Salvini e’ rimasto solo! – alla manifestazione che ha organizzato a milano sulla ‘remigrazione’…

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matteo salvini immigrati stranieri neri

LA DETAJANIZZATA FORZA ITALIA INIZIA A PRENDERE LE DISTANZE DAL SOVRANISMO DEL GOVERNO ALLA MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA DA SALVINI A MILANO SULLA “REMIGRAZIONE” NON PARTECIPERANNO GLI AZZURRI CHE, IN COMUNE A MILANO, HANNO VOTATO INSIEME AL PD L’ORDINE DEL GIORNO CONTRO L’EVENTO DELLA LEGA E HANNO ORGANIZZATO UN SIT-IN CON GLI IMMIGRATI DI SECONDA GENERAZIONE ALL’ARCO DELLA PACE (INIZIATIVA BENEDETTA DA DUE PESI MASSIMI DI FORZA ITALIA, LETIZIA MORATTI E MARCELLO DELL’UTRI) – FRATELLI D’ITALIA NON SI È ESPOSTA: I CONSIGLIERI MELONIANI SONO USCITI DALL’AULA DURANTE IL VOTO. UNA LINEA DI DISIMPEGNO PER LASCIARE SOLO IL CARROCCIO – IN PIAZZA CI SARA’ DANIELE BAGLIONE, SEGRETARIO PROVINCIALE DELLA LEGA A VERCELLI E VICESEGRETARIO REGIONALE IN PIEMONTE, CHE PERO’ PRIMA DI ANDARE A CIANCIARE A FAVORE DELLA “REMIGRAZIONE” PARTECIPERÀ ALL’INAUGURAZIONE DELLA SEDE DI UN’ASSOCIAZIONE ISLAMICA NEL SUO COMUNE…

IL LEGHISTA INCLUSIVO

DANIELE BAGLIONE

Estratto dell’articolo di Davide Depascale per https://lospiffero.com

 

[…] Tra questi è atteso anche Daniele Baglione, segretario provinciale della Lega a Vercelli, vicesegretario regionale e sindaco di Gattinara, che però in mattinata parteciperà all’inaugurazione della sede di un’associazione islamica nel suo comune. “Siamo tutti uomini al di là della religione”, ha dichiarato. Una posizione che stride con la retorica tradizionale del partito sul contrasto all’immigrazione  e alla religione musulmana e che, proprio nel giorno della manifestazione “padroni a casa nostra”, assume un valore emblematico delle contraddizioni interne.

 

REMIGRAZIONE E VELENI FORZA ITALIA SI SCHIERA CONTRO LA PIAZZA DI SALVINI

Estratto dell’articolo di Francesca Del Vecchio per “La Stampa”

IL SELFIE DI SALVINI CON UN IMMIGRATO

 

[…]  “Senza Paura. Padroni a casa nostra” (titolo scelto per l’appuntamento organizzato insieme ai Patrioti europei) ha mandato in tilt gli altri partiti del centrodestra che diserteranno la piazza. In principio era stata concepita come un nuovo “Remigration Summit”, un appuntamento imperniato sui valori del sovranismo internazionale. Contestatissimo da sinistra e da realtà studentesche e centri sociali che hanno annunciato ben tre contromanifestazioni.

 

letizia moratti foto lapresse

Nelle ultime settimane, Salvini aveva cambiato registro: meno enfasi sulla parola «remigrazione», più spazio al caro energia e al costo della vita ma soprattutto alle critiche all’Europa. Un modo per allargare il pubblico e abbassare la temperatura politica.

 

Nonostante questo, Forza Italia in Comune a Milano ha votato insieme al Pd l’ordine del giorno contro la manifestazione (beccandosi l’appellativo di «stampella di Sala») e ha organizzato un sit-in con gli immigrati di seconda generazione all’Arco della Pace per stamattina alle 10. Iniziativa benedetta da due pesi massimi azzurri, Letizia Moratti – «è un’importante occasione di ascolto. I nuovi italiani sono una risorsa per il Paese» – e l’ex senatore Marcello Dell’Utri secondo cui «anche Berlusconi avrebbe apprezzato».

 

marcello dell’utri alla presentazione del libro di matteo renzi 2

Fratelli d’Italia non si è esposta: nessun big nazionale ha ritenuto opportuno commentare, mentre in città, i consiglieri meloniani sono usciti dall’aula durante il voto sull’odg. Una linea di cautela che equivale a un disimpegno: lasciare alla Lega la responsabilità della giornata. È una frattura che si vede. E che rende più complicato il lavoro di Salvini, chiamato a compattare non solo la sua piazza, ma anche la stabilità del governo.

 

A maggior ragione visto che saranno presenti ministri leghisti di peso, quello dell’Economia Giancarlo Giorgetti e quello per l’Autonomia Roberto Calderoli, oltre ai governatori.

 

MATTEO SALVINI E ROBERTO VANNACCI – PONTIDA 2025

Poi c’è il capitolo Roberto Vannacci, ex vicesegretario leghista e fondatore di Futuro Nazionale, pure lui ha fatto sapere che non ci sarà. L’ex generale non ha apprezzato che «il tema della remigrazione sia stato cancellato» perché «una destra seria e pura non si vergogna di fare la destra».

