A che punto È la notte dei negoziati tra usa e iran – il nucleare resta fuori dall’accordo per il ce

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donald trump iran nucleare uranio arricchito

A CHE PUNTO È LA NOTTE DEI NEGOZIATI TRA USA E IRAN – IL NUCLEARE RESTA FUORI DALL’ACCORDO PER IL CESSATE IL FUOCO DI SESSANTA GIORNI: DELL’URANIO IN MANO AGLI AYATOLLAH SE NE PARLERÀ DOPO UN’EVENTUALE INTESA CHE RIAPRIREBBE SUBITO LO STRETTO DI HORMUZ (SENZA PEDAGGI) – IL PAKISTAN RISPONDE PICCHE A TRUMP: “L’ADESIONE AGLI ACCORDI DI ABRAMO È INACCETTABILE”. BIN SALMAN FA IL PARACULO SUL RICONOSCIMENTO DI ISRAELE: “È LEGATO ALLA CREAZIONE DI UN ‘PERCORSO IRREVERSIBILE’ VERSO UNO STATO PALESTINESE”. UNA FORMULA VAGA CHE IN REALTÀ NASCONDE UN’APERTURA…

Mohammad Ghalibaf Shehbaz Sharif

IRAN: PAKISTAN, ADESIONE AD ACCORDI DI ABRAMO PER NOI È INACCETTABILE

(LaPresse) – Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha affermato di non ritenere che Islamabad debba aderire agli Accordi di Abramo, che normalizzano le relazioni con Israele, così come richiesto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump come condizione per la fine della guerra in Iran.

 

“Personalmente, non credo che dovremmo aderire ad alcun accordo che contrasti con le nostre ideologie fondamentali”, ha detto Asif in un’intervista a Samaa TV, “abbiamo una posizione molto chiara: questo per noi è inaccettabile”.

 

IRAN: PASDARAN, APERTO IL FUOCO ANCHE CONTRO UN CACCIA USA F-35

MOHAMMED BIN SALMAN DONALD TRUMP

(LaPresse) – Oltre all’abbattimento di un drone statunitense MQ-9, le Guardie Rivoluzionarie hanno aperto il fuoco contro un drone RQ-4 e un caccia F-35, costringendoli a lasciare lo spazio aereo iraniano. È quanto si legge in un comunicato dei Pasdaran, come riporta Iran International.

 

TRUMP VUOLE TUTTI E SUBITO NEGLI ACCORDI DI ABRAMO

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

[…] Donald Trump […]  vuole dimostrare che sta lasciando un medio oriente migliore di come lo ha trovato. Ieri il capo della Casa Bianca ha assicurato che l’accordo con Teheran o sarà grande o non ci sarà, ma sembra essere un’altra l’eredità su cui il presidente americano punta in medio oriente: gli Accordi di Abramo.

 

TRUMP PARAGONA LA SUA POLITICA SULL IRAN A QUELLA DI OBAMA

Da due giorni il discorso si è spostato dal progetto nucleare iraniano che deve essere eliminato al nuovo sistema di alleanza che si può creare in medio oriente. E ieri Trump ha richiesto “in modo vincolante” che tutti i paesi coinvolti nei negoziati con la Repubblica islamica dell’Iran firmino gli Accordi di Abramo e normalizzino le relazioni con Israele.

 

“Chiedo ai miei rappresentanti di avviare e portare a termine con successo il processo di adesione di questi paesi agli storici Accordi di Abramo”, ha scritto Trump sul suo social Truth, rivolgendo la richiesta all’Arabia Saudita, al Qatar, alla Turchia e al Pakistan.

 

Nello stesso post, il presidente americano ha scritto che “sarebbe un onore” se un giorno anche Teheran decidesse di unirsi all’intesa, lasciando intuire una scarsa comprensione dei rapporti nella regione. La Repubblica islamica non ha neppure risposto all’invito, i suoi funzionari erano diretti a Doha per continuare a negoziare.

