[analyse_image type=”featured” src=”https://static.dagospia.com/img/patch/03-2026/donald-trump-bomba-bombardamento-iran-2248526_600_q50.webp”]

GLI IRANIANI HANNO LO STRETTO DALLA PARTE DEL MANICO: HANNO SEQUESTRATO DUE NAVI A HORMUZ – CONTINUA IL MURO CONTRO MURO TRA I PASDARAN E GLI STATI UNITI: L’ESTENSIONE DEL CESSATE IL FUOCO DA PARTE DI TRUMP È L’ENNESIMO SEGNALE CHE AD AVERE IL PALLINO DELLA TRATTATIVA È IL REGIME TEOCRATICO, CHE CONTROLLA LO STRETTO DI HORMUZ. E RILANCIA:“GLI USA DEVONO CESSARE IL BLOCCO NAVALE PRIMA DI QUALSIASI CICLO DI NEGOZIATI. SIAMO PRONTI A DIFENDERCI CON SORPRESE E NUOVE CARTE INC AMPO” – TRUMP E NETANYAHU HANNO SOTTOVALUTATO LE SCORTE MISSILISTICHE DELLA REPUBBLICA ISLAMICA, IN GRADO DI PRODURNE, ANCHE SOTTO LE BOMBE, 200 AL MESE…
PASDARAN, SEQUESTRATE LE 2 NAVI COLPITE A HORMUZ
nave attraversa lo stretto di hormuz
(ANSA) – ROMA, 22 APR – Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno sequestrato le due imbarcazioni precedentemente colpite da armi da fuoco nello Stretto di Hormuz. Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, ripresa da Sky News Uk, le due navi erano “non conformi” e sono state identificate come la nave portacontainer Msc Francesca e la Epaminondas. Le due nave ha aggiunto che sono state “scortati fino alla costa iraniana”.
Tasnim ha inoltre affermato che le navi avevano “messo in pericolo la sicurezza marittima operando senza i permessi necessari e manomettendo i sistemi di navigazione”.
TEHERAN, ‘USA TOLGANO IL BLOCCO E NOI NEGOZIEREMO A ISLAMABAD’
(ANSA) – “Gli Stati Uniti devono cessare la loro ‘violazione del cessate il fuoco’ prima di qualsiasi nuovo ciclo di negoziati”. Lo ha affermato l’ambasciatore iraniano all’Onu Amir-Saeid Iravani al media iraniano Shargh, così come riportato da Al-Jazeera. “Non appena verrà revocato il blocco, il prossimo ciclo di negoziati si terrà a Islamabad – ha aggiunto – L’Iran è pronto a qualsiasi scenario. Non siamo stati noi a iniziare l’aggressione militare. Se cercano una soluzione politica, siamo pronti. Se cercano la guerra, l’Iran è pronto anche a quella”.
PASDARAN, ‘PRONTI A DIFENDERCI CON SORPRESE E NUOVE CARTE IN CAMPO
DONALD TRUMP – GUERRA ALL IRAN E URANIO ARRICHITO
(ANSA) – “Le Guardie Rivoluzionarie hanno affrontato l’aggressione criminale e terroristica degli Stati Uniti e del regime sionista, portandoli a commettere errori di valutazione e a chiedere un cessate il fuoco all’Iran”. Così in un comunicato stampa le Guardie Rivoluzionarie. “Siamo pronti a difendere il Paese e a creare sorprese che superino la comprensione e i calcoli del nemico guerrafondaio e traditore, utilizzando nuove carte sul campo di battaglia”, aggiungono i pasdaran.
MINISTRO IRAN, ‘NONOSTANTE BLOCCO ABBIAMO CIBO E BENI ESSENZIALI’
(ANSA) – “Le riserve strategiche iraniane di beni essenziali e alimentari sono state rifornite e il mercato gode di completa stabilità, nonostante le sanzioni, le restrizioni alle importazioni e i problemi sorti nei porti meridionali durante la guerra e il blocco”. E’ quanto ha affermato il ministro dell’Agricoltura Gholamreza Nouri, ieri sera.
