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GLI INTERNAZIONALI DI ROMA VALGONO UN MILIARDO DI EURO: DITE AI DIRIGENTI DEL CALCIO, CHE NON SANNO FARE NEANCHE I CALENDARI, DI IMPARARE – IN ITALIA IL TENNIS È UNA MACCHINA DA SOLDI TRAINATA DALL’EFFETTO SINNER. IL TORNEO ROMANO NEL 2002 FATTURAVA 6 MILIONI, QUEST’ANNO 90. OGGI SARÀ SUPERATA LA QUOTA DELLE 400MILA PRESENZE PAGANTI – BINAGHI SOGNA DI RENDERE ROMA IL QUINTO SLAM E QUESTO SPIEGA I SESSANTA MILIONI STANZIATI PER COPRIRE IL CAMPO CENTRALE ENTRO IL 2028 – LA POLEMICA DEL PRESIDENTE DELLA FEDERTENNIS SUL FATTO CHE A ROMA I GIOCATORI GUADAGNINO TROPPO…
Estratti da repubblica.it
angelo binaghi foto mezzelani gmt 189
(…) Nel frattempo, gli Internazionali d’Italia hanno fatto registrare un nuovo record storico, ancora prima della conclusione del torneo. Ieri erano stati infatti già venduti 397.915 biglietti, oltre quattromila in più del totale complessivo dell’edizione 2025 (393.671). Oggi sarà superata la quota delle quattrocentomila presenze paganti, che alla vigilia Angelo Binaghi, presidente Fitp, aveva indicato come traguardo simbolico.
INTERNAZIONALI
C’è un numerino che racconta meglio di qualsiasi altro la metamorfosi degli Internazionali di tennis, il Masters 1000 in corso a Roma: sei milioni di euro di fatturato nel 2002, novanta stimati quest’anno. Quindici volte tanto, in vent’anni. Il torneo di Roma È un asset.
Un crown jewel, direbbero i banchieri d’affari, e il gergo finanziario che usa la Gazzetta dello Sport nella sua analisi economica, non è esagerato: i recenti passaggi di proprietà dei Masters 1000 di Madrid e Miami a una holding americana per oltre un miliardo di dollari certificano la caratura economica globale di questi eventi. La Federtennis e Binaghi lo sanno, tanto che la Fitp ha tentato di partecipare all’asta per rilevare la licenza madrilena. Un colpo andato a vuoto, ma rivelatore di un’ambizione che fino a dieci anni fa sarebbe sembrata fantascienza.
jannik sinner foto mezzelani gmt 1075
A differenza delle Atp Finals di Torino gli Internazionali sono proprietà permanente della federazione italiana, protetta da una licenza trentennale vincolata al rispetto di standard infrastrutturali precisi.
Questo spiega i sessanta milioni stanziati per coprire il Campo Centrale entro il 2028, trasformandolo in un impianto polifunzionale capace di ospitare diciotto discipline e generare ventidue milioni di ricavi aggiuntivi all’anno. Non è mecenatismo sportivo. È un investimento industriale, diventato negli anni un vero e proprio tormentone.
folla internazionali foto mezzelani gmt 280
I numeri, dicevamo. Quelli della stagione corrente che riporta la Gazzetta sono impressionanti. La biglietteria vale 35,5 milioni, con una crescita del 1.765% dal 2005, e un record di 43.000 biglietti venduti in un solo giorno. Il settore commerciale genera altri trenta milioni grazie a trentotto partner, con BNL BNP Paribas come title sponsor. I diritti televisivi, gestiti da Atp Media – di cui la FITP detiene l’8% – portano ulteriori quindici milioni. Per tutto il resto c’è Jannik Sinner. Peccato che il calcio, chiuso nel fortino della sua pretesa superiorità, non se ne renda conto, facendo collezione di figuracce.
jannik sinner foto mezzelani gmt 1061
Su questo successo pesa però una controversia strutturale, ricorda la Gazzetta. La regola Atp del 50-50 impone la ripartizione degli utili netti con i giocatori: a Roma, tra montepremi e profit-sharing, i tennisti incassano tra i venti e i venticinque milioni, circa il 25% del giro d’affari totale. Una percentuale che Binaghi continua a definire iniqua al contrario, sottolineando che gli Slam ne riconoscono ai giocatori appena il 13-16%, reinvestendo il surplus nei propri vivai nazionali. E’ la grande battaglia sindacale di questo periodo. Ed è la geopolitica del tennis globale: Wimbledon, Roland Garros, Us Open e Australian Open operano sotto regole diverse, con un vantaggio competitivo che Binaghi vorrebbe smontare.
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Estratti da repubblica.it
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(…) Nel frattempo, gli Internazionali d’Italia hanno fatto registrare un nuovo record storico, ancora prima della conclusione del torneo. Ieri erano stati infatti già venduti 397.915 biglietti, oltre quattromila in più del totale complessivo dell’edizione 2025 (393.671). Oggi sarà superata la quota delle quattrocentomila presenze paganti, che alla vigilia Angelo Binaghi, presidente Fitp, aveva indicato come traguardo simbolico.
INTERNAZIONALI
C’è un numerino che racconta meglio di qualsiasi altro la metamorfosi degli Internazionali di tennis, il Masters 1000 in corso a Roma: sei milioni di euro di fatturato nel 2002, novanta stimati quest’anno. Quindici volte tanto, in vent’anni. Il torneo di Roma È un asset.
Un crown jewel, direbbero i banchieri d’affari, e il gergo finanziario che usa la Gazzetta dello Sport nella sua analisi economica, non è esagerato: i recenti passaggi di proprietà dei Masters 1000 di Madrid e Miami a una holding americana per oltre un miliardo di dollari certificano la caratura economica globale di questi eventi. La Federtennis e Binaghi lo sanno, tanto che la Fitp ha tentato di partecipare all’asta per rilevare la licenza madrilena. Un colpo andato a vuoto, ma rivelatore di un’ambizione che fino a dieci anni fa sarebbe sembrata fantascienza.
jannik sinner foto mezzelani gmt 1075
A differenza delle Atp Finals di Torino gli Internazionali sono proprietà permanente della federazione italiana, protetta da una licenza trentennale vincolata al rispetto di standard infrastrutturali precisi.
Questo spiega i sessanta milioni stanziati per coprire il Campo Centrale entro il 2028, trasformandolo in un impianto polifunzionale capace di ospitare diciotto discipline e generare ventidue milioni di ricavi aggiuntivi all’anno. Non è mecenatismo sportivo. È un investimento industriale, diventato negli anni un vero e proprio tormentone.
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I numeri, dicevamo. Quelli della stagione corrente che riporta la Gazzetta sono impressionanti. La biglietteria vale 35,5 milioni, con una crescita del 1.765% dal 2005, e un record di 43.000 biglietti venduti in un solo giorno. Il settore commerciale genera altri trenta milioni grazie a trentotto partner, con BNL BNP Paribas come title sponsor. I diritti televisivi, gestiti da Atp Media – di cui la FITP detiene l’8% – portano ulteriori quindici milioni. Per tutto il resto c’è Jannik Sinner. Peccato che il calcio, chiuso nel fortino della sua pretesa superiorità, non se ne renda conto, facendo collezione di figuracce.
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Su questo successo pesa però una controversia strutturale, ricorda la Gazzetta. La regola Atp del 50-50 impone la ripartizione degli utili netti con i giocatori: a Roma, tra montepremi e profit-sharing, i tennisti incassano tra i venti e i venticinque milioni, circa il 25% del giro d’affari totale. Una percentuale che Binaghi continua a definire iniqua al contrario, sottolineando che gli Slam ne riconoscono ai giocatori appena il 13-16%, reinvestendo il surplus nei propri vivai nazionali. E’ la grande battaglia sindacale di questo periodo. Ed è la geopolitica del tennis globale: Wimbledon, Roland Garros, Us Open e Australian Open operano sotto regole diverse, con un vantaggio competitivo che Binaghi vorrebbe smontare.
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DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO – LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) – INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE…

