‘presto teheran inizierÀ a chiudere i pozzi di petrolio’-la previsione del segretario al tesoro usa

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scott bessent donald trump

“PRESTO TEHERAN INIZIERÀ A CHIUDERE I POZZI DI PETROLIO” – LA PREVISIONE DEL SEGRETARIO AL TESORO USA SCOTT BESSENT SECONDO CUI I PREZZI DELLE BENZINA CALERANNO DOPO LA GUERRA A UN LIVELLO PIÙ BASSO DI QUELLO PRECEDENTE AL CONFLITTO – IL BLOCCO DI HORMUZ STA AVENDO ANCHE UN ALTRO EFFETTO: GLI STATI UNITI SONO DIVENTATI IL MAGGIORE ESPORTATORE DI PETROLIO MA IL BALZO AVREBBE MESSO SOTTO PRESSIONE LE SCORTE AMERICANE DI GREGGIO, CHE SI STANNO ESAURENDO RAPIDAMENTE – SECONDO “AL ARABIYA” L’IRAN AVREBBE ACCETTATO DI INCLUDERE IL PROPRIO PROGRAMMA NUCLEARE NEI NEGOZIATI CON GLI STATI UNITI…

Da repubblica.it

 

Il segretario al Tesoro Usa Bessent: “L’Iran potrebbe dover iniziare a chiudere i pozzi di petrolio dalla prossima settimana”

scott bessent

La prossima settimana l’Iran potrebbe dover iniziare a chiudere i pozzi petroliferi. Lo ha detto il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, sottolineando che i prezzi delle benzina caleranno dopo la guerra a un livello più basso di quello precedente al conflitto.

 

 

Media: Teheran disposta a negoziare sul programma nucleare

L’Iran avrebbe ridotto alcune delle sue condizioni preliminari e accettato di includere il proprio programma nucleare nei negoziati con gli Stati Uniti. Lo riferiscono fonti citate da Al Arabiya. Secondo le stesse fonti, Teheran avrebbe proposto di limitare l’arricchimento dell’uranio al 3,5% e di procedere a una graduale riduzione delle attuali scorte di materiale già arricchito.

 

L’Opec+ aumenta la produzione di petrolio, e intanto gli Usa sono ora i primi esportatori

Il cartello dei Paesi produttori di petrolio aumenta la produzione di petrolio di maggio, anche se si tratta solo di una mossa sostanzialmente simbolica visto che lo Stretto di Hormuz rimane bloccato.

 

La decisione, presa dopo l’uscita degli Emirati Arabi Uniti, punta più ad indicare stabilità che ad avere un’efficacia reale. Il tutto mentre si profila una possibile guerra dei prezzi: con gli emirati che annunciano investimenti e si tengono le mani libere nella produzione; con gli Usa che hanno spedito 250milioni di barili in nove settimane, superando l’Arabia Saudita e diventando il principale esportatore al mondo.

scott bessent e donald trump

 

La Abu Dhabi National Oil Company, cioè la compagnia emiratina, ha annunciato in contemporanea con la riunione degli altri produttori, con una tempistica che non appare casuale, che investirà 55 miliardi di dollari in nuovi progetti nei prossimi due anni. Punta così ad espandere la propria capacità di cinque milioni di barili al giorno, fuori dalle quote concordate con l’Opec che ne limitava la produzione a 3,4 milioni di barili al giorno.

 

(…) Il blocco di Hormuz sta avendo anche un altro effetto. Gli Stati Uniti sono diventati il maggiore esportatore di petrolio con 250 milioni di barili spediti all’estero nelle ultime nove settimane. Secondo l’agenzia Bloomberg avrebbe così superato l’Arabia Saudita ma il balzo delle esportazioni avrebbe messo sotto pressione le scorte americane di greggio, che si stanno esaurendo rapidamente.

donald trump – stretto di hormuzTRUMP PUBBLICA MAPPA DELLO STRETTO DI HORMUZ RIBATTEZZATO ‘STRETTO DI TRUMP’