“Abbiamo pianificato un’intensa produzione interna, nonché rotte di importazione alternative, poiché, grazie alla vastità del territorio iraniano, abbiamo la possibilità di importare da diversi confini con i nostri paesi vicini”, ha aggiunto, citato dall’agenzia Isna, affermando che “l’Iran gode di sicurezza alimentare, poiché circa l’85% dei suoi prodotti agricoli e dei beni essenziali viene prodotto all’interno del paese”.
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
TRUMP, ‘IRAN AL COLLASSO FINANZIARIO CON HORMUZ CHIUSO’
(ANSA) – “L’Iran sta collassando finanziariamente! Vogliono che lo Stretto di Hormuz venga riaperto immediatamente, sono a corto di soldi! Perdono 500 milioni di dollari al giorno. Militari e polizia si lamentano di non essere pagati. SOS!!!”. Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
TEHERAN, ‘GIUSTIZIATA STAMATTINA UNA SPIA DEL MOSSAD’
(ANSA) – “Un uomo di nome Mehdi Farid è stato giustiziato questa mattina per spionaggio a favore del regime sionista, per aver trasmesso informazioni sensibili sull’Iran al Mossad israeliano”. Lo ha dichiarato la magistratura iraniana in un comunicato stampa diffuso stamattina.
TEHERAN, ‘CARGO COLPITO IN OMAN? FINCHÉ RESTA BLOCCO USA, ANDRÀ COSÌ’
TRUMP E LO STRETTO DI HORMUZ – VIGNETTA BY NATANGELO
(ANSA) – “Finché gli Stati Uniti non porranno fine completamente alla libertà di navigazione delle navi da e verso l’Iran e viceversa, la situazione nello Stretto di Hormuz rimarrà sotto stretto controllo e inalterata rispetto allo stato precedente”.
Lo afferma, secondo l’agenzia iraniana Fars, il portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya (Pbuh) in merito alla portacontainer presa di mira da una nave pasdaran al largo dell’Oman.
Secondo la Fars, l’operazione nello Stretto di Hormuz è stata una azione di “enforcement”, messa in atto a seguito della “violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti e la continuazione dell’assedio navale all’Iran, nonché l’abbordaggio di una nave iraniana”.
I MISSILI DEI PASDARAN E LA SAPIENZA DEL QOELET
Giordano Stabile per “la Stampa”
Secondo fonti storiche persiane quando Crasso lanciò la sua spedizione contro l’impero dei Parti era convinto che l’invincibile fanteria romana avrebbe schiantato la cavalleria leggera avversaria. Gli arcieri dello scià Orode II lo avevano attirato in profondità in territorio ostile, desertico, tra le attuali Turchia e Siria, ma il rivale di Cesare era sicuro che avrebbero presto «finito le frecce». Aveva pessime informazioni di Intelligence.
Oggi le frecce si chiamano missili e droni ed è molto importante capire quanto gli attuali eredi dei Parti, i Pasdaran, ne abbiamo ancora. Le valutazioni occidentali situavano il numero di missili all’inizio della guerra tra i 1500 e i 5000. Le stime sono cresciute nel corso del conflitto, fino a un massimo di 15.000.
IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP
Lo stock degli aerei senza pilota è valutato invece tra i 45 e i 60 mila. Questa cifra è stata comunicata dai negoziatori iraniani ai pachistani, perché lo dicessero agli americani, a mo’ di monito. Ma è confermata da alcuni analisti indipendenti, come Patricia Marins. Marins calcola anche la capacità di produzione in 200-250 missili e 500 droni al mese.
L’arsenale è stato costruito fin dagli anni Novanta, e a ritmo serrato dal 2010 in poi, con una dozzina di modelli di missili e decine di linee di produzione, spostate via via al riparo dalle bombe nelle città sotterranee scavate nel granito. Altre stime, sempre di analisti americani, avvertono che anche il 60 per cento dei lanciatori si sarebbe salvato.
