[analyse_image type=”featured” src=”https://static.dagospia.com/img/patch/05-2026/roberto-vannacci-matteo-salvini-giorgia-meloni-norberto-de-angelis-2263759_600_q50.webp”]

“VANNACCI È UN TRADITORE” – NORBERTO DE ANGELIS, FONDATORE ED EX PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE “MONDO AL CONTRARIO”, PUNTA IL DITO CONTRO IL GENERALE: “IL SUO VERO OBIETTIVO LO HA GIÀ RAGGIUNTO: LA FAMA, IL POTERE, E I SOLDI.INIZIALMENTE MIRAVA A FDI, QUANDO ERA A MOSCA AVEVA RAPPORTI CON UN ONOREVOLE VICINO A GIORGIA MELONI, CHE NON VOGLIO CITARE” – “NON SONO LEGHISTA, LUI E SALVINI SI SONO SERVITI L’UN CON L’ALTRO, MA CERTAMENTE VANNACCI SI È COMPORTATO COME UN TRADITORE. SE IL SUO PARTITO ANDRÀ BENE E IL CENTRODESTRA VINCERÀ LE ELEZIONI DIVENTERÀ MINISTRO. POI HA GIÀ UNA PENSIONE D’ORO DALL’ESERCITO, UN SUPER STIPENDIO DA EUROPARLAMENTARE…”
Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”
Norberto De Angelis è stato fondatore e poi presidente del Mondo al contrario fino alla fondazione di Futuro nazionale. Ma soprattutto è amico di lunga data di Roberto Vannacci. O meglio, era. E in questa intervista a Repubblica vuota il sacco, anche con un po’ di dolore.
[…] campione di football americano con la nazionale, uno dei più forti giocatori in Europa, a 28 anni un brutto incidente d’auto avvenuto in Africa, dov’era per una missione umanitaria, lo ha lasciato sulla sedia a rotelle.
Non si è mai dato per vinto: da disabile ha attraversato in handbike gli Stati Uniti, da Chicago a Los Angeles, un record. Poi è stato campione italiano di danza sportiva in carrozzina.
[…] Partendo da lontano: come si è conosciuto con Vannacci?
Fabio Filomeni Norberto De Angelis Roberto Vannacci
«Fu nel 1970-71, i nostri padri erano ufficiali dell’Esercito nella stessa caserma di Ravenna».
Che rapporto avete coltivato nel tempo?
«Un rapporto vero, fatto di amicizia e famiglia. Noi fratelli e i suoi siamo cresciuti insieme, condividendo estati, vacanze e altro».
Politicamente lei come si definiva e definisce?
«Sono un uomo di destra moderata, ma ho sempre votato le persone che stimo, non le bandiere. Anche un sindaco di sinistra, quando l’ho ritenuto valido».
roberto vannacci – inaugurazione sede di futuro nazionale a roma accanto a quella di forza italia
Vannacci invece è sempre stato di destra?
«Sì, credo di sì, non era il solo nella sua famiglia ad essere fortemente di destra».
Poi è uscito il famoso libro: lo sapeva?
«Certamente. Me ne parlò personalmente a casa mia già nel 2022».
Quando esce cosa succede?
«Il 15 agosto 2023 mi scrisse chiedendomi un giudizio sincero sulla sinossi. Gli dissi che mancava di pathos, ma che avrebbe scosso il “politically correct”, ed era proprio ciò che voleva. Dopo i primi articoli e le parole del ministro Crosetto, però, la sua sicurezza vacillò e mi chiese aiuto.
Contattai subito Fabio Filomeni e fondammo il primo comitato del Mondo al contrario dicendogli: “Guarda che contenitore ti stiamo costruendo”».
Vannacci aveva già chiaro che voleva passare in politica?
«Assolutamente sì. Nel 2019 prima del suo incarico a Mosca, creai, con miei amici imprenditori il “Progetto Italia”, per promuovere le eccellenze italiane all’estero. Attraverso quel progetto iniziò a entrare in contatto con ambienti politici.
Il punto dieci del programma di governo Meloni sul made in Italy l’ho scritto io. Dopo il rientro anticipato dalla Russia, mi confidò nel dicembre 2022 che stava scrivendo un libro con l’obiettivo preciso di raccogliere consenso e arrivare al parlamento europeo».
ROBERTO VANNACCI MATTEO SALVINI
Mirava a FdI?
«Inizialmente sì, quando era Mosca aveva rapporti con un onorevole vicino a Giorgia Meloni, che non voglio citare».
Gli slogan sulla Decima Mas a lei piacevano?
«Rispetto ogni gesto di eroismo e sacrificio verso la Patria, specie se decorati al valor militare. Ma non amo quando certi simboli vengono strumentalizzati».
Lei lasciò già una volta la presidenza del Mondo al contrario: perché?
«Avevo creato il primo Mac come associazione culturale. Quando vidi che stava diventando altro, prendendo derive che non sentivo mie e avvicinandosi a figure troppo estreme, preferii allontanarmi. Poi Vannacci mi richiamò nel 2025 chiedendomi di fare il presidente del ricostituito Mac.
