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A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? – LA “FESTA DELL’UNITÀ” 2026 DEL PD E’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE DI DIBATTITI SU FEMMINISMO, QUESTIONI LGBTQ+ E SUPERCAZZOLE DA ACCHIAPPANUVOLE – SCHIERATO UN PARTERRE DI SCACCIAVOTI, DA LAURA BOLDRINI A MARTA BONAFONI – MICHELA DI BIASE MARITATA IN FRANCESCHINI CI SPIEGHERA’ COME LOTTARE CONTRO IL PATRIARCATO; LA SCRITTRICE IGIABA SCEGO CI FARA’ PENTIRE DEL PASSATO COLONIALE; L’EURODEPUTATA ANNALISA CORRADO RIBADIRA’ CHE NON BISOGNA USARE IL FERRO DA STIRO PER RISPARMIARE ENERGIA – IN COMPENSO ZERO ATTENZIONE AI TEMI CHE INTERESSANO AI CITTADINI: BOLLETTE, SALARI, TASSE, LAVORO, IMMIGRAZIONE – I RIFORMISTI DEM NON PERVENUTI, ELLY SCHLEIN E IL SUO RADICALISMO WOKE TRIONFANO (E POI DICI CHE UNO VOTA VANNACCI…)
DAGOREPORT
Questo Pd è proprio falce e…mart-Elly! Preparate le bandiere rosse, tirate fuori l’eskimo dalla soffitta: il 12 giugno a Roma torna la festa dell’Unità (che quest’anno si sposta dalle centralissime Terme di Caracalla alla meno glamour Villa Lazzaroni, nel quartiere Appio Latino).
Sarà una messa cantata del vuoto pneumatico massimalista, a immagine e somiglianza del partito modellato da Elly Schlein: radicalismo woke, idealismo gruppettaro, supercazzole da acchiappanuvole, Gaza Cola e sinistrismo sciattone in Birkenstock. E già qui potremmo avere un mancamento. Ma il supplizio è ben peggiore.
A tagliare il nastro che inaugura la kermesse sarà Marta Bonafoni, la madre badessa radical del Nazareno, potente coordinatrice della segreteria di Elly Schlein (le due si sono conosciute nell’Agro pontino dei Sikh in una “missione” anti caporalato…).
I feticisti dell’evento rischiano subito un attacco di letargia con il dibattito sugli 80 anni di voto alle donne che mette insieme la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga, la 71enne Livia Turco, la voce (e punto croce) della letteratura postcoloniale Igiaba Scego (racconterà ancora che il generale Graziani regalava caramelle al padre?), la portavoce della conferenza delle Democratiche di Roma Maddalena Vianello e Barbara Leda Kenny, nuova presidente della Casa Internazionale delle Donne.
Uno schieramento di “pasionarie” che metterebbe in fuga perfino Nilde Jotti. I temi della Festa, d’altronde, sono quelli cari a Schlein: diritti civili e lotta al patriarcato. Un ragionatissimo modo per spingere gli elettori tra le braccia di Vannacci.
Ma non finisce qui. Il programma regala un incontro con Laura Boldrini e Monica Cirinnà (ma poi i 24mila ritrovati nella cuccia del cane li ha dati in beneficenza?) sulle politiche per la comunità Lgbtqia+, intitolato “Un Paese per tutt?”. Immancabile l’uso della “schwa” per avvicinare le masse e convincerle a buttarsi a destra.
programma dibattiti alla festa dell unita roma 2026 6
Ma dove l’“agenda femminista” tocca il suo apice sarà nel dibattito contro “le gabbie della destra patriarcale” a cui è stata chiamata a offrire la sua imperdibile testimonianza, Michela Di Biase, maritata Franceschini.
Una carriera iniziata dal basso, come consigliera municipale, poi decollata dopo l’incontro con Su-Dario.
Una scalata che l’ha portata prima al Consiglio comunale di Roma, poi alla regione Lazio e poi in Parlamento.
Sempre battagliando contro il patriarcato in cui il cattivissimo maschio bianco domina e determina.
In questa edizione 2026 della Festa dell’Unità, insomma, lo scollamento dal Paese reale è totale. All’economia viene dedicato solo un “panel”, così come alla sanità. E per non farsi mancare nulla, per l’occasione, viene scongelata pure Cecile Kyenge, ex ministra per l’integrazione del governo Letta, celebre per essere stata apostrofata “orango” dal leghista Calderoli.
laura boldrini al pride di roma
Ma un focus sul lavoro, stipendi e tasse nun se fa’? Il tema delle bollette e del caro-energia sono troppo prosaici per i dem?