Ma pure gli iraniani cercano di capire in tutti i modi il livello degli arsenali nemici. I Tomahawk i sarebbero ancora 3000 ma le bombe furtive a lunga gittata, le micidiali Jassm, soltanto 400. Tutto questo ha un peso enorme nelle trattative in corso. Conoscere.
ALI LARIJANI IN PIAZZA A TEHERAN
Per vincere la guerra, o evitarla.
Il Pasdaran-filosofo Ali Larijani, protagonista delle trattative per l’accordo sul nucleare del 2015 amava citare Averroè: «L’ignoranza porta alla paura, la paura all’odio, l’odio alla violenza». Ma allora non aveva davanti Donald Trump. E poi ha fatto una brutta fine. Forse avrebbe dovuto citare, per lo meno con i consiglieri del presidente americano, le parole del Qoelet: «La sapienza vale più della forza, ma la sapienza dell’umile è disprezzata e le sue parole non sono ascoltate».
ali larijani
ALI LARIJANI XI JINPING
video della propaganda iraniana contro trump in stile inside out 2
PASDARAN, SEQUESTRATE LE 2 NAVI COLPITE A HORMUZ
nave attraversa lo stretto di hormuz
(ANSA) – ROMA, 22 APR – Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno sequestrato le due imbarcazioni precedentemente colpite da armi da fuoco nello Stretto di Hormuz. Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, ripresa da Sky News Uk, le due navi erano “non conformi” e sono state identificate come la nave portacontainer Msc Francesca e la Epaminondas. Le due nave ha aggiunto che sono state “scortati fino alla costa iraniana”.
Tasnim ha inoltre affermato che le navi avevano “messo in pericolo la sicurezza marittima operando senza i permessi necessari e manomettendo i sistemi di navigazione”.
TEHERAN, ‘USA TOLGANO IL BLOCCO E NOI NEGOZIEREMO A ISLAMABAD’
(ANSA) – “Gli Stati Uniti devono cessare la loro ‘violazione del cessate il fuoco’ prima di qualsiasi nuovo ciclo di negoziati”. Lo ha affermato l’ambasciatore iraniano all’Onu Amir-Saeid Iravani al media iraniano Shargh, così come riportato da Al-Jazeera. “Non appena verrà revocato il blocco, il prossimo ciclo di negoziati si terrà a Islamabad – ha aggiunto – L’Iran è pronto a qualsiasi scenario. Non siamo stati noi a iniziare l’aggressione militare. Se cercano una soluzione politica, siamo pronti. Se cercano la guerra, l’Iran è pronto anche a quella”.
PASDARAN, ‘PRONTI A DIFENDERCI CON SORPRESE E NUOVE CARTE IN CAMPO
DONALD TRUMP – GUERRA ALL IRAN E URANIO ARRICHITO
(ANSA) – “Le Guardie Rivoluzionarie hanno affrontato l’aggressione criminale e terroristica degli Stati Uniti e del regime sionista, portandoli a commettere errori di valutazione e a chiedere un cessate il fuoco all’Iran”. Così in un comunicato stampa le Guardie Rivoluzionarie. “Siamo pronti a difendere il Paese e a creare sorprese che superino la comprensione e i calcoli del nemico guerrafondaio e traditore, utilizzando nuove carte sul campo di battaglia”, aggiungono i pasdaran.
MINISTRO IRAN, ‘NONOSTANTE BLOCCO ABBIAMO CIBO E BENI ESSENZIALI’
(ANSA) – “Le riserve strategiche iraniane di beni essenziali e alimentari sono state rifornite e il mercato gode di completa stabilità, nonostante le sanzioni, le restrizioni alle importazioni e i problemi sorti nei porti meridionali durante la guerra e il blocco”. E’ quanto ha affermato il ministro dell’Agricoltura Gholamreza Nouri, ieri sera.
“Abbiamo pianificato un’intensa produzione interna, nonché rotte di importazione alternative, poiché, grazie alla vastità del territorio iraniano, abbiamo la possibilità di importare da diversi confini con i nostri paesi vicini”, ha aggiunto, citato dall’agenzia Isna, affermando che “l’Iran gode di sicurezza alimentare, poiché circa l’85% dei suoi prodotti agricoli e dei beni essenziali viene prodotto all’interno del paese”.
