SarÀ la volta buona o trump ci rifila la solita sÒla? – il gangster della casa bianca annuncia …

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donald trump bomba bombardamento iran

SARÀ LA VOLTA BUONA O TRUMP CI RIFILA LA SOLITA SÒLA? – IL GANGSTER DELLA CASA BIANCA ANNUNCIA TRONFIO: “ABBIAMO MESSO FINE ALLA GUERRA CON L’IRAN. HANNO ACCETTATO DI NON DOTARSI MAI DI ARMI NUCLEARI, ABBIAMO OTTENUTO TUTTO QUELLO CHE VOLEVAMO”  – LA FIRMA DELL’INTESA POTREBBE AVVENIRE A GINERVRA NEI PROSSIMI GIORNI, MA NEL FRATTEMPO GLI AYATOLLAH NON COMMENTANO (ANZI, IERI SERA SMENTIVANO CHE L’ACCORDO FOSSE DEFINITIVO), E LANCIANO SULLO STRETTO DI HORMUZ – LA SVOLTA SAREBBE ARRIVATA CON LA MEDIAZIONE DEL QATAR E DOPO LE MINACCE DI TRUMP SULL’ISOLA DI KHARG, PRINCIPALE HUB DEL PETROLIO DEL REGIME DI TEHERAN

‘TRUMP, CON L’IRAN ABBIAMO OTTENUTO TUTTO QUELLO CHE VOLEVAMO’ ++

TRUMP MOJTABA KHAMENEI USA IRAN

(ANSA) – NEW YORK, 11 GIU – Nell’accordo con l’Iran “abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo”. Lo ha detto Donald Trump durante un comizio virtuale, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. L’intesa è “praticamente fatta”, ha messo in evidenza.

 

‘TRATTATIVE IRAN-USA UN PROCESSO MACCHINOSO, 48 ORE PER UN MESSAGGIO WHATSAPP’

(ANSA) –  Più che colloqui, le trattative fra Iran e Stati Uniti sono un processo macchinoso in cui i messaggi impiegano giorni per andare e venire fra corrieri che coprono le loro tracce per mantenere al sicuro la guida suprema Mojtaba Khamenei.

 

DONALD TRUMP – GUERRA ALL’IRAN

Secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg citando alcuni diplomatici, a causa dell’internet che funziona a singhiozzo i messaggi WhatsApp ci mettono anche 48 ore ad arrivare a destinazione. Inoltre le trattative passano per i mediatori del Pakistan che consegnano le proposte americane e ricevono le risposte iraniane tramite telefonate o visite di persona a Teheran, seguite dal dispiegamento dei corrieri per recapitare i messaggi a Khamenei.

 

‘TRUMP, MESSO FINE ALLA GUERRA, IRAN HA ACCETTATO DI NON AVERE ARMI NUCLEARI’

TAPPETI VOLANTI – MEME

(ANSA) – “Abbiamo messo fine alla guerra con l’Iran. Hanno accettato di non dotarsi mai di armi nucleari, una condizione su cui abbiamo insistito. Era proprio questo l’obiettivo, era il 95% della questione”. Lo ha detto Donald Trump durante un comizio virtuale a sostegno del vicegovernatore della Georgia Burt Jones, secondo quanto riporta Cnn.

 

AXIOS, ‘LA FIRMA DELL’INTESA USA-IRAN POTREBBE AVVENIRE A GINEVRA’

(ANSA) – ROMA, 12 GIU – La possibile cerimonia di firma di un “memorandum di intesa” tra Washington e Teheran potrebbe avvenire “nei prossimi giorni” a Ginevra: lo riporta Axios, spiegando che ieri quattro aerei C-17 statunitensi sono decollati per l’Europa nella giornata di iera, trasportando “materiale per un possibile viaggio” del vicepresidente Usa J.D. Vance, che Donald Trump ha indicato come la figura incaricata di firmare l’accordo preliminare, verso la città svizzera.