Visto che tra un anno si andrà al voto, come si convinceranno gli elettori a scegliere lo sgarrupato Pd? Con femminismi e temi gayfriendly? Auguri.
Di sicuro non mancheranno le solite tiritere eco-insostenibili. Tra un panino e un panel, i malcapitati astanti potranno sciropparsi una bella lezione di economia domestica dall’eurodeputata schleiniana di ferro, Annalisa Corrado. Con il suo ambientalismo stropicciato, magari porterà avanti la sua ostinata lotta contro Il ferro da stiro: “Lo abolirei perché abbiamo un problema di risorse energetiche”.
E i riformisti del Pd? Ci saranno? No, sono spariti. Trattati come appestati. A rappresentare la minoranza dem ci sarà solo l’ultimo giapponese della fu “terza via” blairiana, Filippo Sensi, in un dibattito sul “sostegno psicologico” (che forse serve per restare nel Pd).
Tra speech autoreferenziali, pensieri lunghissimi e presentazioni di libri che sembrano generati dall’Intelligenza Artificiale (come “Superdiversa. Itinerari nella Roma plurale”, che suona come singolare cazzata), uno dei pochi incontri utili è quello tra Ernesto Maria Ruffini, l’ex esattore in chief dell’Agenzia delle Entrate, che sta lavorando alla “gamba centrista” del Campo Largo, e il sindaco-ombra di Roma, Claudio Mancini.
Ai tempi del Pci, quando la politica era inserita in un contesto quotidiano, la festa dell’Unità era condivisione di un linguaggio, di un ambiente, di una visione.
Con il Pd, che avrebbe dovuto esaltare l’incontro di due culture, quella socialista e quella cattolica, di unità ce n’è poca e della festa che fu non sono rimaste neanche le salamelle.
La kermesse non sarà chiusa dal discorso del segretario, come avveniva un tempo: Schlein sarà ospite martedì 23 giugno mentre la chiusura della Festa, domenica 28, è affidata a Nicola Zingaretti. Ciao core…
annalisa corrado e arturo scotto sulla flotilla
programma dibattiti alla festa dell unita roma 2026 3
presentazioni di libri alla concerti alla festa dell unita di roma 2026
concerti alla festa dell unita di roma 2026
programma dibattiti alla festa dell unita roma 2026 4
arturo scotto e annalisa corrado sulla flotilla
programma dibattiti alla festa dell unita roma 2026 1
DAGOREPORT
Questo Pd è proprio falce e…mart-Elly! Preparate le bandiere rosse, tirate fuori l’eskimo dalla soffitta: il 12 giugno a Roma torna la festa dell’Unità (che quest’anno si sposta dalle centralissime Terme di Caracalla alla meno glamour Villa Lazzaroni, nel quartiere Appio Latino).
Sarà una messa cantata del vuoto pneumatico massimalista, a immagine e somiglianza del partito modellato da Elly Schlein: radicalismo woke, idealismo gruppettaro, supercazzole da acchiappanuvole, Gaza Cola e sinistrismo sciattone in Birkenstock. E già qui potremmo avere un mancamento. Ma il supplizio è ben peggiore.
A tagliare il nastro che inaugura la kermesse sarà Marta Bonafoni, la madre badessa radical del Nazareno, potente coordinatrice della segreteria di Elly Schlein (le due si sono conosciute nell’Agro pontino dei Sikh in una “missione” anti caporalato…).
I feticisti dell’evento rischiano subito un attacco di letargia con il dibattito sugli 80 anni di voto alle donne che mette insieme la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga, la 71enne Livia Turco, la voce (e punto croce) della letteratura postcoloniale Igiaba Scego (racconterà ancora che il generale Graziani regalava caramelle al padre?), la portavoce della conferenza delle Democratiche di Roma Maddalena Vianello e Barbara Leda Kenny, nuova presidente della Casa Internazionale delle Donne.
Uno schieramento di “pasionarie” che metterebbe in fuga perfino Nilde Jotti. I temi della Festa, d’altronde, sono quelli cari a Schlein: diritti civili e lotta al patriarcato. Un ragionatissimo modo per spingere gli elettori tra le braccia di Vannacci.
