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IL SOCIALISMO SPAGNOLO NELLA “CLOACA! IL CERCHIO MAGICO DI PEDRO SANCHEZ SOTTO ACCUSA: “L’IDRAULICA” LEIRE DIEZ, EX CONSIGLIERA COMUNALE DEL PSOE E “IL RASPUTIN” DEL LEADER SOCIALISTA SANCHEZ, SANTOS CERDAN, ARRESTATI CON L’ACCUSA DI CORRUZIONE E TRAFFICO DI INFLUENZE, AVREBBERO AGITO PER “DIFENDERE” DAI MAGISTRATI PERSONE VICINE AL PREMIER SPAGNOLO (CHE PERO’ NEGA DI ESSERE STATO A CONOSCENZA DELLE LORO OPERAZIONI ILLECITE)…
Sara Gandolfi per il “Corriere della Sera” – Estratti
La chiamavano la «fontanera», che in Spagna significa idraulica ma pure facilitatrice, quella figura onnipresente e invisibile che, come l’artigiano che ripara le tubature nei muri, lavora nell’ombra in seno ai partiti politici, tesse incontri segreti, se non clandestini, opera in modo discreto per garantire che la «macchina» funzioni e per evitare scandali o inciampi. A volte, rasentando l’illecito.
Leire Díez, l’ex attivista e consigliera comunale del Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) si era guadagnata il ruolo sul campo. Alla fine, però, lo scandalo lo ha fatto scoppiare proprio lei, quando si sono diffuse le registrazioni sui suoi maneggi loschi.
Fino all’arresto, con l’accusa di corruzione e traffico di influenze. Oggi non la chiamano più «fontanera» ma «cloaca», il condotto sotterraneo che doveva raccogliere e far sparire le acque sporche del Psoe. Che ora tornano a galla, più nere di prima.
Leire Díez e Santos Cerdán, co-protagonista della «cloaca», si sono conosciuti nell’aprile del 2024, quando la donna contattò l’allora segretario organizzativo del Psoe per offrirgli «dossier riservati». In seguito, sotto la sua direzione, Díez incontrava imprenditori e poliziotti chiacchieroni per ottenere dati compromettenti, elargiva favori e denari, corrompeva testimoni scomodi, raccoglieva informazioni sensibili.
L’obiettivo, sostengono gli inquirenti, era screditare la Guardia Civil, ma anche magistrati e pubblici ministeri che indagavano il circolo magico del potere socialista.
(…)
La sua fortuna si deve in gran parte all’incontro con Cerdán, il Rasputin che consigliava Sánchez dietro le quinte e guidava i negoziati più spinosi, l’architetto che ha costruito a tavolino la rinascita di un leader che tutti consideravano ormai morto e firmato il «patto impossibile» con i separatisti catalani di Junts.
Due fotografie immortalano l’ascesa e la caduta di Cerdán. Quella scattata a Bruxelles nell’ottobre del 2023, che lo ritrae con Carles Puigdemont, il fuggitivo che aveva osato proclamare l’indipendenza della Catalogna sei anni prima, e che, dall’esilio, garantì l’appoggio esterno del suo partito all’investitura di Sánchez come premier. E poi la foto scattata nel giugno scorso, mentre entra nel carcere di Soto del Real, accusato di corruzione, associazione a delinquere e traffico di influenze. È rimasto dietro le sbarre 142 giorni, prima di ottenere la libertà provvisoria.
SANCHEZ LEIRE DIEZ SANTOS CERDAN
«Sono vittima di una persecuzione politica», ripete.
(…)
Fu uno dei principali sostenitori e difensori di Sánchez alle primarie del 2017, il che gli valse la fiducia del futuro premier e la nomina, nel 2021, a numero tre del partito. L’astuto e raffinato stratega, secondo i giudici, s’è però rivelato il «capo di una rete criminale» che coinvolge anche l’ex ministro dei Trasporti José Luis Ábalos e il suo consigliere personale Koldo García.
È il terzetto che aiutò Sánchez a riconquistare la carica di segretario generale del Psoe, dopo la sua destituzione nel 2014, e poi ad arrivare fino alla Moncloa. Ma lui, ora, sostiene che non sapeva nulla dei loro presunti illeciti.
Sara Gandolfi per il “Corriere della Sera” – Estratti
La chiamavano la «fontanera», che in Spagna significa idraulica ma pure facilitatrice, quella figura onnipresente e invisibile che, come l’artigiano che ripara le tubature nei muri, lavora nell’ombra in seno ai partiti politici, tesse incontri segreti, se non clandestini, opera in modo discreto per garantire che la «macchina» funzioni e per evitare scandali o inciampi. A volte, rasentando l’illecito.