 

DUBAI SOTTO ATTACCO

MEDIA IRAN, ‘ESPLOSIONI UDITE A HORMUZ, FERMATO PASSAGGIO PETROLIERA’

(ANSA) –  Alcune esplosioni sarebbero state sentite questa sera nelle aree iraniane di Sirik e Bandar Abbas, sullo Stretto di Hormuz. Lo riportano i media iraniani, che spiegano come i suoni uditi sarebbero coerenti con le azioni di controllo dell’Iran sullo Stretto di Hormuz. Secondo l’agenzia Tasnim “le forze iraniane non hanno permesso il passaggio a una petroliera fuorilegge che era entrata senza coordinamento nella zona dello Stretto”. 

 

MEDIA, ‘LE FORZE USA HANNO ABBATTUTO DUE DRONI IRANIANI SU HORMUZ’

 (ANSA) – Nelle ultime ore l’Iran avrebbe “provato a colpire navi commerciali” in transito nello Stretto di Hormuz e le forze Usa hanno “abbattuto due droni d’attacco unidirezionali iraniani”: lo riferiscono diversi media internazionali, tra questi Nbc News, citando un funzionario statunitense. “Il traffico nello Stretto prosegue”, ha aggiunto la fonte citata.

 

TRUMP, ‘IRAN NON AVRÀ, NON ACQUISTERÀ E NON SVILUPPERÀ L’ARMA NUCLEARE’

 (ANSA) – Nell’accordo l’Iran non avrà l’arma nucleare. Lo ha detto Donald Trump dallo Studio Ovale. “Non avranno, né acquisteranno o svilupperanno in alcun modo o forma, armi nucleari”, ha sottolineato il presidente.

 

ISRAELE, ‘NON SIAMO PARTE DELL’INTESA, MA APPREZZAMENTO PER TRUMP’

(ANSA) – “Il presidente Trump ha parlato questa sera con Netanyahu del memorandum d’intesa in fase di definizione con l’Iran per l’avvio dei negoziati. Sebbene Israele non sia parte del memorandum, Netanyahu ha espresso il proprio apprezzamento per l’impegno del presidente Trump affinché l’accordo finale includa l’eliminazione del materiale arricchito, lo smantellamento delle infrastrutture di arricchimento, la limitazione della produzione di missili e la cessazione del sostegno dell’Iran alle sue filiali”. Così l’ufficio del primo ministro di Israele, citato dalla stampa israeliana.

 

TRUMP FERMA I RAID “C’È L’ACCORDO CON L’IRAN” TEHERAN: È IL NOSTRO TESTO

Estratto dell’articolo di Francesco Semprini per “La Stampa”

 

DONALD TRUMP – GUERRA ALL’IRAN

Dopo settimane di escalation e una giornata segnata da nuove tensioni nel Golfo Persico, Donald Trump ha annunciato quella che potrebbe essere la svolta più importante dall’inizio della crisi tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Usa ha dichiarato di «aver annullato gli attacchi e i bombardamenti contro l’Iran previsti per questa sera».

 

Il motivo? Ci sarebbe l’accordo. Secondo Trump, le trattative «sono state portate ai massimi livelli della leadership iraniana e approvate». La formalizzazione definitiva sarebbe solo questione di giorni, se non addirittura ore: «È un grande accordo – ha detto il Tycoon –. La firma a breve, forse in Europa». Notizia che sembra aver colto di sorpresa soprattutto Benjamin Netanyahu.

 

CALMA PRIMA DELLA TEMPESTA – LA FOTO REALIZZATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE PUBBLICATA DA DONALD TRUMP PER MINACCIARE L IRAN

[…] L’annuncio di Trump è arrivato al termine di una giornata che sembrava andare nella direzione opposta. Nelle ore precedenti, infatti, la Casa Bianca aveva mantenuto toni particolarmente duri nei confronti di Teheran, lasciando aperta la possibilità di ulteriori azioni militari dopo gli scontri registrati nelle acque del Golfo.

 

Tra le ipotesi evocate da Trump anche un possibile controllo Usa dell’isola di Kharg, uno dei principali snodi energetici iraniani, strategico per l’export di petrolio.

 

Se da Washington il messaggio è quello di una svolta imminente, dall’altra parte i segnali non sono altrettanto netti. I media iraniani più vicini ai Pasdaran hanno contestato la ricostruzione Usa, sostenendo che non esiste alcun accordo formalmente approvato. Anche la tv di Stato ha mantenuto una linea prudente, contribuendo a raffreddare gli entusiasmi. Dietro le quinte, però, qualcosa sembra essersi mosso.