 

CALMA PRIMA DELLA TEMPESTA – LA FOTO REALIZZATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE PUBBLICATA DA DONALD TRUMP PER MINACCIARE L IRAN

L’Arabia Saudita, invece, secondo la Cnn, avrebbe già detto che qualsiasi futuro nuovo rapporto con Israele è legato alla creazione di un percorso irreversibile verso uno stato palestinese. E’ da sempre la posizione di Riad, che usa la formula molto vaga di “percorso verso” che in realtà rappresenta una grande apertura al negoziato: non chiede uno stato palestinese, ma soltanto un iter.

 

Secondo Axios, quando Trump ha telefonato ai leader del Golfo sabato scorso, esponendo l’idea che tutti dovrebbero firmare gli Accordi di Abramo, ha sentito un lungo silenzio dall’altra parte del telefono. Nessuno sapeva cosa dire e Trump ha chiesto: “Siete ancora tutti lì?”.

 

Gli Accordi di Abramo sono stati rivoluzionari e ancora oggi dimostrano di resistere a molti urti, come nel caso del rapporto fra Israele ed Emirati Arabi Uniti, ma, in questo momento, Trump li vede come la medicina in grado di curare una possibile intesa non soddisfacente con l’Iran, che lasci il regime in grado di ferire il medio oriente anche in futuro. Il rischio è di trasformare gli Accordi in un sistema per riparare un danno e rendere tutti responsabili dei futuri rapporti con l’Iran.

trump con netanyahu con i ministri degli esteri di bahrein e emirati arabi uniti

 

NEGOZIATI FRENETICI: IL PACHISTANO MUNIR A PECHINO, GHALIBAF VA A DOHA GOLFO FREDDO SULLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE. SPIRAGLI SULLO STRETTO

Estratto dell’articolo di Gabriella Colarusso per “la Repubblica”

 

[…] La priorità adesso è chiudere la guerra con l’Iran e riaprire Hormuz.

 

I negoziati sono in fase avanzata, gli stessi iraniani hanno ammesso che c’è accordo su diversi punti ma restano aperte questioni non secondarie. Ieri i due capi negoziatori iraniani, il ministro degli Esteri Araghchi e il presidente del Parlamento Ghalibaf, sono volati a Doha, in Qatar, dove fino a qualche settimana fa piovevano missili e droni iraniani. Nell’emirato sono bloccati 6 miliardi di dollari di fondi che la Repubblica islamica rivuole indietro.

 

donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 8

La bozza di accordo che si sta negoziando prevede un cessate il fuoco di sessanta giorni, prorogabile, durante i quali gli iraniani si impegnano a riaprire gradualmente lo stretto di Hormuz senza pedaggi (ma senza rinunciare a un nuovo regime di gestione da concordare con i paesi della regione) e a rimuovere le mine, gli Stati Uniti ad allentare il blocco navale.

 

Le trattative sul programma nucleare iraniano inizierebbero dopo: Teheran è disposta a sospendere l’arricchimento dell’uranio per un certo periodo, e potrebbe diluire l’uranio già arricchito o consegnarlo, tutto o in parte, a un paese terzo. Al Arabiya sostiene che potrebbe essere la Cina, ma Teheran avrebbe chiesto garanzie a Pechino dove ieri è arrivato uno dei grandi mediatori di questo negoziato, il maresciallo pakistano Asim Munir, per incontrare Xi Jinping e convincerlo a giocare un ruolo di primo piano in questa partita.

 

JD VANCE CON IL PREMIER PAKISTANO Shehbaz Sharif E IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO IRANIANO MOHAMMAD GHALIBAF

Gli Stati Unti si impegnerebbero a rimuovere le sanzioni e a scongelare i fondi iraniani gradualmente a seconda dei progressi nei negoziati.

 

Si tratta di punti ancora non definiti e che comunque verranno discussi in una seconda fase. Teheran non vuole trattare sulle questioni nucleari senza che prima ci sia la fine della guerra su tutti i fronti, e le notizie che arrivano da Israele, dove Netanyahu è pronto a intensificare gli attacchi sul Libano, raccontano quanto fragile sia l’intera operazione.