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
TRUMP, ‘IRAN AL COLLASSO FINANZIARIO CON HORMUZ CHIUSO’
(ANSA) – “L’Iran sta collassando finanziariamente! Vogliono che lo Stretto di Hormuz venga riaperto immediatamente, sono a corto di soldi! Perdono 500 milioni di dollari al giorno. Militari e polizia si lamentano di non essere pagati. SOS!!!”. Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
TEHERAN, ‘GIUSTIZIATA STAMATTINA UNA SPIA DEL MOSSAD’
(ANSA) – “Un uomo di nome Mehdi Farid è stato giustiziato questa mattina per spionaggio a favore del regime sionista, per aver trasmesso informazioni sensibili sull’Iran al Mossad israeliano”. Lo ha dichiarato la magistratura iraniana in un comunicato stampa diffuso stamattina.
TEHERAN, ‘CARGO COLPITO IN OMAN? FINCHÉ RESTA BLOCCO USA, ANDRÀ COSÌ’
TRUMP E LO STRETTO DI HORMUZ – VIGNETTA BY NATANGELO
(ANSA) – “Finché gli Stati Uniti non porranno fine completamente alla libertà di navigazione delle navi da e verso l’Iran e viceversa, la situazione nello Stretto di Hormuz rimarrà sotto stretto controllo e inalterata rispetto allo stato precedente”.
Lo afferma, secondo l’agenzia iraniana Fars, il portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya (Pbuh) in merito alla portacontainer presa di mira da una nave pasdaran al largo dell’Oman.
Secondo la Fars, l’operazione nello Stretto di Hormuz è stata una azione di “enforcement”, messa in atto a seguito della “violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti e la continuazione dell’assedio navale all’Iran, nonché l’abbordaggio di una nave iraniana”.
I MISSILI DEI PASDARAN E LA SAPIENZA DEL QOELET
Giordano Stabile per “la Stampa”
Secondo fonti storiche persiane quando Crasso lanciò la sua spedizione contro l’impero dei Parti era convinto che l’invincibile fanteria romana avrebbe schiantato la cavalleria leggera avversaria. Gli arcieri dello scià Orode II lo avevano attirato in profondità in territorio ostile, desertico, tra le attuali Turchia e Siria, ma il rivale di Cesare era sicuro che avrebbero presto «finito le frecce». Aveva pessime informazioni di Intelligence.
Oggi le frecce si chiamano missili e droni ed è molto importante capire quanto gli attuali eredi dei Parti, i Pasdaran, ne abbiamo ancora. Le valutazioni occidentali situavano il numero di missili all’inizio della guerra tra i 1500 e i 5000. Le stime sono cresciute nel corso del conflitto, fino a un massimo di 15.000.
IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP
Lo stock degli aerei senza pilota è valutato invece tra i 45 e i 60 mila. Questa cifra è stata comunicata dai negoziatori iraniani ai pachistani, perché lo dicessero agli americani, a mo’ di monito. Ma è confermata da alcuni analisti indipendenti, come Patricia Marins. Marins calcola anche la capacità di produzione in 200-250 missili e 500 droni al mese.
L’arsenale è stato costruito fin dagli anni Novanta, e a ritmo serrato dal 2010 in poi, con una dozzina di modelli di missili e decine di linee di produzione, spostate via via al riparo dalle bombe nelle città sotterranee scavate nel granito. Altre stime, sempre di analisti americani, avvertono che anche il 60 per cento dei lanciatori si sarebbe salvato.
Ma pure gli iraniani cercano di capire in tutti i modi il livello degli arsenali nemici. I Tomahawk i sarebbero ancora 3000 ma le bombe furtive a lunga gittata, le micidiali Jassm, soltanto 400. Tutto questo ha un peso enorme nelle trattative in corso. Conoscere.
ALI LARIJANI IN PIAZZA A TEHERAN
Per vincere la guerra, o evitarla.
