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Un signore senzatetto e la sua famiglia a quattro zampe.
Il signore era poco loquace, pacato e tendenzialmente silenzioso ma festoso se qualcuno ammirava i suoi cuccioli.
Nel suo silenzio c’era una miscela di pudore e orgoglio, di rabbia trattenuta e speranza ostinata. Ogni suo gesto era un equilibrio fragile tra il desiderio di essere visto e la paura di esserlo davvero.
Eppure, sotto gli strati di polvere e stanchezza, c’era un’umanità viva, che chiedeva poco: uno sguardo sincero, una parola gentile, le carezze per i suoi due angeli della strada, la conferma di esistere ancora per qualcuno.
I due angeli come famiglia
Accanto al signore senzatetto, raggomitolati nelle coperte logore che profumavano di pioggia e di una dignità testarda, c’erano i suoi angeli custodi: due meticci di media taglia dagli occhi profondi e sinceri.
La mano del signore accarezza delicatamente la testa del suoi cani mostrava un gesto di pura tenerezza. Era chiaro che i quattrozampe fossero il suo nord affettivo in un mondo incerto e ostile.
Entrambi i cani erano puliti, il loro pelo era indubbiamente lucido e sano, indossavano due collari, uno rosso e uno blu, ed erano avvolti in coperte e persino in quello che sembra essere un cappotto verde.
Era più che chiaro che il loro amico umano dava priorità al loro benessere e alla loro protezione dal freddo più che a sé stesso.
Il contrasto dei manti
La bellezza dei due cuccioloni era notevole. Uno dei due aveva un meraviglioso manto picchiettato, simile a quello di un Bracco e di un Cattle dog, mentre l’altro aveva un elegante manto nero corvino e una macchia bianca sul muso. Ma quello che mi aveva attratta sin dal giorno precedente quando li ho visti per la prima volta che oggi quando ho deciso di fermarmi e parlare con lui, era quel senso di famiglia che evocavano tutti e tre.
I due cagnoloni stavano abbracciati tra di loro: l’uno poggiava la testa sull’altro che sembrava gradire. Erano sereni. Felici. Stabili su quella coperta, noncuranti del resto del mondo.
Il senso di sicurezza
La posizione dei due cani, uno vigile che guardava di lato e l’altro che riposava tranquillo, suggeriva l’idea che si sentissero al sicuro l’uno con l’altro e accanto al loro compagno umano. E in effetti, era così. Alla fine, dopo il nostro scambio, e le carezze di mia figlia ai due cagnoloni, ho capito più che mai che casa non è sempre un luogo fisico fatto di quattro mura, ma è dove porti il cuore.
La casa abita nei legami e nel supporto reciproco tra esseri viventi che crei o non crei dentro una casa vera e che puoi creare sotto un ponte e un cielo piovoso.
I suoi due amici a quattrozampe non erano il solito escamotage per attirare il turista e chiedere l’elemosina, erano famiglia, erano stabilità, erano certezza.
Erano, senza dubbio, la sua ragione per sopportare un altro giorno, un’altra notte, un altro inverno rigido ceco. Era chiaro che quel signore con gli occhi piccoli e luminosi come due stelle non possedeva nulla, ma con i suoi amici a quattro zampe si sentiva l’uomo più ricco del mondo. Ha chiesto a mia figlia e me di accarezzarli perché voleva mostrarci la loro serenità e stabilità. Lo abbiamo fatto. Entrambi erano dolcissimi, sereni, socievoli.
Tra noi tre c’è stato un breve scambio fatto di un inglese stentato alternato a un linguaggio non verbale emozionante e intenso. Sguardi di empatia e di solidarietà. Era evidente che tra il signore senzatetto e i suoi due cani c’era un legame profondo e longevo.
Entrambi erano il suo scudo contro la solitudine, il suo abbraccio nel gelo di Praga e del cuore, il sussurro di speranza che il sole, alla fine, sarebbe sempre sorto.
E in quell’abbraccio silenzioso sotto un cielo indifferente e passi veloci di passanti infreddoliti e indifferenti, il signore senzatetto sapeva che per lui, i suoi amici a quattrozampe erano tutto.
E a lui, bastava quello.
Ho iniziato il nuovo anno con il cuore al caldo, mi sono sentita sotto la loro stessa coperta e mi sono sentita felice.
* Valeria Randone è psicologo e sessuologo clinico a Catania, Milano e online (www.valeriarandone.it) e autrice del libro “L’aggiustatrice di cuori – Le parole che riparano”. La sua grande passione per i cani l’ha portata a scrivere anche per La Zampa ed è nato la spazio “Per amore degli animali”
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