Bit 2026, il viaggio cambia volto: “Prodotto? No, rete di relazioni”

by

in

[analyse_image type=”featured” src=”https://www.ilgiorno.it/image-service/view/acePublic/alias/contentid/ZTYwZmZlYTctZWMzOS00/0/bit-emanuele-guido-head-of-business-unit-home-fashion-leisure.jpg?f=16:9&w=1200&h=675″]

Emanuele Guido, Head of Business Unit Home, Fashion e Leisure di Fiera Milano

Emanuele Guido, Head of Business Unit Home, Fashion e Leisure di Fiera Milano

Milano – Viaggiare in cerca di autenticità. Viaggiare per conoscere ed evolvere. «Il settore del turismo è in continua evoluzione e la Bit 2026 nasce come risposta alle nuove richieste dei viaggiatori: una manifestazione che diventa piattaforma dove il settore si incontra non solo per fare business, ma per costruire contenuti e relazioni di qualità e interpretare i cambiamenti in atto». Va dritto al punto Emanuele Guido, Head of Business Unit Home, Fashion & Leisure Exhibitions di Fiera Milano. Di fronte al «turismo che cambia pelle» la Bit – Borsa Internazionale del Turismo, nei padiglioni di Fiera Milano a Rho, da martedì a giovedì prossimi – si presenta con un nuovo concept che rivoluziona l’approccio al settore.

Quali sono le novità più importanti?

«L’edizione di quest’anno nasce come risposta alle trasformazioni della società e alle nuove tendenze di consumo, non solo del turismo. E che capovolge l’approccio al settore, che parte dalla persona e non dal prodotto, che crea nuove connessioni, costruisce contenuti e relazioni di qualità dove il viaggiatore sarà ancora più protagonista, dialoga e si confronta. Il viaggio non è visto come un prodotto da vendere ma offre strumenti per offerte più articolate ed emozionali, esperienze autentiche e personalizzate».

Bit 2026 integra al networking una nuova visione strategica dove siamo tutti travel makers. Ce ne parla?

«La manifestazione sarà la casa per la community dei travel makers, cioè di tutti coloro che progettano, raccontano e sviluppano nuove esperienze, con ruoli diversi lungo la filiera. Operatori, destinazioni, istituzioni, ma non solo. Come l’influencer marketing, di chi muove passioni: bike, musica, cultura, enogastronomia. E il cuore della Bit sarà il Travel Makers Festival, spazio culturale e relazionale in cui è possibile esplorare il viaggio da tutti i punti di vista».

Qualche numero sull’edizione ?

«Intanto siamo arrivati alla 46esima edizione, avremo oltre mille espositori, quasi il 40% di provenienza straniera da 54 Paesi. La Polonia come Destination Partner d’eccezione. Sei arene, quattro dedicate a tematiche verticali e due main plaza, centinaia di appuntamenti in tre giorni, talk, workshop e occasioni di confronto».

Quali i filoni narrativi?

«Si parlerà di innovazione e tecnologia, di come l’intelligenza artificiale può impattare sull’autenticità del viaggio e del racconto. Di cineturismo, sostenibilità e Gen Z. Ma anche di formazione perché in questa evoluzione del settore c’è spazio per nuovi approcci e quindi nuove professioni».

Questo format con al centro la narrazione rappresenta una sfida: cosa vi aspettate?

«L’auspicio è che le persone che vengono in Bit possano tornare a casa con nuove idee, prospettive e magari un progetto di viaggio su misura».

[analyse_source url=”https://www.ilgiorno.it/milano/economia/bit-2026–nuq6gd0w”]


Analyse


Post not analysed yet. Do the magic.