Come altri appassionati, avevamo ritrovato dopo tanti anni Umberto Masetti in qualità di addetto all’area di servizio di Modena, sulla A1. Nell’ultima parte della sua vita avventurosa era quello il suo lavoro: nel ‘72 era rientrato in Italia dal sud America per correre la 200 Miglia di Imola, ma aveva già 46 anni e non trovò una moto; aveva anche provato a scendere in pista negli anni successivi con una Italjet 125, senza successo. Nel 1997 era dirigente della Aprilia e lo storico Fabio Avossa scrive che negli ultimi anni era stato direttore dell’Associazione Italiana per la Storia dell’Automobile, con Nello Pagani.
Era un gran fumatore, come tanti allora. Nella storia del motociclismo occupa un posto di assoluto rilievo: è stato il primo italiano a conquistare il titolo mondiale della classe 500 nel 1950 con la Gilera, ha fatto il bis due anni dopo, è stato protagonista di un duello epico con un altro grande come Goff Duke ed era un gran casanova, finito anche sulle cronache rosa della sua epoca per una presunta storia con Moira Orfei. Un fenomeno che in carriera ha collezionato sei vittorie e ventitrè podi su 31 gare ed è stato sei volte campione Italiano tra il 1949 ed il 1955.Masetti è morto vent’anni fa, nel 29 maggio 2006 per complicazioni polmonari.
Era un pilota che non si risparmiava, amava guidare spericolatamente ed ebbe diversi incidenti dai quali uscì senza gravi danni. Allora la stampa esagerava un pochino nei racconti e immagini ce n’erano poche: si raccontò che una volta a Imola finì fuori pista e si rialzò addirittura nel greto del Santerno, ma chissà.
La carriera di Masetti iniziò nell’immediato dopoguerra con un Guzzino e le prime vittorie nella terza categoria; ma già nel 1949, primo anno del neonato campionato del mondo velocità, il parmense debuttava sulla scena internazionale in sella a una Morini 125, quinto a Berna e secondo classificato al Gran Premio delle Nazioni a Monza. In quella stagione fu l’unico pilota a gareggiare nelle tre cassi, con la 250 Benelli fu terzo a Monza, con la 500 Gilera non prese punti.
Poi il 1950 del titolo. Umberto saltò la prima prova del TT all’isola di Man, dove Duke dominò con la Norton; ma poi vinse a Spa il GP del Belgio e ad Assen quello d’Olanda, e finì secondo a Ginevra nel GP della Svizzera: tre colpi vincenti in soli ventuno giorni, nel mese di luglio. Poi a Belfast fu soltanto sesto per problemi tecnici, ma nell’ultima prova del Nazioni gli bastò il secondo posto dietro a Duke per laurearsi campione. I suoi rivali quell’anno erano fortissimi: Graham che era il campione in carica, Duke che stava esplodendo, poi Nello Pagani e Carlo Bandirola compagni in Gilera.
L’anno dopo non ebbe fortuna. Vinse il GP di Spagna, ma subito dopo a Berna incappò in un grave incidente e addio: concluse il 1951 al terzo posto in classifica con Duke e la Norton campioni. Il secondo titolo della 500 arrivò nel 1952, grazie alla doppietta sulle sue amate piste del Belgio e dell’Olanda davanti a Duke e ai podi conquistati. Quell’anno battè Leslie Graham che era passato alla MV Agusta e una sfilza di piloti anglofili sulle AJS e le Norton.
Ma la riconoscenza non è di questo mondo e la Gilera a quel punto volle prendere in squadra il grande rivale, quel Geoff Duke che pareva irresistibile. La storia si ripete, Umberto non la prese bene e andò in crisi, la squadra fu presto dalla parte del britannico: dopo due stagioni tribolate, senza punti nel ‘53 (quando fece anche qualche gara anche in 250 con la NSU) e decimo nel 1954 con il solo secondo posto di Monza, Masetti passò alla concorrenza: alla MV, che lo pagava meglio, per correre in due classi, 250 (o 350) e 500. Nella mezzo litro fu protagonista fin dal primo anno: terzo assoluto con due podi e la vittoria al Gran Premio delle Nazioni del 1955, in volata con la 500 del conte Agusta mise dietro le quattro Gilera di Armstrong, Duke, Colnago e Alfredo Milani.
Dal 1956 al 1958 lo ritroviamo a correre in tre classi, 250, 350 e 500, con l’ultimo podio a Monza ’58 nella mezzo litro dietro ai compagni di marca Surtees e Venturi. Poi il ritiro. Perché nei primi anni Sessanta Masetti emigrò in Cile? Ufficialmente non si è mai saputo. La sua fama cresceva proporzionalmente alle sue conquiste, forse doveva fuggire da qualche marito geloso o aveva semplicemente bisogno di dare una svolta alla sua vita. Fatto sta che in Cile si dedicò a varie attività commerciali pur senza diventare ricco, ma tornò sporadicamente a correre in moto con licenza cilena. Le sue moto furono allora la Suzuki 125 e la Morini 250, con la quale partecipò due volte al Gran Premio d’Argentina: secondo nel 1962 e terzo nel 1963, a dimostrazione che la classe e la voglia c’erano ancora.