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TRUMPATE – IL TYCOON VUOLE COSTRINGERE I REPUBBLICANI A VOTARE UNA RISOLUZIONE CHE ANNULLI GLI IMPEACHMENT DEL SUO PRIMO MANDATO: NON SERVIREBBE A NIENTE (LA COSTITUZIONE NON PREVEDE LA REVOCA DELLO STATO DI ACCUSA), MA SAREBBE UNA VITTORIA SIMBOLICA – AL NATIONAL MALL DI WASHINGTON SPUNTA LA SCRITTA “86 47”, LA STESSA CHE HA PORTATO ALL’INCRIMINAZIONE DELL’EX CAPO DELL’FBI JAMES COMEY: 86 VUOL DIRE ELIMINARE NEL GERGO DELLA RISTORAZIONE, 47 È IL NUMERO ASSOCIATO A TRUMP (47ESIMO PRESIDENTE) – IL BULLO DELLA CASA BIANCA CEDE E NOMINA L’EX CAPO DELLA SEC JAY CLAYTON COME DIRETTORE DELLA NATIONAL INTELLIGENCE, DOPO LE POLEMICHE PER LA SCELTA DEL FEDELISSIMO WILLIAM PULTE…
PROTESTE CONTRO TRUMP AL NATIONAL MALL, SPUNTA LA SCRITTA ’86 47′
SCRITTA 86 47 AL NATIONAL MALL
(ANSA) – La protesta contro Donald Trump arriva sul prato del National Mall di Washington, dove è spunta la scritta ’86 47′, quella per cui l’ex direttore dell’Fbi James Comey è stato incriminato.
Nel gergo della ristorazione, il numero “86” indica l’atto di eliminare o rimuovere definitivamente una voce dal menu, mentre il “47” farebbe riferimento, secondo le accuse mosse a Comey, a Donald Trump che è il 47esimo presidente degli Stati Uniti. La scritta è un “atto di vandalismo” e i responsabili “saranno punti”, ha detto il Dipartimento dell’Interno.
‘TRUMP LAVORA A UN PIANO PER CANCELLARE I SUOI IMPEACHMENT’
(ANSA) – Donald Trump e i suoi alleati stanno valutando di sollecitare i repubblicani in Congresso affinché approvino una risoluzione che annulli gli impeachment del presidente durante il suo primo mandato. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali per Trump eliminare gli impeachment sarebbe una vittoria simbolica. Gli esperti ritengono che la risoluzione avrebbe comunque una scarsa rilevanza giuridica perché la Costituzione non prevede alcuna procedura per revocare l’impeachment.
TRUMP MINACCIA, PRENDERÒ CONTROLLO WASHINGTON SE LEWIS GEORGE SINDACA
(ANSA) – Donald Trump minaccia di prendere il controllo della città di Washington se dovesse vincere alle elezioni per il sindaco la democratica socialista Janeese Lewis George, avanti nei sondaggi.
TRUMP CEDE E NOMINA CLAYTON DIRETTORE DELLA NATIONAL INTELLIGENCE
Serena di Ronza per l’ANSA
Donald Trump sceglie il procuratore Jay Clayton come direttore della National Intelligence. L’annuncio è affidato a un messaggio sul suo social Truth dopo le polemiche degli ultimi giorni seguite alla nomina ad interim per il delicato incarico di William Pulte, suo fedelissimo con nessuna esperienza nel mondo dell’intelligence.
Una scelta a cui anche il partito repubblicano si era opposto fermamente, alzando un muro. In segno di protesta alla scelta del presidente, la Camera a maggioranza repubblicana ha respinto la proroga a breve termine del Foreign Intelligence Surveillance Act a cui Trump teneva in modo particolare.
Una bocciatura pesante, che ha costretto il commander-in-chief a fare marcia indietro e a nominare un candidato più gradito al posto di Tulsi Gabbard, dimessasi per motivi personali. “Sono lieto di annunciare la nomina di Jay Clayton – figura di grande prestigio, già presidente della Sec, ex responsabile dello studio legale Sullivan & Cromwell (uno dei più importanti e affermati al mondo) e attuale Procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York – a prossimo Direttore dell’Intelligence Nazionale”, ha annunciato su Truth.
“Poche persone nel mondo legale godono della stessa stima di Jay. Invito il Senato a confermarlo il prima possibile”, ha aggiunto. Sebbene ritenuto una scelta più appropriata di Pulte, anche Clayton suscita perplessità. “Si è sempre interessato solo di affari, non di intelligence”, hanno osservato alcuni commentatori. Clayton era stato nominato nel 2017 da Trump alla guida della Sec, la Consob americana, incarico che ha ricoperto fino al 2020. Dopo aver studiato economia al King’s College, Clayton ha studiato legge alla University of Pennsylvania Law School. Nel 1995 è entrato nello studio legale Sullivan & Cromwell, all’interno del quale era specializzato in fusioni e acquisizioni e ha rappresentato alcune grandi società di Wall Street, inclusa Goldman Sachs.