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI’ DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI – IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E’ ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E’ DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ”DIVIDI E PERDI”, NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

DAGOREPORT – IL DEMANIO SI NASCONDE NEI DETTAGLI! MA QUANTO “COMUNICANO” ALL’AGENZIA GUIDATA CON PIGLIO MILITARE DALLA COGNATA DI PAOLO GENTILONI? CI SONO UNA VENTINA DI PERSONE TRA DIRIGENTI, GIORNALISTI, CONSULENTI E PRESUNTI ESPERTI, CHE AVREBBERO L’OBIETTIVO DI FAR CRESCERE LA VISIBILITÀ DELL’ENTE. IL RISULTATO? SU INSTAGRAM L’AGENZIA DEL DEMANIO HA LA BELLEZZA DI…5MILA FOLLOWER – TUTTI I BANDI, L’ORGANIGRAMMA, I CONTRATTI…

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON “BEATROCE” VENEZI: LA “FU BACCHETTA NERA” RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ”SKY ARTE”, “RINASCIMENTI SEGRETI” – NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA – ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… – VIDEO

DAGOREPORT – UTERINO COM’È, GIULI NON HA RETTO ALL’ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA, SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) – FINIRÀ COSI’: L’ALESSANDRO MIGNON DELL’EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE…)

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” – È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)





















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