 

Nella Lega […] la preoccupazione è la partecipazione. Per questo la giornata è stata costruita con attenzione: un corteo che raccolga partecipanti da Corso Venezia fino ai piedi del palco, interventi brevi, ritmo serrato e ospiti internazionali. Viktor Orban, dopo la sconfitta elettorale, manderà un videomessaggio. Lo stesso potrebbe decidere il leader del Rassemblement National francese, Jordan Bardella, anche se la sua presenza risulta ancora confermata. Dovrebbero essere a Milano l’olandese del “Partito delle Libertà”, Geert Wilders, e la leader greca di “Voce della ragione”, Afroditi Latinopoulou […]

orban salviniGEERT WILDERS – MARINE LE PEN – VIKTOR ORBAN – MATTEO SALVINI

IL LEGHISTA INCLUSIVO

DANIELE BAGLIONE

Estratto dell’articolo di Davide Depascale per https://lospiffero.com

 

[…] Tra questi è atteso anche Daniele Baglione, segretario provinciale della Lega a Vercelli, vicesegretario regionale e sindaco di Gattinara, che però in mattinata parteciperà all’inaugurazione della sede di un’associazione islamica nel suo comune. “Siamo tutti uomini al di là della religione”, ha dichiarato. Una posizione che stride con la retorica tradizionale del partito sul contrasto all’immigrazione  e alla religione musulmana e che, proprio nel giorno della manifestazione “padroni a casa nostra”, assume un valore emblematico delle contraddizioni interne.

 

REMIGRAZIONE E VELENI FORZA ITALIA SI SCHIERA CONTRO LA PIAZZA DI SALVINI

Estratto dell’articolo di Francesca Del Vecchio per “La Stampa”

IL SELFIE DI SALVINI CON UN IMMIGRATO

 

[…]  “Senza Paura. Padroni a casa nostra” (titolo scelto per l’appuntamento organizzato insieme ai Patrioti europei) ha mandato in tilt gli altri partiti del centrodestra che diserteranno la piazza. In principio era stata concepita come un nuovo “Remigration Summit”, un appuntamento imperniato sui valori del sovranismo internazionale. Contestatissimo da sinistra e da realtà studentesche e centri sociali che hanno annunciato ben tre contromanifestazioni.

 

letizia moratti foto lapresse

Nelle ultime settimane, Salvini aveva cambiato registro: meno enfasi sulla parola «remigrazione», più spazio al caro energia e al costo della vita ma soprattutto alle critiche all’Europa. Un modo per allargare il pubblico e abbassare la temperatura politica.

 

Nonostante questo, Forza Italia in Comune a Milano ha votato insieme al Pd l’ordine del giorno contro la manifestazione (beccandosi l’appellativo di «stampella di Sala») e ha organizzato un sit-in con gli immigrati di seconda generazione all’Arco della Pace per stamattina alle 10. Iniziativa benedetta da due pesi massimi azzurri, Letizia Moratti – «è un’importante occasione di ascolto. I nuovi italiani sono una risorsa per il Paese» – e l’ex senatore Marcello Dell’Utri secondo cui «anche Berlusconi avrebbe apprezzato».

 

marcello dell’utri alla presentazione del libro di matteo renzi 2

Fratelli d’Italia non si è esposta: nessun big nazionale ha ritenuto opportuno commentare, mentre in città, i consiglieri meloniani sono usciti dall’aula durante il voto sull’odg. Una linea di cautela che equivale a un disimpegno: lasciare alla Lega la responsabilità della giornata. È una frattura che si vede. E che rende più complicato il lavoro di Salvini, chiamato a compattare non solo la sua piazza, ma anche la stabilità del governo.

 

A maggior ragione visto che saranno presenti ministri leghisti di peso, quello dell’Economia Giancarlo Giorgetti e quello per l’Autonomia Roberto Calderoli, oltre ai governatori.

 

MATTEO SALVINI E ROBERTO VANNACCI – PONTIDA 2025

Poi c’è il capitolo Roberto Vannacci, ex vicesegretario leghista e fondatore di Futuro Nazionale, pure lui ha fatto sapere che non ci sarà. L’ex generale non ha apprezzato che «il tema della remigrazione sia stato cancellato» perché «una destra seria e pura non si vergogna di fare la destra».

 

Nella Lega […] la preoccupazione è la partecipazione. Per questo la giornata è stata costruita con attenzione: un corteo che raccolga partecipanti da Corso Venezia fino ai piedi del palco, interventi brevi, ritmo serrato e ospiti internazionali. Viktor Orban, dopo la sconfitta elettorale, manderà un videomessaggio. Lo stesso potrebbe decidere il leader del Rassemblement National francese, Jordan Bardella, anche se la sua presenza risulta ancora confermata. Dovrebbero essere a Milano l’olandese del “Partito delle Libertà”, Geert Wilders, e la leader greca di “Voce della ragione”, Afroditi Latinopoulou […]

orban salviniGEERT WILDERS – MARINE LE PEN – VIKTOR ORBAN – MATTEO SALVINI

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT – SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE’, A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) – MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO – L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E’ STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI – MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA’ IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA…

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? – PORRE UNA DOMANDINA ALLA “PONTIERA IMMAGINARIA” DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L’INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L’INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E’ FRUTTO DI CHISSA’ QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL’INVIATA DEL “CORRIERE”, VIVIANA MAZZA, CHE L’HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E’ PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE – TRA UN BOMBARDAMENTO E L’ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO”…

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT – MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE’ MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI – LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L’AMEBA CIOCIARO NON L’HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E’ INVECE RIAVVICINATO ALLA “FAMIGLIA”) – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E’ COSI’ BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE “IL GIORNALE”, CHE PREFERISCA PIU’ INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ”A MISURA DUOMO” CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE “QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI” NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO – DI PIU’: IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI – L’ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L’IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN’ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L’ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA “PORTA DELLE LACRIME”…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT – REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L’ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN – SOLO L’EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO “AMICO” DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: “SU DI LEI MI SBAGLIAVO”) – OGGI E’ STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL “BOMBARDIERE” NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA’ ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT – È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE – IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP (“IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI”), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE – IN CAMPO LA COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA – IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L’INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL’INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO…

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