Forza leone! il papa È l’unico argine alla deriva tecno-autoritaria della silicon valley e di trump.

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donald trump papa leone xiv peter thiel

FORZA LEONE! IL PAPA È L’UNICO ARGINE ALLA DERIVA TECNO-AUTORITARIA DELLA SILICON VALLEY E DI TRUMP. CON LE SUE RISPOSTE AL TYCOON HA RIMESSO NEI BINARI DELLA MORALE E DELLA PACE LA DERIVA BOMBAROLA DEL DEMENTE DI MAR-A-LAGO. E ORA, CON L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS”, INDICA LA VIA PER UNA INTELLIGENZA ARTIFICIALE A MISURA D’UOMO, OPPOSTA ALL’INGOVERNABILE TORRE DI BABELE DIGITALE CHE SOGNANO THIEL, ANDERSSEN E GLI ALTRI “ACCELERAZIONISTI” CHE SOGNANO LA NASCITA DI UN’OLIGARCHIA DEGLI ILLUMINATI (LORO)

1 – L’ENCICLICA SULL’AI INIZIATA IN ESTATE LEONE L’HA SCRITTA E LIMATA DI PERSONA

Estratto dell’articolo di Gian Guido Vecchi per il “Corriere della Sera”

 

papa leone christopher olah presentazione magnifica humanitas

«C’è qualcosa che avrà un’influenza enorme nella storia dell’umanità». È cominciata così, una decina d’anni fa. Non era ancora l’enciclica alla quale Leone XIV ha lavorato dall’inizio del suo pontificato, ad un ritmo sempre più serrato fino a poche settimane fa, ancora dopo il viaggio in Africa di aprile. Ma quando Prevost ha spiegato ai suoi collaboratori in Curia che intendeva affrontare la questione dell’intelligenza artificiale, sapeva già che il materiale su cui lavorare non mancava e in Vaticano, nel frattempo, si erano portati avanti con lo studio.

 

[…]  Erano passati pochi mesi da quando la Santa Sede aveva pubblicato un documento che faceva sintesi di un lavoro decennale. All’inizio c’era stato un francese, padre Éric Salobir, autore del libro «Dio e la Silicon Valley», un ex banchiere divenuto frate domenicano che nel 2012 ha fondato Optic, un think tank dei domenicani dedicato alle nuove tecnologie con sedi a San Francisco, Parigi, Montréal, Ginevra, Roma, Oxford e Boston.

 

presentazione magnifica humanitas la prima encicliica di papa leone xiv

Era stato lui, spiegano Oltretevere, ad avvertire la Santa Sede che alcuni esperti incontrati a San Francisco sollecitavano preoccupati il Vaticano a occuparsi «di alcuni sviluppi tecnologici destinati a condizionare il futuro del mondo».

 

Così, il 28 gennaio di quest’anno, i dicasteri della Dottrina della fede e della Cultura e dell’Educazione hanno pubblicato Antiqua et Nova , una «nota sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana» approvata da Francesco che in 117 paragrafi faceva sintesi delle ricerche e degli studi compiuti nel frattempo.

 

È un testo che comprende già alcuni elementi essenziali: «C’è una comprensione più ampia dell’intelligenza, che ha a che fare con la nostra capacità umana di trovare nelle nostre vite uno scopo e un significato, e questa è una forma di intelligenza che le macchine non sono proprio in grado di sostituire», spiegava il vescovo Paul Tighe, segretario del dicastero per la Cultura e l’Educazione.

 

michael czerny

[…] Leone XIV ha cominciato a lavorare al testo di Magnifica humanitas fin dall’estate scorsa, durante la sua prima e relativa vacanza estiva a Castel Gandolfo, un paio di settimane nella Villa Barberini affacciata sul piccolo lago vulcanico di Albano. Ma l’elaborazione […] è stata lunga e meticolosa. Papa Prevost è un uomo preciso, ha consultato i collaboratori e il materiale disponibile, ascoltato tutti e infine elaborato e limato personalmente il testo.

 

Un ruolo importante lo ha avuto il cardinale gesuita Michael Czerny, prefetto del dicastero che si occupa dello «sviluppo umano integrale», uno dei relatori chiamati l’altro giorno a presentare l’enciclica accanto al Papa. Magnifica humanitas porta la data del 15 maggio, la stessa della Rerum novarum .

 

[…] 

 

2 – DA PREVOST L’ARGINE CONTRO THIEL E CHI VUOLE IL MONDO SENZA PIÙ REGOLE

Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

christopher olah presentazione magnifica humanitas la prima encicliica di papa leone xiv

Con Magnifica humanitas Leone XIV indica la via per cercare di costruire un’intelligenza artificiale (AI) utile per l’uomo, a sua misura, che non diventi un’ingovernabile torre di Babele digitale.