 

Secondo Axios, nelle ultime 48 ore il Qatar avrebbe intensificato il proprio ruolo di mediazione inviando a Teheran emissari incaricati di lavorare sugli ultimi punti irrisolti. I colloqui con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi sarebbero proseguiti fino a tarda notte e avrebbero consentito di avvicinare in modo significativo le parti. Si parla di una bozza condivisa – che Teheran dice di aver presentato – che sarebbe stata considerata accettabile anche dagli Stati Uniti.

 

pasdaran iraniani

I progressi riguarderebbero i dossier più complessi. Tra questi il destino dei fondi iraniani bloccati all’estero, le modalità per garantire il ritorno della navigazione nello Stretto di Hormuz durante un cessate il fuoco di 60 giorni e il quadro entro il quale svolgere i negoziati sul programma nucleare.

 

Proprio Hormuz continua a rappresentare uno dei punti più delicati, considerato il suo ruolo cruciale per il traffico energetico mondiale. Secondo le stesse ricostruzioni, all’intesa preliminare mancherebbe ancora il via libera definitivo della Guida Suprema. È un passaggio tutt’altro che secondario. Nelle ultime ore, infatti, i bombardamenti Usa hanno alimentato all’interno dell’apparato iraniano nuove diffidenze sulle reali intenzioni di Washington.

 

Sul mare, intanto, la crisi non si è fermata.

 

DONNA PIANGE DI FRONTE A UN PALAZZO DISTRUTTO DALLE BOMBE A TEHERAN – FOTO LAPRESSE

Negli ultimi giorni sono stati segnalati attacchi contro tre petroliere nell’area del Golfo, episodi che avrebbero provocato anche la morte di tre marittimi indiani. Parallelamente, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha reso noto di aver intercettato e colpito una nave accusata di trasportare petrolio iraniano attraverso il Golfo dell’Oman dopo aver ignorato ripetuti ordini impartiti dalle forze Usa. In risposta alle pressioni occidentali, Teheran aveva minacciato di mantenere chiuso Hormuz fino a nuovo ordine, uno scenario che aveva riacceso le preoccupazioni dei mercati. Che sono stati tra i primi a reagire alle dichiarazioni di Trump. Le prospettive di una riduzione delle ostilità hanno sostenuto Wall Street, mentre il petrolio ha registrato una flessione superiore al 3%. […]

TRUMP PARAGONA LA SUA POLITICA SULL IRAN A QUELLA DI OBAMA

‘TRUMP, CON L’IRAN ABBIAMO OTTENUTO TUTTO QUELLO CHE VOLEVAMO’ ++

TRUMP MOJTABA KHAMENEI USA IRAN

(ANSA) – NEW YORK, 11 GIU – Nell’accordo con l’Iran “abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo”. Lo ha detto Donald Trump durante un comizio virtuale, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. L’intesa è “praticamente fatta”, ha messo in evidenza.

 

‘TRATTATIVE IRAN-USA UN PROCESSO MACCHINOSO, 48 ORE PER UN MESSAGGIO WHATSAPP’

(ANSA) –  Più che colloqui, le trattative fra Iran e Stati Uniti sono un processo macchinoso in cui i messaggi impiegano giorni per andare e venire fra corrieri che coprono le loro tracce per mantenere al sicuro la guida suprema Mojtaba Khamenei.

 

DONALD TRUMP – GUERRA ALL’IRAN

Secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg citando alcuni diplomatici, a causa dell’internet che funziona a singhiozzo i messaggi WhatsApp ci mettono anche 48 ore ad arrivare a destinazione. Inoltre le trattative passano per i mediatori del Pakistan che consegnano le proposte americane e ricevono le risposte iraniane tramite telefonate o visite di persona a Teheran, seguite dal dispiegamento dei corrieri per recapitare i messaggi a Khamenei.