Il Pasdaran-filosofo Ali Larijani, protagonista delle trattative per l’accordo sul nucleare del 2015 amava citare Averroè: «L’ignoranza porta alla paura, la paura all’odio, l’odio alla violenza». Ma allora non aveva davanti Donald Trump. E poi ha fatto una brutta fine. Forse avrebbe dovuto citare, per lo meno con i consiglieri del presidente americano, le parole del Qoelet: «La sapienza vale più della forza, ma la sapienza dell’umile è disprezzata e le sue parole non sono ascoltate».
ali larijani
ALI LARIJANI XI JINPING
video della propaganda iraniana contro trump in stile inside out 2

DAGOREPORT – LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI “DIOSCURI”, BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI – E IL “MAGGIORDOMO CIOCIARO” DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

DAGOREPORT – PERCHE’ ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA…

DAGOREPORT – SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE’, A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) – MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO – L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E’ STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI – MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA’ IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA…

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? – PORRE UNA DOMANDINA ALLA “PONTIERA IMMAGINARIA” DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L’INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L’INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E’ FRUTTO DI CHISSA’ QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL’INVIATA DEL “CORRIERE”, VIVIANA MAZZA, CHE L’HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E’ PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE – TRA UN BOMBARDAMENTO E L’ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO”…

DAGOREPORT – MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE’ MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI – LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L’AMEBA CIOCIARO NON L’HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E’ INVECE RIAVVICINATO ALLA “FAMIGLIA”) – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E’ COSI’ BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE “IL GIORNALE”, CHE PREFERISCA PIU’ INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ”A MISURA DUOMO” CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! IL RISIKO BANCARIO INIZIA SOLO ADESSO – SCARICATO CALTAGIRONE (NON SOLO DALL’ALLEATO MILLERI E DAI FONDI INTERNAZIONALI, MA ANCHE DA PALAZZO CHIGI, VEDI BANCO BPM, CARO AL LEGHISTA GIORGETTI, A FAVORE DI LOVAGLIO), ORA SI INIZIA A BALLARE LA RUMBA – SARÀ UN CASO CHE OGGI IL BOSS DI UNICREDIT, ANDREA ORCEL, ABBIA DECISO DI FAR PACE CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, RINUNCIANDO ALL’APPELLO CONTRO LA SENTENZA DEL TAR SUL GOLDEN POWER PER L’OPERAZIONE BPM? FORSE LA GUIDA SUPREMA DELLA SECONDA BANCA ITALIANA AVEVA URGENTE BISOGNO DI RIMUOVERE QUALSIASI POSSIBILE OSTACOLO POLITICO PER LANCIARSI IN NUOVE AVVENTURE? – NEL MIRINO, SI SUSSURRA A PIAZZA AFFARI, C’E’ LA PARTECIPAZIONE DI DELFIN (17,5%) IN MPS. E NON E’ UN CASO CHE UNICREDIT SIA IL PRINCIPALE FINANZIATORE DELLE VARIE ATTIVITA’ DELL’INDIAVOLATO LEONARDINO DEL VECCHIO – L’UNICO EREDE DEL VECCHIO SODALE DI MILLERI DEVE RAGGRANELLARE SUL MERCATO 11 MILIARDI, SOMMETTA NECESSARIA PER ACQUISIRE LE QUOTE DI DUE FRATELLI E PERMETTERE A MILLERI DI GUIDARE IN TRANQUILLITA’ L’IMPERO DI LUXOTTICA. MA SERVE ANCHE PER CHIUDERE L’ANNOSA PARTITA TESTAMENTARIA E DARE SODDISFAZIONI ALLE PRESSANTI RICHIESTE ECONOMICHE DEI RESTANTI EREDI. E PER FARLO, DIVENTA NECESSARIO CEDERE LE PARTECIPAZIONI DELFIN (SI PARTE DA MPS?)





















[analyse_source url=”https://www.dagospia.com/politica/gli-iraniani-stretto-dalla-parte-manico-continua-muro-contro-muro-i-471755″]