donald trump
donald trump – inflazione
donald trump e la groenlandia fotomontaggio pubblicato su truth
DONALD TRUMP IN VERSIONE NARUTO
PROTESTE CONTRO TRUMP AL NATIONAL MALL, SPUNTA LA SCRITTA ’86 47′
SCRITTA 86 47 AL NATIONAL MALL
(ANSA) – La protesta contro Donald Trump arriva sul prato del National Mall di Washington, dove è spunta la scritta ’86 47′, quella per cui l’ex direttore dell’Fbi James Comey è stato incriminato.
Nel gergo della ristorazione, il numero “86” indica l’atto di eliminare o rimuovere definitivamente una voce dal menu, mentre il “47” farebbe riferimento, secondo le accuse mosse a Comey, a Donald Trump che è il 47esimo presidente degli Stati Uniti. La scritta è un “atto di vandalismo” e i responsabili “saranno punti”, ha detto il Dipartimento dell’Interno.
‘TRUMP LAVORA A UN PIANO PER CANCELLARE I SUOI IMPEACHMENT’
(ANSA) – Donald Trump e i suoi alleati stanno valutando di sollecitare i repubblicani in Congresso affinché approvino una risoluzione che annulli gli impeachment del presidente durante il suo primo mandato. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali per Trump eliminare gli impeachment sarebbe una vittoria simbolica. Gli esperti ritengono che la risoluzione avrebbe comunque una scarsa rilevanza giuridica perché la Costituzione non prevede alcuna procedura per revocare l’impeachment.
TRUMP MINACCIA, PRENDERÒ CONTROLLO WASHINGTON SE LEWIS GEORGE SINDACA
(ANSA) – Donald Trump minaccia di prendere il controllo della città di Washington se dovesse vincere alle elezioni per il sindaco la democratica socialista Janeese Lewis George, avanti nei sondaggi.
TRUMP CEDE E NOMINA CLAYTON DIRETTORE DELLA NATIONAL INTELLIGENCE
Serena di Ronza per l’ANSA
Donald Trump sceglie il procuratore Jay Clayton come direttore della National Intelligence. L’annuncio è affidato a un messaggio sul suo social Truth dopo le polemiche degli ultimi giorni seguite alla nomina ad interim per il delicato incarico di William Pulte, suo fedelissimo con nessuna esperienza nel mondo dell’intelligence.
Una scelta a cui anche il partito repubblicano si era opposto fermamente, alzando un muro. In segno di protesta alla scelta del presidente, la Camera a maggioranza repubblicana ha respinto la proroga a breve termine del Foreign Intelligence Surveillance Act a cui Trump teneva in modo particolare.
Una bocciatura pesante, che ha costretto il commander-in-chief a fare marcia indietro e a nominare un candidato più gradito al posto di Tulsi Gabbard, dimessasi per motivi personali. “Sono lieto di annunciare la nomina di Jay Clayton – figura di grande prestigio, già presidente della Sec, ex responsabile dello studio legale Sullivan & Cromwell (uno dei più importanti e affermati al mondo) e attuale Procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York – a prossimo Direttore dell’Intelligence Nazionale”, ha annunciato su Truth.
“Poche persone nel mondo legale godono della stessa stima di Jay. Invito il Senato a confermarlo il prima possibile”, ha aggiunto. Sebbene ritenuto una scelta più appropriata di Pulte, anche Clayton suscita perplessità. “Si è sempre interessato solo di affari, non di intelligence”, hanno osservato alcuni commentatori. Clayton era stato nominato nel 2017 da Trump alla guida della Sec, la Consob americana, incarico che ha ricoperto fino al 2020. Dopo aver studiato economia al King’s College, Clayton ha studiato legge alla University of Pennsylvania Law School. Nel 1995 è entrato nello studio legale Sullivan & Cromwell, all’interno del quale era specializzato in fusioni e acquisizioni e ha rappresentato alcune grandi società di Wall Street, inclusa Goldman Sachs.
donald trump
donald trump – inflazione
donald trump e la groenlandia fotomontaggio pubblicato su truth
DONALD TRUMP IN VERSIONE NARUTO