Ma non finisce qui. Il programma regala un incontro con Laura Boldrini e Monica Cirinnà (ma poi i 24mila ritrovati nella cuccia del cane li ha dati in beneficenza?) sulle politiche per la comunità Lgbtqia+, intitolato “Un Paese per tutt?”. Immancabile l’uso della “schwa” per avvicinare le masse e convincerle a buttarsi a destra.
programma dibattiti alla festa dell unita roma 2026 6
Ma dove l’“agenda femminista” tocca il suo apice sarà nel dibattito contro “le gabbie della destra patriarcale” a cui è stata chiamata a offrire la sua imperdibile testimonianza, Michela Di Biase, maritata Franceschini.
Una carriera iniziata dal basso, come consigliera municipale, poi decollata dopo l’incontro con Su-Dario.
Una scalata che l’ha portata prima al Consiglio comunale di Roma, poi alla regione Lazio e poi in Parlamento.
Sempre battagliando contro il patriarcato in cui il cattivissimo maschio bianco domina e determina.
In questa edizione 2026 della Festa dell’Unità, insomma, lo scollamento dal Paese reale è totale. All’economia viene dedicato solo un “panel”, così come alla sanità. E per non farsi mancare nulla, per l’occasione, viene scongelata pure Cecile Kyenge, ex ministra per l’integrazione del governo Letta, celebre per essere stata apostrofata “orango” dal leghista Calderoli.
laura boldrini al pride di roma
Ma un focus sul lavoro, stipendi e tasse nun se fa’? Il tema delle bollette e del caro-energia sono troppo prosaici per i dem?
Visto che tra un anno si andrà al voto, come si convinceranno gli elettori a scegliere lo sgarrupato Pd? Con femminismi e temi gayfriendly? Auguri.
Di sicuro non mancheranno le solite tiritere eco-insostenibili. Tra un panino e un panel, i malcapitati astanti potranno sciropparsi una bella lezione di economia domestica dall’eurodeputata schleiniana di ferro, Annalisa Corrado. Con il suo ambientalismo stropicciato, magari porterà avanti la sua ostinata lotta contro Il ferro da stiro: “Lo abolirei perché abbiamo un problema di risorse energetiche”.
E i riformisti del Pd? Ci saranno? No, sono spariti. Trattati come appestati. A rappresentare la minoranza dem ci sarà solo l’ultimo giapponese della fu “terza via” blairiana, Filippo Sensi, in un dibattito sul “sostegno psicologico” (che forse serve per restare nel Pd).
Tra speech autoreferenziali, pensieri lunghissimi e presentazioni di libri che sembrano generati dall’Intelligenza Artificiale (come “Superdiversa. Itinerari nella Roma plurale”, che suona come singolare cazzata), uno dei pochi incontri utili è quello tra Ernesto Maria Ruffini, l’ex esattore in chief dell’Agenzia delle Entrate, che sta lavorando alla “gamba centrista” del Campo Largo, e il sindaco-ombra di Roma, Claudio Mancini.
Ai tempi del Pci, quando la politica era inserita in un contesto quotidiano, la festa dell’Unità era condivisione di un linguaggio, di un ambiente, di una visione.
Con il Pd, che avrebbe dovuto esaltare l’incontro di due culture, quella socialista e quella cattolica, di unità ce n’è poca e della festa che fu non sono rimaste neanche le salamelle.
