[analyse_image type=”featured” src=”https://static.dagospia.com/img/patch/05-2026/alfredo-mantovano-giorgia-meloni-luigi-sbarra-carlo-deodato-2262614_600_q50.webp”]

IL PROBLEMA POLITICO PIÙ GROSSO PER GIORGIA MELONI È IL SUD – IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA DIMOSTRATO CHE IL MERIDIONE HA VOLTATO LE SPALLE ALLA DUCETTA – IL SOTTOSEGRETARIO AL SUD, L’EX SEGRETARIO DELLA CISL LUIGI SBARRA, IN UN ANNO HA TAGLIATO MOLTI NASTRI MA NON È RIUSCITO A PORTARE CONSENSI (ANZI, SI È ALIENATO QUELLI DI FRATELLI D’ITALIA, ED È STATO “COMMISSARIATO” DA RAFFAELE FITTO, CHE HA PIAZZATO IL FEDELISSIMO GIOSY ROMANO COME CAPO DIPARTIMENTO) – ORA LA PREMIER TENTA L’ACCELERAZIONE CON UNA CABINA DI REGIA AD HOC A PALAZZO CHIGI…
Estratto dell’articolo di Gia. Sal. per “il Fatto quotidiano”
Il Sud come croce. Per il governo e Fratelli d’Italia. Come ha certificato il referendum sulla giustizia in cui, oltre a un’affluenza più bassa rispetto alla media, i “No” avevano superato ampiamente i “Sì” in tutto il Meridione.
La premier Giorgia Meloni non è soddisfatta del lavoro che il suo esecutivo ha fatto sul Mezzogiorno d’Italia che le sta voltando le spalle, né tantomeno del sottosegretario al Sud, Luigi Sbarra, che quando fu nominato nel giugno 2025, era stato scelto proprio con l’obiettivo di portare consensi, a partire da quelli del sindacato.
Così non è stato, tant’è che i vertici di Fratelli d’Italia sono rimasti molto irritati per il fatto che la Cisl (da cui viene Sbarra) non abbia fatto alcun endorsement per il “Sì” alla separazione delle carriere e quindi senza mobilitare i propri iscritti.
ALFREDO MANTOVANO – GIORGIA MELONI – LUIGI SBARRA – CARLO DEODATO
Per questo, per gestire l’ultimo anno prima del voto, a inizio febbraio Meloni ha deciso di istituire la cabina di regia per il Sud a Palazzo Chigi. Un organismo presieduto proprio da Sbarra in cui però ci saranno anche le figure più vicine a Meloni della Presidenza del Consiglio: Sbarra sarà coadiuvato dai ministri, ma anche dagli altri sottosegretari alla Presidenza del Consiglio (a partire dai fedelissimi della premier Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari), il segretario generale di Palazzo Chigi Carlo Deodato e gli otto presidenti di Regione del Sud, di cui cinque di centrodestra.
Secondo il Dpcm del 6 febbraio scorso firmato da Mantovano, che Il Fatto ha potuto leggere, si individuano anche i quattro scopi della cabina di regia: definire “gli obiettivi strategici delle politiche pubbliche per lo sviluppo del Sud”, assicurare il coordinamento tra Stato, Regioni ed enti locali tenendo conto delle risorse stanziate, la redazione del Piano strategico per il Sud e il monitoraggio del Piano stesso.
raffaele fitto – meeting di rimini
La cabina di regia viene convocata con una cadenza trimestrale. Il tutto finanziato con le risorse del Dipartimento del Sud. […]
La cabina di regia del Sud […] servirà per istituzionalizzare l’impegno del governo e le risorse, coinvolgendo anche altre figure rispetto allo stesso Sbarra, che ormai non gode delle simpatie di molti dentro Fratelli d’Italia. Diverse fonti raccontano di rapporti freddi sia col ministro del Pnrr Tommaso Foti, sia con il suo predecessore Raffaele Fitto.
[…] Sbarra – che sogna la candidatura in Parlamento tra un anno e soprattutto un posto da ministro del Lavoro in un ipotetico Meloni bis – […] è stato ribattezzato il “taglia nastri” per la sua presenza a tutti i convegni e inaugurazioni, soprattutto al Sud, senza concretizzare più di tanto.
Inoltre, se all’inizio Sbarra avrebbe voluto “rivoluzionare” il Dipartimento del Sud a cui era stata data una dotazione finanziaria ingente considerando che si tratta di un dicastero senza portafogli, per la posizione di capo dipartimento è stato scelto Giosy Romano, già responsabile della struttura Zes e fedelissimo di Fitto. Una sorta di “controllore”. […]
TOMMASO FOTI CON LA MASCHERINA BOIA CHI MOLLA
giorgia meloni Luigi Sbarra – foto lapresse
Estratto dell’articolo di Gia. Sal. per “il Fatto quotidiano”
Il Sud come croce. Per il governo e Fratelli d’Italia. Come ha certificato il referendum sulla giustizia in cui, oltre a un’affluenza più bassa rispetto alla media, i “No” avevano superato ampiamente i “Sì” in tutto il Meridione.
La premier Giorgia Meloni non è soddisfatta del lavoro che il suo esecutivo ha fatto sul Mezzogiorno d’Italia che le sta voltando le spalle, né tantomeno del sottosegretario al Sud, Luigi Sbarra, che quando fu nominato nel giugno 2025, era stato scelto proprio con l’obiettivo di portare consensi, a partire da quelli del sindacato.
Così non è stato, tant’è che i vertici di Fratelli d’Italia sono rimasti molto irritati per il fatto che la Cisl (da cui viene Sbarra) non abbia fatto alcun endorsement per il “Sì” alla separazione delle carriere e quindi senza mobilitare i propri iscritti.
ALFREDO MANTOVANO – GIORGIA MELONI – LUIGI SBARRA – CARLO DEODATO
Per questo, per gestire l’ultimo anno prima del voto, a inizio febbraio Meloni ha deciso di istituire la cabina di regia per il Sud a Palazzo Chigi. Un organismo presieduto proprio da Sbarra in cui però ci saranno anche le figure più vicine a Meloni della Presidenza del Consiglio: Sbarra sarà coadiuvato dai ministri, ma anche dagli altri sottosegretari alla Presidenza del Consiglio (a partire dai fedelissimi della premier Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari), il segretario generale di Palazzo Chigi Carlo Deodato e gli otto presidenti di Regione del Sud, di cui cinque di centrodestra.
Secondo il Dpcm del 6 febbraio scorso firmato da Mantovano, che Il Fatto ha potuto leggere, si individuano anche i quattro scopi della cabina di regia: definire “gli obiettivi strategici delle politiche pubbliche per lo sviluppo del Sud”, assicurare il coordinamento tra Stato, Regioni ed enti locali tenendo conto delle risorse stanziate, la redazione del Piano strategico per il Sud e il monitoraggio del Piano stesso.
raffaele fitto – meeting di rimini
La cabina di regia viene convocata con una cadenza trimestrale. Il tutto finanziato con le risorse del Dipartimento del Sud. […]
La cabina di regia del Sud […] servirà per istituzionalizzare l’impegno del governo e le risorse, coinvolgendo anche altre figure rispetto allo stesso Sbarra, che ormai non gode delle simpatie di molti dentro Fratelli d’Italia. Diverse fonti raccontano di rapporti freddi sia col ministro del Pnrr Tommaso Foti, sia con il suo predecessore Raffaele Fitto.
[…] Sbarra – che sogna la candidatura in Parlamento tra un anno e soprattutto un posto da ministro del Lavoro in un ipotetico Meloni bis – […] è stato ribattezzato il “taglia nastri” per la sua presenza a tutti i convegni e inaugurazioni, soprattutto al Sud, senza concretizzare più di tanto.
Inoltre, se all’inizio Sbarra avrebbe voluto “rivoluzionare” il Dipartimento del Sud a cui era stata data una dotazione finanziaria ingente considerando che si tratta di un dicastero senza portafogli, per la posizione di capo dipartimento è stato scelto Giosy Romano, già responsabile della struttura Zes e fedelissimo di Fitto. Una sorta di “controllore”. […]
TOMMASO FOTI CON LA MASCHERINA BOIA CHI MOLLA
giorgia meloni Luigi Sbarra – foto lapresse