A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? – LA “FESTA DELL’UNITÀ” 2026 DEL PD E’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE DI DIBATTITI SU FEMMINISMO, QUESTIONI LGBTQ+ E SUPERCAZZOLE DA ACCHIAPPANUVOLE – SCHIERATO UN PARTERRE DI SCACCIAVOTI, DA LAURA BOLDRINI A MARTA BONAFONI – MICHELA DI BIASE MARITATA IN FRANCESCHINI CI SPIEGHERA’ COME LOTTARE CONTRO IL PATRIARCATO; LA SCRITTRICE IGIABA SCEGO CI FARA’ PENTIRE DEL PASSATO COLONIALE; L’EURODEPUTATA ANNALISA CORRADO RIBADIRA’ CHE NON BISOGNA USARE IL FERRO DA STIRO PER RISPARMIARE ENERGIA – IN COMPENSO ZERO ATTENZIONE AI TEMI CHE INTERESSANO AI CITTADINI: BOLLETTE, SALARI, TASSE, LAVORO, IMMIGRAZIONE – I RIFORMISTI DEM NON PERVENUTI, ELLY SCHLEIN E IL SUO RADICALISMO WOKE TRIONFANO (E POI DICI CHE UNO VOTA VANNACCI…)

DAGOREPORT – IL BLITZ DI INTESA SANPAOLO SU MPS INTRECCIA LA STRATEGIA FINANZIARIA E IL SISTEMA POLITICO – CON L’OPAS, PER ORA SOLO ANNUNCIATA, CARLO MESSINA PUNTA A NEUTRALIZZARE IL SUO RIVALE PIÙ INTIMO: L’UNICREDIT DI ANDREA ORCEL, CHE AVREBBE POTUTO FARE BINGO RILEVANDO LE PARTECIPAZIONI DI DELFIN DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO IN MPS E GENERALI – SUL LATO POLITICO, SE L’OPERAZIONE VA IN CULO ALLA LEGA, CHE TIFAVA LA FUSIONE BPM-MPS, FA CONTENTI I FRATELLI D’ITALIA CHE VOGLIONO TUTELARE “L’ITALIANITÀ” DEL LEONE DI TRIESTE, FORZIERE DEL RISPARMIO ITALIANO, DAL PRIMO AZIONISTA DI BPM, LA FRANCESE CREDIT AGRICOLE – E CHI MEGLIO DELLA ”BANCA DI SISTEMA” PUÒ FARLO? – NEL BLITZ CI SONO GROSSI DUE PUNTI DEBOLI, ENTRAMBI LEGATI ALL’ANTITRUST (ANCORA SENZA PRESIDENTE): I 625 SPORTELLI DEL “MONTE” E LE ASSICURAZIONI DEL RAMO VITA, SU CUI INTESA È IL PRIMO CONCORRENTE DI GENERALI – SAREBBE UN UNICUM: IL NUMERO DUE È ANCHE AZIONISTA DEL NUMERO UNO, SUO RIVALE DIRETTO…

DAGOREPORT – L’ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI HA BISOGNO DI FARE CASSA. E IL PRESIDENTE, CARLO BARTOLI, HA PENSATO BENE DI “TASSARE” LE SCUOLE DI GIORNALISMO, INTIMANDO LORO DI VERSARE I DUE TERZI DEI DIRITTI DI SEGRETERIA CHE INCASSANO PER EFFETTUARE LE SELEZIONI DEGLI ASPIRANTI PROFESSIONISTI – LA DELIBERA È GIÀ STATA APPROVATA E UN INVITO PERENTORIO È ARRIVATO ALLE SCUOLE TRAMITE PEC, CON TANTO DI IBAN DELL’ODG – NON SOLO, BARTOLI E I SUOI CONSIGLIERI VOGLIO IMPORRE UNA TASSA DEL 10% SULLE RETTE DI TUTTI GLI ALLIEVI. UNA NORMA CHE VERREBBE INTRODOTTA NEL NUOVO “QUADRO DI INDIRIZZI” – PROVVEDIMENTI CHE HANNO SCATENATO ALLARME TRA GLI ATENEI, AI QUALI FANNO CAPO LE SCUOLE DI GIORNALISMO, GIÀ ALLE PRESE CON CONTI PRECARI – COSA ACCADRÀ ORA? SI RISCHIA UNA BATTAGLIA LEGALE…

