori restituiscono il quadro di un uomo impegnato a costruire la propria seconda vita professionale. Negli atti si legge che avrebbe manifestato il desiderio di «essere nominato componente del Collegio consultivo tecnico relativo al contenzioso sul ponte sullo Stretto di un valore da lui indicato in 16 miliardi di euro».
Ma non è tutto. Sempre secondo quanto emerge dall’inchiesta, «il dottor Miele è in attesa di assumere la Presidenza di tre comitati all’interno del Gruppo Poste S.p.A». E ancora l’incarico «di consigliere giuridico del presidente della Regione Abruzzo». Fino alla prospettiva di diventare titolare «dell’incarico di direttore del pronto soccorso amministrativo 112 presso la Fondazione Gazzetta amministrativa», organismo fondato e presieduto dall’avvocato Enrico Michetti, il candidato scelto da Giorgia Meloni per sfidare Roberto Gualtieri durante le ultime amministrative della Capitale.
Tommaso Miele – ex presidente aggiunto della Corte dei Conti
Anche altri enti sembrano interessati al suo profilo. La Figc, allora guidata da Gabriele Gravina, dopo alcune dimissioni interne e «ravvisata la necessità di assicurare l’operatività della Commissione delle Licenze Uefa di I Grado», decide infatti di «nominare Tommaso Miele presidente…della Commissione delle licenze Uefa di I grado».
Tutti volevano il dottor Miele. Il 5 dicembre 2025 arriva perfino la cittadinanza onoraria di Pontecorvo. Il consiglio comunale la conferisce per «riconoscere l’importante contributo offerto nel corso della sua carriera alla tutela della legalità e al buon funzionamento della pubblica amministrazione».

DAGOREPORT – LE PROCCUPAZIONI PIÙ ATROCI PER GIORGIA MELONI NON ARRIVANO DALL’OPPOSIZIONE MA DAI SUOI ALLEATI: MENTRE LA LEGA IMPLODE E VIENE PROSCIUGATA DA VANNACCI, IN FORZA ITALIA DEFLAGRA LA LOTTA DI POTERE INTERNA – IL “CACICCO” TAJANEO DELLA CAMPANIA, FULVIO MARTUSCIELLO, È STATO SFIDUCIATO PUBBLICAMENTE CON UN DOCUMENTO APPROVATO DA PARLAMENTARI E CONSIGLIERI REGIONALI. COINCIDENZA: IL PRIMO FIRMATARIO È…FRANCESCO SILVESTRO! IL SENATORE ACCUSATO PER UNA PRESUNTA VIOLENZA SESSUALE DI PIÙ DI UN ANNO FA, RICICCIATA CURIOSAMENTE PROPRIO ADESSO, A SCOPPIO RITARDATO…

A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? – LA “FESTA DELL’UNITÀ” 2026 DEL PD E’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE DI DIBATTITI SU FEMMINISMO, QUESTIONI LGBTQ+ E SUPERCAZZOLE DA ACCHIAPPANUVOLE – SCHIERATO UN PARTERRE DI SCACCIAVOTI, DA LAURA BOLDRINI A MARTA BONAFONI – MICHELA DI BIASE MARITATA IN FRANCESCHINI CI SPIEGHERA’ COME LOTTARE CONTRO IL PATRIARCATO; LA SCRITTRICE IGIABA SCEGO CI FARA’ PENTIRE DEL PASSATO COLONIALE; L’EURODEPUTATA ANNALISA CORRADO RIBADIRA’ CHE NON BISOGNA USARE IL FERRO DA STIRO PER RISPARMIARE ENERGIA – IN COMPENSO ZERO ATTENZIONE AI TEMI CHE INTERESSANO AI CITTADINI: BOLLETTE, SALARI, TASSE, LAVORO, IMMIGRAZIONE – I RIFORMISTI DEM NON PERVENUTI, ELLY SCHLEIN E IL SUO RADICALISMO WOKE TRIONFANO (E POI DICI CHE UNO VOTA VANNACCI…)

DAGOREPORT – IL BLITZ DI INTESA SANPAOLO SU MPS INTRECCIA LA STRATEGIA FINANZIARIA E IL SISTEMA POLITICO – CON L’OPAS, PER ORA SOLO ANNUNCIATA, CARLO MESSINA PUNTA A NEUTRALIZZARE IL SUO RIVALE PIÙ INTIMO: L’UNICREDIT DI ANDREA ORCEL, CHE AVREBBE POTUTO FARE BINGO RILEVANDO LE PARTECIPAZIONI DI DELFIN DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO IN MPS E GENERALI – SUL LATO POLITICO, SE L’OPERAZIONE VA IN CULO ALLA LEGA, CHE TIFAVA LA FUSIONE BPM-MPS, FA CONTENTI I FRATELLI D’ITALIA CHE VOGLIONO TUTELARE “L’ITALIANITÀ” DEL LEONE DI TRIESTE, FORZIERE DEL RISPARMIO ITALIANO, DAL PRIMO AZIONISTA DI BPM, LA FRANCESE CREDIT AGRICOLE – E CHI MEGLIO DELLA ”BANCA DI SISTEMA” PUÒ FARLO? – NEL BLITZ CI SONO GROSSI DUE PUNTI DEBOLI, ENTRAMBI LEGATI ALL’ANTITRUST (ANCORA SENZA PRESIDENTE): I 625 SPORTELLI DEL “MONTE” E LE ASSICURAZIONI DEL RAMO VITA, SU CUI INTESA È IL PRIMO CONCORRENTE DI GENERALI – SAREBBE UN UNICUM: IL NUMERO DUE È ANCHE AZIONISTA DEL NUMERO UNO, SUO RIVALE DIRETTO…

