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IL “CORVO” CONTINUA AD ALEGGIARE IN VATICANO – MANUELA CITTI, LA VEDOVA DI PAOLO GABRIELE, L’EX MAGGIORDOMO DI PAPA RATZINGER ARRESTATO NEL 2012 E PERCHÉ TROVATO IN POSSESSO DI CARTE RISERVATE, È IN CAUSA CON IL VATICANO, PERCHÉ CHIEDE DI ALZARE FINO ALLA SOGLIA MINIMA LA PENSIONE DI REVERSIBILITÀ DEL MARITO. AL MOMENTO INCASSA 280 EURO DI PENSIONE AL MESE, CON UN MUTUO E DUE FIGLI A CARICO. LA VEDOVA AVEVA I TITOLI PER L’INTEGRAZIONE, MA SECONDO IL VATICANO SI È CHIUSO TUTTO CON UN VERSAMENTO DA 110 MILA EURO DOPO L AMORTE DI GABRIELE (AVVENUTA NEL 2020). SECONDO LA DONNA, PERÒ, È STATO INTERPRETATO MALE IL REGOLAMENTO GENERALE, E SOPRATTUTTO, NON È STATA RISPETTATA LA VOLONTÀ DI RATZINGER, CHE AVEVA CHIESTO DI GARANTIRE CONDIZIONI DI VITA DIGNITOSE ALLA FAMIGLIA DEL MAGGIORDOMO…
Estratto dell’articolo di Fulvio Fiano per il “Corriere della Sera”
La volontà espressa da papa Ratzinger di garantire condizioni di vita dignitose alla famiglia del suo ex maggiordomo Paolo Gabriele sembra trovare un ostacolo insormontabile nella burocrazia e giustizia vaticana.
Manuela Citti, la 57enne moglie dell’uomo, passato alla storia come «Il corvo» per aver rivelato i documenti riservati che alimentarono il caso Vatileaks, vive con 280 euro di pensione mensile, un mutuo e due figli a carico.
La sua richiesta di alzare fino alla soglia minima la pensione di reversibilità del marito, morto ormai 6 anni fa, non è stata accolta e a nulla le è valso fare causa al Fondo pensioni della Santa Sede, dato che una sentenza di primo grado della giustizia vaticana le ha dato torto.
Sui motivi di questa decisione pende ora un ricorso in Appello che solleva questioni più ampie, perché a rappresentare la parte avversa come amministratore unico del Fondo pensioni è il cardinale Joseph Farrell, che è anche giudice di Cassazione in Vaticano: per l’avvocato della vedova, Laura Sgrò, «una palese e radicale violazione del principio di terzietà del giudice».
[…] Gabriele, aiutante di camera di Benedetto XVI dal 2006, viene arrestato dalla Gendarmeria vaticana il 24 maggio 2012 perché trovato in possesso di copie di carte riservate della Santa Sede.
JOSEPH RATZINGER PAOLO GABRIELE
Processato per furto aggravato, viene condannato ad ottobre a tre anni di reclusione, poi ridotti a un anno e 6 mesi. Joseph Ratzinger lo grazia e gli fa visita in cella il 22 dicembre dello stesso anno, pochi mesi prima di rinunciare al suo mandato.
Dopo il licenziamento dal suo ufficio, Gabriele — già gravemente malato — va a vivere fuori dal Vaticano ma viene poi riassunto dalla Santa Sede in una cooperativa sociale. Il 24 novembre 2020 muore a 54 anni.
La vedova, che avrebbe i titoli per vedere integrata la pensione di reversibilità fino al minimo (800 euro), vede liquidare la sua richiesta con un versamento una tantum per i 13 anni di servizio presso la Santa Sede (1999-2013) — 110.809 euro, già utilizzati per abbassare la rata del mutuo — e il rigetto di ogni concessione per il periodo successivo, cinque anni e 5 mesi alle dipendenze della basilica di San Paolo fuori le Mura.
PAOLO GABRIELE fb a ef bc a a aecccd e
E così fa causa al Fondo pensioni per una interpretazione sbagliata del regolamento generale che non vedrebbe in contraddizione la concessione dell’una tantum con la pensione minima.
E, soprattutto, per il mancato rispetto della volontà di papa Ratzinger […]
[…] «Manuela Citti è povera. Come può definirsi una donna che è costretta a vivere con 70 euro a settimana e un mutuo che durerà fino a quando avrà più di 80 anni? La povertà, come dice Leone XIV, è una urgenza non rinviabile», ha argomentato in aula l’avvocato Sgrò, parlando di istituzioni vaticane «arroccate sulle loro posizioni e sulla stretta applicazione della norma». La sua richiesta di ammissione al patrocinio gratuito per la propria assistita non è stata esaminata ad oltre un mese dalla presentazione .
PAPA E PAOLO GABRIELE
PAPA RATZINGER PADRE GEORG PAOLO GABRIELE jpeg
PAOLO GABRIELE LA SENTENZA DBQ DST x
PAOLO GABRIELE IN AULA
Estratto dell’articolo di Fulvio Fiano per il “Corriere della Sera”
La volontà espressa da papa Ratzinger di garantire condizioni di vita dignitose alla famiglia del suo ex maggiordomo Paolo Gabriele sembra trovare un ostacolo insormontabile nella burocrazia e giustizia vaticana.
Manuela Citti, la 57enne moglie dell’uomo, passato alla storia come «Il corvo» per aver rivelato i documenti riservati che alimentarono il caso Vatileaks, vive con 280 euro di pensione mensile, un mutuo e due figli a carico.