 

Anche perché qualsiasi accordo dovrà essere approvato dalla guida suprema, Mojtaba Khamenei, che vive nascosto in una località protetta e comunica attraverso una farraginosa catena di messaggeri, il che rallenta il processo decisionale, già non lineare. Lo testimonia quello che è successo ieri sera: il presidente Pezeshkian ha ordinato di riaprire Internet internazionale, dopo tre mesi di blackout, ma è stato subito smentito dai media vicini ai Pasdaran per i quali la decisione compete al consiglio di Sicurezza.

matrimoni in iran 6

 

La censura digitale è un aspetto molto sensibile per la stabilità del sistema, che deve affrontare un negoziato complesso dopo due mesi di guerra, con critiche interne dell’ala ultraradicale e una popolazione sfinita. Sull’opportunità di ridare fiato digitale agli iraniani, dentro la Repubblica islamica non c’è consenso.

mohammad baqer ghalibaf 2

 

Mohammad Ghalibaf Shehbaz Sharif

IRAN: PAKISTAN, ADESIONE AD ACCORDI DI ABRAMO PER NOI È INACCETTABILE

(LaPresse) – Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha affermato di non ritenere che Islamabad debba aderire agli Accordi di Abramo, che normalizzano le relazioni con Israele, così come richiesto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump come condizione per la fine della guerra in Iran.

 

“Personalmente, non credo che dovremmo aderire ad alcun accordo che contrasti con le nostre ideologie fondamentali”, ha detto Asif in un’intervista a Samaa TV, “abbiamo una posizione molto chiara: questo per noi è inaccettabile”.

 

IRAN: PASDARAN, APERTO IL FUOCO ANCHE CONTRO UN CACCIA USA F-35

MOHAMMED BIN SALMAN DONALD TRUMP

(LaPresse) – Oltre all’abbattimento di un drone statunitense MQ-9, le Guardie Rivoluzionarie hanno aperto il fuoco contro un drone RQ-4 e un caccia F-35, costringendoli a lasciare lo spazio aereo iraniano. È quanto si legge in un comunicato dei Pasdaran, come riporta Iran International.

 

TRUMP VUOLE TUTTI E SUBITO NEGLI ACCORDI DI ABRAMO

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

[…] Donald Trump […]  vuole dimostrare che sta lasciando un medio oriente migliore di come lo ha trovato. Ieri il capo della Casa Bianca ha assicurato che l’accordo con Teheran o sarà grande o non ci sarà, ma sembra essere un’altra l’eredità su cui il presidente americano punta in medio oriente: gli Accordi di Abramo.

 

TRUMP PARAGONA LA SUA POLITICA SULL IRAN A QUELLA DI OBAMA

Da due giorni il discorso si è spostato dal progetto nucleare iraniano che deve essere eliminato al nuovo sistema di alleanza che si può creare in medio oriente. E ieri Trump ha richiesto “in modo vincolante” che tutti i paesi coinvolti nei negoziati con la Repubblica islamica dell’Iran firmino gli Accordi di Abramo e normalizzino le relazioni con Israele.

 

“Chiedo ai miei rappresentanti di avviare e portare a termine con successo il processo di adesione di questi paesi agli storici Accordi di Abramo”, ha scritto Trump sul suo social Truth, rivolgendo la richiesta all’Arabia Saudita, al Qatar, alla Turchia e al Pakistan.

 

Nello stesso post, il presidente americano ha scritto che “sarebbe un onore” se un giorno anche Teheran decidesse di unirsi all’intesa, lasciando intuire una scarsa comprensione dei rapporti nella regione. La Repubblica islamica non ha neppure risposto all’invito, i suoi funzionari erano diretti a Doha per continuare a negoziare.

 

CALMA PRIMA DELLA TEMPESTA – LA FOTO REALIZZATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE PUBBLICATA DA DONALD TRUMP PER MINACCIARE L IRAN

L’Arabia Saudita, invece, secondo la Cnn, avrebbe già detto che qualsiasi futuro nuovo rapporto con Israele è legato alla creazione di un percorso irreversibile verso uno stato palestinese. E’ da sempre la posizione di Riad, che usa la formula molto vaga di “percorso verso” che in realtà rappresenta una grande apertura al negoziato: non chiede uno stato palestinese, ma soltanto un iter.