 

scott bessent e donald trumpSTRETTO DI HORMUZ – CRISI ENERGETICAmarina militare iraniana assalta nave nello stretto di hormuz 7stretto di hormuz – petrolio e gasnave attraversa lo stretto di hormuzmarina militare iraniana assalta nave nello stretto di hormuz 6

 

 

 

Da repubblica.it

 

Il segretario al Tesoro Usa Bessent: “L’Iran potrebbe dover iniziare a chiudere i pozzi di petrolio dalla prossima settimana”

scott bessent

La prossima settimana l’Iran potrebbe dover iniziare a chiudere i pozzi petroliferi. Lo ha detto il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, sottolineando che i prezzi delle benzina caleranno dopo la guerra a un livello più basso di quello precedente al conflitto.

 

 

Media: Teheran disposta a negoziare sul programma nucleare

L’Iran avrebbe ridotto alcune delle sue condizioni preliminari e accettato di includere il proprio programma nucleare nei negoziati con gli Stati Uniti. Lo riferiscono fonti citate da Al Arabiya. Secondo le stesse fonti, Teheran avrebbe proposto di limitare l’arricchimento dell’uranio al 3,5% e di procedere a una graduale riduzione delle attuali scorte di materiale già arricchito.

 

L’Opec+ aumenta la produzione di petrolio, e intanto gli Usa sono ora i primi esportatori

Il cartello dei Paesi produttori di petrolio aumenta la produzione di petrolio di maggio, anche se si tratta solo di una mossa sostanzialmente simbolica visto che lo Stretto di Hormuz rimane bloccato.

 

La decisione, presa dopo l’uscita degli Emirati Arabi Uniti, punta più ad indicare stabilità che ad avere un’efficacia reale. Il tutto mentre si profila una possibile guerra dei prezzi: con gli emirati che annunciano investimenti e si tengono le mani libere nella produzione; con gli Usa che hanno spedito 250milioni di barili in nove settimane, superando l’Arabia Saudita e diventando il principale esportatore al mondo.

scott bessent e donald trump

 

La Abu Dhabi National Oil Company, cioè la compagnia emiratina, ha annunciato in contemporanea con la riunione degli altri produttori, con una tempistica che non appare casuale, che investirà 55 miliardi di dollari in nuovi progetti nei prossimi due anni. Punta così ad espandere la propria capacità di cinque milioni di barili al giorno, fuori dalle quote concordate con l’Opec che ne limitava la produzione a 3,4 milioni di barili al giorno.

 

(…) Il blocco di Hormuz sta avendo anche un altro effetto. Gli Stati Uniti sono diventati il maggiore esportatore di petrolio con 250 milioni di barili spediti all’estero nelle ultime nove settimane. Secondo l’agenzia Bloomberg avrebbe così superato l’Arabia Saudita ma il balzo delle esportazioni avrebbe messo sotto pressione le scorte americane di greggio, che si stanno esaurendo rapidamente.

donald trump – stretto di hormuzTRUMP PUBBLICA MAPPA DELLO STRETTO DI HORMUZ RIBATTEZZATO ‘STRETTO DI TRUMP’

 

scott bessent e donald trumpSTRETTO DI HORMUZ – CRISI ENERGETICAmarina militare iraniana assalta nave nello stretto di hormuz 7stretto di hormuz – petrolio e gasnave attraversa lo stretto di hormuzmarina militare iraniana assalta nave nello stretto di hormuz 6

 

 

 

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E’ DATA PER CERTA) – AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA – IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. – UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH – NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA’ RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE – A VOLERLO E’ STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D’ITALIA – DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA “TALPA” DEL GAROFANI-GATE, CIOE’ DI AVER SPIFFERATO A “LA VERITA’” DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO’ IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL “BUTTAFUOCO INFERNALE” DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) – LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) – ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA’, DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI – LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L’ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE…

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA’ ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO – OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D’IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L’IMPLOSIONE DI FRATELLI D’ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL’ALTARE ALLA POVERE, COME E’ GIA’ SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E’ ALTISSIMA – A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

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