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“EDUCARE NON SIGNIFICA UMILIARE” – LA FIGLIA MINORENNE LO CHIAMA “SCEMO”, IL PADRE LA OBBLIGA A CHIEDERE SCUSA PER 50 VOLTE E VIENE CONDANNATO DALLA CASSAZIONE – L’UOMO NON SOLO AVEVA PRETESO CHE LA FIGLIA SI SCUSASSE RIPETUTAMENTE MA L’AVEVA MINACCIATA E PICCHIATA: NON SIAMO DAVANTI A UN ECCESSO EDUCATIVO MA A UN REATO – LA SENTENZA SI INSERIESCE IN UN ORIENTAMENTO CONSOLIDATO: “IL POTERE EDUCATIVO DEI GENITORI HA LIMITI CHIARI. DEVE ESSERE ESERCITATO CON MEZZI CONSENTITI E PROPORZIONATI SENZA…”
Costringere una figlia minorenne a ripetere per più di 50 volte «scusa papà, non lo faccio più», mentre viene insultata, minacciata e colpita, non è un eccesso educativo: è reato. Lo chiarisce la Corte di Cassazione nella sentenza n. 15594/2026, depositata il 29 aprile, con cui ha confermato la condanna di un padre per abuso dei mezzi di correzione, respingendo il ricorso presentato contro la sentenza della Corte d’appello di Bologna.
Il caso ruota attorno a un unico episodio, avvenuto il 2 gennaio 2019, durante un tragitto in auto. Secondo quanto ricostruito dai giudici, l’uomo, irritato perché la figlia lo aveva chiamato «scemo», aveva iniziato «a bestemmiare, a colpire la bambina, a urlarle epiteti gravemente offensivi», arrivando a umiliarla e minacciarla. E, soprattutto, «costringendola a pronunciare, senza interruzione, per almeno una cinquantina di volte, la frase “scusa papà, non lo faccio più”», pretendendo anche «che tenesse aperti gli occhi durante tale recitazione e nel frattempo picchiandola».
Il nodo giuridico sta tutto qui: quando un comportamento, anche se motivato da intento educativo, diventa penalmente rilevante? Davanti a questo quesito, la Cassazione risponde così: «Qualunque forma di violenza fisica o psichica», esula dal perimetro applicativo del reato di abuso dei mezzi di correzione (art. 571 c.p.), anche se la violenza è motivata con finalità correttive. In altre parole, per i giudici non esiste uno spazio legittimo per la violenza nell’educazione.
Ma cosa sono i “mezzi di correzione” ammessi? Nel diritto penale (articolo 571 c.p.) sono elencati gli strumenti educativi leciti, cioè le modalità con cui un genitore può correggere il comportamento di un minore. Tra questi: la richiesta di tenere un comportamento corretto (studiare, rispettare orari, ecc.), i rimproveri verbali, l’imposizione di regole e le limitazioni (per esempio: niente telefono, niente uscite).
rapporto conflittuale padre figlia 5
(…)
Un altro passaggio interessante della sentenza riguarda il contesto familiare. La difesa aveva sostenuto che il disagio della figlia derivasse dalla conflittualità tra i genitori. Ma per la Cassazione questo non basta a escludere la responsabilità del padre. Anche in presenza di tensioni familiari, resta centrale la valutazione della condotta: nel caso concreto, la condotta era caratterizzata da «elevato grado di insidiosità, arbitrarietà, intempestività» e tale da poter provocare «sofferenze e/o disagi psicologici ai danni della minore».
La sentenza si inserisce in un orientamento ormai consolidato: il potere educativo dei genitori ha limiti chiari. Deve essere esercitato «con mezzi consentiti e proporzionati […] senza superare i limiti previsti dall’ordinamento o consistere in trattamenti afflittivi dell’altrui personalità». Tradotto: educare non significa umiliare, né tantomeno usare violenza.
rapporto conflittuale padre figlia 4
rapporto conflittuale padre figlia 3
rapporto conflittuale padre figlia 6
Costringere una figlia minorenne a ripetere per più di 50 volte «scusa papà, non lo faccio più», mentre viene insultata, minacciata e colpita, non è un eccesso educativo: è reato. Lo chiarisce la Corte di Cassazione nella sentenza n. 15594/2026, depositata il 29 aprile, con cui ha confermato la condanna di un padre per abuso dei mezzi di correzione, respingendo il ricorso presentato contro la sentenza della Corte d’appello di Bologna.
Il caso ruota attorno a un unico episodio, avvenuto il 2 gennaio 2019, durante un tragitto in auto. Secondo quanto ricostruito dai giudici, l’uomo, irritato perché la figlia lo aveva chiamato «scemo», aveva iniziato «a bestemmiare, a colpire la bambina, a urlarle epiteti gravemente offensivi», arrivando a umiliarla e minacciarla. E, soprattutto, «costringendola a pronunciare, senza interruzione, per almeno una cinquantina di volte, la frase “scusa papà, non lo faccio più”», pretendendo anche «che tenesse aperti gli occhi durante tale recitazione e nel frattempo picchiandola».
Il nodo giuridico sta tutto qui: quando un comportamento, anche se motivato da intento educativo, diventa penalmente rilevante? Davanti a questo quesito, la Cassazione risponde così: «Qualunque forma di violenza fisica o psichica», esula dal perimetro applicativo del reato di abuso dei mezzi di correzione (art. 571 c.p.), anche se la violenza è motivata con finalità correttive. In altre parole, per i giudici non esiste uno spazio legittimo per la violenza nell’educazione.
Ma cosa sono i “mezzi di correzione” ammessi? Nel diritto penale (articolo 571 c.p.) sono elencati gli strumenti educativi leciti, cioè le modalità con cui un genitore può correggere il comportamento di un minore. Tra questi: la richiesta di tenere un comportamento corretto (studiare, rispettare orari, ecc.), i rimproveri verbali, l’imposizione di regole e le limitazioni (per esempio: niente telefono, niente uscite).
rapporto conflittuale padre figlia 5
(…)
Un altro passaggio interessante della sentenza riguarda il contesto familiare. La difesa aveva sostenuto che il disagio della figlia derivasse dalla conflittualità tra i genitori. Ma per la Cassazione questo non basta a escludere la responsabilità del padre. Anche in presenza di tensioni familiari, resta centrale la valutazione della condotta: nel caso concreto, la condotta era caratterizzata da «elevato grado di insidiosità, arbitrarietà, intempestività» e tale da poter provocare «sofferenze e/o disagi psicologici ai danni della minore».
La sentenza si inserisce in un orientamento ormai consolidato: il potere educativo dei genitori ha limiti chiari. Deve essere esercitato «con mezzi consentiti e proporzionati […] senza superare i limiti previsti dall’ordinamento o consistere in trattamenti afflittivi dell’altrui personalità». Tradotto: educare non significa umiliare, né tantomeno usare violenza.
rapporto conflittuale padre figlia 4
rapporto conflittuale padre figlia 3
rapporto conflittuale padre figlia 6

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 – AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA – IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. – UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL “BUTTAFUOCO INFERNALE” DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) – LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) – ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA’, DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI – LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L’ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE…

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA’ ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO – OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D’IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L’IMPLOSIONE DI FRATELLI D’ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL’ALTARE ALLA POVERE, COME E’ GIA’ SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E’ ALTISSIMA – A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

DAGOREPORT: HABEMUS “TRIONNALE”! – DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) – SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) – FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE – IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE – PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…





















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