Accettai con entusiasmo, ma col tempo capii di essere diventato solo una figura formale. Le scelte venivano fatte altrove, spesso senza nemmeno informarmi. Alla cena di Parma del 12 dicembre 2025 dissi chiaramente che non avrei più fatto il “presidente burattino”.
Eppure, sotto la mia presidenza, il Mac raggiunse i risultati migliori dalla sua nascita. Avevo chiesto a Vannacci una cosa semplice: non affidare il mio futuro a persone sconosciute non di mia fiducia. Sono rimasto inascoltato».
MATTEO SALVINI E ROBERTO VANNACCI – PONTIDA 2025
Poi c’è la rottura con la Lega da parte di Vannacci: era al corrente del nuovo partito?
«Avevo sentito voci affidabili, ma nulla di ufficiale. Il 13 dicembre glielo chiesi direttamente e lui mi negò tutto. Col senno di poi, mi disse una cosa non vera. Per me fu la fine della fiducia in lui. Ancora il 25 gennaio scorso, durante un evento a Parma, continuava a smentire ciò che poche ore dopo sarebbe diventato pubblico. Non sono leghista, lui e Salvini si sono serviti l’un con l’altro, ma certamente Vannacci si è comportato come un traditore».
Cosa pensa del politico Vannacci oggi?
«Penso che oggi insegua più il consenso che i valori. Parla di meritocrazia, ma attorno a lui vedo persone che non hanno portato risultati concreti. Anzi, Toscana docet. E soprattutto noto una cosa a mio avviso grave: non gli sono rimasti accanto gli amici di prima del libro. E senza rapporti umani autentici è difficile costruire una politica credibile. L’adesivo “Negozio Italiano”, poi, lo credo assurdo».
roberto vannacci matteo salvini meme by edoardo baraldi
E della persona Vannacci che idea si è fatto dopo tutti questi anni?
«È un uomo intelligente, freddo, estremamente sicuro di sé. Ha dimostrato di essere un comunicatore molto abile e un lavoratore instancabile».
Lo rivoterà?
«No. Ovviamente lui dirà di me “me ne frego e vado avanti”. Io rispondo amen».
Ha capito qual è il suo obiettivo?
«Credo che il suo vero obiettivo lo abbia già raggiunto».
La fama?
«Quella, il potere, e i soldi: se il partito andrà bene e il centrodestra vincerà le elezioni diventerà ministro. Poi ha già una pensione d’oro dall’esercito, un super stipendio da europarlamentare. Penso sia l’unico politico che in campagna elettorale ha fatto soldi invece di metterceli». […]
ROBERTO VANNACCI RICEVE LA TESSERA DELLA LEGA DA MATTEO SALVINI
Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”
Norberto De Angelis è stato fondatore e poi presidente del Mondo al contrario fino alla fondazione di Futuro nazionale. Ma soprattutto è amico di lunga data di Roberto Vannacci. O meglio, era. E in questa intervista a Repubblica vuota il sacco, anche con un po’ di dolore.
[…] campione di football americano con la nazionale, uno dei più forti giocatori in Europa, a 28 anni un brutto incidente d’auto avvenuto in Africa, dov’era per una missione umanitaria, lo ha lasciato sulla sedia a rotelle.
Non si è mai dato per vinto: da disabile ha attraversato in handbike gli Stati Uniti, da Chicago a Los Angeles, un record. Poi è stato campione italiano di danza sportiva in carrozzina.
[…] Partendo da lontano: come si è conosciuto con Vannacci?
Fabio Filomeni Norberto De Angelis Roberto Vannacci
«Fu nel 1970-71, i nostri padri erano ufficiali dell’Esercito nella stessa caserma di Ravenna».
Che rapporto avete coltivato nel tempo?
«Un rapporto vero, fatto di amicizia e famiglia. Noi fratelli e i suoi siamo cresciuti insieme, condividendo estati, vacanze e altro».
Politicamente lei come si definiva e definisce?
«Sono un uomo di destra moderata, ma ho sempre votato le persone che stimo, non le bandiere. Anche un sindaco di sinistra, quando l’ho ritenuto valido».
roberto vannacci – inaugurazione sede di futuro nazionale a roma accanto a quella di forza italia
Vannacci invece è sempre stato di destra?
«Sì, credo di sì, non era il solo nella sua famiglia ad essere fortemente di destra».
Poi è uscito il famoso libro: lo sapeva?
«Certamente. Me ne parlò personalmente a casa mia già nel 2022».
