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GRAZIA, GRAZIELLA E GRAZIE AL… TRUMP! – “THE DONALD” MONETIZZA SU TUTTO, ANCHE SULLE GRAZIE PRESIDENZIALI: PER USCIRE DI PRIGIONE, BASTA SGANCIARE TRA UNO E SEI MILIONI DI DOLLARI AI MEMBRI DEL “CERCHIO MAGICO” DEL PRESIDENTE – IN UN SOLO ANNO IL TYCOON HA GRAZIATO 1600 PERSONE (1500 DI LORO SONO I RESPONSABILI DELL’ASSALTO A CAPITOL HILL), TRA CUI L’EX PRESIDENTE HONDUREGNO JUAN ORLANDO HERNÁNDEZ, CHE DOVEVA SCONTARE UNA CONDANNA A 45 ANNI PER AVER IMPORTATO NEGLI USA 400 TONNELLATE DI COCAINA, LE STAR DEI REALITY SHOW TODD E JULIE CHRISLEY, CONDANNATI PER FRODE BANCARIA ED EVASIONE FISCALE E…
Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per “la Repubblica”
donald trump concede la grazia
Altro che giustizia uguale per tutti. A Washington ormai è cosa nota: per ottenere la benevolenza del presidente e uscire di galera, basta avere i contatti giusti. E fondi sufficienti a oliare i portafogli di consulenti e lobbisti con entrature alla Casa Bianca o a Mar-a-Lago: familiarità con i membri del “cerchio magico” di Donald Trump.
Le donazioni costano piuttosto caro ai postulanti: da un minimo di un milione di dollari, fino a sei, a seconda delle imputazioni e della rilevanza dei facoltosi pregiudicati da rimettere in libertà. Una pratica così diffusa, che una recente inchiesta del settimanale New Yorker parla già di “economia delle grazie”. E il Wall Street Journal addirittura di “industria della clemenza”.
[…] Trump, nel primo anno del suo primo mandato, ne concesse solo una. Le cose sono radicalmente cambiate col secondo mandato. In un solo anno, ha infatti graziato la bellezza di 1600 persone. Certo, circa 1500, come promesso in campagna elettorale, sono i responsabili dell’attacco a Capitol Hill del 6 gennaio 2021. […]
Ma gli altri cento nomi che hanno ottenuto “clemenza esecutiva” sono da scorrere con attenzione. C’è infatti, quello dell’imprenditore sportivo Tim Leiweke, condannato per illeciti finanziari, graziato durante una partita di golf a Mar-a-Lago giocata dal parlamentare Trey Gowdy col presidente.
Don Jr, figlio maggiore di Trump, ha invece perorato la causa di Changpeng Zhao, fondatore della piattaforma di criptovaluta Binanace anche lui condannato per frode fiscale. E pure l’influencer conservatrice Laura Loomer, confidente di Trump, è intervenuta a favore di qualcuno: ottenendo clemenza per il rabbino Joseph Schwartz, proprietario di una casa di cura nel New Jersey, condannato per aver frodato il governo per trentotto milioni di dollari non pagando le tasse sul lavoro.
E ci sono nomi perfino più incredibili: come quello dell’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández, che doveva scontare una condanna a 45 anni per concorso coi cartelli della droga, accusato di aver importato negli Usa 400 tonnellate di cocaina. E perfino Ross Ulbricht, creatore del sito Silk Road noto lo spaccio di stupefacenti sul dark web.
Per carità, non sempre di vendita delle indulgenze, si tratta. Il New Yorker nota che «qualcuno riesce a risparmiare sfruttando le antipatie del presidente», scrivono. «Se qualcuno è stato arrestato per ordine di un giudice, di un detective, di un ministro che gli sta antipatico, il gioco è fatto».
È andata così alla star dei reality show Todd e Julie Chrisley, condannati per frode bancaria ed evasione fiscale. E pure a Matt Gaetz, mancato procuratore generale per quel suo “vizietto” di accompagnarsi a minorenni.
ross ulbricht
changpeng zhao
todd julie chrisley
donald trump concede la grazia
Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per “la Repubblica”
donald trump concede la grazia
