Come sappiamo, Maverick Viñales è stato costretto a ritirarsi dal Gran Premio di Austin a causa dei problemi alla spalla che, dopo l’infortunio dello scorso anno, hanno continuato a tormentarlo.
Nonostante durante l’inverno – nel suo percorso di preparazione insieme a Jorge Lorenzo come coach – sembrasse che la spalla fosse guarita, con l’inizio del campionato i problemi sono riemersi, fino al punto che due settimane fa è stato necessario sottoporsi a un intervento chirurgico.
Tutto risale ai test pre-stagionali di Sepang a febbraio. In quell’occasione Maverick cadde, colpendo la stessa spalla che si era fratturato l’estate precedente al Sachsenring e disse: “Sono atterrato proprio sulla spalla! È stata la miglior prova che potessi fare. La spalla è perfetta, quindi per me è completamente guarita”
Ma i medici che lo hanno visitato successivamente sospettano che proprio quell’impatto in Malesia abbia allentato una delle viti inserite durante il precedente intervento. Il processo però è stato lento: la vite si è lentamente spostata mentre Maverick continuava ad allenarsi fino alle prime gare con la KTM: “È difficile da capire. I medici hanno detto che forse, nella caduta nell’ultima curva in Malesia, la vite si è mossa leggermente, e poi poco a poco ha iniziato a uscire”
In Brasile poi i problemi hanno iniziato ad essere evidenti. Maverick ha concluso la gara fuori dai punti ma sapeva che il suo rendimento non era quello abituale, indipendentemente dalle difficoltà della moto: “Anche se la moto va male oppure no, io non posso stare a questo livello. Non è normale per me”
Per avere certezze, prima di partire per Austin si è sottoposto a una TAC. I risultati hanno confermato che la vite si era spostata dalla sua posizione originale. Nonostante la notizia, ha comunque provato a scendere in pista nelle prove libere per capire se fosse in grado di sopportare il dolore.
Il COTA è un circuito fisicamente molto impegnativo, fatto di salti e frenate violente, e lì la spalla ha iniziato a farsi sentire in ogni curva: “Negli altri circuiti magari soffrivo solo in uno o due punti, ma qui è ovunque”
Il dottor Charte è stato molto chiaro sui rischi di continuare a correre in quelle condizioni: “Era meglio fermarsi e recuperare, perché ho parlato a lungo anche con il dottor Charte, e mi ha detto che sarebbe potuto succedere un disastro se fossi caduto di nuovo su questa spalla senza rimuovere la vite”
Al momento non si sa ancora se Viñales riuscirà a rientrare in tempo per la tappa di Jerez, ma il mese di stop dovuto allo spostamento del Qatar, causato dalla guerra in Medio Oriente, potrebbe aiutarlo nel recupero senza costringerlo a saltare più gare.