Quando esce cosa succede?
«Il 15 agosto 2023 mi scrisse chiedendomi un giudizio sincero sulla sinossi. Gli dissi che mancava di pathos, ma che avrebbe scosso il “politically correct”, ed era proprio ciò che voleva. Dopo i primi articoli e le parole del ministro Crosetto, però, la sua sicurezza vacillò e mi chiese aiuto.
Contattai subito Fabio Filomeni e fondammo il primo comitato del Mondo al contrario dicendogli: “Guarda che contenitore ti stiamo costruendo”».
Vannacci aveva già chiaro che voleva passare in politica?
«Assolutamente sì. Nel 2019 prima del suo incarico a Mosca, creai, con miei amici imprenditori il “Progetto Italia”, per promuovere le eccellenze italiane all’estero. Attraverso quel progetto iniziò a entrare in contatto con ambienti politici.
Il punto dieci del programma di governo Meloni sul made in Italy l’ho scritto io. Dopo il rientro anticipato dalla Russia, mi confidò nel dicembre 2022 che stava scrivendo un libro con l’obiettivo preciso di raccogliere consenso e arrivare al parlamento europeo».
ROBERTO VANNACCI MATTEO SALVINI
Mirava a FdI?
«Inizialmente sì, quando era Mosca aveva rapporti con un onorevole vicino a Giorgia Meloni, che non voglio citare».
Gli slogan sulla Decima Mas a lei piacevano?
«Rispetto ogni gesto di eroismo e sacrificio verso la Patria, specie se decorati al valor militare. Ma non amo quando certi simboli vengono strumentalizzati».
Lei lasciò già una volta la presidenza del Mondo al contrario: perché?
«Avevo creato il primo Mac come associazione culturale. Quando vidi che stava diventando altro, prendendo derive che non sentivo mie e avvicinandosi a figure troppo estreme, preferii allontanarmi. Poi Vannacci mi richiamò nel 2025 chiedendomi di fare il presidente del ricostituito Mac.
Accettai con entusiasmo, ma col tempo capii di essere diventato solo una figura formale. Le scelte venivano fatte altrove, spesso senza nemmeno informarmi. Alla cena di Parma del 12 dicembre 2025 dissi chiaramente che non avrei più fatto il “presidente burattino”.
Eppure, sotto la mia presidenza, il Mac raggiunse i risultati migliori dalla sua nascita. Avevo chiesto a Vannacci una cosa semplice: non affidare il mio futuro a persone sconosciute non di mia fiducia. Sono rimasto inascoltato».
MATTEO SALVINI E ROBERTO VANNACCI – PONTIDA 2025
Poi c’è la rottura con la Lega da parte di Vannacci: era al corrente del nuovo partito?
«Avevo sentito voci affidabili, ma nulla di ufficiale. Il 13 dicembre glielo chiesi direttamente e lui mi negò tutto. Col senno di poi, mi disse una cosa non vera. Per me fu la fine della fiducia in lui. Ancora il 25 gennaio scorso, durante un evento a Parma, continuava a smentire ciò che poche ore dopo sarebbe diventato pubblico. Non sono leghista, lui e Salvini si sono serviti l’un con l’altro, ma certamente Vannacci si è comportato come un traditore».
Cosa pensa del politico Vannacci oggi?
«Penso che oggi insegua più il consenso che i valori. Parla di meritocrazia, ma attorno a lui vedo persone che non hanno portato risultati concreti. Anzi, Toscana docet. E soprattutto noto una cosa a mio avviso grave: non gli sono rimasti accanto gli amici di prima del libro. E senza rapporti umani autentici è difficile costruire una politica credibile. L’adesivo “Negozio Italiano”, poi, lo credo assurdo».
roberto vannacci matteo salvini meme by edoardo baraldi
E della persona Vannacci che idea si è fatto dopo tutti questi anni?
«È un uomo intelligente, freddo, estremamente sicuro di sé. Ha dimostrato di essere un comunicatore molto abile e un lavoratore instancabile».
Lo rivoterà?
«No. Ovviamente lui dirà di me “me ne frego e vado avanti”. Io rispondo amen».
Ha capito qual è il suo obiettivo?
«Credo che il suo vero obiettivo lo abbia già raggiunto».
La fama?
«Quella, il potere, e i soldi: se il partito andrà bene e il centrodestra vincerà le elezioni diventerà ministro. Poi ha già una pensione d’oro dall’esercito, un super stipendio da europarlamentare. Penso sia l’unico politico che in campagna elettorale ha fatto soldi invece di metterceli». […]
ROBERTO VANNACCI RICEVE LA TESSERA DELLA LEGA DA MATTEO SALVINI