La kermesse non sarà chiusa dal discorso del segretario, come avveniva un tempo: Schlein sarà ospite martedì 23 giugno mentre la chiusura della Festa, domenica 28, è affidata a Nicola Zingaretti. Ciao core…
annalisa corrado e arturo scotto sulla flotilla
programma dibattiti alla festa dell unita roma 2026 3
presentazioni di libri alla concerti alla festa dell unita di roma 2026
concerti alla festa dell unita di roma 2026
programma dibattiti alla festa dell unita roma 2026 4
arturo scotto e annalisa corrado sulla flotilla
programma dibattiti alla festa dell unita roma 2026 1

A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? – LA “FESTA DELL’UNITÀ” 2026 DEL PD E’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE DI DIBATTITI SU FEMMINISMO, QUESTIONI LGBTQ+ E SUPERCAZZOLE DA ACCHIAPPANUVOLE – SCHIERATO UN PARTERRE DI SCACCIAVOTI, DA LAURA BOLDRINI A MARTA BONAFONI – MICHELA DI BIASE MARITATA IN FRANCESCHINI CI SPIEGHERA’ COME LOTTARE CONTRO IL PATRIARCATO; LA SCRITTRICE IGIABA SCEGO CI FARA’ PENTIRE DEL PASSATO COLONIALE; L’EURODEPUTATA ANNALISA CORRADO RIBADIRA’ CHE NON BISOGNA USARE IL FERRO DA STIRO PER RISPARMIARE ENERGIA – IN COMPENSO ZERO ATTENZIONE AI TEMI CHE INTERESSANO AI CITTADINI: BOLLETTE, SALARI, TASSE, LAVORO, IMMIGRAZIONE – I RIFORMISTI DEM NON PERVENUTI, ELLY SCHLEIN E IL SUO RADICALISMO WOKE TRIONFANO (E POI DICI CHE UNO VOTA VANNACCI…)

DAGOREPORT – IL BLITZ DI INTESA SANPAOLO SU MPS INTRECCIA LA STRATEGIA FINANZIARIA E IL SISTEMA POLITICO – CON L’OPAS, PER ORA SOLO ANNUNCIATA, CARLO MESSINA PUNTA A NEUTRALIZZARE IL SUO RIVALE PIÙ INTIMO: L’UNICREDIT DI ANDREA ORCEL, CHE AVREBBE POTUTO FARE BINGO RILEVANDO LE PARTECIPAZIONI DI DELFIN DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO IN MPS E GENERALI – SUL LATO POLITICO, SE L’OPERAZIONE VA IN CULO ALLA LEGA, CHE TIFAVA LA FUSIONE BPM-MPS, FA CONTENTI I FRATELLI D’ITALIA CHE VOGLIONO TUTELARE “L’ITALIANITÀ” DEL LEONE DI TRIESTE, FORZIERE DEL RISPARMIO ITALIANO, DAL PRIMO AZIONISTA DI BPM, LA FRANCESE CREDIT AGRICOLE – E CHI MEGLIO DELLA ”BANCA DI SISTEMA” PUÒ FARLO? – NEL BLITZ CI SONO GROSSI DUE PUNTI DEBOLI, ENTRAMBI LEGATI ALL’ANTITRUST (ANCORA SENZA PRESIDENTE): I 625 SPORTELLI DEL “MONTE” E LE ASSICURAZIONI DEL RAMO VITA, SU CUI INTESA È IL PRIMO CONCORRENTE DI GENERALI – SAREBBE UN UNICUM: IL NUMERO DUE È ANCHE AZIONISTA DEL NUMERO UNO, SUO RIVALE DIRETTO…

DAGOREPORT – L’ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI HA BISOGNO DI FARE CASSA. E IL PRESIDENTE, CARLO BARTOLI, HA PENSATO BENE DI “TASSARE” LE SCUOLE DI GIORNALISMO, INTIMANDO LORO DI VERSARE I DUE TERZI DEI DIRITTI DI SEGRETERIA CHE INCASSANO PER EFFETTUARE LE SELEZIONI DEGLI ASPIRANTI PROFESSIONISTI – LA DELIBERA È GIÀ STATA APPROVATA E UN INVITO PERENTORIO È ARRIVATO ALLE SCUOLE TRAMITE PEC, CON TANTO DI IBAN DELL’ODG – NON SOLO, BARTOLI E I SUOI CONSIGLIERI VOGLIO IMPORRE UNA TASSA DEL 10% SULLE RETTE DI TUTTI GLI ALLIEVI. UNA NORMA CHE VERREBBE INTRODOTTA NEL NUOVO “QUADRO DI INDIRIZZI” – PROVVEDIMENTI CHE HANNO SCATENATO ALLARME TRA GLI ATENEI, AI QUALI FANNO CAPO LE SCUOLE DI GIORNALISMO, GIÀ ALLE PRESE CON CONTI PRECARI – COSA ACCADRÀ ORA? SI RISCHIA UNA BATTAGLIA LEGALE…