 

Ma l’enciclica di papa Prevost ha anche il valore di un poderoso argine.

 

Dopo aver reagito con parole chiare all’aggressività di Donald Trump e al suo uso spregiudicato del concetto di «guerra giusta» replicando a reazioni furiose, insultanti, col richiamo a valori universali e affermando di non avere paura, ora il pontefice americano laureato (anche) in matematica sfida un’entità ancora più potente del presidente Usa: la Silicon Valley e la sua ideologia.

 

marc andreessen

Non una sfida al progresso tecnico e scientifico, ma il rifiuto del paradigma tecnocratico nel quale «l’efficienza diventa misura del valore» che sembra essere diventato prevalente tra i tecnologici dell’AI: personaggi che hanno conquistato ruoli di rilievo alla Casa Bianca, decisi a sviluppare l’intelligenza artificiale alla massima velocità possibile, senza controlli, regole, vincoli da rispettare.

 

[…] Non potrebbe essere più chiaro il messaggio per Peter Thiel: il miliardario della tecnologia con ambizioni filosofiche e teologiche che individua l’Anticristo in chi «parla di rischi esistenziali» per l’uso e abuso dell’AI e vorrebbe introdurre regole.

 

PETER THIEL IN VERSIONE MINORITY REPORT

Thiel fa più notizia di altri tycoon della Silicon Valley che non vogliono rendere conto a nessuno: ha fondato l’azienda — Palantir — che gestisce le tecnologie più potenti (e anche oscure) per lo spionaggio, la sorveglianza, la sicurezza nazionale, l’automazione della guerra. JD Vance, poi, è considerato una sua creatura.

 

E Thiel di recente ha invitato il vicepresidente, convertito al cattolicesimo nel 2019, a prendere le distanze dalle visioni etiche di Leone. Vance, che si definisce un «cattolico della resistenza» (resistenza alla dottrina sociale della Chiesa, troppo progressista per i cristiani ultraconservatori) nei giorni dello scontro con Trump si è allineato, invitando il pontefice ad essere più cauto.

 

elon musk vs sam altman illustrazione by wall street journal

Dietro Thiel c’è molto altro. A partire da Marc Andreessen, uno dei padri di internet (creatore del primo browser, Mosaic, cofondatore di Netscape) oggi promotore delle start up più dinamiche della Silicon Valley con la sua impresa di venture capital. Autore di un Manifesto Tecno-Ottimista (in realtà tecnoautoritario, ispirato a quello futurista di Marinetti dell’inizio del Novecento), Andreessen si considera il capofila degli «accelerazionisti»: per lui chi pone un qualunque limite allo sviluppo tecnologico è un criminale perché il progresso salva vite.

 

[…] Già in passato, quando Leone aveva invitato i «costruttori di AI a coltivare il discernimento morale», Andreessen aveva reagito con meme irridenti messi in rete. Sprezzante verso richiami papali equiparati alla cultura woke. Post che il venture capitalist, travolto dalle critiche, cancellò poi dal web. Troppo tardi: da allora le sue posizioni estreme sono state bollate da alcuni come la pretesa della Silicon Valley (in realtà di qualche suo leader) di volersi sostituire a Dio.

 

presentazione magnifica humanitas la prima encicliica di papa leone xiv

Meno estreme e meno apertamente polemiche le posizioni di altri miliardari della tecnologia, comunque allergici a ogni tipo di regolamentazione: come Alex Karp, Ceo di Palantir, che teorizza l’avvento di una repubblica tecnoautoritaria e chiede libertà assoluta nello sviluppo delle intelligenze militari più potenti perché non si può lasciare che il nemico mortale, la Cina, si armi meglio degli Stati Uniti.

 

Ci sono poi i due grandi nemici […] Elon Musk e Sam Altman di OpenAI. Divisi su tutto salvo che su due cose, alquanto contraddittorie: tutti e due hanno saltuariamente fatto balenare la possibilità che un’AI senza regole sfugga di mano e distrugga l’umanità. Ma tutti e due rifiutano vincoli sostenendo che quella che sviluppano loro è un’intelligenza virtuosa.

 

Alexander Karp Peter Thiel

Imprenditori divisi da mille rivalità ma uniti nel bloccare Trump che stava per firmare un ordine esecutivo con blandi criteri regolatori dopo che Dario Amodei di Anthropic gli aveva fatto cambiare rotta non coi suoi argomenti etici (respinti dal presidente) ma mostrando in concreto con Mythos, un modello di una potenza enorme, pressoché incontrollabile, la necessità di mettere qualche guard rail all’AI.