 

Secondo Axios, quando Trump ha telefonato ai leader del Golfo sabato scorso, esponendo l’idea che tutti dovrebbero firmare gli Accordi di Abramo, ha sentito un lungo silenzio dall’altra parte del telefono. Nessuno sapeva cosa dire e Trump ha chiesto: “Siete ancora tutti lì?”.

 

Gli Accordi di Abramo sono stati rivoluzionari e ancora oggi dimostrano di resistere a molti urti, come nel caso del rapporto fra Israele ed Emirati Arabi Uniti, ma, in questo momento, Trump li vede come la medicina in grado di curare una possibile intesa non soddisfacente con l’Iran, che lasci il regime in grado di ferire il medio oriente anche in futuro. Il rischio è di trasformare gli Accordi in un sistema per riparare un danno e rendere tutti responsabili dei futuri rapporti con l’Iran.

trump con netanyahu con i ministri degli esteri di bahrein e emirati arabi uniti

 

NEGOZIATI FRENETICI: IL PACHISTANO MUNIR A PECHINO, GHALIBAF VA A DOHA GOLFO FREDDO SULLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE. SPIRAGLI SULLO STRETTO

Estratto dell’articolo di Gabriella Colarusso per “la Repubblica”

 

[…] La priorità adesso è chiudere la guerra con l’Iran e riaprire Hormuz.

 

I negoziati sono in fase avanzata, gli stessi iraniani hanno ammesso che c’è accordo su diversi punti ma restano aperte questioni non secondarie. Ieri i due capi negoziatori iraniani, il ministro degli Esteri Araghchi e il presidente del Parlamento Ghalibaf, sono volati a Doha, in Qatar, dove fino a qualche settimana fa piovevano missili e droni iraniani. Nell’emirato sono bloccati 6 miliardi di dollari di fondi che la Repubblica islamica rivuole indietro.

 

donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 8

La bozza di accordo che si sta negoziando prevede un cessate il fuoco di sessanta giorni, prorogabile, durante i quali gli iraniani si impegnano a riaprire gradualmente lo stretto di Hormuz senza pedaggi (ma senza rinunciare a un nuovo regime di gestione da concordare con i paesi della regione) e a rimuovere le mine, gli Stati Uniti ad allentare il blocco navale.

 

Le trattative sul programma nucleare iraniano inizierebbero dopo: Teheran è disposta a sospendere l’arricchimento dell’uranio per un certo periodo, e potrebbe diluire l’uranio già arricchito o consegnarlo, tutto o in parte, a un paese terzo. Al Arabiya sostiene che potrebbe essere la Cina, ma Teheran avrebbe chiesto garanzie a Pechino dove ieri è arrivato uno dei grandi mediatori di questo negoziato, il maresciallo pakistano Asim Munir, per incontrare Xi Jinping e convincerlo a giocare un ruolo di primo piano in questa partita.

 

JD VANCE CON IL PREMIER PAKISTANO Shehbaz Sharif E IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO IRANIANO MOHAMMAD GHALIBAF

Gli Stati Unti si impegnerebbero a rimuovere le sanzioni e a scongelare i fondi iraniani gradualmente a seconda dei progressi nei negoziati.

 

Si tratta di punti ancora non definiti e che comunque verranno discussi in una seconda fase. Teheran non vuole trattare sulle questioni nucleari senza che prima ci sia la fine della guerra su tutti i fronti, e le notizie che arrivano da Israele, dove Netanyahu è pronto a intensificare gli attacchi sul Libano, raccontano quanto fragile sia l’intera operazione.