CARLO FRECCERO ANALIZZA PER DAGOSPIA IL SUCCESSO TELEVISIVO DI ROBERTO VANNACCI – ‘’FUNZIONA PERCHÉ È IN GRADO DI PROPORSI AL PUBBLICO CON UN DISCORSO SEMPLICE E LINEARE CHE INDUCE ALL’IDENTIFICAZIONE. LUI INCARNA LA NORMALITÀ – È UN GENERALE CHE DALLA GRUBER SI PRESENTA IN TENUTA CASUAL, COME UNO STUDENTE FUORICORSO – RISPONDE DISINVOLTO, DIVERTITO, RILASSATO OSTENTANDO UNA NATURALEZZA CHE OGGI LA DESTRA GESTISCE MEGLIO DELLA SINISTRA. MA IN REALTÀ NON DICE NULLA – L’IMMAGINE DI VANNACCI È RITAGLIATA SULLE ATTESE E GLI STEREOTIPI DELLA DESTRA: È UN GENERALE, DI VALORI TRADIZIONALI, DEVOTO ALLA FAMIGLIA. TUTTAVIA È IN GRADO DI GESTIRE QUESTI VALORI CON NATURALEZZA, SPONTANEITÀ E NEI LIMITI DEL BUON SENSO COMUNE – LA SUA PERFORMANCE A “OTTO E MEZZO”, DA ESAME POLITICO SI È TRASFORMATA BEN PRESTO IN UN FORMAT DI CONFESSIONI, COME ‘’BELVE’’. E L’UNICA BELVATA È L’ATTACCO CONTRO MARINA BERLUSCONI” – VIDEO

DAGOREPORT – CON IL PASSAGGIO A MEDIASET DI MILO INFANTE, PIER SILVIO BERLUSCONI AVVIA LA RIFONDAZIONE DELL’INFORMAZIONE DEL “BISCIONE”: INFANTE, NON E’ DESTINATO SOLO ALLA CONDUZIONE DI QUALCHE PROGRAMMA TV, MA SARA’ ANCHE CONDIRETTORE DI VIDEONEWS AFFIANCANDO MAURO CRIPPA, VICINO ALLA PENSIONE – E’ UN PASSAGGIO CHIAVE PER LA LINEA POLITICA DI MEDIASET: CON LA FINE DEL TANDEM CRIPPA-CONFALONIERI, SUONA LA CAMPANA ANCHE PER LA FILIERA, PRIMA PRO-SALVINI POI PRO-MELONI, DEI VARI PORRO, GIORDANO E DEL DEBBIO – NON SOLO: “PIERDUDI” SI AGGIUDICA UN CAMPIONE DI ASCOLTI DEL FILONE “CRIME” CHE, CON IL SUO “ORE14 SERA”, ARGINAVA IL SUCCESSO DI “QUARTO GRADO”, SU RETE4…

DAGOREPORT – LI VANNACCI VOSTRI! SE I FRATELLINI D’ITALIA AVESSERO SEGUITO LA LINEA DEL MINISTRO DELLA DIFESA GUIDO CROSETTO, ADESSO NON SI RITROVEREBBERO IL CETRIOLO DI “FUTURO NAZIONALE” IN QUEL POSTO – DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL LIBRO “IL MONDO AL CONTRARIO”, IL GENERALE ANDAVA PROCESSATO E CACCIATO DALL’ESERCITO PER INSUBORDINAZIONE – IL MINISTRO, CHE SI MUOVEVA CON IL CONSENSO DEL CAPO DELLE FORZE ARMATE, OVVERO SERGIO MATTARELLA, DIFENDEVA IL PRINCIPIO CHE LE FIGURE APICALI DELL’ESERCITO, IN VIRTÙ DEL PROPRIO RUOLO DI GARANZIA, NON POTESSERO INTERVENIRE A GAMBA TESA NEL DIBATTITO PUBBLICO. IL RISCHIO ERA QUELLO DI CREARE UN PRECEDENTE PERICOLOSO CHE POTESSE “MINARE DALL’INTERNO L’ORDINE E LA DISCIPLINA NELL’ESERCITO” – INVECE DI DEGRADARLO E CACCIARLO A PEDATE, NEL GOVERNO MELONI HA PREVALSO IL TIMORE DI FAR PASSARE IL GENERALE IN VESTAGLIETTA FROU-FROU PER UN MARTIRE DEL LIBERO PENSIERO – E L’EX PARA’ DIVENTATO PARA-GURO SE L’E’ CAVATA CON UN MITE PROCEDIMENTO DISCIPLINARE: LA SOSPENSIONE DALL’ESERCITO PER 11 MESI… – VIDEO





















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