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO – LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) – INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE…

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI’ DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI – IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E’ ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E’ DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ”DIVIDI E PERDI”, NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

DAGOREPORT – IL DEMANIO SI NASCONDE NEI DETTAGLI! MA QUANTO “COMUNICANO” ALL’AGENZIA GUIDATA CON PIGLIO MILITARE DALLA COGNATA DI PAOLO GENTILONI? CI SONO UNA VENTINA DI PERSONE TRA DIRIGENTI, GIORNALISTI, CONSULENTI E PRESUNTI ESPERTI, CHE AVREBBERO L’OBIETTIVO DI FAR CRESCERE LA VISIBILITÀ DELL’ENTE. IL RISULTATO? SU INSTAGRAM L’AGENZIA DEL DEMANIO HA LA BELLEZZA DI…5MILA FOLLOWER – TUTTI I BANDI, L’ORGANIGRAMMA, I CONTRATTI…

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON “BEATROCE” VENEZI: LA “FU BACCHETTA NERA” RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ”SKY ARTE”, “RINASCIMENTI SEGRETI” – NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA – ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… – VIDEO

DAGOREPORT – UTERINO COM’È, GIULI NON HA RETTO ALL’ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA, SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) – FINIRÀ COSI’: L’ALESSANDRO MIGNON DELL’EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE…)

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” – È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)





















[analyse_source url=”https://www.dagospia.com/politica/problema-politico-piu-grosso-per-giorgia-meloni-e-sud-referendum-474006″]