DAGOREPORT – L’ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI HA BISOGNO DI FARE CASSA. E IL PRESIDENTE, CARLO BARTOLI, HA PENSATO BENE DI “TASSARE” LE SCUOLE DI GIORNALISMO, INTIMANDO LORO DI VERSARE I DUE TERZI DEI DIRITTI DI SEGRETERIA CHE INCASSANO PER EFFETTUARE LE SELEZIONI DEGLI ASPIRANTI PROFESSIONISTI – LA DELIBERA È GIÀ STATA APPROVATA E UN INVITO PERENTORIO È ARRIVATO ALLE SCUOLE TRAMITE PEC, CON TANTO DI IBAN DELL’ODG – NON SOLO, BARTOLI E I SUOI CONSIGLIERI VOGLIO IMPORRE UNA TASSA DEL 10% SULLE RETTE DI TUTTI GLI ALLIEVI. UNA NORMA CHE VERREBBE INTRODOTTA NEL NUOVO “QUADRO DI INDIRIZZI” – PROVVEDIMENTI CHE HANNO SCATENATO ALLARME TRA GLI ATENEI, AI QUALI FANNO CAPO LE SCUOLE DI GIORNALISMO, GIÀ ALLE PRESE CON CONTI PRECARI – COSA ACCADRÀ ORA? SI RISCHIA UNA BATTAGLIA LEGALE…

CARLO FRECCERO ANALIZZA PER DAGOSPIA IL SUCCESSO TELEVISIVO DI ROBERTO VANNACCI – ‘’FUNZIONA PERCHÉ È IN GRADO DI PROPORSI AL PUBBLICO CON UN DISCORSO SEMPLICE E LINEARE CHE INDUCE ALL’IDENTIFICAZIONE. LUI INCARNA LA NORMALITÀ – È UN GENERALE CHE DALLA GRUBER SI PRESENTA IN TENUTA CASUAL, COME UNO STUDENTE FUORICORSO – RISPONDE DISINVOLTO, DIVERTITO, RILASSATO OSTENTANDO UNA NATURALEZZA CHE OGGI LA DESTRA GESTISCE MEGLIO DELLA SINISTRA. MA IN REALTÀ NON DICE NULLA – L’IMMAGINE DI VANNACCI È RITAGLIATA SULLE ATTESE E GLI STEREOTIPI DELLA DESTRA: È UN GENERALE, DI VALORI TRADIZIONALI, DEVOTO ALLA FAMIGLIA. TUTTAVIA È IN GRADO DI GESTIRE QUESTI VALORI CON NATURALEZZA, SPONTANEITÀ E NEI LIMITI DEL BUON SENSO COMUNE – LA SUA PERFORMANCE A “OTTO E MEZZO”, DA ESAME POLITICO SI È TRASFORMATA BEN PRESTO IN UN FORMAT DI CONFESSIONI, COME ‘’BELVE’’. E L’UNICA BELVATA È L’ATTACCO CONTRO MARINA BERLUSCONI” – VIDEO

DAGOREPORT – CON IL PASSAGGIO A MEDIASET DI MILO INFANTE, PIER SILVIO BERLUSCONI AVVIA LA RIFONDAZIONE DELL’INFORMAZIONE DEL “BISCIONE”: INFANTE, NON E’ DESTINATO SOLO ALLA CONDUZIONE DI QUALCHE PROGRAMMA TV, MA SARA’ ANCHE CONDIRETTORE DI VIDEONEWS AFFIANCANDO MAURO CRIPPA, VICINO ALLA PENSIONE – E’ UN PASSAGGIO CHIAVE PER LA LINEA POLITICA DI MEDIASET: CON LA FINE DEL TANDEM CRIPPA-CONFALONIERI, SUONA LA CAMPANA ANCHE PER LA FILIERA, PRIMA PRO-SALVINI POI PRO-MELONI, DEI VARI PORRO, GIORDANO E DEL DEBBIO – NON SOLO: “PIERDUDI” SI AGGIUDICA UN CAMPIONE DI ASCOLTI DEL FILONE “CRIME” CHE, CON IL SUO “ORE14 SERA”, ARGINAVA IL SUCCESSO DI “QUARTO GRADO”, SU RETE4…





















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