Suicidio prima dello sfratto a Sarzana, la sindaca: “Morte che lascia sgomenti, basta con l’ipocrisia del sis…

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Sarzana – “L’ennesima morte che lascia sgomenti. È ora di squarciare il velo di ipocrisia e di riportare al centro del dibattito un tema chiaro: ci sono solitudini profonde in tutte le comunità, migliaia e migliaia di fragilità distruttive che riguardano tutte le fasce d’età, di fronte alle quali gli strumenti che abbiamo a disposizione non bastano. Si infrangono di fronte al rifiuto di chi non riconosce la propria fragilità e viene lasciato nel vuoto di una finta libertà, con famiglie, operatori e istituzioni disarmate”. Così la sindaca di Sarzana Cristina Ponzanelli dopo il suicidio di un uomo di 63 anni di Sarzana che si è ucciso poco prima che l’ufficiale giudiziario arrivasse per lo sfratto. “Nessuno invoca imposizioni feroci – ha concluso -, ma si abbia il coraggio di dire che chiamare ‘libertà’ l’impotenza è una resa. Quando in un sistema si finge che certe situazioni, che sono tantissime, non esistano, finisce che non esistono nemmeno soluzioni”. Pucciarelli (Lega): “Tragedia che impone rispetto e silenzio” Sul caso interviene anche la senatrice capogruppo della Lega in commissione Difesa e presidente della commissione straordinaria per i diritti umani Stefania Pucciarelli e afferma: “La morte dell’uomo di Sarzana, che si è tolto la vita al momento dello sfratto, è una tragedia che colpisce profondamente e che impone rispetto e silenzio, non certo strumentalizzazioni”. “Invece di usare questi drammi per puntare il dito contro le istituzioni, i servizi sociali o singole norme specifiche, dovremmo avere il coraggio di guardare in faccia la realtà: – commenta Pucciarelli – esistono solitudini e fragilità così profonde che, pur volendo aiutare, spesso gli operatori e le amministrazioni non hanno strumenti per intervenire in modo efficace quando la persona rifiuta ogni sostegno”. “Nelle situazioni borderline, l’attuale ordinamento non consente forme di aiuto più incisive, se non nei casi estremi disciplinati dalla legge, e questo lascia famiglie, servizi e comunità disarmati di fronte a percorsi di autodistruzione che tutti vedono, anche con sofferenza, ma che nessuno può fermare davvero – evidenzia la senatrice -. Servirebbe una riflessione seria, condivisa e trasversale su come aggiornare le norme, per permettere alle istituzioni di stare concretamente accanto a chi vive momenti di difficoltà psichica e sociale legati alla propria storia di vita, senza abusare di strumenti coercitivi, ma senza neppure rifugiarsi nell’alibi di una ‘finta libertà’ che di fatto diventa abbandono”. “Esprimo la solidarietà alla famiglia della persona che ha perso la vita, ma anche alla sindaca Ponzanelli e agli operatori che in queste ore vengono attaccati – aggiunge -. È arrivato il momento, come dice la sindaca, di squarciare il velo di ipocrisia e delle strumentalizzazioni a fini politici: si deve smettere di limitarsi alle accuse e cercare, invece, di lavorare nella stessa direzione per costruire un quadro normativo che permetta un intervento tempestivo e proporzionato a tutela delle persone più fragili e delle loro comunità”.

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2026-02-12 19:50:50

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