Come noto, la classe 1000 prototipi introdotta nel 2012 subirà una riduzione della cilindrata dalla prossima stagione. Oltre alla cilindrata limitata a 850 cc., nel nuovo regolamento 2027 saranno vietati i sistemi come gli abbassatori, inoltre l’aerodinamica verrà limitata e l’italiana Pirelli sostituirà Michelin come fornitore unico dei pneumatici. Le prime MotoGP ispirate alle nuove regole sono già in azione, i costruttori sembrano già avanti con il loro sviluppo. E uno dei temi più impattanti sarà proprio l’ultimo: le gomme.
Ebbene, Speedweek fa notare che con Pirelli i costruttori non partono esattamente dallo stesso punto: infatti Ducati, Honda e Yamaha collaborano da anni con Pirelli nel mondiale Superbike e hanno una certa esperienza, mentre KTM e Aprilia dovranno recuperare.
A che punto siamo tra Pirelli e MotoGP? Ricapitoliamo le varie tappe. I collaudatori dei cinque costruttori hanno avuto una prima opportunità di provare le gomme Pirelli a metà settembre 2025, il martedì successivo al GP di Misano. Poi, a dicembre, i team ufficiali hanno iniziato i test privati. Le prossime tappe? Il lunedì successivo al GP di Brno, quindi il 22 giugno, si svolgerà il primo test Pirelli; ci saranno un pilota titolare e un collaudatore per ogni costruttore. Quindi, il lunedì successivo al Gran Premio del Red Bull Ring, 21 settembre, tutti i piloti titolari potranno utilizzare le gomme Pirelli. Infine, il test di Valencia del 1° dicembre si svolgerà con i piloti titolari del 2027 e naturalmente con le gomme Pirelli.
Ivo Schutzbach di Speedweek ha interpellato Ducati e KTM. Per gli austriaci ecco Sebastian Risse, coordinatore tecnico delle arancioni in MotoGP e non tanto ottimista sulla stabilità delle nuove gomme. Lui teme che la durata nell’arco della gara non sarà garantita.
“Sarebbe bello se le gomme fossero costanti -ha dichiarato- ma in questo caso non lo saranno. Quando siamo entrati per la prima volta in MotoGP Michelin partiva da una posizione relativamente stabile: le gomme erano già state utilizzate nelle gare dell’anno precedente e quindi abbiamo ricevuto pneumatici che avevano già dimostrato il loro valore sul rispettivo circuito o che erano stati sviluppati sulla base di quell’esperienza. Ora mi aspetto che la situazione sia meno stabile rispetto al nostro debutto. Ma abbiamo il 2026 per conoscere le gomme, per sviluppare insieme le moto e le gomme.”
Davide Tardozzi crede invece che Pirelli possa fare grandi passi avanti: a suo avviso i tecnici del gommista italiano lavorano da tempo sulle gomme destinate ai prototipi.
“Sono certo – ha detto Tardozzi – che i progressi compiuti nel mondiale SBK nell’ultimo anno e mezzo siano legati al lavoro che Pirelli sta svolgendo in vista della MotoGP. In passato le gomme Pirelli si degradavano verso la fine delle gare, ma ora non è più così. Anche se la cilindrata del motore sarà ridotta, le nuove 850 saranno più potenti e più leggere rispetto a una superbike, comportando uno stress maggiore per i pneumatici. Pirelli ne è consapevole e sta già dimostrando di agire di conseguenza: in alcune gare del 2025, Toprak Razgatlioglu e Nicolò Bulega sono stati venti secondi più veloci rispetto all’anno precedente: non è merito della moto o del pilota, ma dei pneumatici.”