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” – IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO… – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO…

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI – ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU “RADIO ATREJU”, COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO ‘SCOOP’ SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

FLASH – LA COMMISSIONE EUROPEA STA PREPARANDO UNA LETTERA DI RICHIAMO PER IL CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, SUL CASO COMMERZBANK, I CAPOCCIONI DI BRUXELLES SARANNO MOLTO SOLERTI NEL RICORDARE ALLO SPILUNGONE CRUCCO CHE ITALIA E GERMANIA FANNO PARTE DEL MERCATO UNICO, E CHE L’OSTINATO NEIN DI BERLINO ALL’ASSALTO DI UNICREDIT NON È COSA BUONA. IN QUESTO CONTESTO CONVULSO E CONFUSO, ORCEL HA DALLA SUA LA SOLIDITÀ DELLE SUE RELAZIONI E DEI SUOI RAPPORTI DI POTERE…

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO – LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) – INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE…

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI’ DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI – IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E’ ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E’ DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ”DIVIDI E PERDI”, NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

DAGOREPORT – IL DEMANIO SI NASCONDE NEI DETTAGLI! MA QUANTO “COMUNICANO” ALL’AGENZIA GUIDATA CON PIGLIO MILITARE DALLA COGNATA DI PAOLO GENTILONI? CI SONO UNA VENTINA DI PERSONE TRA DIRIGENTI, GIORNALISTI, CONSULENTI E PRESUNTI ESPERTI, CHE AVREBBERO L’OBIETTIVO DI FAR CRESCERE LA VISIBILITÀ DELL’ENTE. IL RISULTATO? SU INSTAGRAM L’AGENZIA DEL DEMANIO HA LA BELLEZZA DI…5MILA FOLLOWER – TUTTI I BANDI, L’ORGANIGRAMMA, I CONTRATTI…





















[analyse_source url=”https://www.dagospia.com/politica/vannacci-e-traditore-norberto-de-angelis-fondatore-ed-ex-presidente-474301″]