PETER THIEL A ROMA – FOTO PIAZZAPULITA – LA7marc andreessenPIZZA CON IL VOLTO DI PAPA FRANCESCO PER PAPA LEONE XIVmarc andreessen Magnifica Humanitas – ENCICLICA DI PAPA LEONE XIV

1 – L’ENCICLICA SULL’AI INIZIATA IN ESTATE LEONE L’HA SCRITTA E LIMATA DI PERSONA

Estratto dell’articolo di Gian Guido Vecchi per il “Corriere della Sera”

 

papa leone christopher olah presentazione magnifica humanitas

«C’è qualcosa che avrà un’influenza enorme nella storia dell’umanità». È cominciata così, una decina d’anni fa. Non era ancora l’enciclica alla quale Leone XIV ha lavorato dall’inizio del suo pontificato, ad un ritmo sempre più serrato fino a poche settimane fa, ancora dopo il viaggio in Africa di aprile. Ma quando Prevost ha spiegato ai suoi collaboratori in Curia che intendeva affrontare la questione dell’intelligenza artificiale, sapeva già che il materiale su cui lavorare non mancava e in Vaticano, nel frattempo, si erano portati avanti con lo studio.

 

[…]  Erano passati pochi mesi da quando la Santa Sede aveva pubblicato un documento che faceva sintesi di un lavoro decennale. All’inizio c’era stato un francese, padre Éric Salobir, autore del libro «Dio e la Silicon Valley», un ex banchiere divenuto frate domenicano che nel 2012 ha fondato Optic, un think tank dei domenicani dedicato alle nuove tecnologie con sedi a San Francisco, Parigi, Montréal, Ginevra, Roma, Oxford e Boston.

 

presentazione magnifica humanitas la prima encicliica di papa leone xiv

Era stato lui, spiegano Oltretevere, ad avvertire la Santa Sede che alcuni esperti incontrati a San Francisco sollecitavano preoccupati il Vaticano a occuparsi «di alcuni sviluppi tecnologici destinati a condizionare il futuro del mondo».

 

Così, il 28 gennaio di quest’anno, i dicasteri della Dottrina della fede e della Cultura e dell’Educazione hanno pubblicato Antiqua et Nova , una «nota sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana» approvata da Francesco che in 117 paragrafi faceva sintesi delle ricerche e degli studi compiuti nel frattempo.

 

È un testo che comprende già alcuni elementi essenziali: «C’è una comprensione più ampia dell’intelligenza, che ha a che fare con la nostra capacità umana di trovare nelle nostre vite uno scopo e un significato, e questa è una forma di intelligenza che le macchine non sono proprio in grado di sostituire», spiegava il vescovo Paul Tighe, segretario del dicastero per la Cultura e l’Educazione.

 

michael czerny

[…] Leone XIV ha cominciato a lavorare al testo di Magnifica humanitas fin dall’estate scorsa, durante la sua prima e relativa vacanza estiva a Castel Gandolfo, un paio di settimane nella Villa Barberini affacciata sul piccolo lago vulcanico di Albano. Ma l’elaborazione […] è stata lunga e meticolosa. Papa Prevost è un uomo preciso, ha consultato i collaboratori e il materiale disponibile, ascoltato tutti e infine elaborato e limato personalmente il testo.

 

Un ruolo importante lo ha avuto il cardinale gesuita Michael Czerny, prefetto del dicastero che si occupa dello «sviluppo umano integrale», uno dei relatori chiamati l’altro giorno a presentare l’enciclica accanto al Papa. Magnifica humanitas porta la data del 15 maggio, la stessa della Rerum novarum .

 

[…] 

 

2 – DA PREVOST L’ARGINE CONTRO THIEL E CHI VUOLE IL MONDO SENZA PIÙ REGOLE

Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

christopher olah presentazione magnifica humanitas la prima encicliica di papa leone xiv

Con Magnifica humanitas Leone XIV indica la via per cercare di costruire un’intelligenza artificiale (AI) utile per l’uomo, a sua misura, che non diventi un’ingovernabile torre di Babele digitale.

 

Ma l’enciclica di papa Prevost ha anche il valore di un poderoso argine.

 

Dopo aver reagito con parole chiare all’aggressività di Donald Trump e al suo uso spregiudicato del concetto di «guerra giusta» replicando a reazioni furiose, insultanti, col richiamo a valori universali e affermando di non avere paura, ora il pontefice americano laureato (anche) in matematica sfida un’entità ancora più potente del presidente Usa: la Silicon Valley e la sua ideologia.