 

‘TRUMP, MESSO FINE ALLA GUERRA, IRAN HA ACCETTATO DI NON AVERE ARMI NUCLEARI’

TAPPETI VOLANTI – MEME

(ANSA) – “Abbiamo messo fine alla guerra con l’Iran. Hanno accettato di non dotarsi mai di armi nucleari, una condizione su cui abbiamo insistito. Era proprio questo l’obiettivo, era il 95% della questione”. Lo ha detto Donald Trump durante un comizio virtuale a sostegno del vicegovernatore della Georgia Burt Jones, secondo quanto riporta Cnn.

 

AXIOS, ‘LA FIRMA DELL’INTESA USA-IRAN POTREBBE AVVENIRE A GINEVRA’

(ANSA) – ROMA, 12 GIU – La possibile cerimonia di firma di un “memorandum di intesa” tra Washington e Teheran potrebbe avvenire “nei prossimi giorni” a Ginevra: lo riporta Axios, spiegando che ieri quattro aerei C-17 statunitensi sono decollati per l’Europa nella giornata di iera, trasportando “materiale per un possibile viaggio” del vicepresidente Usa J.D. Vance, che Donald Trump ha indicato come la figura incaricata di firmare l’accordo preliminare, verso la città svizzera.

 

DUBAI SOTTO ATTACCO

MEDIA IRAN, ‘ESPLOSIONI UDITE A HORMUZ, FERMATO PASSAGGIO PETROLIERA’

(ANSA) –  Alcune esplosioni sarebbero state sentite questa sera nelle aree iraniane di Sirik e Bandar Abbas, sullo Stretto di Hormuz. Lo riportano i media iraniani, che spiegano come i suoni uditi sarebbero coerenti con le azioni di controllo dell’Iran sullo Stretto di Hormuz. Secondo l’agenzia Tasnim “le forze iraniane non hanno permesso il passaggio a una petroliera fuorilegge che era entrata senza coordinamento nella zona dello Stretto”. 

 

MEDIA, ‘LE FORZE USA HANNO ABBATTUTO DUE DRONI IRANIANI SU HORMUZ’

 (ANSA) – Nelle ultime ore l’Iran avrebbe “provato a colpire navi commerciali” in transito nello Stretto di Hormuz e le forze Usa hanno “abbattuto due droni d’attacco unidirezionali iraniani”: lo riferiscono diversi media internazionali, tra questi Nbc News, citando un funzionario statunitense. “Il traffico nello Stretto prosegue”, ha aggiunto la fonte citata.

 

TRUMP, ‘IRAN NON AVRÀ, NON ACQUISTERÀ E NON SVILUPPERÀ L’ARMA NUCLEARE’

 (ANSA) – Nell’accordo l’Iran non avrà l’arma nucleare. Lo ha detto Donald Trump dallo Studio Ovale. “Non avranno, né acquisteranno o svilupperanno in alcun modo o forma, armi nucleari”, ha sottolineato il presidente.

 

ISRAELE, ‘NON SIAMO PARTE DELL’INTESA, MA APPREZZAMENTO PER TRUMP’

(ANSA) – “Il presidente Trump ha parlato questa sera con Netanyahu del memorandum d’intesa in fase di definizione con l’Iran per l’avvio dei negoziati. Sebbene Israele non sia parte del memorandum, Netanyahu ha espresso il proprio apprezzamento per l’impegno del presidente Trump affinché l’accordo finale includa l’eliminazione del materiale arricchito, lo smantellamento delle infrastrutture di arricchimento, la limitazione della produzione di missili e la cessazione del sostegno dell’Iran alle sue filiali”. Così l’ufficio del primo ministro di Israele, citato dalla stampa israeliana.

 

TRUMP FERMA I RAID “C’È L’ACCORDO CON L’IRAN” TEHERAN: È IL NOSTRO TESTO

Estratto dell’articolo di Francesco Semprini per “La Stampa”

 

DONALD TRUMP – GUERRA ALL’IRAN

Dopo settimane di escalation e una giornata segnata da nuove tensioni nel Golfo Persico, Donald Trump ha annunciato quella che potrebbe essere la svolta più importante dall’inizio della crisi tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Usa ha dichiarato di «aver annullato gli attacchi e i bombardamenti contro l’Iran previsti per questa sera».

