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Una telefonata che cambia tutto
Quando gli operatori del Mercy Full Project ha ricevuto la chiamata di una donna in difficoltà, nessuno immaginava cosa stesse per accadere. La donna raccontava una storia semplice e drammatica allo stesso tempo: una vicina le aveva chiesto di occuparsi di due cani per qualche giorno. Poi non era più tornata.
Entrambe le cagnoline erano incinte. Con il passare delle settimane avevano partorito. Ventuno cuccioli in totale. Troppi per una sola persona, soprattutto senza alcun supporto.
Pochi giorni dopo, la donna si è presentata al rifugio con le due mamme… e tutti i loro piccoli.
“Lo shock non basta nemmeno a descriverlo”
L’arrivo è stato travolgente. Una scena che chi lavora ogni giorno nel soccorso animale difficilmente dimentica: “La parola ‘shock’ non basta nemmeno a descriverlo – ha raccontato Heydi Acuna, fondatrice e direttrice di Mercy Full Project – . Nel momento in cui ci siamo resi conto che erano arrivate due mamme con 21 cuccioli minuscoli tra loro, l’intero rifugio è piombato nel silenzio. Poi sono arrivati incredulità, urgenza e dolore, tutto insieme”.
I cuccioli erano stati trasportati in una grande scatola di cartone che si è rotta mentre lo staff cercava di sollevarla. Hanno dovuto trascinarla con estrema attenzione all’interno. I piccoli erano tutti mescolati e il personale ha cercato di capire a quale mamma appartenessero osservando l’età e le dimensioni.
Sporchi, stanchi, ma finalmente al sicuro
Dopo il caos iniziale, è iniziata la parte più concreta e necessaria: prendersi cura di loro. I cuccioli erano sporchi e avevano un forte odore, le mamme erano coperte di pulci. Con pazienza, acqua calda e attenzioni, sono stati puliti, nutriti e messi al caldo.
Era solo l’inizio, ma già un passo enorme. Restare in rifugio non era la soluzione migliore. Tutti erano spaventati e stressati. Per questo lo staff ha deciso di affidarli rapidamente a diverse famiglie affidatarie, luoghi tranquilli dove potersi riprendere.
“Entrambe le mamme erano terrorizzate – ha spiegato Acuna – . Erano state appena sradicate, circondate da suoni, odori e persone sconosciute, mentre cercavano disperatamente di proteggere e accudire i loro cuccioli. Anche i piccoli erano spaventati, si aggrappavano alle loro mamme, senza capire cosa sarebbe successo dopo”.
La rinascita nelle case affidatarie
Una volta sistemati, qualcosa ha iniziato a cambiare. Giorno dopo giorno. “Oggi entrambe le mamme stanno benissimo – ha detto Acuna – . Finalmente possono riposare, decomprimere ed essere semplicemente cani, qualcosa che probabilmente non hanno avuto la possibilità di fare per molto tempo… I cuccioli sono vivaci, giocherelloni, curiosi e pieni di vita, esattamente come dovrebbero essere. Vederli saltare, lottare e esplorare sembra assistere alla speranza che prende forma”.
Alcuni dei cuccioli hanno già trovato una famiglia definitiva. Gli altri, insieme alle loro mamme, aspettano ancora. Dopo un inizio segnato dall’abbandono e dalla paura, ora li accompagna una possibilità concreta: quella di una vita diversa, fatta di cure, sicurezza e affetto. Una possibilità nata da una telefonata e da un rifugio che, per un attimo, è rimasto in silenzio davanti a ventuno piccoli battiti di cuore.
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