Altro che giustizia uguale per tutti. A Washington ormai è cosa nota: per ottenere la benevolenza del presidente e uscire di galera, basta avere i contatti giusti. E fondi sufficienti a oliare i portafogli di consulenti e lobbisti con entrature alla Casa Bianca o a Mar-a-Lago: familiarità con i membri del “cerchio magico” di Donald Trump.
Le donazioni costano piuttosto caro ai postulanti: da un minimo di un milione di dollari, fino a sei, a seconda delle imputazioni e della rilevanza dei facoltosi pregiudicati da rimettere in libertà. Una pratica così diffusa, che una recente inchiesta del settimanale New Yorker parla già di “economia delle grazie”. E il Wall Street Journal addirittura di “industria della clemenza”.
[…] Trump, nel primo anno del suo primo mandato, ne concesse solo una. Le cose sono radicalmente cambiate col secondo mandato. In un solo anno, ha infatti graziato la bellezza di 1600 persone. Certo, circa 1500, come promesso in campagna elettorale, sono i responsabili dell’attacco a Capitol Hill del 6 gennaio 2021. […]
Ma gli altri cento nomi che hanno ottenuto “clemenza esecutiva” sono da scorrere con attenzione. C’è infatti, quello dell’imprenditore sportivo Tim Leiweke, condannato per illeciti finanziari, graziato durante una partita di golf a Mar-a-Lago giocata dal parlamentare Trey Gowdy col presidente.
Don Jr, figlio maggiore di Trump, ha invece perorato la causa di Changpeng Zhao, fondatore della piattaforma di criptovaluta Binanace anche lui condannato per frode fiscale. E pure l’influencer conservatrice Laura Loomer, confidente di Trump, è intervenuta a favore di qualcuno: ottenendo clemenza per il rabbino Joseph Schwartz, proprietario di una casa di cura nel New Jersey, condannato per aver frodato il governo per trentotto milioni di dollari non pagando le tasse sul lavoro.
E ci sono nomi perfino più incredibili: come quello dell’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández, che doveva scontare una condanna a 45 anni per concorso coi cartelli della droga, accusato di aver importato negli Usa 400 tonnellate di cocaina. E perfino Ross Ulbricht, creatore del sito Silk Road noto lo spaccio di stupefacenti sul dark web.
Per carità, non sempre di vendita delle indulgenze, si tratta. Il New Yorker nota che «qualcuno riesce a risparmiare sfruttando le antipatie del presidente», scrivono. «Se qualcuno è stato arrestato per ordine di un giudice, di un detective, di un ministro che gli sta antipatico, il gioco è fatto».
È andata così alla star dei reality show Todd e Julie Chrisley, condannati per frode bancaria ed evasione fiscale. E pure a Matt Gaetz, mancato procuratore generale per quel suo “vizietto” di accompagnarsi a minorenni.
ross ulbricht
changpeng zhao
todd julie chrisley
donald trump concede la grazia

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” – È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C’È DA ATTENDERE LA PENSIONE – E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

DAGOREPORT – IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU – TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” – IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

FLASH! – NESSUN GIORNALE HA MESSO IN RILIEVO UN FATTO MAI SUCCESSO PRIMA: QUEL DISTURBATO MENTALE DI TRUMP HA PRESO IL TELEFONO E HA DIGITATO IL NUMERO DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE LA QUESTIONE DAZI ENTRO IL 4 LUGLIO – SEMBRERÀ STRANO, MA CON QUESTA CHIAMATA È LA PRIMA VOLTA CHE L’AMMINISTRAZIONE TRUMP RICONOSCE L’UNIONE EUROPEA COME UN’ENTITÀ ECONOMICA ANZICHÉ VASSALLO CHE GLI DEVE BACIARE IL CULO…

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? – QUELLO CHE È CERTO È CHE NE’ I VERTICI DEL VIMINALE NE’ LA ”FIAMMA MAGICA” ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA – E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…





















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