 

marc andreessen

Non una sfida al progresso tecnico e scientifico, ma il rifiuto del paradigma tecnocratico nel quale «l’efficienza diventa misura del valore» che sembra essere diventato prevalente tra i tecnologici dell’AI: personaggi che hanno conquistato ruoli di rilievo alla Casa Bianca, decisi a sviluppare l’intelligenza artificiale alla massima velocità possibile, senza controlli, regole, vincoli da rispettare.

 

[…] Non potrebbe essere più chiaro il messaggio per Peter Thiel: il miliardario della tecnologia con ambizioni filosofiche e teologiche che individua l’Anticristo in chi «parla di rischi esistenziali» per l’uso e abuso dell’AI e vorrebbe introdurre regole.

 

PETER THIEL IN VERSIONE MINORITY REPORT

Thiel fa più notizia di altri tycoon della Silicon Valley che non vogliono rendere conto a nessuno: ha fondato l’azienda — Palantir — che gestisce le tecnologie più potenti (e anche oscure) per lo spionaggio, la sorveglianza, la sicurezza nazionale, l’automazione della guerra. JD Vance, poi, è considerato una sua creatura.

 

E Thiel di recente ha invitato il vicepresidente, convertito al cattolicesimo nel 2019, a prendere le distanze dalle visioni etiche di Leone. Vance, che si definisce un «cattolico della resistenza» (resistenza alla dottrina sociale della Chiesa, troppo progressista per i cristiani ultraconservatori) nei giorni dello scontro con Trump si è allineato, invitando il pontefice ad essere più cauto.

 

elon musk vs sam altman illustrazione by wall street journal

Dietro Thiel c’è molto altro. A partire da Marc Andreessen, uno dei padri di internet (creatore del primo browser, Mosaic, cofondatore di Netscape) oggi promotore delle start up più dinamiche della Silicon Valley con la sua impresa di venture capital. Autore di un Manifesto Tecno-Ottimista (in realtà tecnoautoritario, ispirato a quello futurista di Marinetti dell’inizio del Novecento), Andreessen si considera il capofila degli «accelerazionisti»: per lui chi pone un qualunque limite allo sviluppo tecnologico è un criminale perché il progresso salva vite.

 

[…] Già in passato, quando Leone aveva invitato i «costruttori di AI a coltivare il discernimento morale», Andreessen aveva reagito con meme irridenti messi in rete. Sprezzante verso richiami papali equiparati alla cultura woke. Post che il venture capitalist, travolto dalle critiche, cancellò poi dal web. Troppo tardi: da allora le sue posizioni estreme sono state bollate da alcuni come la pretesa della Silicon Valley (in realtà di qualche suo leader) di volersi sostituire a Dio.

 

presentazione magnifica humanitas la prima encicliica di papa leone xiv

Meno estreme e meno apertamente polemiche le posizioni di altri miliardari della tecnologia, comunque allergici a ogni tipo di regolamentazione: come Alex Karp, Ceo di Palantir, che teorizza l’avvento di una repubblica tecnoautoritaria e chiede libertà assoluta nello sviluppo delle intelligenze militari più potenti perché non si può lasciare che il nemico mortale, la Cina, si armi meglio degli Stati Uniti.

 

Ci sono poi i due grandi nemici […] Elon Musk e Sam Altman di OpenAI. Divisi su tutto salvo che su due cose, alquanto contraddittorie: tutti e due hanno saltuariamente fatto balenare la possibilità che un’AI senza regole sfugga di mano e distrugga l’umanità. Ma tutti e due rifiutano vincoli sostenendo che quella che sviluppano loro è un’intelligenza virtuosa.

 

Alexander Karp Peter Thiel

Imprenditori divisi da mille rivalità ma uniti nel bloccare Trump che stava per firmare un ordine esecutivo con blandi criteri regolatori dopo che Dario Amodei di Anthropic gli aveva fatto cambiare rotta non coi suoi argomenti etici (respinti dal presidente) ma mostrando in concreto con Mythos, un modello di una potenza enorme, pressoché incontrollabile, la necessità di mettere qualche guard rail all’AI.

PETER THIEL A ROMA – FOTO PIAZZAPULITA – LA7marc andreessenPIZZA CON IL VOLTO DI PAPA FRANCESCO PER PAPA LEONE XIVmarc andreessen Magnifica Humanitas – ENCICLICA DI PAPA LEONE XIV

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! – CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI – CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ ‘A GIO’, SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? – SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA – NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA “CRYSTAL SYMPHONY” PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D’OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL – PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L’EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO “BARCLAYS”, JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E’ STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO…

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DAGOREPORT – FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

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DAGOREPORT – IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA – LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA – RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) – CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ – MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

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