La sua richiesta di alzare fino alla soglia minima la pensione di reversibilità del marito, morto ormai 6 anni fa, non è stata accolta e a nulla le è valso fare causa al Fondo pensioni della Santa Sede, dato che una sentenza di primo grado della giustizia vaticana le ha dato torto.
Sui motivi di questa decisione pende ora un ricorso in Appello che solleva questioni più ampie, perché a rappresentare la parte avversa come amministratore unico del Fondo pensioni è il cardinale Joseph Farrell, che è anche giudice di Cassazione in Vaticano: per l’avvocato della vedova, Laura Sgrò, «una palese e radicale violazione del principio di terzietà del giudice».
[…] Gabriele, aiutante di camera di Benedetto XVI dal 2006, viene arrestato dalla Gendarmeria vaticana il 24 maggio 2012 perché trovato in possesso di copie di carte riservate della Santa Sede.
JOSEPH RATZINGER PAOLO GABRIELE
Processato per furto aggravato, viene condannato ad ottobre a tre anni di reclusione, poi ridotti a un anno e 6 mesi. Joseph Ratzinger lo grazia e gli fa visita in cella il 22 dicembre dello stesso anno, pochi mesi prima di rinunciare al suo mandato.
Dopo il licenziamento dal suo ufficio, Gabriele — già gravemente malato — va a vivere fuori dal Vaticano ma viene poi riassunto dalla Santa Sede in una cooperativa sociale. Il 24 novembre 2020 muore a 54 anni.
La vedova, che avrebbe i titoli per vedere integrata la pensione di reversibilità fino al minimo (800 euro), vede liquidare la sua richiesta con un versamento una tantum per i 13 anni di servizio presso la Santa Sede (1999-2013) — 110.809 euro, già utilizzati per abbassare la rata del mutuo — e il rigetto di ogni concessione per il periodo successivo, cinque anni e 5 mesi alle dipendenze della basilica di San Paolo fuori le Mura.
PAOLO GABRIELE fb a ef bc a a aecccd e
E così fa causa al Fondo pensioni per una interpretazione sbagliata del regolamento generale che non vedrebbe in contraddizione la concessione dell’una tantum con la pensione minima.
E, soprattutto, per il mancato rispetto della volontà di papa Ratzinger […]
[…] «Manuela Citti è povera. Come può definirsi una donna che è costretta a vivere con 70 euro a settimana e un mutuo che durerà fino a quando avrà più di 80 anni? La povertà, come dice Leone XIV, è una urgenza non rinviabile», ha argomentato in aula l’avvocato Sgrò, parlando di istituzioni vaticane «arroccate sulle loro posizioni e sulla stretta applicazione della norma». La sua richiesta di ammissione al patrocinio gratuito per la propria assistita non è stata esaminata ad oltre un mese dalla presentazione .
PAPA E PAOLO GABRIELE
PAPA RATZINGER PADRE GEORG PAOLO GABRIELE jpeg
PAOLO GABRIELE LA SENTENZA DBQ DST x
PAOLO GABRIELE IN AULA

BASTA STRONZATE! LA FIGA E’ IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E’ APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU – LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA – NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI – IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE…” – VIDEO

DAGOREPORT – MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) – CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? – C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE – C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI – (CHISSA’ POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO…)

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN – OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E’ SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER “RESTITUIRE SOVRANITÀ” AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE “NOMINE DALL’ALTO” DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! – BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L’AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA – MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA – SE IL SISTEMA DELLE “LISTE BLOCCATE” DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

FLASH! – ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI “SCHIERARE” DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE “IL GIORNALE” – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

FLASH! – CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI – CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ ‘A GIO’, SE VEDEMO…”

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? – SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…





















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