CARLO FRECCERO ANALIZZA PER DAGOSPIA IL SUCCESSO TELEVISIVO DI ROBERTO VANNACCI – ‘’FUNZIONA PERCHÉ È IN GRADO DI PROPORSI AL PUBBLICO CON UN DISCORSO SEMPLICE E LINEARE CHE INDUCE ALL’IDENTIFICAZIONE. LUI INCARNA LA NORMALITÀ – È UN GENERALE CHE DALLA GRUBER SI PRESENTA IN TENUTA CASUAL, COME UNO STUDENTE FUORICORSO – RISPONDE DISINVOLTO, DIVERTITO, RILASSATO OSTENTANDO UNA NATURALEZZA CHE OGGI LA DESTRA GESTISCE MEGLIO DELLA SINISTRA. MA IN REALTÀ NON DICE NULLA – L’IMMAGINE DI VANNACCI È RITAGLIATA SULLE ATTESE E GLI STEREOTIPI DELLA DESTRA: È UN GENERALE, DI VALORI TRADIZIONALI, DEVOTO ALLA FAMIGLIA. TUTTAVIA È IN GRADO DI GESTIRE QUESTI VALORI CON NATURALEZZA, SPONTANEITÀ E NEI LIMITI DEL BUON SENSO COMUNE – LA SUA PERFORMANCE A “OTTO E MEZZO”, DA ESAME POLITICO SI È TRASFORMATA BEN PRESTO IN UN FORMAT DI CONFESSIONI, COME ‘’BELVE’’. E L’UNICA BELVATA È L’ATTACCO CONTRO MARINA BERLUSCONI” – VIDEO

DAGOREPORT – CON IL PASSAGGIO A MEDIASET DI MILO INFANTE, PIER SILVIO BERLUSCONI AVVIA LA RIFONDAZIONE DELL’INFORMAZIONE DEL “BISCIONE”: INFANTE, NON E’ DESTINATO SOLO ALLA CONDUZIONE DI QUALCHE PROGRAMMA TV, MA SARA’ ANCHE CONDIRETTORE DI VIDEONEWS AFFIANCANDO MAURO CRIPPA, VICINO ALLA PENSIONE – E’ UN PASSAGGIO CHIAVE PER LA LINEA POLITICA DI MEDIASET: CON LA FINE DEL TANDEM CRIPPA-CONFALONIERI, SUONA LA CAMPANA ANCHE PER LA FILIERA, PRIMA PRO-SALVINI POI PRO-MELONI, DEI VARI PORRO, GIORDANO E DEL DEBBIO – NON SOLO: “PIERDUDI” SI AGGIUDICA UN CAMPIONE DI ASCOLTI DEL FILONE “CRIME” CHE, CON IL SUO “ORE14 SERA”, ARGINAVA IL SUCCESSO DI “QUARTO GRADO”, SU RETE4…

DAGOREPORT – LI VANNACCI VOSTRI! SE I FRATELLINI D’ITALIA AVESSERO SEGUITO LA LINEA DEL MINISTRO DELLA DIFESA GUIDO CROSETTO, ADESSO NON SI RITROVEREBBERO IL CETRIOLO DI “FUTURO NAZIONALE” IN QUEL POSTO – DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL LIBRO “IL MONDO AL CONTRARIO”, IL GENERALE ANDAVA PROCESSATO E CACCIATO DALL’ESERCITO PER INSUBORDINAZIONE – IL MINISTRO, CHE SI MUOVEVA CON IL CONSENSO DEL CAPO DELLE FORZE ARMATE, OVVERO SERGIO MATTARELLA, DIFENDEVA IL PRINCIPIO CHE LE FIGURE APICALI DELL’ESERCITO, IN VIRTÙ DEL PROPRIO RUOLO DI GARANZIA, NON POTESSERO INTERVENIRE A GAMBA TESA NEL DIBATTITO PUBBLICO. IL RISCHIO ERA QUELLO DI CREARE UN PRECEDENTE PERICOLOSO CHE POTESSE “MINARE DALL’INTERNO L’ORDINE E LA DISCIPLINA NELL’ESERCITO” – INVECE DI DEGRADARLO E CACCIARLO A PEDATE, NEL GOVERNO MELONI HA PREVALSO IL TIMORE DI FAR PASSARE IL GENERALE IN VESTAGLIETTA FROU-FROU PER UN MARTIRE DEL LIBERO PENSIERO – E L’EX PARA’ DIVENTATO PARA-GURO SE L’E’ CAVATA CON UN MITE PROCEDIMENTO DISCIPLINARE: LA SOSPENSIONE DALL’ESERCITO PER 11 MESI… – VIDEO





















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