Leire Díez, l’ex attivista e consigliera comunale del Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) si era guadagnata il ruolo sul campo. Alla fine, però, lo scandalo lo ha fatto scoppiare proprio lei, quando si sono diffuse le registrazioni sui suoi maneggi loschi.
Fino all’arresto, con l’accusa di corruzione e traffico di influenze. Oggi non la chiamano più «fontanera» ma «cloaca», il condotto sotterraneo che doveva raccogliere e far sparire le acque sporche del Psoe. Che ora tornano a galla, più nere di prima.
Leire Díez e Santos Cerdán, co-protagonista della «cloaca», si sono conosciuti nell’aprile del 2024, quando la donna contattò l’allora segretario organizzativo del Psoe per offrirgli «dossier riservati». In seguito, sotto la sua direzione, Díez incontrava imprenditori e poliziotti chiacchieroni per ottenere dati compromettenti, elargiva favori e denari, corrompeva testimoni scomodi, raccoglieva informazioni sensibili.
L’obiettivo, sostengono gli inquirenti, era screditare la Guardia Civil, ma anche magistrati e pubblici ministeri che indagavano il circolo magico del potere socialista.
(…)
La sua fortuna si deve in gran parte all’incontro con Cerdán, il Rasputin che consigliava Sánchez dietro le quinte e guidava i negoziati più spinosi, l’architetto che ha costruito a tavolino la rinascita di un leader che tutti consideravano ormai morto e firmato il «patto impossibile» con i separatisti catalani di Junts.
Due fotografie immortalano l’ascesa e la caduta di Cerdán. Quella scattata a Bruxelles nell’ottobre del 2023, che lo ritrae con Carles Puigdemont, il fuggitivo che aveva osato proclamare l’indipendenza della Catalogna sei anni prima, e che, dall’esilio, garantì l’appoggio esterno del suo partito all’investitura di Sánchez come premier. E poi la foto scattata nel giugno scorso, mentre entra nel carcere di Soto del Real, accusato di corruzione, associazione a delinquere e traffico di influenze. È rimasto dietro le sbarre 142 giorni, prima di ottenere la libertà provvisoria.
SANCHEZ LEIRE DIEZ SANTOS CERDAN
«Sono vittima di una persecuzione politica», ripete.
(…)
Fu uno dei principali sostenitori e difensori di Sánchez alle primarie del 2017, il che gli valse la fiducia del futuro premier e la nomina, nel 2021, a numero tre del partito. L’astuto e raffinato stratega, secondo i giudici, s’è però rivelato il «capo di una rete criminale» che coinvolge anche l’ex ministro dei Trasporti José Luis Ábalos e il suo consigliere personale Koldo García.
È il terzetto che aiutò Sánchez a riconquistare la carica di segretario generale del Psoe, dopo la sua destituzione nel 2014, e poi ad arrivare fino alla Moncloa. Ma lui, ora, sostiene che non sapeva nulla dei loro presunti illeciti.

FLASH! – ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI “SCHIERARE” DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE “IL GIORNALE” – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

FLASH! – CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI – CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ ‘A GIO’, SE VEDEMO…”

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? – SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA – NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA “CRYSTAL SYMPHONY” PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D’OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL – PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L’EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO “BARCLAYS”, JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E’ STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO…

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

POSTA FLASH! – RICCARDO CHIABERGE: “CARO DAGO, CACCIARI L’AVEVA GIÀ DETTO NEL MAGGIO 1968, QUANDO ANDREA MARTELLA NON ERA ANCORA NATO: “MIO NIPOTE AVREBBE PRESO PIÙ VOTI. COLPA DI CHI NON VUOLE MAI PASSARE IL TESTIMONE”. GIUSTO. ANCHE LUI, INFATTI, DALLA GRUBER ADESSO CI MANDERÀ SUO NIPOTE…”





















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