 

Il motivo? Ci sarebbe l’accordo. Secondo Trump, le trattative «sono state portate ai massimi livelli della leadership iraniana e approvate». La formalizzazione definitiva sarebbe solo questione di giorni, se non addirittura ore: «È un grande accordo – ha detto il Tycoon –. La firma a breve, forse in Europa». Notizia che sembra aver colto di sorpresa soprattutto Benjamin Netanyahu.

 

CALMA PRIMA DELLA TEMPESTA – LA FOTO REALIZZATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE PUBBLICATA DA DONALD TRUMP PER MINACCIARE L IRAN

[…] L’annuncio di Trump è arrivato al termine di una giornata che sembrava andare nella direzione opposta. Nelle ore precedenti, infatti, la Casa Bianca aveva mantenuto toni particolarmente duri nei confronti di Teheran, lasciando aperta la possibilità di ulteriori azioni militari dopo gli scontri registrati nelle acque del Golfo.

 

Tra le ipotesi evocate da Trump anche un possibile controllo Usa dell’isola di Kharg, uno dei principali snodi energetici iraniani, strategico per l’export di petrolio.

 

Se da Washington il messaggio è quello di una svolta imminente, dall’altra parte i segnali non sono altrettanto netti. I media iraniani più vicini ai Pasdaran hanno contestato la ricostruzione Usa, sostenendo che non esiste alcun accordo formalmente approvato. Anche la tv di Stato ha mantenuto una linea prudente, contribuendo a raffreddare gli entusiasmi. Dietro le quinte, però, qualcosa sembra essersi mosso.

 

Secondo Axios, nelle ultime 48 ore il Qatar avrebbe intensificato il proprio ruolo di mediazione inviando a Teheran emissari incaricati di lavorare sugli ultimi punti irrisolti. I colloqui con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi sarebbero proseguiti fino a tarda notte e avrebbero consentito di avvicinare in modo significativo le parti. Si parla di una bozza condivisa – che Teheran dice di aver presentato – che sarebbe stata considerata accettabile anche dagli Stati Uniti.

 

pasdaran iraniani

I progressi riguarderebbero i dossier più complessi. Tra questi il destino dei fondi iraniani bloccati all’estero, le modalità per garantire il ritorno della navigazione nello Stretto di Hormuz durante un cessate il fuoco di 60 giorni e il quadro entro il quale svolgere i negoziati sul programma nucleare.

 

Proprio Hormuz continua a rappresentare uno dei punti più delicati, considerato il suo ruolo cruciale per il traffico energetico mondiale. Secondo le stesse ricostruzioni, all’intesa preliminare mancherebbe ancora il via libera definitivo della Guida Suprema. È un passaggio tutt’altro che secondario. Nelle ultime ore, infatti, i bombardamenti Usa hanno alimentato all’interno dell’apparato iraniano nuove diffidenze sulle reali intenzioni di Washington.

 

Sul mare, intanto, la crisi non si è fermata.

 

DONNA PIANGE DI FRONTE A UN PALAZZO DISTRUTTO DALLE BOMBE A TEHERAN – FOTO LAPRESSE

Negli ultimi giorni sono stati segnalati attacchi contro tre petroliere nell’area del Golfo, episodi che avrebbero provocato anche la morte di tre marittimi indiani. Parallelamente, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha reso noto di aver intercettato e colpito una nave accusata di trasportare petrolio iraniano attraverso il Golfo dell’Oman dopo aver ignorato ripetuti ordini impartiti dalle forze Usa. In risposta alle pressioni occidentali, Teheran aveva minacciato di mantenere chiuso Hormuz fino a nuovo ordine, uno scenario che aveva riacceso le preoccupazioni dei mercati. Che sono stati tra i primi a reagire alle dichiarazioni di Trump. Le prospettive di una riduzione delle ostilità hanno sostenuto Wall Street, mentre il petrolio ha registrato una flessione superiore al 3%. […]

TRUMP PARAGONA LA SUA POLITICA SULL IRAN A QUELLA DI OBAMA

elly schlein marta bonafoni igiaba sciego laura boldrini michela di biase annalisa corrado