 

Anche perché qualsiasi accordo dovrà essere approvato dalla guida suprema, Mojtaba Khamenei, che vive nascosto in una località protetta e comunica attraverso una farraginosa catena di messaggeri, il che rallenta il processo decisionale, già non lineare. Lo testimonia quello che è successo ieri sera: il presidente Pezeshkian ha ordinato di riaprire Internet internazionale, dopo tre mesi di blackout, ma è stato subito smentito dai media vicini ai Pasdaran per i quali la decisione compete al consiglio di Sicurezza.

matrimoni in iran 6

 

La censura digitale è un aspetto molto sensibile per la stabilità del sistema, che deve affrontare un negoziato complesso dopo due mesi di guerra, con critiche interne dell’ala ultraradicale e una popolazione sfinita. Sull’opportunità di ridare fiato digitale agli iraniani, dentro la Repubblica islamica non c’è consenso.

mohammad baqer ghalibaf 2

 

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT – IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA – LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA – RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) – CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ – MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! –  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON ‘STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L’AD FABRIZIO PALERMO) – UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL’INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL’INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL’ACEA – I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) – APPUNTAMENTO ALL’ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO…

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT – LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L’ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D’OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI – PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT – LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL’INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU’ MADORNALE, E’ STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE – I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE – MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA…

giorgia meloni sergio mattarella

FLASH – GIORGIA MELONI VORREBBE ANTICIPARE AD APRILE IL VOTO PER LE POLITICHE 2027 SGANCIANDOLO DALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE (SI VOTERA’ ANCHE PER I SINDACI DI ROMA, MILANO, TORINO, NAPOLI E BOLOGNA): NON VUOLE CHE UN’EVENTUALE ONDA DI CONSENSO PER IL CENTROSINISTRA ALLE COMUNALI NON RICADA ANCHE SULLE POLITICHE – IL QUIRINALE PERO’ NON LA PENSA ALLO STESSO MODO: ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE AD APRILE 2027 SOLO SE IN “ELECTION DAY” CON LE AMMINISTRATIVE ALTRIMENTI SI VOTA A OTTOBRE, DOPO LA NATURALE CONCLUSIONE DELLA LEGISLATURA…

silvio berlusconi marina berlusconi letizia moratti

DAGOREPORT – AIUTO! ARIECCO “MESTIZIA” MORATTI, LA LADY MACBETH A MISURA DUOMO, SEMPRE TALMENTE PIENA DI SÉ CHE POTREBBE DIGIUNARE PER TRE MESI – DALL’ALTO DI UNA FORZA PATRIMONIALE BILLIONAIRE, LA 77ENNE VEDOVA DEL PETROLIERE MORATTI È POSSEDUTA DALL’AMBIZIONE, LA PIÙ INDICIBILE: DALLA PRESIDENZA DI FORZA ITALIA ALLA PRESIDENZA DEL QUIRINALE, NON C’È OSTACOLO ALLA SUA BRAMA DI POTERE. E VISTO CHE I DEL DEBBIO E I PORRO SE NE FOTTONO DI INVITARE LA MUMMIA SOTTO DUOMO SPINTO, CE LA RITROVIAMO OSPITE RIVERITA DI LILLI GRUBER – INCALZATA DAI PERFIDI SCANZI E FITTIPALDI, “MESTIZIA” E’ ANDATA IN BAMBOLA MOLLANDO UNA MINCHIATA SUL FASCIO VANNACCI (‘SE DOVESSE SPOSARE I NOSTRI VALORI, NESSUNO VUOLE ESCLUDERLO’) E COMMETTENDO UN TERRIFICANTE REATO DI LESA MAESTÀ CHE HA FATTO ROVESCIARE OCCHI-NASO-ORECCHIE (E LIFTING) ALLA PRIMOGENITA DI ARCORE: “MARINA BERLUSCONI HA SBAGLIATO! NON DOVEVA CONVOCARE TAJANI NEGLI UFFICI MEDIASET PER ALLONTANARE GASPARRI” – SAPETE COME L’HA PRESA LA SUSCETTIBILE CAVALIERA DI ARCORE? MALE, MALISSIMO! MA COME SI PERMETTE, DOPO CHE LA “FAMIGLIA” L’HA RIPRESA IN FORZA ITALIA, PIÙ ACCIACCATA DI UN PARAURTI, E L’HA RICANDIDATA ALLE EUROPEE? – SI SA, SON COSE CHE SUCCEDONO QUANDO SI HA UN’AMBIZIONE PIÙ RICCA DEL CONTO IN BANCA… – VIDEO

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