A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? – LA “FESTA DELL’UNITÀ” 2026 DEL PD E’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE DI DIBATTITI SU FEMMINISMO, QUESTIONI LGBTQ+ E SUPERCAZZOLE DA ACCHIAPPANUVOLE – SCHIERATO UN PARTERRE DI SCACCIAVOTI, DA LAURA BOLDRINI A MARTA BONAFONI – MICHELA DI BIASE MARITATA IN FRANCESCHINI CI SPIEGHERA’ COME LOTTARE CONTRO IL PATRIARCATO; LA SCRITTRICE IGIABA SCEGO CI FARA’ PENTIRE DEL PASSATO COLONIALE; L’EURODEPUTATA ANNALISA CORRADO RIBADIRA’ CHE NON BISOGNA USARE IL FERRO DA STIRO PER RISPARMIARE ENERGIA – IN COMPENSO ZERO ATTENZIONE AI TEMI CHE INTERESSANO AI CITTADINI: BOLLETTE, SALARI, TASSE, LAVORO, IMMIGRAZIONE – I RIFORMISTI DEM NON PERVENUTI, ELLY SCHLEIN E IL SUO RADICALISMO WOKE TRIONFANO (E POI DICI CHE UNO VOTA VANNACCI…)

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DAGOREPORT – IL BLITZ DI INTESA SANPAOLO SU MPS INTRECCIA LA STRATEGIA FINANZIARIA E IL SISTEMA POLITICO – CON L’OPAS, PER ORA SOLO ANNUNCIATA, CARLO MESSINA PUNTA A NEUTRALIZZARE IL SUO RIVALE PIÙ INTIMO: L’UNICREDIT DI ANDREA ORCEL, CHE AVREBBE POTUTO FARE BINGO RILEVANDO LE PARTECIPAZIONI DI DELFIN DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO IN MPS E GENERALI SUL LATO POLITICO, SE L’OPERAZIONE VA IN CULO ALLA LEGA, CHE TIFAVA LA FUSIONE BPM-MPS, FA CONTENTI I FRATELLI D’ITALIA CHE VOGLIONO TUTELARE “L’ITALIANITÀ” DEL LEONE DI TRIESTE, FORZIERE DEL RISPARMIO ITALIANO, DAL PRIMO AZIONISTA DI BPM, LA FRANCESE CREDIT AGRICOLE – E CHI MEGLIO DELLA ”BANCA DI SISTEMA” PUÒ FARLO? – NEL BLITZ CI SONO GROSSI DUE PUNTI DEBOLI, ENTRAMBI LEGATI ALL’ANTITRUST (ANCORA SENZA PRESIDENTE): I 625 SPORTELLI DEL “MONTE” E LE ASSICURAZIONI DEL RAMO VITA, SU CUI INTESA È IL PRIMO CONCORRENTE DI GENERALI – SAREBBE UN UNICUM: IL NUMERO DUE È ANCHE AZIONISTA DEL NUMERO UNO, SUO RIVALE DIRETTO…

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DAGOREPORT – CON IL PASSAGGIO A MEDIASET DI MILO INFANTE, PIER SILVIO BERLUSCONI AVVIA LA RIFONDAZIONE DELL’INFORMAZIONE DEL “BISCIONE”: INFANTE, NON E’ DESTINATO SOLO ALLA CONDUZIONE DI QUALCHE PROGRAMMA TV, MA SARA’ ANCHE CONDIRETTORE DI VIDEONEWS AFFIANCANDO MAURO CRIPPA, VICINO ALLA PENSIONE – E’ UN PASSAGGIO CHIAVE PER LA LINEA POLITICA DI MEDIASET: CON LA FINE DEL TANDEM CRIPPA-CONFALONIERI, SUONA LA CAMPANA ANCHE PER LA FILIERA, PRIMA PRO-SALVINI POI PRO-MELONI, DEI VARI PORRO, GIORDANO E DEL DEBBIO – NON SOLO: “PIERDUDI” SI AGGIUDICA UN CAMPIONE DI ASCOLTI DEL FILONE “CRIME” CHE, CON IL SUO “ORE14 SERA”, ARGINAVA IL SUCCESSO DI “QUARTO GRADO”, SU RETE4…

generale roberto vannacci chi guido crosetto

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